{"id":63467,"date":"2021-03-19T08:10:59","date_gmt":"2021-03-19T07:10:59","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63467"},"modified":"2021-03-19T08:15:52","modified_gmt":"2021-03-19T07:15:52","slug":"covid-19-a-un-anno-dallinizio-della-pandemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63467","title":{"rendered":"Covid-19: a un anno dall&#8217;inizio della pandemia*"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>1. Cosa \u00e8 accaduto.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A distanza di un anno dall&#8217;inizio dell&#8217;emergenza sanitaria legata all&#8217;epidemia della malattia Covid-19 fare il punto sulla questione \u00e8 un esercizio difficile ma quanto mai necessario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 trattato di un evento fulmineo: tra l\u2019inizio di gennaio e la fine di febbraio dell\u2019anno scorso, quindi in soli due mesi, si \u00e8 passati dalle prime notizie su un possibile nuovo virus in Cina all\u2019adozione di provvedimenti restrittivi della libert\u00e0 personale e della possibilit\u00e0 di svolgere attivit\u00e0 collettive, di rilievo pubblico e costituzionale di portata inedita per numero di cittadini coinvolti e incidenza sulla vita sociale. Si \u00e8 trattato di un evento imprevisto: pur essendo le epidemie degli eventi ricorrenti nella storia umana, e nonostante molteplici allarmi lanciati dal mondo scientifico riguardo alla concreta possibilit\u00e0 del manifestarsi di una pandemia, il sentire comune era che il progresso tecno-scientifico degli ultimi decenni avesse reso impossibile il ripetersi di tali avvenimenti. Si \u00e8 trattato infine di un evento traumatico: le risposte degli individui e della societ\u00e0, guidate entrambe dalle decisioni dei governi nazionali, hanno prodotto effetti sconvolgenti nel breve periodo e destinati ad incidere sulla nostra vita in modo duraturo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista politico la scelta del tipo di risposta all\u2019emergenza \u00e8 stata nel suo complesso la decisione pi\u00f9 importante degli ultimi decenni. Le risposte sono state (relativamente) simili all\u2019interno dei paesi occidentali: tuttavia quelle adottate dall\u2019Italia presentano le loro specificit\u00e0. L\u2019Italia \u00e8 stata per alcune lunghe settimane tra febbraio e marzo l\u2019epicentro mondiale dell\u2019epidemia e pare aver adottato, all\u2019interno dei paesi occidentali, le misure restrittive pi\u00f9 numerose, pi\u00f9 forti e pi\u00f9 durature. Nonostante questo, il numero dei decessi e dei contagi rimane tra i pi\u00f9 alti al mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla fine di febbraio l\u2019emergenza sanitaria ha assorbito per alcuni mesi tutte le energie dell\u2019opinione pubblica, tutte le pagine dei giornali, tutti i minuti delle trasmissioni di approfondimento televisivo. Sin dall\u2019inizio il dibattito pubblico italiano sulla risposta da dare all\u2019emergenza ha mostrato tutti i suoi difetti: rifugio nello scientismo e fuga dalle responsabilit\u00e0 politiche, rimbalzo di responsabilit\u00e0 tra stato centrale e regioni, tendenza alla polarizzazione delle posizioni in gioco. Quest\u2019ultimo aspetto \u00e8 quello che ancora oggi impedisce un dibattito sereno e costruttivo sulle risposte che la politica deve dare all\u2019emergenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dato da registrare \u00e8 che ad inizio emergenza si \u00e8 diffuso tra la popolazione, a causa di una terroristica e martellante campagna sui mezzi di informazione, un fortissimo sentimento di paura. Il popolo allora si \u00e8 stretto intorno al suo governo e ha difeso in modo quasi plebiscitario le sue decisioni, per quanto apparentemente impopolari esse fossero. Si \u00e8 altres\u00ec ritenuto che ogni vero dibattito sulle risposte da dare all\u2019emergenza fosse pericoloso e che si dovesse lasciare spazio ad un unico punto di vista, proposto come originato dalla Scienza, vista come monolitica espressione di certezza. Questa situazione ha anche portato all&#8217;inedito affermarsi di