{"id":63508,"date":"2021-03-22T10:30:45","date_gmt":"2021-03-22T09:30:45","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63508"},"modified":"2021-03-21T20:11:52","modified_gmt":"2021-03-21T19:11:52","slug":"il-satellite-italia-lanalisi-di-dario-fabbri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63508","title":{"rendered":"Il satellite Italia. L&#8217;analisi di Dario Fabbri"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p><strong>(Sacha Cepparulo)<\/strong><\/p>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify\">Abbiamo parlato con il &#8220;coordinatore America&#8221; di Limes nonch\u00e9 consigliere scientifico della rivista italiana geopolitica.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">1) Ai fini di corrette ed efficaci analisi strategiche tu molto spesso insisti sull\u2019importanza della geografia intesa \u201cumanisticamente\u201d, cio\u00e8 non come una scienza matematizzata esatta, ma culturale ed antropologica e quindi, in questo senso, caratterizzata da una forte componente di arbitrariet\u00e0. Dalla lettura della relazione annuale sulla politica dell\u2019informazione per la sicurezza 2020 viene fuori l\u2019immagine di un Mediterraneo sempre pi\u00f9 caotico, non a caso questo \u00e8 anche il tema dell\u2019ultimo numero di Limes. Con maggior riferimento alla Turchia, Erdo\u011fan sta espandendo la propria sfera d\u2019influenza non solo in Libia e nell\u2019Egeo, ma anche con la vendita di armi all\u2019Ucraina e l\u2019ininterrotta cooperazione in questo settore che continua dai famosissimi 48 droni Bayraktar TB2 del 2019 e con la scelta del governo albanese di affidare l\u2019addestramento delle proprie forze armate alla Turchia. L\u2019Italia non \u00e8 e non si concepisce come una potenza talassocratica. A fronte di tutto ci\u00f2, ti chiedo, quali possono essere i suoi obiettivi strategici? Come pu\u00f2 giocarsela (se pu\u00f2 giocarsela)?<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">\u00c8 una domanda da un milione di dollari. Per noi \u00e8 molto complicato giocarsela con la Turchia per molteplici ragioni. Partendo dal fatto basilare che \u00e8 un Paese con una tradizione imperiale antichissima dai profondi legami storici con austriaci, russi etc. Nonostante gli italiani di solito si immaginino la Turchia come un paese arretrato, questo Paese \u00e8 in realt\u00e0 la testa di uno spazio che \u00e8 non solo culturale, ma soprattutto geopolitico: i suoi confini si estendono da quella che una volta era chiamata l\u2019Asia Minore fino al Xinjiang, cio\u00e8 l\u2019area che corrisponde al Turkestan orientale e che si trova in Cina. Questa idea di s\u00e9 \u00e8 strettamente legata al residuo antropologico imperiale che per noi italiani \u00e8 molto difficile da comprendere. La Turchia attualmente confina con l\u2019Italia data la sua forte influenza in Albania e soprattutto in Tripolitania, dove controlla direttamente il territorio attraverso la realizzazione di servizi indispensabili per la popolazione locale con il fine di rendere permanente la propria presenza in quest\u2019area.<\/div>\n<div dir=\"auto\">La Turchia ha quindi una concezione fortemente statuale di s\u00e9 ed esercita nel solco della sua secolare tradizione imperiale un disinvolto uso della forza e della potenza. Noi fatichiamo molto a comprendere questa forma mentis poich\u00e9 a differenza nostra i turchi non vivono in una condizione post-storica in cui i sacrifici inevitabili legati alla potenza sono inaccettabili da parte dell\u2019opinione pubblica. In Italia la potenza non \u00e8 pi\u00f9 un valore. Nel discorso pubblico essa \u00e8 completamente assente, noi abbiamo un\u2019impostazione prettamente economicistica. Il fatto che Italia e Turchia facciano parte della NATO e siano formalmente alleati nella Tripolitania sono sciocchezze giuridiche insignificanti: l\u2019avere a che