{"id":63596,"date":"2021-03-25T10:30:54","date_gmt":"2021-03-25T09:30:54","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63596"},"modified":"2021-03-24T10:52:24","modified_gmt":"2021-03-24T09:52:24","slug":"i-mistificatori-del-debito-pubblico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63596","title":{"rendered":"I mistificatori del debito pubblico"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di\u00a0<strong>SOLDI E POTERE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non passa giorno che non si senta in televisione qualche economista che ci rimprovera di \u201cscaricare sui nostri figli l\u2019enorme onere del debito pubblico\u201d. Commentatori e opinionisti di ogni genere fanno coro: il debito pubblico \u00e8 un mostro che abbiamo creato, che minaccia continuamente di divorarci e di far finire lo Stato in bancarotta. E\u2019 il nostro primo problema, il pi\u00f9 drammatico, il pi\u00f9 importante. Le nostre forze e il nostro impegno devono prima di tutto puntare a ridurlo, ad ogni costo. A costo di tagliare lo Stato sociale? Ma certo. A costo di lasciare qualche milione di persone senza lavoro? Che ci vuoi fare\u2026 A costo di avere, in uno dei paesi pi\u00f9 ricchi del mondo, qualche milione di famiglie in povert\u00e0? Cos\u00ec va il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E per\u00f2: a costo di imporre una patrimoniale? Non sia mai! A costo di aumentare le tasse ai pi\u00f9 benestanti? Non scherziamo, le tasse vanno ridotte. Ma allora non \u00e8 \u201ca tutti i costi\u201d: solo a certi determinati costi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma torniamo alla sciocchezza del \u201cmacigno sulle generazioni future\u201d. Supponiamo per il momento che tutto il nostro debito pubblico sia detenuto da italiani. A fronte del figlio del netturbino che si trover\u00e0 con uno stato indebitato ci sar\u00e0 la figlia dell\u2019avvocato che erediter\u00e0 i Btp acquistati dal padre con i suoi risparmi, cio\u00e8 erediter\u00e0 un credito. La relazione tra i due \u00e8 data dagli interessi che lo Stato paga sul debito. Il figlio del netturbino non possiede Btp, quindi resta a bocca asciutta; la figlia dell\u2019avvocato, invece, avr\u00e0 una rendita grazie alle cedole dei titoli acquistati dal padre. A lei non dispiacer\u00e0 che lo Stato si sia indebitato, fornendo cos\u00ec al padre un\u2019occasione di far fruttare i propri risparmi. Come si vede, non si pu\u00f2 ragionare con la media di Trilussa (\u201cognuno che nasce ha un debito di tot-mila euro\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma allora il debito \u00e8 a favore dei ricchi e a danno dei poveri? Anche qui, dipende. Se quel debito \u00e8 servito a costruire strade-scuole-ospedali, il figlio del netturbino non incasser\u00e0 interessi ma avr\u00e0 una serie di servizi che altrimenti non avrebbe avuto. E forse quei soldi sono serviti anche a mantenere il posto di lavoro di suo padre, permettendogli una vita dignitosa. Magari parte di quei soldi sono serviti per creare imprese pubbliche, o per agevolare la vita di quelle private (per esempio aiutandole ad ammodernarsi). E in quel caso una parte dell\u2019eredit\u00e0 \u00e8 quella di trovarsi in un\u2019economia pi\u00f9 ricca di quello che sarebbe stata altrimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quindi il debito \u00e8 sempre una buona cosa? No, se si fa per assicurarsi l\u2019appoggio di clientele o per dare prebende a chi \u00e8 gi\u00e0 benestante (che poi, forse, con quei soldi comprer\u00e0 Btp, di cui riscuoter\u00e0 gli interessi\u2026). Insomma, il debito pubblico ha effetti redistributivi, cio\u00e8 sposta ricchezza da certe categorie ad altre, ma \u00e8 molto difficile determinare chi ci perde e chi ci guadagna, cosa che dipende