{"id":63631,"date":"2021-03-26T10:30:12","date_gmt":"2021-03-26T09:30:12","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63631"},"modified":"2021-03-25T22:42:04","modified_gmt":"2021-03-25T21:42:04","slug":"socialismo-o-liberalismo-ombre-del-mondo-post-bipolare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63631","title":{"rendered":"SOCIALISMO O LIBERALISMO?  OMBRE DEL MONDO POST-BIPOLARE"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> INSTORIA (Federico Fracassi)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Verdana\"><span style=\"font-size: small\">Mediamente la storiografia contemporanea converge nell\u2019attribuire la vittoria della Guerra Fredda agli USA, dichiarando sconfitta l\u2019URSS e con essa il comunismo o il cosiddetto\u00a0<i>socialismo reale<\/i>. Ma nonostante si sia spesso parlato in ambienti americani di \u201cfine della storia\u201d, ci\u00f2 che attendeva all\u2019orizzonte, dietro le macerie del Muro di Berlino, era un mondo post bipolare ancora pieno di incognite e disordini.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Verdana\"><span style=\"font-size: small\">Se tuttavia ci si smarca da una visione deterministica della storia come quella proposta da filosofo tedesco Georg Wilhelm Friedrich Hegel (1770-1831) \u2013 secondo cui lo\u00a0<i>Zeitgeist<\/i>\u00a0(spirito del tempo, cultura che informa le arti e la filosofia) si manifesterebbe in essa addirittura in determinati personaggi capaci di incarnarne pienamente le caratteristiche \u2013 si nota che dal punto di vista filosofico, dottrinale, politologico e storico, quello del rapporto tra socialismo e liberalismo \u00e8 un problema non solo inestinto, ma rinato a nuova guisa.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Verdana\"><span style=\"font-size: small\">Parlare di \u201cidee che armano la mano dell\u2019uomo per darsi battaglia nel mondo sensibile\u201d pu\u00f2 essere concesso in un sistema filosofico, ma \u00e8 una soluzione limitante per lo storico, la cui chiave di lettura degli eventi presuppone un\u2019importante differenza di metodo: l\u2019astensione per quanto possibile da valutazioni troppo personali. In certa misura, quest\u2019ultima pu\u00f2 risultare un\u2019impresa ancor pi\u00f9 difficile.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Verdana\"><span style=\"font-size: small\">\u00c8 emblematico quanto scrisse a riguardo lo storico britannico Eric j. Hobsbawm (1917-2012) nell\u2019introduzione a\u00a0<i>Il<\/i>\u00a0<i>Secolo Breve 1914-1991:\u00a0<\/i>\u00ab<i>il mondo che \u00e8 andato in frantumi alla fine degli anni \u201980 era il mondo formatosi a seguito dell\u2019impatto della rivoluzione russa del 1917. Noi ne siamo stati tutti segnati, ad esempio in quanto ci siamo abituati a pensare alla moderna economia industriale in termini di un\u2019opposizione binaria tra \u201csocialismo\u201d e \u201ccapitalismo\u201d come alternative mutuamente escludentesi [\u2026] Dovrebbe ora essere divenuto chiaro che quello schema era arbitrario [\u2026] e che lo si pu\u00f2 comprendere solo entro un particolare contesto storico. E tuttavia [\u2026] non \u00e8 facile immaginare [\u2026] altri criteri, [\u2026] da un lato gli USA, il Giappone, la Svezia, il Brasile, la Germania federale e la Corea del Sud e dall\u2019altro le economie stataliste e i sistemi dell\u2019area sovietica, [\u2026] nonch\u00e9 i sistemi dell\u2019Asia orientale e sud orientale che, a quanto pare, non hanno subito lo stesso crollo<\/i>\u00bb.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Verdana\"><span style=\"font-size: small\">Da accostare all\u2019efficace saggio\u00a0<i>L\u2019et\u00e0 delle ideologie<\/i>\u00a0del politologo italiano Giovanni Orsina, il quale introduce il concetto delle quattro \u201cfamiglie ideologiche\u201d tra cui quella socialista e quella liberale, operando importanti distinzioni che lasciano ragionevolmente intuire un\u2019inconciliabilit\u00e0 (se non direttamente un\u2019inimicizia) tra di esse.