fare con un Paese che in nome della potenza \u00e8 pronto a fare la guerra, anche se per il momento in maniera limitata, trascende le nostre capacit\u00e0 di comprensione e di relazione con un soggetto di questo tipo. Quindi l\u2019Italia non pu\u00f2 fare un granch\u00e9. Dobbiamo essere consapevoli che in questo caso dovremmo essere pronti all\u2019uso della forza ed essere consapevoli di farci molto male, cosa di cui l\u2019Italia non \u00e8 in grado e che l\u2019opinione pubblica non accoglierebbe in alcun modo. In alternativa potremmo bluffare di usare la forza, ma anche in questo caso ritengo che l\u2019Italia non ne sia capace. L\u2019unica azione veramente praticabile \u00e8 quella di chiedere agli americani di controllare meglio la Turchia e se non d\u00e0 fastidio che si sia allargata troppo e vada ancora bene in funzione antirussa e anti-iranica.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">2) Per quanto riguarda un\u2019altra superpotenza, cio\u00e8 la Cina, tu hai pi\u00f9 volte osservato che nelle relazioni italo-cinesi post-covid sarebbe stato pi\u00f9 conveniente bluffare millantando di cedere ai tenui vezzi del Dragone per poter poi trattare da un punto di maggiore forza con gli Stati Uniti. Al contrario sembra proprio che la classe politica del precedente Governo fosse fideisticamente convinta che la Cina sia destinata ad usurpare il ruolo degli Stati Uniti e che quindi convenga saggiamente abbandonarvisi senza riserve. Come ti spieghi questa falsa convinzione? Secondo te con il nuovo Governo vi \u00e8 un cambio di direzione?<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Questa \u00e8 una bella domanda. Bisogna partire dal fatto che la classe politica non esiste in un vuoto e rappresenta necessariamente per lo meno una fetta della popolazione. I politici non creano mai niente se sanno fare il loro mestiere e, nel caso non lo sappiano fare, pensano di creare le condizioni che abitano e ce ne sono tanti di casi di questo tipo. Il politico deve saper intercettare il sentimento comune, i bisogni del Paese e a volte ci\u00f2 gli riesce in maniera spontanea ed inconscia, in quanto fa parte dello stesso contesto. I 5 Stelle rappresentano senza dubbio l\u2019approccio economicista tipico di buona parte della popolazione italiana. Infatti, secondo questo tipico di logica, considerando che la Cina ha un miliardo e trecento milioni di abitanti e fra qualche anno sar\u00e0 la prima potenza mondiale a livello di PIL, \u00e8 inevitabile che essa sia destinata ad essere l\u2019attore dominante del futuro. Ci\u00f2 che \u00e8 sbagliato in questo approccio, ma vaglielo a far capire non solo agli italiani, ma anche alla stessa classe politica che per volont\u00e0 americana \u00e8 essenzialmente di formazione economicistica, \u00e8 che l\u2019economia di una nazione non corrisponde alla sua potenza.<\/div>\n<div dir=\"auto\">L\u2019Italia \u00e8 un satellite facente parte dell\u2019impero americano e in quanto tale deve occuparsi di ci\u00f2 che \u00e8 innocuo, cio\u00e8 dell\u2019economia, e non deve assolutamente trattare materia che al contrario \u00e8 pericolosa, cio\u00e8 la strategia; ci\u00f2 deve essere precluso ad un satellite. Avendo nella testa solo l\u2019economia e considerando la Cina esclusivamente da questo punto di vista, se si facesse un sondaggio gli italiani si dichiarerebbero assolutamente convinti che la Repubblica Popolare rappresenti il futuro inevitabile. La classe politica del precedente governo era cos\u00ec ben disposta nei confronti del Dragone proprio perch\u00e9 rappresentava la maggioranza della popolazione. Con Draghi sicuramente cambia qualcosa anche se bisogna tenere conto che il nuovo Governo \u00e8 formato da una miriade di formazioni politiche molto simili al governo precedente. Essendo molto vicino alle posizioni e alle esigenze americane e avendo avuto relazioni intime con i tedeschi, Draghi ha un\u2019idea radicalmente diversa della Cina (con buona pace del \u201cDe Amicitia\u201d del gesuita Matteo Ricci).