anche da quali e quanti servizi fornisce lo Stato, com\u2019\u00e8 il sistema fiscale, eccetera. Di certo non avvantaggia una generazione a danno di un\u2019altra, come osservava gi\u00e0 Luigi Einaudi:\u00a0<i>\u201dGran parte della condanna morale lanciata dai politici austeri contro il debito pubblico \u00e8 dovuta alla convinzione dell\u2019immoralit\u00e0 di godere noi vivi oggi i vantaggi della spesa e di lasciar pagare il conto ai lontani nepoti. I posteri c\u2019entrano; ma in modo del tutto diverso da quello immaginato dalla credenza comunemente diffusa nel volgo che il debito pubblico sia un trucco per far pagare ai nepoti le spese sostenute dai viventi. Disgraziatamente per i vivi, non esiste nessun mezzo per far pagare una spesa qualunque, grossa o piccola, privata o pubblica, alla gente la quale deve ancora nascere&#8221;<\/i>\u00a0(da \u201cMiti e paradossi della giustizia tributaria\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una lezione dimenticata? No, non da chi sa di economia. Questo \u00e8 un recentissimo tweet\u00a0\u00a0<i>(l\u2019originale \u00e8 in inglese)<\/i>\u00a0di Vitor Const\u00e2ncio, ex vice presidente della Bce: \u201c<i>Il debito nazionale \u00e8 detenuto dai cittadini residenti. Nel futuro, quando i titoli saranno riscossi, i membri della futura generazione dovranno pagarli con le tasse (se il debito non sar\u00e0 rinnovato), ma altri membri di quella generazione riceveranno il denaro dei titoli scaduti. Non \u00e8 un peso sulle generazioni future<\/i>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Abbiamo per\u00f2 ipotizzato che tutto il debito sia detenuto da italiani, mentre circa un terzo \u00e8 nelle mani di investitori esteri. E dunque gli interessi su quella parte, che devono essere coperti dalle tasse che paghiamo, finisce in mani esterne al paese. Certo, dovremmo considerare che una parte di quei titoli \u2013 difficile stabilire di che dimensioni \u2013 fa comunque capo ad italiani Se compro un Fondo comune lussemburghese o una gestione del Credit Agricole o della Merrill Lynch, l\u00ec dentro ci sono anche Btp che dunque indirettamente possiedo. Ma tralasciamo questo aspetto. Quello che conta \u00e8 la posizione netta sull\u2019estero dell\u2019Italia, che tra l\u2019altro \u00e8 uno dei parametri pi\u00f9 importanti presi in considerazione a livello internazionale per valutare la sostenibilit\u00e0 del debito di un paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come dall\u2019estero si comprano i nostri titoli, cos\u00ec ci sono italiani che comprano titoli esteri, riscuotendo dunque i loro interessi coperti dalle tasse di cittadini di altri Stati. La posizione finanziaria netta del paese \u00e8 il saldo tra le attivit\u00e0 detenute dagli stranieri in Italia (quindi anche i titoli del nostro debito pubblico) e le attivit\u00e0 possedute all\u2019estero da italiani. Ebbene, secondo i dati pi\u00f9 recenti (terzo trimestre 2020) il saldo dell\u2019Italia \u00e8 diventato positivo dopo molti anni (non accadeva dagli anni \u201980), per 3,1 miliardi,<a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/bilancia-pagamenti\/2021-bilancia-pagamenti\/statistiche_BDP_20210219.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00a0come si vede dai dati Bankitalia<\/a>\u00a0(tab. 8 A). Quindi, a fronte di un debito estero, c\u2019\u00e8 un credito verso l\u2019estero leggermente superiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo significa che il debito pubblico non \u00e8 quel problema drammatico che molti ci descrivono; e, come abbiamo gi\u00e0 visto, non \u00e8 corretto affermare che sia un fardello che lasciamo sulle spalle dei nostri figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma allora si pu\u00f2 fare debito senza pensarci troppo, non