virologi ed epidemiologi come nuove star mediatiche, portatrici di verit\u00e0 da elargire al popolo, ignorando il fatto che molto spesso questi personaggi esprimevano pareri in contrasto tra loro, o successivamente sconfessati dagli eventi, o addirittura opposti rispetto a quanto dai medesimi affermato alcuni mesi prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al posto del confronto tra numerose posizioni, ciascuna con la sua sfumatura, il dibattito \u00e8 stato dominato dalle due posizioni estreme: da una parte le posizioni \u201cufficiali\u201d di governo, TV e giornali, favorevoli alla restrizione delle libert\u00e0 civili, delle attivit\u00e0 collettive e delle attivit\u00e0 di rilievo pubblico e costituzionale (lo studio, la cura delle altre malattie, le manifestazioni e riunioni politiche) e finanche delle funzioni (la giurisdizione), in nome del &#8220;principio di massima precauzione&#8221;, dall\u2019altro il campo del suo opposto assoluto: i &#8220;negazionisti&#8221; dell\u2019emergenza, i \u201cno mask\u201d, i complottisti, i moderni demoni e le moderne streghe. A questa polarizzazione ha fatto riscontro a livello istituzionale la marginalizzazione del Parlamento, sede naturale di dibattito, in favore di un accentramento di poteri nelle mani del governo e dei suoi emissari, spalleggiati da un comitato tecnico-scientifico sul cui operato non molto \u00e8 dato sapere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora oggi non \u00e8 permesso sottolineare in pubblico la necessit\u00e0 di un bilanciamento tra libert\u00e0, attivit\u00e0 collettive e valori pubblici di rilievo costituzionale da un lato, e sicurezza dall\u2019altro, tra lavoro e salute, tra diritto dei giovani a vivere la loro irripetibile giovent\u00f9 e degli anziani a non morire prima del tempo, tra l\u2019esigenza di evitare morti dovuti alla paura del Covid e alle misure anti-Covid e l\u2019esigenza di ridurre i morti per Covid. L\u2019accusa di &#8220;negazionismo&#8221; \u00e8 sempre dietro l\u2019angolo. La minaccia dell\u2019esclusione sociale agisce come formidabile deterrente. Si tratta, in ultima analisi, dell&#8217;affermazione di una visione del mondo per cui solo gli esperti hanno accesso alla verit\u00e0 e hanno titolo per prendere decisioni, in omaggio alla filosofia scientista, vera religione dei nostri tempi. Il vero problema, infatti, non \u00e8 costituito dalla modestissima minoranza di veri negazionisti, che con il tempo, davanti all\u2019evidenza e ai dati dell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0, hanno in gran parte dovuto abbandonare le loro irrazionali posizioni. Il vero problema sono gli altri negazionisti, la totalit\u00e0 dei politici, dei giornalisti e di decine di milioni di italiani che negano legittimit\u00e0 a ogni osservazione critica relativa alla gestione della pandemia e prima ancora ad ogni forma di dialogo: l\u2019unico pensiero ammesso \u00e8 che pi\u00f9 si chiude, pi\u00f9 si introducono limitazioni, pi\u00f9 si fa credere o si crede o si finge di credere che la malattia colpisca tutti in egual modo, meno si discute il principio di massima precauzione, pi\u00f9 le persone hanno paura di avere contatti con le altre, pi\u00f9 si ascoltano e seguono gli scienziati-star, pi\u00f9 si spera o crede nella efficacia del vaccino, e meglio \u00e8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa polarizzazione \u00e8 altres\u00ec funzionale all\u2019occultamento delle vere cause dei disastrosi risultati ottenuti dal nostro Paese nella prevenzione della diffusione e nella cura del contagio, che sono da ricercare indubbiamente anche in tre decenni di tagli alla sanit\u00e0 pubblica, nonch\u00e9 in numerosi errori commessi durante questo anno, e non nel supposto rifiuto della realt\u00e0 da parte di un\u2019esigua minoranza di connazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riteniamo quindi che sia giunto il momento di fare la nostra parte per ridare vigore al pubblico dibattito, e per sollecitare un ritorno alla centralit\u00e0 del Parlamento, in considerazione del fatto che uno stato