{"id":63458,"date":"2021-03-19T10:30:58","date_gmt":"2021-03-19T09:30:58","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63458"},"modified":"2021-03-18T22:56:28","modified_gmt":"2021-03-18T21:56:28","slug":"il-mediterraneo-destino-ditalia-la-via-marittima-dellinteresse-nazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63458","title":{"rendered":"Il Mediterraneo, destino d\u2019Italia \u2013 La via marittima dell\u2019interesse nazionale"},"content":{"rendered":"<p>da<strong> TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p><strong>(Andrea Muratore)<\/strong><\/p>\n<div class=\"kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify\">Le rotte dell\u2019interesse nazionale italiano passano inevitabilmente per il Mediterraneo: sia nel caso in cui nel calcolo della proiezione geopolitica di una nazione si voglia dar priorit\u00e0 al posizionamento geografico[1], che in quelli che danno la priorit\u00e0 a fattori come il consolidato dei legami economici, sociali e politici costruiti nel suo vissuto storico o le direttrici geoeconomiche per Roma la rotta punta verso il \u201cGrande Mare[2]\u201d. Area geopolitica di proiezione degli interessi di diverse potenze di media e grande taglia, arena fondamentale per l\u2019economia nazionale, fondata sulla trasformazione manifatturiera e l\u2019apertura ai commerci e dunque necessariamente vincolata a vedere tutelata la libert\u00e0 di navigazione e la sicurezza marittima, porta verso il mondo africano e mediorientale che rappresentano la componente pi\u00f9 complessa dell\u2019estero vicino del Paese.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">L\u2019Italia negli scorsi anni ha avuto difficolt\u00e0 a mettere a sistema i complessi interessi che vincolano la sua azione di politica estera al teatro mediterraneo. Come da pi\u00f9 parti ricordato[3] gli ultimi decenni hanno visto l\u2019Italia fluttuare inoperosa tra i diversi vincoli (europei e atlantici in particolare) cui la nostra politica estera era condizionata senza mai interpretarli in chiave realista. Ovvero cercando nell\u2019agone mediterraneo la sua prima area d\u2019azione. Come invece riuscito a lungo agli esecutivi della Prima Repubblica, capaci di cogliere le opportunit\u00e0 offerte dall\u2019elaborazione di un\u2019agenda strategica mediterranea.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Il professor Marco Giaconi, recentemente scomparso, ha sintetizzato[4] nella ricerca di \u201cun ruolo occidentalista, ma autonomo, come vide lucidamente Fanfani\u201d l\u2019obiettivo di fondo ideale a cui i governi democristiani della Prima Repubblica ambirono, conseguendolo grazie alla visione strategica di figure come Enrico Mattei, Aldo Moro e lo stesso Fanfani. Ora, nel mondo competitivo della globalizzazione, all\u2019Italia serve un\u2019ulteriore consapevolezza della complessit\u00e0 degli scenari mediterranei e dei rischi e delle opportunit\u00e0 ad essi associati. A questo obiettivo tender\u00e0 la presente analisi, che proporr\u00e0 l\u2019agenda marittima del Paese partendo dai temi principali su cui una politica italiana volta a valorizzare la proiezione mediterranea dovrebbe insistere.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Tali temi riguardano, nell\u2019ordine:<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Il versante geo-economico, con particolare riferimento alla necessit\u00e0 italiana di tutelare uno spazio strategico che rappresenta la linea di passaggio principale dei suoi traffici commerciali.<\/div>\n<div dir=\"auto\">La questione, alla precedente tutt\u2019altro che disconnessa, della sicurezza energetica, che richiama alla necessit\u00e0 di una politica coerente per la copertura delle forniture di gas naturale e petrolio.<\/div>\n<div dir=\"auto\">La proiezione geopolitica e militare, il ruolo funzionale delle attivit\u00e0 della Marina Militare nell\u2019elaborazione dell\u2019interesse nazionale e la partecipazione alla partita della territorializzazione del mare con l\u2019identificazione delle Zone economiche esclusive (Zee).<\/div>\n<div dir=\"auto\">Il legame con i teatri africani e mediorientali e le conseguenti questioni securitarie connesse al rischio-Paese, al fattore immigrazione e alla prevenzione del terrorismo.<\/div>\n<div dir=\"auto\">La via marittima dell\u2019economia italiana<\/div>\n<div dir=\"auto\">Il mare rappresenta, a livello globale, la via maestra per il traffico merci. Il recente rapporto Italian Maritime Economy realizzato dal centro studi Srm (collegato a Intesa Sanpaolo) segnala come il trasporto marittimo e la logistica ad esso collegata coinvolgano il 90% delle merci scambiate su scala planetaria e generino circa il 12% del Pil globale[5].