c\u2019\u00e8 nessun problema? Naturalmente no, sarebbe troppo facile. Perch\u00e9 qualcuno ti presti i soldi deve avere una ragionevole certezza che alla scadenza glieli restituisca, quindi non bisogna esagerare. E dov\u2019\u00e8 il limite dell\u2019esagerazione? Non esiste un numero magico, una linea del Piave oltre la quale si va verso il disastro. Dipende da vari fattori, per esempio la capacit\u00e0 di produrre merci richieste sul mercato internazionale. Nel lungo termine il fattore cruciale \u00e8 che la crescita nominale (cio\u00e8 considerando anche l\u2019inflazione) sia superiore, magari anche di poco, al costo del servizio del debito. Per noi da qualche anno non \u00e8 cos\u00ec, ed \u00e8 questo il vero problema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma per la crescita non \u00e8 indifferente la politica di bilancio. Il bilancio deve poter essere usato in funzione anti-congiunturale. In altre parole, quando le cose vanno bene \u2013 l\u2019economia cresce, la domanda estera \u201ctira\u201d \u2013 si pu\u00f2 lesinare sulla spesa pubblica, ma quando invece c\u2019\u00e8 stagnazione o recessione lo Stato deve spendere, anche se ci\u00f2 significa finire l\u2019anno con un deficit che andr\u00e0 ad aumentare il debito pubblico e anche se quest\u2019ultimo\u00a0 \u00e8 gi\u00e0 considerato alto. La prova contraria l\u2019abbiamo vista in questi anni. In particolare con il governo Monti, che ereditava gli effetti di una manovra pesantissima varata dal precedente governo Berlusconi\u00a0 (forzata dalla famosa lettera della Bce e dalla Commissione) e ci ha poi aggiunto del suo. Nonostante i tagli di spesa e gli aumenti di tasse il rapporto tra debito e Pil si \u00e8 impennato, perch\u00e9 la politica di bilancio ha frenato il denominatore del rapporto, cio\u00e8 il Pil. I tagli di spesa, quando l\u2019economia gi\u00e0 soffre di suo, non solo non aiutano a ridurre quel rapporto, ma lo fanno peggiorare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Naturalmente ci sono altre importanti condizioni collaterali. La burocrazie deve funzionare, cos\u00ec come la giustizia civile. Ci dev\u2019essere una banca centrale che tiene a freno la speculazione, come la Bce ora sta facendo mentre in passato non sempre lo ha fatto. E le spese non hanno tutte lo stesso effetto sulla crescita: gli 80 euro di Renzi, per esempio, meno della messa in sicurezza delle scuole. Ma se manca il quadro \u201cmacro\u201d \u00e8 inutile o quasi discettare sulla qualit\u00e0 della spesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le regole europee, tutte concentrate sulla riduzione del debito con politiche di bilancio restrittive, hanno fatto danni gravissimi. E altrettanti danni li fanno le convinzioni diffuse \u2013 ma sbagliate \u2013 intorno al debito pubblico e alla spesa in deficit. Ci voleva una catastrofe come la pandemia per far cambiare la musica, ma le tentazioni di tornare quanto prima a intonare il vecchio ritornello sono tutt\u2019altro che tramontate. Forse c\u2019entra il fatto che, anche in questi anni di crisi, i ricchi sono diventati pi\u00f9 ricchi. Se le idee sbagliate fanno comodo a qualcuno, \u00e8 molto difficile riuscire a cambiarle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte<\/strong>: <a href=\"https:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2021\/03\/23\/i-mistificatori-del-debito-pubblico\/\">https:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2021\/03\/23\/i-mistificatori-del-debito-pubblico\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0SOLDI E POTERE Non passa giorno che non si senta in televisione qualche economista che ci rimprovera di \u201cscaricare sui nostri figli l\u2019enorme onere del debito pubblico\u201d. 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