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Verdana\"><span style=\"font-size: small\">Le ragioni di questa inimicizia sono molteplici e in divenire, ma il loro fulcro risiede classicamente nelle due rispettive antropologie, da cui naturalmente derivano due diverse concezioni della societ\u00e0, dell\u2019economia, della religione.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Verdana\"><span style=\"font-size: small\">Fondamentalmente l\u2019antropologia socialista si basa su di una considerazione dell\u2019uomo come originariamente legato alla dimensione collettiva, la quale \u00e8 prioritaria e imprescindibile rispetto all\u2019individuo. I bisogni fondamentali sono uguali per tutti ed \u00e8 quindi opportuno che il\u00a0<i>corpo sociale \u2013\u00a0<\/i>in cui risiedono la verit\u00e0 e il bene dell\u2019uomo \u2013 operi di concerto per soddisfarli, impegnandosi positivamente a creare un ordinamento giuridico che rimuova gli ostacoli al raggiungimento dello scopo. A vario titolo, i teorici del socialismo sono sparsi nella storia e possono essere individuati, tra i molti, nell\u2019antico Platone e nei moderni Jean Jacques Rousseau e Thomas More, nonch\u00e9 Karl Marx, tra i contemporanei.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Verdana\"><span style=\"font-size: small\">L\u2019antropologia liberale invece conferisce maggiore importanza alla dimensione individuale e alle libert\u00e0 del singolo. L\u2019uomo \u00e8 considerato infinitamente perfettibile e ognuno ha diritto a \u201ccercare la propria verit\u00e0\u201d, il che implica un forte relativismo conoscitivo. Il filosofo inglese John Locke (1632-1704) \u00e8 considerato il padre nobile del liberalismo, appartenente al filone del giusnaturalismo\u00a0e autore del\u00a0<i>Saggio sull\u2019Intelletto Umano.\u00a0<\/i>Egli sosteneva che l\u2019uomo fosse \u201cnaturalmente ed originariamente vocato all\u2019interazione\u201d e dunque che l\u2019ordinamento giuridico dovesse limitarsi a consolidare e difendere questo equilibrio positivo che esso tende a creare \u2013 laddove gli venga garantita la libert\u00e0 individuale \u2013 in un\u2019ottica di generale uguaglianza e fraternit\u00e0. Un senso comune, questo, manifestatosi in seno a diversi eventi storici, ma facenti capo per lo pi\u00f9 ai princ\u00ecpi della Rivoluzione Francese, dunque alla perdita del primato politico e filosofico da parte delle tradizioni monarchiche europee.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Verdana\"><span style=\"font-size: small\">Questi i lineamenti generali delle due dottrine. Ma come a buon diritto il regista David Ayer fa dire al protagonista dello struggente film\u00a0<i>Fury\u00a0<\/i>(2014), ambientato in Germania verso la fine della Seconda Guerra Mondiale: \u00ab<i>le idee sono pacifiche, la storia \u00e8 violenta\u00bb.\u00a0<\/i>Presumibilmente ci sar\u00e0 storia come conflitto ideale e reale fintantoch\u00e9 esister\u00e0 l\u2019uomo, ma soprattutto non si debellano facilmente le idee, tanto quanto non si debella la tendenza dell\u2019uomo a desiderare pi\u00f9 potere di quanto la sua sanit\u00e0 mentale sia in grado di sostenere.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Verdana\"><span style=\"font-size: small\">Perfino dopo la dissoluzione dell\u2019URSS e l\u2019affermazione di quello che taluni anelano a chiamare il \u201csecolo americano\u201d, persistono opacit\u00e0 e debolezze nelle liberaldemocrazie occidentali, il cos\u00ec narrato \u201cmondo libero\u201d o \u201cliberal\u201d \u00e8 calcato da personaggi fumosi, la disuguaglianza e gli squilibri socio economici negli stessi USA non accennano a diminuire. Lo spettro dell\u2019eccesso tecnologico e del \u201cCapitalismo della Sorveglianza\u201d \u2013 a cui la filosofa e sociologa statunitense Shoshana Zuboff (Universit\u00e0 di Harvard) dedica l\u2019omonimo saggio del 2020 \u2013 si aggira malcelato su un mondo vessato da un\u2019emergenza sanitaria e da crisi economiche controverse.