{"id":63579,"date":"2021-03-24T09:39:23","date_gmt":"2021-03-24T08:39:23","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63579"},"modified":"2021-03-23T20:41:21","modified_gmt":"2021-03-23T19:41:21","slug":"scimpanze-gruppo-in-cui-sei-socialita-che-trovi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63579","title":{"rendered":"Scimpanz\u00e9, gruppo in cui sei socialit\u00e0 che trovi"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SCIENZA IN RETE (Anna Romano)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"field field-name-field-cover field-type-image field-label-hidden GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-items GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-item even GoogleAnalyticsET-processed\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"img-responsive\" src=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/files\/styles\/molto_grande\/public\/rishi-ragunathan-fs6NPHYMN7o-unsplash.jpg?itok=7bKz15g2\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"1143\" \/><\/p>\n<blockquote class=\"image-field-caption\"><p>La prosocialit\u00e0, cio\u00e8 i comportamenti che favoriscono altri individui, non era stata dimostrata con chiarezza negli scimpanz\u00e9. Uno studio recentemente pubblicato su Science Advances mostra come, tenendo conto dell\u2019aspetto ecologico, questa specie abbia in effetti comportamenti prosociali, ma che variano a seconda del gruppo: un aspetto richiede di considerare anche gli aspetti culturali della prosocialit\u00e0 ed evidenzia l\u2019importanza di indagare le ragioni alla base del comportamento stesso.<\/p>\n<p>Crediti immagine:\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/unsplash.com\/@rishiragunathan?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText\">Rishi Ragunatha<\/a>\/<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/s\/photos\/chimpanzee?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText\">Unsplash<\/a><\/p><\/blockquote>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-items GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-item even GoogleAnalyticsET-processed\">\n<p>Sono molte le caratteristiche comportamentali e le abilit\u00e0 che a lungo abbiamo ritenuto essere proprie esclusivamente della nostra specie. La capacit\u00e0 di usare gli strumenti, per esempio, osservata in una variet\u00e0 di specie, dagli elefanti ai corvidi; la condivisione di una cultura all\u2019interno di un gruppo, come visto in alcune specie di megattere, negli elefanti e in alcuni primati; o ancora la capacit\u00e0 di attribuire stati mentali ad altri individui.<\/p>\n<p>Tra tutte queste caratteristiche vi \u00e8 anche la prosocialit\u00e0, che si pu\u00f2 definire come \u201cun comportamento volontario messo in atto da un individuo a beneficio di un altro\u201d. Anche in questo caso, \u00e8 stato solo in tempi relativamente recenti che la ricerca ha mostrato come comportamenti di questo tipo non siano propri solo degli esseri umani, come si pensava, ma si possano ritrovare anche in altri animali. Questi comprendono sia alcune specie da noi filogeneticamente distanti, quali i\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/journals.plos.org\/plosone\/article?id=10.1371\/journal.pone.0215444\">lupi<\/a>\u00a0e alcuni uccelli (per esempio le\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41598-020-73256-0\">gazze<\/a>), sia i primati. Pu\u00f2 sembrare strano che proprio su uno dei nostri parenti pi\u00f9 prossimi, lo scimpanz\u00e9, la questione non sia affatto chiara: i molti esperimenti condotti, infatti, avevano dato risultati contrastanti.