{"id":63571,"date":"2021-03-23T11:00:08","date_gmt":"2021-03-23T10:00:08","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63571"},"modified":"2021-03-23T09:11:30","modified_gmt":"2021-03-23T08:11:30","slug":"il-voto-ai-sedicenni-nei-tempi-che-corrono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63571","title":{"rendered":"Il voto ai sedicenni nei tempi che corrono"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda &#8220;Francesco Ricciardi&#8221;<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/071701783-3bf35ff3-ea33-40d1-a408-f528be14e67a.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/071701783-3bf35ff3-ea33-40d1-a408-f528be14e67a.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 di questi giorni la notizia della proposta del neo segretario del PD, Enrico Letta, di estendere il diritto di voto ai sedicenni. Si tratta di una proposta di allargamento o, pi\u00f9 specificamente, di un\u2019anticipazione di tale diritto, che comunque estende la base elettorale. Generalmente, una tale estensione del diritto \u00e8 stata accompagnata nella Storia da un particolare mutamento rilevante di realt\u00e0 sociale ovvero di stagione e\/o visione politica, di regola in senso progressivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infatti, tali decisioni hanno caratterizzato la volont\u00e0 (probabilmente anche l\u2019esigenza) di integrare nel tessuto sociale e politico uomini e donne di altre nazionalit\u00e0 con l\u2019intento di potenziare il consolidamento del consenso verso l\u2019istituzione (ad esempio vedi, nell\u2019antichit\u00e0, l\u2019editto dell\u2019imperatore romano Caracalla), ovvero di allargamento della partecipazione democratica ed integrazione nella vita politica di cittadini di diverso censo, cio\u00e8 verso i meno ricchi e meno istruiti, come anche, poi, delle donne (cos\u00ec nella grande stagione democratica del \u2018900 pre e post fascista). Pi\u00f9 di recente \u2013 e pi\u00f9 similmente \u2013 si ricorda l\u2019estensione del voto ai diciottenni avutasi a seguito dell\u2019irruzione \u2013 concreta ed incisiva \u2013 dei giovani nella vita politica, coincisa anche con l\u2019esplosione delle nascite dei decenni precedenti e della forte diffusione dell\u2019istruzione. Da qualche anno, poi, rimane in piedi il dibattito sull\u2019opportunit\u00e0 di allargamento del voto ai figli di immigrati regolari, nelle diverse forme di \u201cius soli\u201d e \u201cius culturae\u201d<strong>,<\/strong> anche queste d\u2019interesse di Letta. Certamente, si tratta di questioni che pongono, o comunque dovrebbero porre, anche una riflessione sull\u2019attuale significato dello \u201cstatus\u201d della cittadinanza e, quindi, su quello del diritto di voto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Soffermandoci, qui, sulla proposta del voto ai sedicenni, che non \u00e8 la prima volta in assoluto che viene avanzata, questa ha una sua delicatezza perch\u00e9, nella misura in cui si ritiene che una buona politica sia anche frutto di, seppur minime conoscenze, esperienze e capacit\u00e0 di analisi, dovute altres\u00ec ad una certa memoria, appunto, storico-politica, il voto ai ragazzi adolescenti non pu\u00f2 che porre degli importanti interrogativi in tal senso. Questa proposta, pi\u00f9 che essere la conseguenza di una visione prospettica di futuro e progresso, pare essere pi\u00f9 che altro il frutto di una condizione della societ\u00e0 di oggi nonch\u00e9, nello stesso tempo, di una estrema presa d\u2019atto di una tendenza e di un certo mutamento di significato odierni di democrazia, potremmo forse dire di tipo ontologico<strong>; <\/strong>nonch\u00e9 di come negli ultimi anni viene inteso un certo modo di fare politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Partendo da una visione socio-educativa, si potrebbe iniziare dal porre l\u2019attenzione sullo stato dell\u2019attuale rapporto tra adulti ed adolescenti. Senza voler generalizzare, si pu\u00f2 tuttavia osservare che se, da un lato, alla fine dello scorso secolo si \u00e8 imposto un protagonismo giovanile e, per un certo verso, anche un\u2019emancipazione da un modello di famiglia autoritaria, dall\u2019altro \u00e8 andato anche in crisi un modello di genitore, talvolta proprio di adulto. In proposito, si possono notare le ripercussioni anche sul rapporto odierno tra studenti ed insegnanti e, su tale questione, ci sarebbe un discorso lungo e complesso in merito. Tuttavia, qui ci si limita a coglierne un aspetto: il fenomeno dell\u2019adulto deresponsabilizzato nei confronti del minore che, anzich\u00e9 prendersi seriamente in carico le responsabilit\u00e0 verso di lui, ricorre alla scorciatoia del tentare di condividere con questo stesso gli oneri, anche