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Verdana\"><span style=\"font-size: small\">L\u2019Europa ricomincia pallidamente a essere percorsa da afflati statalisti e neosocialisti in risposta a un malessere spesso attribuito, tra le altre cose, alla deregolamentazione del mercato e alla globalizzazione finanziaria\u00a0<i>transnazionale<\/i>, con una conseguente concentrazione della ricchezza e la nascita di nuove \u201coligarchie\u201d o \u201cpotentati economici\u201d: ad esempio i\u00a0<i>colossi dell\u2019e-commerce,\u00a0<\/i>fondi speculativi plurimiliardari come\u00a0<i>Blackrock inc<\/i>. e societ\u00e0 d\u2019investimenti come\u00a0<i>Vanguard Group.\u00a0<\/i>Tanto gli Stati quanto le organizzazioni sovranazionali vi sono variamente soggetti, il che non pu\u00f2 non incidere sulle loro vite politiche e autonomie istituzionali.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Verdana\"><span style=\"font-size: small\">Gi\u00e0 a partire dagli anni Sessanta, le sinistre socialiste\/comuniste occidentali cominciarono a soffrire di crisi di identit\u00e0, il loro allontanamento dalle origini popolari, dalla coscienza di classe e dalla relativa lotta le port\u00f2 divise a un goffo tentativo di sintesi con quello che di l\u00ec a poco sarebbe stato definito Neoliberalismo: una nuova mentalit\u00e0 economica e culturale di matrice probabilmente nordeuropea e angloamericana con una precisa razionalit\u00e0, intimamente connessa all\u2019avanzata della globalizzazione.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Verdana\"><span style=\"font-size: small\">Al fenomeno della globalizzazione poi, \u00e8 stata aggiunta pi\u00f9 recentemente una declinazione: globalismo<i>.\u00a0<\/i>Il termine si riferisce alla dimensione per lo pi\u00f9 sociale e culturale del neoliberalismo, a cui dedicano una lunga ed esaustiva trattazione il filosofo Pierre Dardot e il sociologo Christian Laval.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Verdana\"><span style=\"font-size: small\">La vicenda del socialismo italiano poco prima e poco dopo la caduta del muro di Berlino si svilupp\u00f2 proprio attorno a questa crisi di identit\u00e0. Nel saggio\u00a0<i>Vogliamo Tutto<\/i>, lo storico Angelo Ventrone riporta la questione della classe operaia: \u00ab<i>Come si fa la rivoluzione in una societ\u00e0 a capitalismo avanzato?<\/i>\u00bb.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Verdana\"><span style=\"font-size: small\">A questa incertezza soggiaceva proprio la nuova realt\u00e0 schiusa dal boom economico di cui fu protagonista la FIAT, motivo di una migrazione economica senza eguali, interna al territorio italiano. Spostamenti di ingenti masse dal sud verso la \u201cproletarizzazione\u201d nel triangolo industriale\u00a0della Pianura Padana non riuscivano ad alimentare le fila della rivoluzione (o almeno di una rivoluzione di successo) per via della compresenza di povert\u00e0, diffuso analfabetismo e ricerca di una condizione di vita migliore, la quale per\u00f2 non era intesa come il rovesciamento di un sistema economico foriero di grossi squilibri, bens\u00ec come la riuscita nell\u2019appropriarsi di quei beni e di quei servizi che il\u00a0<i>liberalcapitalismo<\/i>\u00a0si vantava d\u2019aver offerto per la prima volta a un popolo in difficolt\u00e0.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Verdana\"><span style=\"font-size: small\">In questi ultimi anni, quanto si rivela di pi\u00f9 difficile \u00e8 tentare previsioni. Le domande che scaturiscono dalla vicenda sanitaria e dal ruolo sempre maggiore della digitalizzazione nella storia contemporanea sono numerose. Tuttavia, nonostante perfino il futuro prossimo si faccia via via pi\u00f9 imperscrutabile, nel presente continuano a ergersi modelli di un incubo passato da cui \u00e8 opportuno non prescindere mai.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"http:\/\/www.instoria.it\/home\/socialismo_liberalismo.htm\">http:\/\/www.instoria.it\/home\/socialismo_liberalismo.htm<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di INSTORIA (Federico Fracassi) Mediamente la storiografia contemporanea converge nell\u2019attribuire la vittoria della Guerra Fredda agli USA, dichiarando sconfitta l\u2019URSS e con essa il comunismo o il cosiddetto\u00a0socialismo reale. 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