{"id":63547,"date":"2021-03-23T09:43:17","date_gmt":"2021-03-23T08:43:17","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63547"},"modified":"2021-03-22T22:45:55","modified_gmt":"2021-03-22T21:45:55","slug":"la-sinistra-e-la-censura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63547","title":{"rendered":"La sinistra e la censura"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Davide Brullo)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong><span style=\"font-size: 14pt\">La dittatura del moralismo domina il mercato, con esiti grotteschi. Le universit\u00e0 americane misurano il peso etico dei romanzi, ma qualcuno comincia a ribellarsi alla \u201cfrenesia censoria della sinistra progressista\u201d<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che scoperta. La letteratura racconta l\u2019eccedente, l\u2019eccesso, l\u2019eccezionale. I grandi libri confondono, perturbano, vanno gettati dalla finestra. Da Gilgamesh che non accetta la morte, la terribile potenza del corpo che crolla, a Ettore, corpo straziato, appeso al carro di Achille, che sbraita intorno alle mura di Troia, corpo sconfitto e scritto, tormento eletto a verbo,\u00a0<strong>non si canta che l\u2019enigma, la carne rastrellata, l\u2019ira contro le evidenze, la solarit\u00e0 della tenebra. La letteratura, che scoperta, \u00e8 scoperchiare il sacrilegio:<\/strong>\u00a0Clitemmestra che sgozza il marito, Edipo che giace con la madre, Pasifae che si d\u00e0 al toro, Fedra che brama il figliastro, Ippolito, la Monaca di Monza, la peste che sovverte le virt\u00f9, Padre Sergij che si mozza il dito, Achab accecato dalla diabolica ossessione per la Balena Bianca, il mercimonio di massacri di Cormac McCarthy, l\u2019esegesi nella psicosi di Giuseppe Berto, Mario Pomilio che sventra i testi sacri, William Faulkner che dissacra le parentele, C\u00e9line che s\u2019impania in odio nottambulo, Hermann Broch che disintegra il romanzo per cercare un punto di gloria nell\u2019agonia di un uomo che muore, Virgilio.<\/p>\n<p>Il libro, voglio dire, \u00e8 per natura pericoloso, \u00e8 magia oscura, ingresso nella gola della tigre. Pur soltanto l\u2019impeccabile costruzione di un mondo altro, parallelo, persuasivo, autonomo, ha in s\u00e9 qualcosa di sinistro, il sortilegio di chi di questo realt\u00e0, terrena, mostra l\u2019equatore della menzogna, l\u2019insussistenza, la meticolosa idiozia. Questa filiera di ovviet\u00e0, tuttavia, \u00e8 sconfessata, da anni, dal predominio del mercato e dalla perversa e pervasiva morale dei neopuritani della cultura. Una volta i libri venivano banditi, censurati, processati \u2013 e l\u2019<em>Index Librorum Prohibitorum\u00a0<\/em>fungeva da biblioteca di testi che non si potevano\u00a0<em>non<\/em>\u00a0leggere, dacch\u00e9 ogni libro \u00e8 un accesso al proibito, per questo lo si chiude, sperando d\u2019interrompere, cos\u00ec, il suo clamoroso incantesimo \u2013, oggi sono bendati dall\u2019indifferenza, stigmatizzati dall\u2019intransigenza dei puri di cuori, paladini di una sorta di eugenetica della letteratura.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.gallimard.fr\/Catalogue\/GALLIMARD\/Folio\/Folio-essais\/La-Litterature-et-le-mal\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Cos\u00ec, pensieri che sembravano ormai acquisiti, digeriti, passati, come\u00a0<em>La letteratura e il male\u00a0<\/em>di Georges Bataille<\/a>\u00a0\u2013 \u201cLa letteratura non \u00e8 innocente e, colpevole, doveva infine ammettersi tale\u201d \u2013 fungono, incredibilmente, da antidoto ai nuovi accademici del rancore, che rinnovano la letteratura integralista del buon \u2018messaggio\u2019.\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.sup.org\/books\/title\/?id=25433\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Recentemente, per dire, per la Stanford University Press Dorothy J. Hale, che insegna letteratura inglese a Berkeley, ha firmato un saggio,\u00a0<em>The Novel and the New Ethics<\/em>, in cui dimostra \u2013 attraversando autori come Henry James, Toni Morrison, Ian McEwan, attraverso saggi di sgargiante \u2018correttezza\u2019 \u2013 che \u00e8 l\u2019etica la norma che regge la danza letteraria, che un buon romanzo si giudica dal proprio passaporto morale.