<\/div>\n<div dir=\"auto\">Draghi \u00e8 stato chiamato da Mattarella per due ragioni: in primo luogo perch\u00e9 rassicurasse gli americani in funzione anticinese negando la volont\u00e0 di volersi realmente avvicinare alla Cina e in secondo luogo perch\u00e9 tranquillizzasse i garanti dei soldi del cosiddetto Recovery Fund: cio\u00e8 i tedeschi. Infatti, nella realt\u00e0 l\u2019Europa non esiste e i soldi che riceveremo sono garantiti dalla Germania. Che poi l\u2019Italia possa bluffare con gli americani mostrandosi ben disposta nei confronti di Pechino ne dubito fortemente.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">3) A leggere la relazione annuale sulla politica dell\u2019informazione per la sicurezza 2020 l\u2019Italia sembra sdoppiarsi in due realt\u00e0 distinte e autoreferenziali (anche se naturalmente intercomunicanti), una virtuale e una territoriale: ora lo spazio web non solo motiva, guida e determina l\u2019agire nel mondo \u201creale\u201d, ma ha assunto una sua autonomia essenziale. Attualmente sussistono fenomeni di diversa natura riconducibili solo all\u2019Italia virtuale e altri unicamente all\u2019Italia territoriale. Entrambe queste Italie sono realissime e i loro confini superano il perimetro nazionale. Sei d\u2019accordo con questa lettura?<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">La dimensione virtuale \u00e8 realissima, vero. S\u00ec, sono molto d\u2019accordo. Si \u00e8 delineata una distinzione netta dell\u2019agor\u00e0 virtuale dato che essa \u00e8 l\u2019unica arena in cui sono concessi fenomeni di interazione e assembramenti illimitati. Un\u2019 Italia territoriale come tu la definisci esiste in quanto tale con dei crossover in entrambe le dimensioni: parlo di fenomeni sia legali sia illegali. La crescita dell\u2019arena virtuale che prima era principalmente dovuta a ragioni fisiologiche legate allo sviluppo tecnologico, ora ha subito un\u2019accelerata pazzesca a causa della crisi pandemica. Chi si informa e vive esclusivamente in questo spazio virtuale ha la convinzione che tutti la pensino come lui in quanto nei fatti viene seguito e segue persone delle stesse opinioni (nel caso dei grandi influencers assistiamo al fenomeno degli haters che in realt\u00e0 costituiscono un\u2019ulteriore legittimazione del potere social dei primi). Si determina quindi una galassia di feudi ideologici privi di qualsiasi dialettica critica interna in cui ogni opinione discordante viene severamente esclusa e additata come nemico pericolosissimo.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Questo pensiero unico \u00e8 profondamente ideologico e quindi \u00e8 oggetto di monitoraggio da parte dell\u2019Intelligence per rischi eversivi. Nell\u2019agora virtuale le uniche opinioni condivise da tutti sono considerate sacre. Questo inedito processo di radicalizzazione dal punto di vista interno \u00e8 causa di fratture evidenti della coesione sociale: siamo difronte ad una sorta di semi-autismo delle posizioni legato alla netta insularit\u00e0 delle opinioni e delle informazioni che perci\u00f2 vengono scambiate per verit\u00e0. Non si ha la capacit\u00e0 di relativizzare le opinioni e la conseguente assolutizzazione di ogni tema conduce all\u2019esclusione di chi la pensa diversamente e quindi mina profondamente la coesione sociale in un momento congiunturale in cui essa si manifesta e si realizza esclusivamente on-line.