<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Passando al dettaglio dell\u2019Italia, il rapporto conferma un trend di traffico stabile negli ultimi 5 anni intorno alle 480\/490 milioni di tonnellate movimentate nell\u2019anno, anche se nel primo semestre 2020 l\u2019import\/export via mare ha subito l\u2019impatto dell\u2019emergenza sanitaria, registrando un calo del 21%[6]. Per quanto riguarda il fronte di traffici da e per il Canale di Suez, proxy del movimento merci nel Mediterraneo, la prima met\u00e0 del 2020 ha fatto segnare un forte calo delle spedizione dei container, pari al -15% (segno della frenata dell\u2019export da e verso Cina), bilanciato per\u00f2 dai transiti di navi di altri settori: oil (+11%) e dry (+42%). Il fenomeno della cancellazione di spedizioni gi\u00e0 programmate ha raggiunto a fine maggio 2,7 milioni di teu, pari all\u201911,6% della capacit\u00e0 totale di stiva, a fronte di una previsione globale di 7 milioni per l\u2019anno intero[7].<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">In termini di valore, nel 2016 il 55% dei 90 miliardi di euro di merci importate proveniva dal mare, in un contesto che vedeva il Mediterraneo essere interessato da circa il 20% del traffico marittimo planetario[8]. L\u2019importanza strategica del commercio marittimo non \u00e8 solo constatabile da questi dati, ma anche dalla natura dei prodotti che l\u2019Italia mobilita via mare: l\u2019Italia \u00e8, sotto il profilo industriale, piattaforma manifatturiera agganciata alle catene del valore globali e economia di trasformazione. Di conseguenza, la via marittima della nostra economia va letta in combinato disposto con lo sviluppo dei settori strategicamente pi\u00f9 legati a quello del commercio via mare: la cantieristica navale, la logistica, lo sviluppo infrastrutturale, la connettivit\u00e0.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Da non scordare, ovviamente, anche il tema del turismo, che con lo sviluppo di rotte di collegamento marittime trafficate ed efficaci ha un legame ombelicare, e settori come la pesca.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Guardando la questione a livello sistemica, l\u2019importanza del mare e della blue economy per il sistema-Paese \u00e8 segnalata dall\u2019elevato ritorno garantito dagli investimenti in blue economy. Luca Sisto e Matteo Pellizzari, in un capitolo del saggio Geopolitica del mare, hanno analizzato dettagliatamente i numeri del valore aggiunto prodotto dal cluster marittimo: esso \u201ccontribuisce al prodotto interno lordo nazionale per 31,6 miliardi di euro (2,03%) e d\u00e0 occupazione a circa il 2% della forza lavoro del Paese (471mila persone)\u201d tra addetti e indotto. Risulta inoltre importante il fatto che il moltiplicatore del reddito e dell\u2019occupazione siano pari rispettivamente a 2,63 e 2,77[9].<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Una riflessione in particolare merita la questione infrastrutturale legata al ruolo delle autorit\u00e0 portuali. Esse sono state soggette alle dinamiche di sviluppo del Piano strategico per la portualit\u00e0 promosso dal governo Renzi, che si riproponeva l\u2019obiettivo ambizioso di \u201cfare sistema\u201d. Tuttavia, nelle iniziative politiche a lungo termine poca chiarezza \u00e8 stata fatta su quale scalo tra i principali (da Genova a Trieste, da Napoli a Taranto) dovesse acquisire maggiore centralit\u00e0. Molto si \u00e8 discusso, in particolare, del capoluogo giuliano, a lungo interessato da manovre cinesi funzionali alla ricerca di uno scalo italiano da inserire nel quadro della Nuova via della seta[10], opportunit\u00e0 ritenuta interessante anche dall\u2019ex ministro degli Esteri Franco Frattini, secondo il quale \u201c\u201cNoi italiani abbiamo una possibilit\u00e0 straordinaria. I cinesi sono interessati a Trieste e Venezia, ce lo hanno detto chiaramente [\u2026]. Possiamo trasformare Venezia o il golfo di Trieste in uno degli snodi principali per i commerci che transitano verso il Nord Europa. Dovremmo cogliere al volo questa occasione. Fare arrivare ai nostri porti qualche centinaia di milioni di container provenienti dal Sud e che passano dal Canale di Suez, vuol dire risparmiare 15 giorni di navigazione intorno all\u2019Africa\u201d[11].<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Il porto di Trieste, tra i maggiori scali italiani nel Mediterraneo<\/div>\n<div dir=\"auto\">Tuttavia, l\u2019aumento della competizione geopolitica tra Stati Uniti e Cina e lo scarso approccio sistemico dell\u2019Italia ai rapporti con la Repubblica Popolare, oltre al vuoto decisionale sulle rimanenti infrastrutture strategiche hanno portato a una scarsa concretizzazione di questi nuovi scenari. Ben pi\u00f9 ampia la visione della Germania, che per mezzo dell\u2019autorit\u00e0 pubblica che gestisce il porto di Amburgo, Hhna, tra settembre e ottobre 2020 ha formalizzato un investimento miliardario nello scalo giuliano, risultando ben pi\u00f9 consapevole rispetto a Roma delle opportunit\u00e0 dell\u2019integrazione infrastrutturale tra le piattaforme industriali del Nord Italia e il cuore dell\u2019Europa[12].