politici, oltre che sociali, del suo futuro, ed a prescindere dai propri obblighi di aiutarlo a prepararlo culturalmente, politicamente e moralmente. Insomma, se si recupera il dimenticato \u2013 ma importante \u2013 carattere di \u201cdovere\u201d del voto, che non \u00e8 quindi solo un \u201cdiritto\u201d, allora si ha l\u2019impressione che, estendendo al minore tale diritto-dovere, l\u2019adulto si alleggerisca di tale \u201cdovere\u201d verso i giovani condividendolo con questi ultimi e dimenticando che i maggiori strumenti di valutazione politica di regola \u00e8 l\u2019adulto che li possiede, anche per perseguire il bene del minore stesso. D\u2019altronde, molti adulti trascurano la complessit\u00e0 delle conseguenze di una tale estensione del diritto; ma non tutti, appunto. Infatti, adulti pi\u00f9 pensosi, quali Michela Marzano, su \u201cLa Stampa\u201d, si chiedono in proposito, se \u201coltre a voler concedere loro il voto, si ha in mente di riscrivere i programmi scolastici, e quindi di discutere con loro di diritti e di giustizia distributiva, di uguaglianza e di memoria, di crisi ambientale e di utilizzo responsabile dei \u201csocial\u201d \u2013 formando prima di tutto i loro insegnanti \u2013 oppure si pensa di buttarli nell\u2019arena politica senza strumenti, magari senza nemmeno suscitare in loro il desiderio di esserci\u201d. Vi si potrebbe aggiungere il dato che a scuola fin d\u2019ora non si \u00e8 ritenuto cos\u00ec importante formare con una adeguata educazione civica i ragazzi. Il costituzionalista Cesare Mirabelli, poi, si interroga sulle conseguenze che dall\u2019acquisizione di questo diritto deriverebbero, quali l\u2019anticipazione della maggiore et\u00e0 e, quindi, l\u2019aumento del grado di responsabilit\u00e0 che si acquisirebbe sul piano penale, come in quello civile ed amministrativo. Potrebbero, a questo punto, i sedicenni giungere ad aver diritto anche alla patente, come negli USA? In definitiva, da questa problematica, la proposta appare pi\u00f9 come una sorta di fuga dalle responsabilit\u00e0 dell\u2019adulto, che altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per una lettura pi\u00f9 prettamente politica della proposta, \u00e8 utile riflettere sul significato assunto dalla democrazia e dal mutato grado di potere decisionale dell\u2019elettorale. In proposito, a partire dagli anni \u201990 la nostra classe dirigente \u00e8 stata protagonista della sensibile riduzione del potere popolare a vantaggio delle istituzioni sovranazionali caratterizzate da una accentuata tecnocrazia di natura neo-liberale. Abbiamo, quindi, potuto constatare il come, sposandone oltretutto l\u2019ideologia di fondo ed adottando il c.d. \u201cvincolo esterno\u201d, la nostra nazione si \u00e8 privata della possibilit\u00e0 di manovrare economicamente la propria politica, auto-costringendosi ad avere pochi margini per politiche industriali e monetarie, per interventi pubblici in economia, ritenendosi \u201ccostretta\u201d, insieme alla riduzione della spesa pubblica, al taglio dei relativi servizi. Si pensi, ad esempio, all\u2019autoimposizione dell\u2019aumento automatico delle nostre tasse indirette in caso di discostamento dei nostri conti pubblici dai vincoli pattuiti con l\u2019Unione Europea. Cosa c\u2019entra questo? C\u2019entra perch\u00e9 oggi, evidentemente, ci sono rimaste meno cose da decidere in Italia, specie di qualit\u00e0 \u2013 non abbiamo neanche pi\u00f9 una vera politica estera \u2013 e continuando in tale direzione, sempre meno ce ne rimarranno. Quindi, riducendosi cos\u00ec la portata stessa della sovranit\u00e0 democratica, conta di meno la preparazione dell\u2019elettorato ed ecco che, quindi, anche un sedicenne pu\u00f2 partecipare, senza rischi, ai processi decisionali. D\u2019altronde, pi\u00f9 proliferano le sedi decisionali, sempre pi\u00f9 lontani dal comune cittadino,epi\u00f9 ne diventano complicati i meccanismi, pi\u00f9 le cose sono due, se non si vuole ridurre il voto solo a chi conosce tali sistemi: o si impone gi\u00e0 da scuola lo studio sul funzionamento dei predetti meccanismi o si rinuncia del tutto ad un intervento popolare su di essi, per cui, alla fine, chiunque pu\u00f2 votare, tanto non potr\u00e0 incidervi pi\u00f9 di tanto. Cos\u00ec, con questa sorta di \u201cdeminutio\u201d della sovranit\u00e0 popolare, lo \u201cstatus\u201d della cittadinanza e, in particolare, il diritto di voto, riduce la sua rilevanza ed incisivit\u00e0, per cui tale diritto lo si pu\u00f2 estendere a nuove fette di popolazione senza temere particolari scossoni sul percorso politico-economico gi\u00e0 predeterminato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tra l\u2019altro, non a caso in questi ultimi anni, stretti tra furia