di emergenza che si prolunghi oltre l&#8217;anno non \u00e8 pi\u00f9 la risposta ad una momentanea difficolt\u00e0 ma l&#8217;istituzionalizzazione di un assetto politico e sociale che costituisce uno scardinamento della democrazia. Lo facciamo con l\u2019umilt\u00e0 di chi si sente come una semplice frazione dell\u2019opinione pubblica e non come unico e infallibile interprete. Sappiamo che tra le decine di milioni di terroristi e di terrorizzati, negatori della legittimit\u00e0 del dibattito, e le poche decine di migliaia di negazionisti del virus, ci sono alcuni milioni di italiani che per carattere rifuggono il panico, che ottunde la mente, e non rinunciano a ragionare. Ad essi ci rivolgiamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019inizio della pandemia ci siamo chiesti quale fosse il fine che il governo voleva perseguire. Ad oggi non \u00e8 ancora chiaro nelle dichiarazioni, ma ci sembra evidente nelle disposizioni prese: si vuole impedire qualsiasi contagio nell\u2019attesa dell\u2019eradicazione totale del virus. Diciamo con forza che questa strategia \u00e8 inattuabile, oltre ad essere presuntuosamente scientista. \u00c8 pensiero magico in assenza della minima razionalit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>2. Contro il principio di massima precauzione.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partiamo quindi con il deciso rigetto del cosiddetto &#8220;principio di massima precauzione&#8221;, che ci ha condotto ad adottare tutte le misure pi\u00f9 restrittive, spesso nella forma pi\u00f9 intensa, e quasi sempre per pi\u00f9 tempo degli altri, al punto che senza dubbio l&#8217;Italia deve essere considerata il modello estremo delle politiche restrittive, che si \u00e8 contrapposto all&#8217;impostazione di stati che hanno limitato poco la vita sociale e libert\u00e0 civili (Svezia e Giappone in particolare), senza per questo ottenere risultati peggiori dei nostri in termini di lotta alla pandemia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di una nozione che non trova riscontro in nessuna attivit\u00e0 umana, nemmeno nel campo della salute. Infatti, in medicina, il principio di precauzione \u00e8 non interventista: si interviene sul paziente solo se i benefici superano abbondantemente i danni eventualmente inflitti in una gestione del rischio a tutto tondo e non limitata al solo intervento. Il concetto di &#8220;massima precauzione&#8221; risulta talmente ridicolo che non serve spendere tempo a confutarlo: basti dire che se fosse applicato nel campo dei trasporti, il limite di velocit\u00e0 sulle autostrade sarebbe di 50 km\/h al massimo, e in generale porterebbe alla rinuncia a qualunque attivit\u00e0 umana. Viceversa, \u00e8 doveroso riaffermare che la necessit\u00e0 di salvaguardare la sicurezza fisica delle persone va dialetticamente contemperata con l&#8217;importanza di salvaguardare tutti gli aspetti della vita sociale. La giusta via di mezzo fra queste esigenze, spesso contrapposte, andr\u00e0 individuata per mezzo del pubblico dibattito, aperto, libero da tab\u00f9 e non viziato da preconcetti. E il Parlamento dovr\u00e0 tornare ad essere il luogo dove questo dibattito trover\u00e0 il suo culmine, e dove le decisioni andranno prese. Occorrer\u00e0 innanzitutto riconoscere che il diritto alla vita, per quanto importante, non pu\u00f2 essere un valore supremo a cui tutti gli altri diritti devono sottomettersi, n\u00e9 lo \u00e8 mai stato nell&#8217;intero corso della storia umana. Andr\u00e0 dunque ridicolizzato ogni politico intellettuale o giornalista che osi invocare il principio di massima precauzione. Precauzioni s\u00ec, ma non massime. Cauti, ma non stupidi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>3. Basta con le misure di valore esclusivamente simbolico e terroristico: mascherina all\u2019aperto; coprifuoco; autocertificazione.