<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Sui porti, andrebbe garantita maggiore coordinazione tra i ruoli dei diversi scali (tipologie di merci e materie trasportate, subalternit\u00e0 dei porti minori a una ridotta serie di hub principali) e impostata un\u2019accelerazione sulla costruzione di reti di trasporto intermodale, vincolando alla presenza di attori nazionali le alleanze con attori esteri. Non giocare la partita dei porti significa escludersi volontariamente dalla corsa strategica che coinvolge il Mediterraneo: e lo stesso vale anche per il sempre pi\u00f9 caldo fronte energetico.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Pensare strategicamente la politica energetica mediterranea<\/div>\n<div dir=\"auto\">La politica energetica del nostro Paese \u00e8 fortemente vincolata all\u2019agenda mediterranea, ma la risultante delle azioni intraprese negli ultimi anni ha condotto a scelte molto spesso contraddittorie. Questo per un\u2019ampia gamma di fattori: in primo luogo, la difficolt\u00e0 per il sistema-Paese istituzionale di ampliare il raggio d\u2019azione e sfruttare come moltiplicatore di potenza[13] l\u2019azione dei \u201ccampioni nazionali\u201d del settore (Eni[14], Snam e Saipem soprattutto), che troppo spesso, come ricordato con lucidit\u00e0 da Alessandro Aresu[15], si trovano a dover svolgere una funzione di supplenza dell\u2019azione politica; in secondo luogo, per la cronica difficolt\u00e0 nel definire la strategia ideale per il mix energetico nazionale e cavalcare, di conseguenza, la svolta graduale verso la predominanza nel gas naturale, risorsa oltremodo contesa nel contesto mediterraneo; infine, proprio per i continui dietrofront e le incertezze che, dall\u2019archiviazione definitiva del progetto South Stream nel 2014, ha caratterizzato la politica infrastrutturale connessa allo sviluppo dei gasdotti.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Trasversale a ci\u00f2 \u00e8 la discutibile scelta perseguita dai due pi\u00f9 recenti esecutivi di \u201ccastrare\u201d il settore nazionale di estrazione[16] riducendo gli spazi di manovra per l\u2019estrazione di gas e petrolio nell\u2019offshore nazionale.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Il \u201cMED &amp; Italian Energy Report\u201d realizzato dal gi\u00e0 citato centro studi Srm e dall\u2019Esl@Energy Center del Dipartimento energia del Politecnico di Torino, studio a cui hanno collaborato il \u201cJoint Research Center\u201d della Commissione europea e la Fondazione Matching Energies ha nel 2019 misurato con precisione la dipendenza energetica del sistema Paese: \u201cL\u2019Italia ha il grado pi\u00f9 elevato di dipendenza energetica dall\u2019estero tra i maggiori paesi europei: il 78,6% contro il 47,3% della Francia, il 64% della Germania e il 76,3% della Spagna. Per il gas naturale, il peso dell\u2019import \u00e8 superiore al 90% (contro una media Ue di circa il 70%[17]\u201d. Tutto questo nonostante una crescente spinta verso l\u2019efficienza energetica e la valorizzazione delle rinnovabili che ha determinato rilevanti risparmi di energia stimati, nel periodo 2014-2018, in circa 11,8 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio[18].<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Il giacimento Eni di \u201cZohr\u201d<\/div>\n<div dir=\"auto\">Economia e geopolitica sono profondamente interrelate nel contesto dell\u2019energia: fattispecie ancor pi\u00f9 vera quando si fa riferimento all\u2019animato teatro mediterraneo, reso estremamente competitivo dalla crescente sovrapposizione di interessi divergenti legati principalmente al gas naturale: dal giacimento egiziano \u201cZohr\u201d a quello israeliano \u201cLeviathan\u201d nuovi giacimenti ridisegnano la geografia delle disponibilit\u00e0 energetiche; Stati estremamente dinamici come la Turchia di Recep Tayyip Erdogan, in maniera molto spesso \u201ccorsara\u201d sfruttano interpretazioni elastiche del diritto internazionale o vuoti di potere per inserirsi attivamente nella competizione per la sicurezza energetica nelle acque del Mediterraneo orientale; sul \u201cGrande Mare\u201d si proiettano poi le ombre della guerra fredda del gas[19] tra Stati Uniti e Russia, con Washington che ha promosso iniziative regionali (come l\u2019alleanza greco-cipriota-israeliana che ha dato origine a EastMed) per silurare l\u2019influenza del Cremlino.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Si aggiunga a ci\u00f2 la spinta mondiale verso la decarbonizzazione, che porta gli attori pi\u00f9 pragmatici, e i grandi colossi para-statali quali Eni e la francese Total, a puntare molte carte sull\u2019oro blu. In un\u2019intervista ad Avvenire, l\u2019amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi ha usato toni di grande rilevanza politica sottolineando la necessit\u00e0 di riplasmare i rapporti economici tra le diverse sponde del Mediterraneo e evidenziando che \u201cesistono singole volont\u00e0 di supremazia ispirate a interessi geopolitici\u201d che hanno il loro epicentro proprio nel gas naturale[20]. Realt\u00e0 fattuale troppo spesso negata dall\u2019Italia.