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">4) Sono perfettamente d\u2019accordo. A questo proposito da un punto di vista ingenuo che potremmo definire \u201catteggiamento naturale\u201d si ha quasi la convinzione che data la natura di questo fenomeno il lavoro dell\u2019Intelligence risulti esserne facilitato: le opinioni sono sempre le stesse e quindi la minaccia eversiva da monitorare \u00e8 ben individuabile. In realt\u00e0, come emerge dalla lettura del documento dell\u2019Intelligence, questa inedita dinamica ha contribuito alla polarizzazione dei discorsi di tutti i gruppi eversivi quali quelli anarchici, marxisti-leninisti, di estrema destra e infine del movimento antagonista: gli argomenti sui cui tutti questi movimenti eversivi facevano leva erano gli stessi, le residue differenze ideologiche si esprimevano solo nella determinazione del nemico. Questo in realt\u00e0 costituisce un punto di maggiore difficolt\u00e0: la polarizzazione dei temi e delle opinioni crea un gruppo compatto in certi casi fortemente eversivo che non accetta alcuna critica o differenza di veduta. La coesione sociale \u00e8 minata dall\u2019assenza di confronto dialettico.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Hai ragione. \u00c8 un aspetto molto preoccupante per la coesione sociale. Osservando gli Stati Uniti, che di solito sono avanti in queste dinamiche, sembra esserci la tentazione di vivere a compartimenti stagni. Ci\u00f2 \u00e8 anche dovuto all\u2019impossibilit\u00e0 di incontrarsi fisicamente per motivi sanitari e la conseguenza a cui assistiamo \u00e8 la radicalizzazione parossistica di un determinato gruppo di opinioni: diventa addirittura difficile concepire l\u2019esistenza di posizioni discordanti rispetto all\u2019unica verit\u00e0 (condivisa).<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">5) Come abbiamo gi\u00e0 detto la crisi pandemica ha dato una fortissima accelerata a molte tendenze preesistenti. Nel caso dell\u2019Italia si assiste ad un\u2019incipiente tendenza presidenzialistica a discapito del parlamentarismo, il libero mercato viene dall\u2019alto e non pi\u00f9 dal basso, cio\u00e8 \u00e8 il risultato di legislazioni e trattati fra nazioni e non valore e azione aggregativa della societ\u00e0 civile, i partiti (eccetto alcuni casi) sono sempre pi\u00f9 deterritorializzati e \u201csistemici\u201d, i populismi stanno perdendo la propria spinta antisistemica e sembrano essere destinati all\u2019istituzionalizzazione, la polarizzazione delle ricchezze determinata dalla pandemia e la conseguente estremizzazione dei ceti sociali si muovono nella direzione della scomparsa di quel ceto medio produttivo in costante ascesa che \u00e8 la base reale delle democrazie liberali rappresentative occidentali, non solo l\u2019economia e il lavoro, ma anche l\u2019istruzione e ogni pratica formativa sono completamente digitalizzate: \u00e8 questa la direzione verso la quale ci stiamo muovendo anche per causa del virus? \u00c8 possibile fare previsioni scientifiche? Dal tuo punto di vista come cambiano gli strumenti e le metodologie dell\u2019analisi strategica di fronte a questi radicali mutamenti?<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify\">L\u2019analisi strategica deve tenere conto di tutti questi fenomeni ma la sua analisi non si limita solo a questi aspetti. Ma partiamo dall\u2019inizio. Io non sono appassionato di nessuna tendenza presidenzialistica e ritengo che i leader da soli siano molto poco influenti: essi devono essere appoggiati dalla collettivit\u00e0. Come insegna la storia italiana recente la presenza di un uomo forte e capace non \u00e8 condizione sufficiente del cambiamento di rotta tanto agognato e sperato. Bisogna anche dire che questa ricerca dell\u2019uomo forte \u00e8 una passione tipicamente italica. Per quanto riguarda il secondo fenomeno sono d\u2019accordo, io la definisco la capacit\u00e0 di negoziare della classe media. La questione dei partiti incide sull\u2019analisi strategica fino a un certo punto. La geopolitica non si limita alle questioni politiche, leaderistiche e di classe. Essa al contrario considerandole tutte insieme le trascende ai fini dell\u2019analisi della traiettoria che in generale caratterizza una collettivit\u00e0. In questo caso esistono parametri diversi di valutazione che per quanto riguarda il nostro paese solo culturali, antropologici e di costume. Al di l\u00e0 della collocazione geografica a cui tu facevi riferimento, noi esistiamo inevitabilmente in un contesto cio\u00e8 l\u2019impero americano e l\u2019Europa.