antipolitica e \u201cnormalizzazione\u201d tecnocratica, abbiamo visto alternarsi, quali ministri e sottosegretari, i c.d. \u201ctecnici\u201d e quelli \u201c\u00e8-un-bravo-ragazzo-non-ha-mai-rubato-imparer\u00e0\u201d. In particolare con questi ultimi \u00e8 passata un\u2019idea delle cariche politiche che possono essere rivestite anche senza preparazione, esperienza e conoscenze specifiche a riguardo \u2013 che tanto poi giungeranno i tecnici ad \u201caggiustare\u201d le cose \u2013 come se fossero sufficienti la buona volont\u00e0 e l\u2019incensuratezza; fermo restando, diciamolo pure, anche il fondamentale ritrovarsi nelle grazie di un capo partito. In quest\u2019ottica, ecco che non conta nemmeno che l\u2019esperto sia l\u2019elettore, anzi, a questo punto, meglio che non lo sia; causa ed effetto, tutto questo, della svalorizzazione della dimensione politica \u2013 che, tanto, quella economica, ormai praticamente sganciata da essa, \u00e8 in \u201cbuone mani\u201d \u2013 e, quindi, della democrazia stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infine, dovrebbe preoccupare il ruolo del condizionamento dei \u201cmedia\u201d dominanti non solo della propaganda politica ma, indirettamente, di una certa societ\u00e0 dei consumi che tende ad orientare fortemente umori, conoscenze e scelte delle persone. In questo, si sa che i bersagli pi\u00f9 fragili sono, generalmente, i pi\u00f9 giovani; pensiamo ancor pi\u00f9 all\u2019incisivit\u00e0, in questo, dei \u201csocial media\u201d sui loro gusti, stati d\u2019animo, comportamenti. Qui dovrebbe, tra l\u2019altro, intervenire l\u2019aiuto dell\u2019adulto, ma nella misura in cui molti di questi (senza voler generalizzare, appunto) sono assoggettati, se non indifferenti, alla pervasivit\u00e0 di tali media, il necessario filtro che dovrebbe rivestire l\u2019intervento dei \u201cgrandi\u201d (genitore, insegnanti, ed altri eventuali) si rivela debole e, perci\u00f2, sorge un problema consistente nella maggiore vulnerabilit\u00e0 della indipendenza del voto dei ragazzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che poi, siamo sicuri che il voto ai sedicenni faciliti l\u2019attenzione politica nei confronti dei giovani? Ed, eventualmente, in che modo? Bisognerebbe, piuttosto, prima chiedersi se chi oggi vota ha concretamente proposto e perseguito qualcosa di utile per essi. Se, quantomeno, quei giovani ultra diciottenni che gi\u00e0 votano siano riusciti nel frattempo ad imporre agli adulti un\u2019agenda politica per loro stessi. Similmente, potemmo chiederci se le altre categorie di votanti, quali i tanti anziani in difficolt\u00e0 o lavoratori precari ed altre categorie deboli, siano riusciti ad ottenere risultati importanti per loro stessi. Dato che la risposta sembra essere negativa, allora forse la direzione per i \u201cveri\u201d cambiamenti, anche per i giovani, si trova in un altro luogo. Forse uno sforzo nella ricerca di questa direzione \u00e8 il lavoro su cui concentrarsi, senza farsi distrarre da inutili diversivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dinanzi a tutto questo, l\u2019impressione che si ha \u00e8 quella di una classe dirigente che non ha ancora capito l\u2019importante funzione pedagogica che rivestono ancora i partiti e, con essi, la politica, insieme al senso di responsabilit\u00e0, diretta ed effettiva, che essa dovrebbe avere nei confronti dei giovanissimi. Il tutto, in un\u2019ottica di ulteriore svalutazione di significato della sovranit\u00e0 popolare nell\u2019ambito di una gi\u00e0 avviata e progressiva riduzione degli spazi di decisione democratica. Poi, se si considera il ruolo di quegli adulti, riprendendo il discorso di sopra, tale proposta sembra lo specchio di un rapporto esageratamente rovesciato tra adulti e giovanissimi, caratterizzante quest\u2019ultimo secolo. Infatti, si \u00e8 ridotta la capacit\u00e0 dei primi di saper prendersi carico e la responsabilit\u00e0 di sapere dire dei \u201cno\u201d nei momenti giusti; quei \u201cno\u201d che fin d\u2019ora non se ne sono tanto sentiti, specie in campo politico, almeno apertamente.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/03\/23\/il-voto-ai-sedicenni-nei-tempi-che-corrono\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/03\/23\/il-voto-ai-sedicenni-nei-tempi-che-corrono\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda &#8220;Francesco Ricciardi&#8221; E\u2019 di questi giorni la notizia della proposta del neo segretario del PD, Enrico Letta, di estendere il diritto di voto ai sedicenni. Si tratta di una proposta di allargamento o, pi\u00f9 specificamente, di un\u2019anticipazione di tale diritto, che comunque estende la base elettorale. 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