<\/a><\/strong> \u201cAmmirare un romanzo come pura forma significa banalizzarne la dimensione sociale, mentre il romanzo rivendica primariamente una dimensione etica, politica\u201d, scrive l\u2019autrice, bench\u00e9 l\u2019unica morale, in un romanzo, sia soltanto formale, l\u2019egida aggressiva della forma. L\u2019ideologia della \u2018missione etica\u2019 dello scrittore porta, appunto, all\u2019eugenetica delle anime belle, per cui \u201cle brave persone sono anche bravi romanzieri, e le persone moralmente migliori sono romanzieri migliori\u201d.<\/p>\n<p>Ma questa, come dire, \u00e8 accademia (che negli States non sta chiusa nelle mummificate aule universitarie, ma diventa pensiero diffuso, dominante, coercitivo). Il resto, \u00e8 storia. Declinata, spesso, in forme grottesche. Jeanine Cummins, ad esempio, autrice, l\u2019anno scorso, di\u00a0<em>American Dirt<\/em>, storia possente di una donna messicana che tenta di varcare il confine degli Usa, \u00e8 stata stigmatizzata dai\u00a0<em>latinx<\/em>\u00a0\u2013 come si dicono ora \u2013 perch\u00e9 una nordamericana non pu\u00f2 raccontare storie di immigrazione che riguardano messicani.\u00a0<strong>Contravvenendo \u2013 non \u00e8 la prima volta \u2013 alla pi\u00f9 ovvia delle norme letterarie: penetrare nello sconosciuto, interpretare l\u2019assolutamente altro, mobilitare l\u2019immaginazione per immergersi nello sconvolgente, nello sconveniente, nell\u2019alieno, nell\u2019alienato.<\/strong>\u00a0Lo scrittore \u00e8 tale proprio perch\u00e9 non si limita a raccontare i fatti suoi, il bunker della quotidiana cerca, ma invade le esistenze ignote, appena immaginate, spaccando lo specchio, spurio, della \u2018rappresentazione\u2019. D\u2019altra parte, lo scrittore e accademico \u2013 insegna alla University of Southern California \u2013 e premiato Viet Thanh Nguyen (quello de\u00a0<em>Il simpatizzante\u00a0<\/em>e\u00a0<em>Il militante<\/em>), in un lungo saggio pubblicato lo scorso dicembre sul \u201cNew York Times\u201d insegna che il compito fondamentale della letteratura \u00e8 \u201cun lavoro di impianto critico e politico, teso a destabilizzare il bianco e a rivelare il pesante lascito del colonialismo\u201d. Piuttosto, Bruce Wagner, scrittore americano \u2013 in Italia lo pubblica Baldini Castoldi \u2013, sceneggiatore di peso (c\u2019\u00e8 il suo talento dietro\u00a0<em>Maps of Stars<\/em>\u00a0di David Cronenberg),\u00a0<a href=\"https:\/\/www.brucewagner.la\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">si \u00e8 stampato l\u2019ultimo romanzo,\u00a0<em>The Marvel Universe<\/em>, da s\u00e9, visto che l\u2019editore con cui aveva firmato il contratto, Counterpoint Press, ha preferito rifiutarlo, a causa del \u201clinguaggio problematico per lettori sensibili\u201d.\u00a0<\/a>Wagner, in sostanza, fa dire alla sua protagonista, una grassona, che \u00e8 \u201cuna grassona\u201d, e questo non va bene. Replica dell\u2019autore: \u201ccredo che i cosiddetti \u2018lettori sensibili\u2019 manderebbero al rogo pressoch\u00e9 tutti i miei libri\u201d.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><\/figure>\n<p>Eppure, una pur pallida forma di ribellione alla coercizione moralista americana si muove. Un informato articolo di Otis Houston \u2013 anche lui, facciamoci il callo, uscito dalle fatidiche \u2018scuole di scrittura creativa\u2019, il pollaio dei nuovi scrittori globali, globalisti \u2013,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.persuasion.community\/p\/beware-of-books\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong><em>Beware of Books!<\/em>, pubblicato su \u201cPersuasion\u201d, reagisce al \u201cmoralismo che sta opprimendo il mondo letterario\u201d.<\/strong>\u00a0<\/a>Vale la pena ricalcare un pezzo dell\u2019articolo:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote has-text-align-center\"><p>\u201cNon c\u2019\u00e8 niente di nuovo n\u00e9 di strano nel denunciare idee e autori in nome di una moralit\u00e0. \u00c8 una forma di potere esercitata da sempre, da chi intende affermare un dominio culturale\u2026 Negli anni Ottanta e Novanta erano i conservatori della morale pubblica a sorvegliare le virt\u00f9 del pubblico dei lettori americani. Ci\u00f2 che \u00e8 nuovo, oggi, \u00e8 che la tendenza a controllare la bont\u00e0 morale dei libri riguarda la comunit\u00e0 letteraria di sinistra, quelle stesse persone a cui abbiamo affidato il compito di guidare il corso della nostra cultura. Chi brucia i libri di J.K. Rowling, cercando