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Presidiare le rotte del gas, diversificare fonti e fornitori in funzione della necessit\u00e0 e procedere a un riassetto del paniere di importazioni e produzioni interne per ridurre la dipendenza dai mercati stranieri e dalle tensioni geopolitiche del Mediterraneo \u00e8 una sfida cruciale per il sistema-Paese[21].<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Questo si riflette in altrettante necessit\u00e0 operative. In ordine crescente di distanza dal Paese, abbiamo la necessit\u00e0 di promuovere il rilancio dell\u2019offshore gasiero adriatico abbandonato dal governo giallo-verde nel 2018-2019; la spinta a gestire le importazioni energetiche nordafricane (gas e, in misura ora minore, petrolio) tutelando e valorizzando la posizione italiana in Libia e Algeria; l\u2019obbligo di fare i conti con la sempre pi\u00f9 complessa contesa Mediterraneo orientale in cui, grazie ai nuovi giacimenti Zohr (Egitto, scoperto da Eni) e Leviathan (Israele) si sta sviluppando un nuovo hub regionale del gas e in cui, come detto, Erdogan appare come il cane sciolto e, come ha ricordato l\u2019analista Mirko Mussetti nel suo pregevole saggio Axeinos!, il vero rivale strategico del nostro Paese[22]. Attivismo in Libia e mosse spericolate a Cipro insegnano.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Per gestire al meglio questa complessit\u00e0, occorre capire che il sistema mediterraneo \u00e8 tutt\u2019altro che resiliente a shock politici o scenari imprevisti, e dunque risulta necessario una strategia geopolitica capace di bilanciare opportunit\u00e0 e rischi, e non destinata a mutare al variare delle coalizioni di governo o delle pressioni esterne, come accaduto nel contesto dell\u2019addio a South Stream o nell\u2019adesione frettolosa al consorzio EastMed a fianco di un Paese, la Grecia, che (legittimamente) era favorito dal lassismo italiano sul gas naturale e poteva dunque progettare di esportare l\u2019oro blu estratto al confine tra le acque territoriali non presidiate da Roma[23].<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">L\u2019accettazione del gas azero trasportato dal gasdotto Tap, al contempo, fa venire crescenti dubbi sulle motivazioni strategiche che, ai tempi della crisi ucraina del 2014, hanno definitivamente affondato South Stream, negoziato con forza bipartisan dai governi di Romano Prodi e Silvio Berlusconi nel primo decennio del nuovo secolo, e sulle favorevoli conseguenze sulla diversificazione energetica che la coesistenza dei due gasdotti avrebbe potuto garantire.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">L\u2019Italia e la Marina Militare nel Mediterraneo allargato<\/div>\n<div dir=\"auto\">Economia ed energia sono dossier caldi e fondamentali che vanno coniugati con gli aspetti securitari che trasversalmente impattano con le dinamiche odierne del Mediterraneo. Il \u201cGrande Mare\u201d si affaccia su un arco di crisi che, dalla Libia al Medio Oriente, \u00e8 stato notevolmente perturbato negli ultimi anni e per il nostro Paese le necessit\u00e0 securitarie impongono ragionamenti di ordine sistemico.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Dall\u2019approvvigionamento delle fonti energetiche al libero mantenimento dei traffici marittimi, passando per la tutela degli asset italiani (dalle forze stanziate oltreconfine alle imprese presenti nel bacino del Mediterraneo) la proiezione strategica e militare nazionale \u00e8 funzionale all\u2019obiettivo di Roma di ottenere un contesto mediterraneo stabilizzato e in cui sia garantita la pacifica circolazione dei vascelli e degli scambi.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Nell\u2019elaborazione strategica di Roma il concetto di sicurezza nei teatri marittimi non prende solo in considerazione il Mare Nostrum di romana memoria ma \u201cquell\u2019area che ha il nostro mare come bacino principale\u201d ed \u00e8 collegata \u201ca tutti i mari e a tutte le aree che lo circondano e che, apparentemente, non rientrano nel suo ambito. Il Mediterraneo per come lo intendiamo noi \u00e8 un mare piccolo, semichiuso, fondamentalmente secondario nelle logiche delle grandi potenze internazionali. Ma preso insieme ad altre aree ed altri bacini ad esso vicini o collegati culturalmente, politicamente e geograficamente, il Mediterraneo diventa il centro di interessi strategici fondamentali che ad esso sono connessi[24]\u201d. Si parla dunque di \u201cMediterraneo allargato\u201d coinvolgendo nello scenario geopolitico di riferimento il Mar Rosso, il Corno d\u2019Africa, il Mar Nero, le sponde atlantiche dell\u2019Africa settentrionale e, in profondit\u00e0, il Sahel, legato strategicamente al Mediterraneo in quanto centrale nella rotta migratoria.