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta sgombrato il campo da questo equivoco, \u00e8 chiaro che si deve andare a vedere volta per volta quali misure possano effettivamente sortire un effetto importante nel limitare la diffusione dell&#8217;epidemia, o pi\u00f9 correttamente per limitarne gli effetti nefasti di sovraccarico del sistema sanitario, e per ognuna di esse soppesare anche il prezzo da pagare per metterla in atto. Se certe disposizioni potevano essere accettate a marzo 2020, nella totale oscurit\u00e0 conoscitiva, oggi non sono pi\u00f9 tollerabili. Stiamo parlando infatti di una malattia molto contagiosa, ma con la stragrande maggioranza di asintomatici\/sintomatici lievi. Inoltre, il rischio non \u00e8 distribuito in maniera identica nella popolazione. La quasi totalit\u00e0 dei decessi riguarda soggetti molto anziani con patologie pregresse. Alla data del 27 gennaio 2021, secondo i dati dell&#8217;Istituto Superiore di Sanit\u00e0, su 85000 morti totali, nemmeno 1000 sono rappresentati da soggetti sotto i 50 anni. Queste conoscenze ci portano a credere che le restrizioni possano essere diversificate per classi di et\u00e0\/rischio, investendo maggiori risorse per proteggere gli anziani e allo stesso tempo incrementando quell\u2019immunit\u00e0 di gregge tanto cara quando si parla di politiche vaccinali quanto stupidamente misconosciuta nel caso speculare dell\u2019immunit\u00e0 naturale. Questo metodo, se correttamente applicato, metterebbe subito fine a molte pratiche dal valore puramente simbolico, prima fra tutte l&#8217;utilizzo della mascherina all&#8217;aperto (in assenza di assembramenti), la cui utilit\u00e0 non trova riscontro in alcuno studio serio. A chi, in preda alla paura, replicasse che si tratta di una misura in pi\u00f9 che non costa nulla, replicheremo che esistono invece notevoli effetti psicologici, dall&#8217;instillare diffidenza nei propri simili al sentirsi continuamente sottoposti ad una sorta di metaforico giogo, alla vergogna di essere obbligati a tenere un contegno che non ha alcuna funzione. La mascherina all\u2019aperto andr\u00e0 semplicemente consentita e al pi\u00f9 raccomandata. Ugualmente andranno aboliti il coprifuoco, misura che ha palesemente esclusiva efficacia terroristica, e l\u2019autocertificazione, per chi \u00e8 fermato all\u2019interno dell\u2019area nella quale pu\u00f2 stare: si vietano gli assembramenti, non i movimenti per scopi non reputati necessari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 necessario un bilanciamento. Bisogna evitare misure estreme e unilaterali, come la chiusura delle attivit\u00e0 commerciali, degli impianti sportivi, dei cinema, dei teatri, delle biblioteche, dei musei e delle sale concerto.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto attiene invece a misure la cui potenziale efficacia appare pi\u00f9 plausibile (fermo restando comunque che una discreta mancanza di correlazione tra l&#8217;adozione di nuove misure ed effetti sulla curva dei contagi porta le menti pi\u00f9 indagatrici ad interrogarsi sulla realt\u00e0 di tale efficacia), \u00e8 necessaria per\u00f2 un&#8217;attenta valutazione dei danni che esse procurano. \u00c8 inutile qui citare i danni economici subiti da molte categorie, gi\u00e0 colpite duramente dalla crisi economico-finanziaria. Bisogna per\u00f2 ricordare che si tratta di danni che non sono limitati al momento, ma che a livello collettivo possono riverberarsi ben oltre: quando un tessuto produttivo viene sfrangiato, quando attivit\u00e0 familiari vengono acquistate da capitali stranieri, quando vengono perse quote di mercato in favore di aziende di altri paesi, il danno, se non permanente, richieder\u00e0 comunque lunghi anni di sforzi e sacrifici per essere riparato. E va ricordato che una depressione dell&#8217;economia nazionale in ultima analisi finir\u00e0 per riverberarsi su tutti, anche su chi crede di essere al sicuro, sotto forma di riduzione di risorse disponibili per i servizi di base di cui tutti beneficiamo. Infine, esiste un legame, che non pu\u00f2 essere trascurato, tra crisi economica, chiusura di imprese, e perdita dell\u2019occupazione da un lato, e salute psicofisica dei cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sia pure con limitazioni, talvolta notevoli, che potrebbero non