affannosamente le prove della loro transfobia, sono membri della sinistra progressista, irritati da commenti su questioni che riguardino gender e trans\u2026 Questo nuovo moralismo letterario, questa frenesia della censura, che considera la letteratura secondo fini politici, offende l\u2019arte. Rende gli scrittori timorosi di sconfinare oltre le definizioni semplicistiche della propria identit\u00e0, li priva della libert\u00e0 di affrontare temi moralmente complessi. E annichilisce le attese dei lettori. Se ci aspettiamo che la letteratura risolva i problemi sociali, fraintendiamo la sua sfida. L\u2019arte non semplifica, ci costringe a guardare il complesso. La scrittura, se \u00e8 potente, non offre risposte\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>La scrittura, piuttosto, pone sempre nell\u2019illecito \u2013 perfino quando la sua nitidezza formale \u00e8 esatta, inattaccabile, essa ci vince, pretende che noi soccombiamo. \u00c8 un gesto, lancinante, di prevaricazione estetica, la letteratura. Che la sua pericolosit\u00e0 sia costantemente ostacolata, nel tentativo di disinnescarla, \u00e8 perfino ovvio. Ne sappiamo qualcosa. Una boria politica ha portato Elio Vittorini, nel 1951, a ideare, sui frantumi della Seconda guerra \u2013 e dei repentini cambi di casacca \u2013 la collana \u2018I gettoni\u2019 per Einaudi. Ma Vittorini, che conosceva bene la letteratura americana \u2013 almeno, quella che garbava a lui \u2013 era un letterato vero, puro: cos\u00ec tra i Fortunato Seminara, i Giovanni Pirelli, gli Aldo De Jaco, i Mario La Cava, i Giampiero Carocci, pubblicava Anna Maria Ortese e Dylan Thomas e Borges, e scopriva Beppe Fenoglio e Giovanni Testori. Ce ne fossero. Oggi gli scrittori \u2013 ancora eredi del \u2018realismo sociale\u2019 \u2013 latitano tra buone intenzioni sociologiche, messaggi politici, massaggi al proprio ombelico, schiavi del colonialismo moralista anglofono.<\/p>\n<div class=\"post-inner\">\n<p>E tutto ci\u00f2 che appariva gi\u00e0 dato, conquistato, assunto, sfocato, semmai, per fagocitante fal\u00f2, torna, ora, innocente e pervertito. Chess\u00f2, Maurice Blanchot:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote has-text-align-center\"><p>\u201cScrivere vuol dire produrre l\u2019assenza d\u2019opera (l\u2019inoperosit\u00e0)\u2026 Scrivere come inoperosit\u00e0 (nel senso attivo del termine) \u00e8 il gioco insensato, l\u2019alea tra ragione e sragione\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Gi\u00e0, il libro:\u00a0<strong>ingresso nell\u2019irragionevole, tempo violato, volitivo al niente, dove ogni circostanza \u00e8 accerchiata dall\u2019acido, accidia che acceca, offesa continua, fenditura che si fionda nel vulnerabile dell\u2019uomo. E blocca la sua\u00a0<em>operosit\u00e0<\/em>\u00a0assassina.<\/strong>\u00a0Che scoperta, i grandi libri non vanno pubblicati ma incendiati: \u201ci suoi libri sono libri destinati al fuoco, oggetti ai quali manca, in verit\u00e0, di essere in fiamme; esistono, ma\u00a0<em>per scomparire<\/em>, \u00e8 come se fossero gi\u00e0 annientati\u201d, scrive Bataille \u2013 uno di quelli da censurare \u2013 dell\u2019opera di Franz Kafka. E poi, radioso, \u201cFra gli scrittori Kafka \u00e8 stato forse il pi\u00f9 astuto: lui, almeno, non si \u00e8 lasciato cogliere!\u201d. Ma vaglielo a dire, ora, a questi, che lo scrittore \u00e8 quello in fuga, mentre chi legge ha pupille che sono un\u2019alcova di vipere. Oggi, piuttosto, \u00e8 la ninna nanna del genio, che esorbita, sostituito dal reame delle vittime, con la ghigliottina in tasca.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"post-tags\"><\/div>\n<div><strong>Fonte:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/morale-censura-letteratura\/\">https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/morale-censura-letteratura\/<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Davide Brullo) &nbsp; La dittatura del moralismo domina il mercato, con esiti grotteschi. Le universit\u00e0 americane misurano il peso etico dei romanzi, ma qualcuno comincia a ribellarsi alla \u201cfrenesia censoria della sinistra progressista\u201d &nbsp; Che scoperta. La letteratura racconta l\u2019eccedente, l\u2019eccesso, l\u2019eccezionale. I grandi libri confondono, perturbano, vanno gettati dalla finestra. 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