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">L\u2019arrivo della portaerei \u201cCavour\u201d a Norfolk, in Virginia, il 14 febbraio scorso<\/div>\n<div dir=\"auto\">Da diversi decenni la Marina Militare, capace di adottare visioni strategiche complementari a quelle dell\u2019Alleanza Atlantica, ha sviluppato una sensibilit\u00e0 geostrategica non sempre corrisposta dalla visione \u201ccontinentale\u201d della politica nazionale e in grado di travalicare la tradizionale visione eurocentrica delle priorit\u00e0 securitarie del Paese[25]. La Marina, ha ricordato l\u2019analista Alberto De Sanctis, \u201cappartiene al novero delle flotte europee di punta in termini di capacit\u00e0 belliche, bilanciamento complessivo, qualit\u00e0 dei mezzi e preparazione del personale[26]\u201d e mantiene una grande capacit\u00e0 di elaborazione strategica.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Le linee guida della Marina, ha scritto Amedeo Maddaluno su Eurasia, non mettono in discussione il collocamento atlantico della forza navale italiana ma riconoscono la nascita di uno scenario multipolare in luogo di quello unipolare a guida statunitense, ribadendo, in evidente anticipo sulla politica, la presenza di un \u201cinteresse nazionale proprio, non sacrificabile sull\u2019altare dell\u2019Occidente\u201d, che passa in larga parte per la sicurezza del Mediterraneo allargato[27].<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">La sicurezza economica, assieme a quella energetica, rientra senz\u2019altro nel perimetro della sicurezza nazionale[28] ma non \u00e8 chiaramente ad essa sovrapponibile. La Marina Militare ha saputo, negli ultimi tempi, garantire il presidio alla sicurezza nazionale italiana nel teatro del Mediterraneo allargato con operazioni anti-pirateria nel Golfo di Aden e nel Golfo di Guinea[29], con il contro-bilanciamento dell\u2019attivismo turco nelle acque di Cipro, con la conduzione delle operazioni nelle acque oggetto di movimenti migratori, col sostegno alle Marine dei Paesi alleati e con il rafforzamento delle capacit\u00e0 di Maritime State building della vicina Libia. A partire dalla Legge Navale del 1975 lo sviluppo della flotta ha seguito l\u2019intuizione dell\u2019ammiraglio Gino de Giorgi secondo cui il mare e gli oceani sarebbero diventati un fondamentale terreno di confronto e, per dirla con l\u2019ammiraglio Ferdinando Sanfelice di Monteforte, il Lungotevere delle Navi \u00e8 stato in grado di \u201ccapire la situazione geostrategica contemporanea e le future prospettive di evoluzione, richiamando l\u2019attenzione della classe politica sull\u2019obiettivo di evitare il declino della Marina[30]\u201d. Gli stanziamenti degli ultimi anni hanno aumentato le disponibilit\u00e0 materiali della Marina, incrementando la disponibilit\u00e0 di naviglio multimissione adatto all\u2019operativit\u00e0 autonoma in alto mare[31]. La crescente valorizzazione della capacit\u00e0 aeronavale[32], il progetto di fregate FREMM e il varo di unit\u00e0 di punta quali la nuova nave \u201cTrieste\u201d vanno nella direzione di aumentare le frecce all\u2019arco della Marina Militare, favorirne l\u2019operativit\u00e0 in diversi contesti ambientali e unire a una crescita qualitativa e quantitativa dei mezzi a disposizione anche una preparazione ai diversi tipi di confronto strategico e militare del XXI secolo.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">La nuova sfida appare la corsa crescente alla territorializzazione del mare che sta andando in scena in tutto il bacino del Mediterraneo, attraverso la proclamazione di \u201cZone economiche esclusive\u201d sulle acque territoriali secondo le prescrizioni della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) firmata a Montego Bay il 10 dicembre 1982, una partita in cui Turchia, Libia, Grecia, Algeria sono, ai confini marittimi del Paese, intente a partecipare con forza e in cui anche Roma sta definendo le sue modalit\u00e0 di inserimento[33].<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Non va inoltre sottovalutata l\u2019attenzione prestata da Palazzo Marina per il nuovo dominio della competizione geopolitica e geostrategica, lo spazio, manifestata nel 2020 dalla creazione all\u2019interno della Marina Militare di un Ufficio Spazio e Innovazione Tecnologica, fortemente voluta dal Capo di Stato Maggiore, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, che nelle linee guida strategiche per l\u2019arma navale ha ricordato che \u201cla Marina \u00e8 chiamata nel quadro interforze a contribuire anche al potenziamento delle dimensioni cibernetica e spaziale\u201d. Tali prospettive saranno in futuro suscettibili di un ulteriore e considerevole ampliamento, come ha avuto modo di ricordare Lorenzo Vita su Analisi Difesa[34]: \u201cl\u2019incrociatore portaelicotteri Garibaldi \u00e8 diventato infatti oggetto di un ampio lavoro di ammodernamento che rientra nel progetto \u201cSIMONA\u201d (Sistema Italiano Messa in Orbita da Nave). L\u2019obiettivo di questa iniziativa \u00e8 quello di studiare la possibilit\u00e0 che il Garibaldi venga impiegato come piattaforma di lancio per satelliti\u201d, aprendo dunque alla possibilit\u00e0 di un rafforzamento delle capacit\u00e0 di accesso autonome del nostro Paese allo spazio e alla partita economica e geopolitica che ruota attorno ad esso[35].