rendere conveniente la riapertura per alcuni imprenditori, tutte le attivit\u00e0 al chiuso andranno astrattamente riaperte. A maggior ragione andranno riaperte le attivit\u00e0 ricreative o culturali o sportive svolte negli impianti sportivi, escludendo la doccia e prevedendo altre misure di contenimento. Si tenga conto che la maggior parte delle persone sono impaurite e non torneranno per anni a svolgere attivit\u00e0 collettive o sociali, sicch\u00e9 il numero degli iscritti a una palestra, dei bambini membri di una squadra di calcio, dei frequentatori di balere del liscio, e cos\u00ec via, sar\u00e0 molto inferiore a quello pre-Covid.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Socialit\u00e0, soprattutto dei bambini e dei ragazzi, e rapporti con i malati.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ci sono anche altri danni oltre a quelli puramente economici. In particolare, i bambini e gli adolescenti coinvolti dalle restrizioni stanno subendo un danno irreversibile alla loro formazione, sia prettamente scolastica che pi\u00f9 in generale di educazione alla socialit\u00e0. La DAD, se fa perdere poco ad alcuni studenti (i bravi e i seguiti a casa) fa perdere parecchio ad altri (i medi) e pressoch\u00e9 tutto quel poco che avrebbero imparato ad altri ancora (i meno bravi). Essa dunque \u00e8 anche fonte di enorme ingiustizia. La chiusura (temporanea, ma che rischia di durare anni) di tante associazioni sportive, ricreative, culturali, si traduce in un inaridimento della vita sociale ed in una sempre maggiore chiusura nell&#8217;individualismo. L&#8217;adozione forzosa di uno stile di vita pi\u00f9 sedentario avr\u00e0 effetti sanitari che, pur non immediatamente visibili, si riverbereranno nei prossimi anni sotto forma di peggiori condizioni di salute della popolazione. Senza contare che le misure restrittive hanno l\u2019effetto di diminuire il ricorso al SSN per patologie diverse da Covid-19, sia per l\u2019indisponibilit\u00e0 delle strutture, sia per la paura di recarsi negli ospedali, aumentando nel lungo periodo il numero dei decessi e delle disabilit\u00e0. Inoltre dobbiamo citare anche le restrizioni alle visite dei parenti in ospedali e case di riposo, i cui effetti in termini di salute mentale e anche fisica sono difficilmente quantificabili ma certamente tutt&#8217;altro che trascurabili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>4. Che fare?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Curare in casa con immediatezza.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partiamo col dire che il modo per trovare un accettabile compromesso tra misure limitative delle libert\u00e0 individuali e della vita sociale, collettiva e pubblica, e la necessit\u00e0 di attenuare il contagio, si pu\u00f2 trovare solo con l\u2019aiuto di un sistema sanitario degno di questo nome, fornendo assistenza domiciliare precoce (come varie reti auto-costituite di medici stanno facendo in modo autonomo, violando gli insufficienti protocolli regionali) ed eventualmente curando in strutture dedicate e non nei normali ospedali. \u00c8 infatti ormai chiaro che cure domiciliari tempestive consentono nella maggior parte dei casi di evitare l&#8217;ospedalizzazione dei pazienti, e dunque il ricorso alla terapia intensiva, vero collo di bottiglia della capacit\u00e0 di assistenza. Per dispiegare pienamente questa importante opzione andrebbero potenziate le capacit\u00e0 della medicina territoriale, ad esempio reclutando gli specializzandi (giovani, e dunque a basso rischio) per effettuare assistenza domiciliare per un certo numero di ore (retribuite) settimanali, esercitando un maggiore controllo sui medici di medicina generale, affinch\u00e9 se non rientrano fra i soggetti a rischio non si esimano dal prestare visite a domicilio ogni qual volta sia richiesto (dotandoli degli opportuni presidi sanitari volti a garantire la loro sicurezza), e definendo protocolli di cura in continua e tempestiva evoluzione sulla base delle esperienze raccolte sul campo. A questo proposito vale la pena citare come su questo fronte si siano invece registrati colpevoli inerzie e ritardi, come ad esempio nell&#8217;acquisto degli anticorpi monoclonali, inspiegabilmente ignorati per molti mesi dall&#8217;AIFA.