<\/p>\n<p>Un\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/advances.sciencemag.org\/content\/7\/9\/eabc7982\">articolo<\/a>\u00a0recentemente pubblicato su Science Advances, per\u00f2, suggerisce che in effetti i comportamenti prosociali possano essere riscontrati anche negli scimpanz\u00e9. Il lavoro presentato nello studio si svolge in un contesto che, a differenza\u00a0degli esperimenti precedenti, permette di tenere in considerazione l\u2019aspetto ecologico e, soprattutto, indaga anche le differenze tra i gruppi sociali \u2013 un primo passo per individuare anche i meccanismi alla base dei comportamenti prosociali.<\/p>\n<h2>Vuoi un po\u2019 di succo?<\/h2>\n<p>Come scrivono gli autori dello studio, di solito i paradigmi sperimentali per valutare la prosocialit\u00e0 negli scimpanz\u00e9 danno pi\u00f9 importanza al rigore sperimentale che alla validit\u00e0 ecologica. \u00abI test si svolgono tipicamente in laboratorio o comunque in condizioni molto controllate, e prevedono per esempio lo scambio di oggetti come i gettoni (che permettono di \u201ccomprare\u201d qualcosa, come un premio in cibo) tra pochi individui, spesso una coppia, il tutto per periodi di tempo ben definiti\u00bb, spiega Elisabetta Palagi, etologa dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa. \u00abQuindi difficilmente prevedono un comportamento propriamente spontaneo dell\u2019animale, che viene messo in condizioni di eseguire quell\u2019atto\u00bb.<\/p>\n<p>Invece, nello studio descritto su Science Advances, i ricercatori hanno lavorato al Chimfunshi Wildlife Orphanage, un santuario per il recupero degli scimpanz\u00e9 in Zambia, dove gli animali vivono in semi-libert\u00e0, anche se sono nutriti e curati dagli operatori del centro. Hanno inoltre osservato tre diversi gruppi ai quali \u00e8 stata data la possibilit\u00e0 di compiere la scelta di mettere in atto un comportamento prosociale lasciando loro un periodo d\u2019azione lungo (due ore) e senza che il compagno fosse stato individuato degli sperimentatori. In altre parole, lo scimpanz\u00e9 era libero di decidere o meno se partecipare al test. Ma che test?<\/p>\n<p>L\u2019esperimento era questo: gli scimpanz\u00e9 potevano scegliere se premere o meno un bottone che avrebbe azionato una fontanella di succo di frutta dalla quale un compagno o pi\u00f9 compagni, ma non loro stessi, avrebbero potuto bere. La condizione di controllo, per stabilire che l\u2019atto di schiacciare il bottone non venisse eseguito casualmente o comunque per ragioni diverse dal permettere al compagno di bere, era rappresentata da una fontanella uguale, ma il cui succo rimaneva inaccessibile e della quale dunque nessun individuo avrebbe beneficiato.<\/p>\n<h2>Qualcuno pi\u00f9, qualcuno meno<\/h2>\n<p>I risultati dell\u2019esperimento mostrano che, in effetti, gli scimpanz\u00e9 azionano\u00a0la fontanella pi\u00f9 di frequente se c\u2019\u00e8\u00a0un compagno che vi ha accesso e pu\u00f2 quindi bere. Ma con qualche differenza tra i diversi gruppi osservati. \u00abQuesto test, calato all\u2019interno di un gruppo sociale, mostra che gruppi diversi si comportano in modo differente e che la tendenza prosociale co-varia con i livelli di tolleranza del gruppo, definiti come la probabilit\u00e0 degli individui di stare vicini senza aggredirsi. In altre parole, l\u2019identit\u00e0 di un certo gruppo appare come una determinante del comportamento prosociale\u00bb, spiega Palagi. \u00abUn risultato che forse, a livello intuitivo, pu\u00f2 non sembrare sorprendente ma che comunque non \u00e8 mai stato dimostrato prima. Questo \u00e8 anche coerente con quanto osservato in altre specie: per esempio, il comportamento prosociale \u00e8 riscontrato nei bonobo, che sono meno nepotisti rispetto agli scimpanz\u00e9, e anche meno neofobici. Si dimostrano, cio\u00e8, pi\u00f9 tolleranti anche con individui estranei al gruppo sociale e tendono per esempio a dividere il cibo anche con soggetti non familiari, mostrando comportamenti prosociali perfino con soggetti\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41598-017-15320-w\">che appartengono a comunit\u00e0 diverse<\/a>\u00bb.