<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">La Marina \u00e8 punta di lancia del progetto geopolitico del Paese, e unisce le prescrizioni del dato geografico (come diceva Antonio Gramsci[36], \u201cperch\u00e9 uno Stato dovrebbe rinunziare alle sue superiorit\u00e0 strategiche geografiche, se queste gli diano condizioni favorevoli?\u201d) a un\u2019elaborazione coerente della sicurezza italiana nel contesto multipolare, in cui le questioni economiche sono debitamente tenuta in considerazione. A Palazzo Marina la politica deve guardare per costruire al meglio un\u2019agenda mediterranea che sappia indicare i temi prioritari.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Conclusioni<\/div>\n<div dir=\"auto\">Nella prefazione a L\u2019Italia nel mondo, saggio a pi\u00f9 voci edito dal \u201cCircolo Proudhon\u201d nel 2016 il giornalista Fulvio Scaglione faceva, con puntualit\u00e0, notare: \u201cL\u2019Italia vive di una schizofrenia di fondo che la esalta e la deprime allo stesso tempo. Godiamo e patiamo di una posizione geografica decisiva nel Mediterraneo\u201d, evocativamente definito \u201cil mare dov\u2019\u00e8 cominciato tutto e dove tutto continua a svolgersi. Siamo esaltati e frustrati da una fantasia politica che vorrebbe mettere a frutto quel patrimonio e, quando trova il modo per farlo, deve poi render conto a potentati maggiori e vincoli ineludibili[37]\u201d.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">L\u2019analisi di Scaglione \u00e8 ancor pi\u00f9 rilevante alla luce di quanto considerato in questa analisi, che ha presentato la salienza e il peso strategico degli interessi e delle opportunit\u00e0 cui l\u2019Italia si trova di fronte nel teatro mediterraneo, scenario nel quale ha potuto performare al meglio solo nei casi in cui politica e mondo economico hanno avuto la forza di pensare la regione come un tutt\u2019uno organico e agire facendo sistema. La lezione di Mattei, Fanfani, Moro \u00e8 nota e deve guidare il ragionamento nazionale di politica estera: l\u2019Italia, media potenza ben ancorata ai principali consessi globali, non pu\u00f2 fare a meno di vedere nel suo spazio geografico e geopolitico di riferimento il teatro primario d\u2019azione.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">I decisori strategici della Prima Repubblica seppero individuare un set di priorit\u00e0 (sicurezza energetica, commercio, prevenzione del terrorismo, diplomazia multilaterale) attorno a cui costruire una seria e coerente agenda mediterranea. Oggi ci\u00f2 che manca alla politica \u00e8 proprio la capacit\u00e0 di fare altrettanto, proiettando questa visione in un\u2019ottica di lungo termine. L\u2019interesse nazionale del Paese passa per le acque agitate del \u201cGrande Mare\u201d, crocevia di appetiti, interessi e problematiche di ampia portata e al contempo proiezione del Paese sul mondo. Voltare le spalle al Mediterraneo sarebbe dannoso, operare nelle sue dinamiche in maniera superficiale creerebbe danni ancora peggiori. Serve, al Paese, un grande sforzo organico per riscoprire la propria identit\u00e0 mediterranea e, al contempo, valorizzare gli asset presenti per ottenere obiettivi politici.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Arrivando al nocciolo della questione, si noter\u00e0 che le priorit\u00e0 non sono mutate dai tempi della Prima Repubblica: commercio ed energia, ad esempio, sono temi ancor pi\u00f9 salienti in questa fase storica che vede il Mediterraneo snodo di primaria importanza, mentre a Roma risulterebbe estremamente benefico uno sforzo diplomatico e politico capace di ridurre le tensioni politiche nel teatro mediterraneo, per governare le quale, come abbiamo visto, gli strumenti e le dottrine di hard power, non mancano. A fare la differenza sono gli uomini, i decisori strategici e gli operatori sul campo: solo da una grande comprensione della priorit\u00e0 dell\u2019agenda mediterranea potr\u00e0 nascere una coscienza politica in grado di rendere, nuovamente, l\u2019Italia attore di primo piano nel \u201cGrande Mare\u201d.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">******************************************************<\/div>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-63459\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/160219596_4064759336908341_8852009728419304674_o-300x205.