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify\">Questa valutazione ci permette di capire che il nostro Paese rimane nella condizione post-storica ritenendo che la storia sia finita e schivando tutti i sacrifici inevitabili per diventare una potenza. Gli italiani si accontentano pi\u00f9 o meno di un uomo forte e qui torniamo al presidenzialismo, ma questa atavica passione italica si declina oggi in sensi diversi: c\u2019\u00e8 chi ha piena fiducia nell\u2019Europa (che in realt\u00e0 non esiste) ed \u00e8 convinto che riceveremo da lei (cio\u00e8 dalla Germania) tutti i soldi di cui abbiamo bisogno, c\u2019\u00e8 chi spera che verremo salvati dagli Stati Uniti o chi si scaglia contro la classe politica. In tutti questi casi, tendendo presente tutti i fenomeni a cui abbiamo fatto riferimento, con i turchi alle porte, come si sarebbe detto fino a qualche anno fa, l\u2019analisi geopolitica conferma l\u2019immagine di un paese piegato su s\u00e9 stesso, fortemente in crisi e che invece di interrogarsi profondamente si affida disperatamente alla sorte. Nell\u2019analisi geopolitica si deve tenere conto dell\u2019aspetto culturale che non \u00e8 un canone obiettivo. Di obiettivo non c\u2019\u00e8 niente, esiste sempre un punto di vista. La geopolitica deve capire e descrivere i codici antropologici di ogni collettivit\u00e0 che influiscono inconsciamente informando l\u2019azione delle collettivit\u00e0 stesse: di assoluto non c\u2019\u00e8 niente, esistono sempre e solo filtri e questo \u00e8 l\u2019oggetto di interesse della geopolitica. Per concludere, invece di affrontare le proprie deficienze strutturali l\u2019Italia incolpa la classe politica sperando nella mitica Europa.<\/div>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.lintellettualedissidente.it%2Fcontrocultura%2Fitalia%2Fil-satellite-italia-lanalisi-di-dario-fabbri%2F%3Ffbclid%3DIwAR04fCv6ollHVYsyNRM3bmKt04L9knZeN57LQcd3RqntBqrMaEjdR5Ud_IE&amp;h=AT23ektza53o9_ksuaxi1aGPYojCe1nud2dPVFbAKr9hWn2p_5D7B1YLlR_iZRULc6py0M805W2TRyFY1p5O45WEohqUlwb-1eR2TQiR0nI-MclfJxOIR29tP0XjBkYWoSyl&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AT12ckYvJrVERB6KQ2-8iUGVtQmEtBJRBqBEepqNu1EOJvIqvwyb9eiwI9lfk8mWV_BeleYfa_vHIQbdoJnhYQ86xDaWiQhI1Tp51O8xjvuLW1Lgh_griFtrCkmy_LXSEHoQdIP9buO_Gg6OY6ViDvofuC7VqTpA3n89lmj8G0mLv_A\">https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.lintellettualedissidente.it%2Fcontrocultura%2Fitalia%2Fil-satellite-italia-lanalisi-di-dario-fabbri%2F%3Ffbclid%3DIwAR04fCv6ollHVYsyNRM3bmKt04L9knZeN57LQcd3RqntBqrMaEjdR5Ud_IE&amp;h=AT23ektza53o9_ksuaxi1aGPYojCe1nud2dPVFbAKr9hWn2p_5D7B1YLlR_iZRULc6py0M805W2TRyFY1p5O45WEohqUlwb-1eR2TQiR0nI-MclfJxOIR29tP0XjBkYWoSyl&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AT12ckYvJrVERB6KQ2-8iUGVtQmEtBJRBqBEepqNu1EOJvIqvwyb9eiwI9lfk8mWV_BeleYfa_vHIQbdoJnhYQ86xDaWiQhI1Tp51O8xjvuLW1Lgh_griFtrCkmy_LXSEHoQdIP9buO_Gg6OY6ViDvofuC7VqTpA3n89lmj8G0mLv_A<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Sacha Cepparulo) Abbiamo parlato con il &#8220;coordinatore America&#8221; di Limes nonch\u00e9 consigliere scientifico della rivista italiana geopolitica. 1) Ai fini di corrette ed efficaci analisi strategiche tu molto spesso insisti sull\u2019importanza della geografia intesa \u201cumanisticamente\u201d, cio\u00e8 non come una scienza matematizzata esatta, ma culturale ed antropologica e quindi, in questo senso, caratterizzata da una forte componente di arbitrariet\u00e0. 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