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Basta con il terrorismo informativo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A fianco di questo, occorrer\u00e0 agire con decisione sul ruolo che i mezzi di comunicazione hanno nel diffondere la paura. Se, come alcuni sostengono, questa \u00e8 una guerra, le guerre si combattono facendo ricorso al coraggio e comunque alla calma, non alla paura. Dunque, basta con le notizie terroristiche, basta al rito mediatico della conta quotidiana dei morti, basta agli scienziati superstar che pontificano contro l&#8217;irresponsabilit\u00e0 del popolo ignorante o si avventurano in previsioni catastrofiche della cui infondatezza nessuno chiede loro conto. La comunicazione sia pacata, moderata ed istituzionale. Occorrer\u00e0 adoperarsi per convincere le persone, anche le pi\u00f9 emotive, che con questa malattia si deve convivere, fino all\u2019immunit\u00e0 di gregge raggiunta anche grazie al vaccino, con gli adeguati accorgimenti; che \u00e8 giusto che chi ha pi\u00f9 timore prenda pi\u00f9 precauzioni e chi ne ha meno ne prenda meno; che la gravit\u00e0 della malattia per gli anziani con patologie \u00e8 molto superiore alla gravit\u00e0 per gli infra-cinquantenni, tra i quali, in quasi un anno, ci sono stati meno di mille morti (tra sani e con patologie pregresse diagnosticate), ossia meno di un terzo delle persone che annualmente muoiono per incidente stradale; che sotto i diciannove anni il rischio di morte \u00e8 assolutamente irrilevante, essendovi stati soltanto pochissimi morti di ragazzi affetti da gravi patologie; che quindi le famiglie composte da persone giovani e sane, non conviventi con genitori anziani, salvo adottare enormi precauzioni quando incontrano i parenti anziani, possono condurre una vita pressoch\u00e9 normale; che i nonni conviventi con figli e nipoti, se sono autosufficienti e dotati di un diverso luogo in cui vivere, \u00e8 bene che per un periodo vadano a vivere da soli; che lo Stato far\u00e0 tutto quanto necessario per fornire tempestivamente le migliori cure in casa a chi dovesse averne bisogno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La scuola.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scuola \u00e8 il fondamento della societ\u00e0, il luogo dove i futuri cittadini vengono educati e preparati al loro ruolo economico e sociale. Per questo, va compiuto ogni sforzo perch\u00e9 le scuole restino aperte, sfruttando anche il fatto che il virus colpisce i giovani poco e in forma lieve. Andranno tutelati gli insegnanti a rischio, che potranno svolgere le lezioni da casa, eventualmente reclutandone di pi\u00f9 giovani e in buona salute per la didattica in presenza. Ma \u00e8 essenziale che la scuola continui, perch\u00e9 da essa dipende il futuro del nostro paese. Messi al sicuro gli insegnanti anziani o portatori di patologie gravi, c\u2019\u00e8 un rischio minimo di contrarre la malattia che si pu\u00f2 e si deve sostenere, come accade a tantissimi lavoratori del settore sanitario, delle fabbriche e di numerosi settori della P.A, per assicurare continuit\u00e0 alla scuola in presenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le restrizioni tra regioni e le visite ai familiari.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le restrizioni al movimento fra le regioni sono inaccettabili. Le regioni sono strutture di carattere amministrativo, i cui confini non possono in alcun modo tramutarsi in barriere per il movimento dei cittadini. Se restrizioni temporanee al movimento devono esserci, perch\u00e9 l&#8217;emergenza sanitaria lo richiede, esse dovranno essere a carattere locale (esempio: restrizioni individuate da un certo raggio di movimento rispetto alla propria residenza), ma non potranno essere legate alla divisione in regioni, in quanto ci\u00f2 rischia sempre pi\u00f9 di tramutare queste in una sorta di staterelli autonomi, in spregio al principio dell&#8217;Italia una e indivisibile. Allo stesso modo, dovranno sempre essere garantite le visite ai familiari, ovunque situati, poich\u00e9 il legame fra genitori e figli o fra nonni e nipoti resta una struttura fondante della societ\u00e0, a cui non \u00e8 opportuno mettere limitazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vaccini e conclusioni.