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"205\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/160219596_4064759336908341_8852009728419304674_o-300x205.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/160219596_4064759336908341_8852009728419304674_o-768x525.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/160219596_4064759336908341_8852009728419304674_o.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">NOTE:<\/div>\n<div dir=\"auto\">[1] \u00c8 il caso della serie di studi geopolitici che fa riferimento alla \u201cScuola di Monaco\u201d e ai lavori di Karl Hausofer cfr. Michel Korinman, Quand l\u2019Allemagne pensait le monde. Grandeur et d\u00e9cadence d\u2019une g\u00e9opolitique, Fayard, 1990<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[2] Espressione resa celebre da un omonimo libro del saggista David Abulafia la cui lettura \u00e8 estremamente consigliata per capire la complessit\u00e0 del vissuto storico del Mediterraneo.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[3] Lucio Caracciolo, Proviamo a esistere, Limes 5\/2018 \u201cQuanto vale l\u2019Italia\u201d.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[4] Andrea Muratore,Interesse nazionale, storia, cultura, identit\u00e0: la grande sfida di riunire l\u2019Italia, Osservatorio Globalizzazione, 31 luglio 2020.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[5] Rapporto Srm (Gruppo Intesa Sanpaolo) sulla Italian Maritime Economy: il 90% delle merci viaggia via mare, Industria Italiana, 5 ottobre 2020.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[6] Ibid.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[7] Ibid.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[8] AA.VV., Geopolitica del mare, Mursia, Milano 2018, pag. 8.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[9] Luca Sisto, Matteo Pellizzari, Il ruolo dei traffici marittimi nel sistema economico nazionale in AA.VV, Geopolitica del mare, op. cit., pag. 69.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[10] La Cina mette nel mirino Trieste, Inside Over, 13 febbraio 2019.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[11] Alessandra Spalletta, Cos\u00ec la Cina cambier\u00e0 e metter\u00e0 l\u2019Occidente alle strette. Intervista a Franco Frattini, Agi, 3 marzo 2018.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[12] Per Trieste il Presidente dell\u2019Autorit\u00e0 Portuale, Zeno d\u2019Agostino, ha parlato di un ritorno del Paese alle prospettive strategiche dell\u2019et\u00e0 asburgica, cfr. Arvea Marieni,Da Pechino ad Amburgo. La svolta di Trieste spiegata da Zeno D\u2019Agostino, Formiche, 1\u00b0 ottobre 2020.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[13] Andrea Muratore, Il paradosso di Eni: sostenuta all\u2019estero, frenata all\u2019interno, Inside Over, 27 marzo 2019.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[14] Su Eni nel Mediterraneo rimandiamo all\u2019esaustiva analisi pubblicata da Gianmarco Gabriele Marchionna per \u201cAnalytica\u201d sul tema dell\u2019energy diplomacy.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[15] Dai campioni nazionali al golden power: le prospettive della tutela del sistema-Paese,Osservatorio Globalizzazione, 7 aprile 2020.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[16] Gianni Bessi, Il governo Conte II \u00e8 amico o nemico dell\u2019oil&amp;gas?, StartMag, 25 dicembre 2019.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[17] Vito de Ceglia, Energia: Italia sale l\u2019import e la spesa pubblica aumenta, La Repubblica, 9 aprile 2019.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[18] La situazione energetica in Italia: si consolida il ruolo delle energie rinnovabili e diminuisce la dipendenza estera, Ministero dello Sviluppo Economico, 11 luglio 2019.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[19] Guido Dell\u2019Omo, Ecco qual \u00e8 il ruolo dell\u2019Italia nella guerra fredda del gas, Inside Over, 19 novembre 2018.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[20] Giacomo Gambassi, Descalzi (Eni): la sfida nel Mediterraneo? Lo sviluppo dei popoli, Avvenire, 5 gennaio 2020.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[21] L\u2019autore ha studiato la questione in Il grande gioco del gas naturale, Eurasia \u2013 Rivista di Studi Geopolitici, Anno XVII Numero 2, aprile \u2013 giugno 2020, pp. 93-100.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[22] Mirko Mussetti, Axeinos! \u2013 Geopolitica del Mar Nero, GoWare, 2019, pag. 102<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[23] Jacopo Giliberti,Metano, sar\u00e0 sfruttato dai greci il giacimento davanti alla Puglia, Il Sole 24 Ore, 25 settembre 2019.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[24] Lorenzo Vita,Che cos\u2019\u00e8 il Mediterraneo allargato, Inside Over, 31 luglio 2018.