<\/p>\n<p>La differenza nelle tendenze prosociali tra gruppi diversi richiama anche all\u2019aspetto culturale del comportamento. Come scrivono gli autori dello studio, in effetti, una possibile prova della trasmissione culturale dei comportamenti prosociali viene anche da un\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/srep07631\">lavoro<\/a>\u00a0del 2015, nel quale gli scimpanz\u00e9 potevano scegliere se far avere del cibo a un compagno e in cui era stato osservato che gli individui che si sono trovati con un compagno pi\u00f9 \u201cgeneroso\u201d, hanno aumentato essi stessi i comportamenti prosociali.<\/p>\n<h2>Da cultura a biologia<\/h2>\n<p>Proprie queste marcate differenze di prosocialit\u00e0 nei diversi gruppi spingono gli autori a evidenziare l\u2019importanza di capire i motivi che determinano un comportamento prosociale. Motivi non indagati nello studio, \u00abMa almeno si porta l\u2019attenzione su quest\u2019aspetto: infatti, capire le ragioni alla base di un certo comportamento animale \u00e8 importante quanto stabilire la presenza del comportamento stesso\u00bb, come commenta Palagi. \u00abTanto pi\u00f9 che la prosocialit\u00e0 \u00e8 molto difficile da valutare, e perfino da definire \u2013 e infatti la definizione esatta \u00e8 ancora in parte dibattuta in ambito accademico\u00bb.<\/p>\n<p>E se questo studio mostra come possa cambiare tra i gruppi, dobbiamo considerare come possa in realt\u00e0 variare anche, semplicemente, a seconda del contesto: per esempio, un individuo pu\u00f2 essere pi\u00f9 propenso a mettere in atto un comportamento prosociale con un compagno con il quale ha un buon rapporto, o ancora i comportamenti possono cambiare a seconda che vi siano o meno altri a osservarli. \u00abNon possiamo neppure escludere del tutto che, per esempio, per lo scimpanz\u00e9 l\u2019azionare la fontanella non sia una forma di gioco, per vedere come reagisce il compagno\u00bb, continua la ricercatrice.<\/p>\n<p>\u00abIn generale, la diffusione nel regno animale di comportamenti che un tempo erano considerati esclusivi dell\u2019essere umano ci dice che sono molto pi\u00f9 legati alla biologia di quanto potremmo credere. Per noi \u00e8 normale pensare che un qualsiasi comportamento complesso sia legato a elevate abilit\u00e0 cognitive, costrutti mentali e norme sociali\u00bb, conclude Palagi. \u00abMa se ci soffermiamo a pensare cosa effettivamente serva per mettere in atto quel particolare comportamento, spesso ci rendiamo conto che bastano pochi semplici elementi, come la capacit\u00e0 di riconoscere i compagni individualmente e ricordare le loro azioni. E se il comportamento ha un vantaggio in termini di fitness (anche se riconoscere il beneficio pu\u00f2 non essere semplice, magari perch\u00e9 si verifica solo a lungo termine), che pu\u00f2 derivare ad esempio dalla coesione sociale, ecco che all\u2019improvviso questi comportamenti appaiono quasi ovvi e non pi\u00f9 il risultato di un complesso processo cognitivo e culturale\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<footer>\n<div class=\"field-item even GoogleAnalyticsET-processed\"><strong>Fonte:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/scimpanz\u00e9-gruppo-cui-sei-socialit\u00e0-che-trovi\/anna-romano\/2021-03-23\">https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/scimpanz\u00e9-gruppo-cui-sei-socialit\u00e0-che-trovi\/anna-romano\/2021-03-23<\/a><\/strong><\/div>\n<\/footer>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SCIENZA IN RETE (Anna Romano) &nbsp; La prosocialit\u00e0, cio\u00e8 i comportamenti che favoriscono altri individui, non era stata dimostrata con chiarezza negli scimpanz\u00e9. 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