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un discorso a parte merita poi la questione dei vaccini. Gi\u00e0 prima dell&#8217;avvento del Covid-19 questo era diventato un tema controverso, che vedeva la scienza ufficiale (o meglio, la sua strumentalizzazione politica) contrapposta ad un sempre pi\u00f9 vasto movimento di protesta, che se da un lato era spesso sopra le righe, dall&#8217;altro era espressione di una crescente sfiducia dei cittadini nelle verit\u00e0 istituzionali e della necessit\u00e0 di un dialogo, necessit\u00e0 a cui non si \u00e8 trovato di meglio che rispondere con obblighi di legge e propaganda mediatica condotta con arroganza e superficialit\u00e0. Oggi che i vaccini contro la malattia Covid-19 si stanno rendendo disponibili, sia pure con non pochi dubbi sulla loro reale efficacia, noi riteniamo che non si debba ostacolare la loro diffusione, ma che si debbano al contempo rispettare i dubbi di tanti. Siamo quindi contrari a qualunque forma di obbligo vaccinale, cos\u00ec come a misure che sono state ventilate quali l&#8217;istituzione di un passaporto sanitario. Riteniamo inoltre che, nel medio-lungo periodo vada attuata una forte azione indirizzata alla creazione di un&#8217;industria farmaceutica pubblica nazionale, che si dedichi allo sviluppo di vaccini (e non solo), sgombrando cos\u00ec il campo da qualunque dubbio riguardo ad influenze della ricerca del profitto sull&#8217;adozione di politiche vaccinali (e, pi\u00f9 in generale, sanitarie).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per concludere auspichiamo che la paralisi che sembra attanagliare oggi la societ\u00e0 italiana possa essere superata, e che si inneschi un salutare dibattito propedeutico al ritorno ad una situazione di quasi-normalit\u00e0. Sapendo che con questo virus sar\u00e0 necessario convivere, senza farsene schiacciare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>* <a href=\"https:\/\/frontesovranista.it\/mozione-del-direttivo-fsi-su-covid-19-per-il-congresso-del-27-e-28-marzo-2021\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mozione del Direttivo FSI-Riconquistare l&#8217;Italia su Covid-19 (per il Congresso del 27 e 28 marzo 2021)<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1. Cosa \u00e8 accaduto. &nbsp; A distanza di un anno dall&#8217;inizio dell&#8217;emergenza sanitaria legata all&#8217;epidemia della malattia Covid-19 fare il punto sulla questione \u00e8 un esercizio difficile ma quanto mai necessario. Si \u00e8 trattato di un evento fulmineo: tra l\u2019inizio di gennaio e la fine di febbraio dell\u2019anno scorso, quindi in soli due mesi, si \u00e8 passati dalle prime notizie su un possibile nuovo virus in Cina all\u2019adozione di provvedimenti restrittivi della libert\u00e0 personale e&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":63469,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[6716,6],"tags":[6792,6795,6585,729,6593,6791,6590,237,6794,6796,6589,6797,6793,3697,79,6798,6799,5941,6600],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Codogno.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-gvF","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63467"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=63467"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63467\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63472,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63467\/revisions\/63472"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/63469"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=63467"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=63467"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=63467"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}