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[25] Alberto De Sanctis, La nuova giovinezza della marina italiana, Limes 7\/2019 \u201cGerarchia delle onde\u201d, pag.30.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[26] Ibid.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[27] L\u2019interessante articolo di Maddaluno \u00e8 reperibile sul secondo numero del 2020 di Eurasia cfr. Amedeo Maddaluno, La dottrina navale italiana nel Mediterraneo allargato, \u201cEurasia\u201d 2\/2020, pag. 85-92.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[28] Sul tema si consiglia la riflessione di Andrea Moretti, viceispettore della Polizia di Stato in servizio alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, Riflessioni sul concetto di sicurezza nazionale, pubblicato sul numero di gennaio 2020 di \u201cRivista Marittima\u201d.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[29]\u201cLe ultime notizie, in tal senso, arrivano dall\u2019esercitazione avvenuta nelle acque del Golfo africano e a cui ha preso parte la fregata Martinengo. Una manovra congiunta con la nave della Marina americana Uss Hershel \u201cWoody\u201d Williams e due pattugliatori della marina della Costa d\u2019Avorio. Un addestramento che solo a una prima lettura potrebbe apparire superfluo, ma che in realt\u00e0 nasconde una strategia molto profonda da parte della Marina che entra in uno scenario particolarmente importanti per i flussi commerciali, per le aziende italiane che operano nell\u2019area e in generale per la tutela delle rotte dalla pirateria\u201d cfr. Lorenzo Vita, Le operazioni italiane nei mari infestati dai pirati, Inside Over, 2 ottobre 2020.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[30] Andrea Muratore, La Marina e l\u2019interesse nazionale: intervista all\u2019ammiraglio Sanfelice di Monteforte,Osservatorio Globalizzazione, 16 febbraio 2020.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[31] Amedeo Maddaluno, op. cit.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[32] Ben analizzato nel citato articolo di De Sanctis per Limes.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[33] Sul contenzioso italo-algerino sui confini della Zee cfr. Il mare della Sardegna non \u00e8 in vendita, Unione Sarda, 6 febbraio 2020.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[34] Lorenzo Vita, Dal mare allo spazio un nuovo dominio per l\u2019Italia, Analisi Difesa, 10 marzo 2021.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[35] Consigliato sul tema il saggio dell\u2019ingegnere aerospaziale e analista geopolitico Marcello Spagnulo, \u201cGeopolitica dell\u2019esplorazione spaziale\u201d edito da Rubbettino.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">[36] Antonio Gramsci, Le Quistioni Navali, \u00abQuaderni dal Carcere\u00bb, Q. VIII, Passato e Presente, Torino, Einaudi, 1954, pp. 211-212.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify\">[37] Fulvio Scaglione, prefazione a AA.VV, L\u2019Italia nel mondo, Circolo Proudhon, Roma 2016, pag. 6.<\/div>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fosservatorioglobalizzazione.it%2Fdossier%2Finteresse-nazionale%2Fmediterraneo-italia-interesse-nazionale-marina-militare%2F%3Ffbclid%3DIwAR0VDs4nArpCWIROE21PgnKG7OOlacMbgzi6mz9nD0sHZcx0NehLquvsrcY&amp;h=AT1wnyiRc8IQaAwvZ4DHFQpfuf2ejuwgDUZ44_UqcF_snzT2HCY661BLXyVZ9F6Qpu4YKx013hIMWsqiTwQM3_aHwZyD9_LWn9kG4gTOiNsRtJMGgmfd1tpQ9KJEJoIpk7XG&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AT2_lSBdBw6v_UMyr_elq0em-nQQP1eU9Ys_WqVTWApPpO29R-D2oReJ2KiLePjPAAHnGoOPio4GGsxN4g0O63wCcpoF-9QRevpUIWfdpH23sZXNeuJryPUn-I_-ECtKLeAMKO5iHaJprkKKbW5JKIulgW6LloDqmnVXMxpCJ069RZg\">https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fosservatorioglobalizzazione.it%2Fdossier%2Finteresse-nazionale%2Fmediterraneo-italia-interesse-nazionale-marina-militare%2F%3Ffbclid%3DIwAR0VDs4nArpCWIROE21PgnKG7OOlacMbgzi6mz9nD0sHZcx0NehLquvsrcY&amp;h=AT1wnyiRc8IQaAwvZ4DHFQpfuf2ejuwgDUZ44_UqcF_snzT2HCY661BLXyVZ9F6Qpu4YKx013hIMWsqiTwQM3_aHwZyD9_LWn9kG4gTOiNsRtJMGgmfd1tpQ9KJEJoIpk7XG&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AT2_lSBdBw6v_UMyr_elq0em-nQQP1eU9Ys_WqVTWApPpO29R-D2oReJ2KiLePjPAAHnGoOPio4GGsxN4g0O63wCcpoF-9QRevpUIWfdpH23sZXNeuJryPUn-I_-ECtKLeAMKO5iHaJprkKKbW5JKIulgW6LloDqmnVXMxpCJ069RZg<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Andrea Muratore) Le rotte dell\u2019interesse nazionale italiano passano inevitabilmente per il Mediterraneo: sia nel caso in cui nel calcolo della proiezione geopolitica di una nazione si voglia dar priorit\u00e0 al posizionamento geografico[1], che in quelli che danno la priorit\u00e0 a fattori come il consolidato dei legami economici, sociali e politici costruiti nel suo vissuto storico o le direttrici geoeconomiche per Roma la rotta punta verso il \u201cGrande Mare[2]\u201d. 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