{"id":63650,"date":"2021-03-27T00:50:40","date_gmt":"2021-03-26T23:50:40","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63650"},"modified":"2021-03-29T12:23:56","modified_gmt":"2021-03-29T10:23:56","slug":"riflessioni-per-un-neosocialismo-parte-iii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63650","title":{"rendered":"Riflessioni per un neosocialismo (parte III)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di MARCO DI CROCE (FSI-Riconquistare l&#8217;Italia Roma)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>9. L\u2019elaborazione della filosofia della<\/em> praxis<em> in termini solo negativi ha portato all\u2019incomunicabilit\u00e0 intergenerazionale del lavoro teorico svolto dalla classe dirigente italiana della prima repubblica.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019assenza di una elaborazione positiva della filosofia della <em>praxis<\/em> determin\u00f2, per il socialismo italiano, la necessit\u00e0 del riferimento in negativo a una serie di pensieri e circostanze note alla generazione che militava negli anni Venti e Trenta del Novecento, ma che non pot\u00e9 essere trasmessa alle generazioni future, richiedendo, questa, non lo studio di una filosofia, ma di molte altre, per poter ritagliare quello spazio che rimaneva una volta negate tutte queste. In altri termini, il mancato compimento del progetto di elaborazione della filosofia della <em>praxis<\/em> determin\u00f2 la incomunicabilit\u00e0 (su larga scala) di essa alle generazioni successive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questo non ci si deve illudere che se vi fosse stata un\u2019elaborazione positiva di questa filosofia non sarebbe stata necessaria la discussione continua che fa parte della vita del militante nel partito, perch\u00e9 anche in questo caso molti riferimenti sarebbero venuti meno e sarebbe stato necessario lo studio e la discussione. Ma la mole di lavoro intellettuale richiesta per averne almeno un\u2019impressione sarebbe stata sufficientemente ridotta da poter essere diffusa su vasta scala.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece, data la necessit\u00e0 di giungervi per negazione di altre filosofie che erano note alla classe dirigente formatasi nei partiti italiani in vario modo socialisti, ma che non potevano rimanere note alle generazioni successive, il lavoro necessario per giungere anche solo a un\u2019impressione della filosofia della <em>praxis<\/em> si \u00e8 rivelato fuori dalla portata della base.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>10. La cultura del socialismo italiano, nel ricambio generazionale della classe dirigente, sub\u00ec l<\/em><em>\u2019influenza del socialismo europeo<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel ricambio generazionale della classe dirigente italiana durante la prima repubblica, il socialismo italiano ha subito l\u2019egemonia del socialismo europeo, il quale era rimasto molto indietro rispetto a quello italiano. La scuola di Francoforte \u00e8 un esempio dello stato in cui versava l\u2019avanguardia socialista fuori dall\u2019Italia. Nel 1947 Max Horkheimer e Theodor Adorno riconducevano il nazismo alla filosofia moderna, alla razionalit\u00e0 del Settecento, a presunti soggetti forti di Cartesio, di Kant\u2026 parve che questi soggetti, che in realt\u00e0 erano evanescenti, fossero \u201cforti\u201d quanto lo spirito hegeliano. Si credette, cio\u00e8, alla favola della continuit\u00e0 tra filosofia moderna e idealismo tedesco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nacque in Italia il \u201cpensiero debole\u201d di Vattimo, Rovatti, Eco, ecc. ed ebbe diffusione non irrilevante. Heidegger, del quale abbiamo scoperto solo recentemente quanto fosse rimasto vicino al nazismo, venne studiato come un pensatore di riferimento. In breve, quegli autori di cui Gy\u00f6rgy Luk\u00e1cs ne <em>La distruzione della ragione<\/em> dimostr\u00f2 tanto bene l\u2019irrazionalismo e il rapporto con la filosofia della vita e il nazismo, vennero eretti a filosofi di riferimento. L\u2019egemonia del pensiero socialista d\u2019oltralpe pervase la cultura intellettuale italiana e potendo essere assorbita rapidamente nelle sue immagini basilari si diffuse nelle basi dei partiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il postmoderno, l\u2019opposizione al fallo-logo-carno-centrismo, l\u2019antitradizionalismo europeo arriv\u00f2 in Italia e prese d\u2019assalto la massa. Le colpe delle atrocit\u00e0 della Seconda guerra mondiale non erano da individuare in avvenimenti e idee ad esse vicine, non erano da individuare nella filosofia del primo Novecento, n\u00e9 in quella dell\u2019Ottocento: queste infatti erano molto care a questi teorici. Tutto ci\u00f2 che venne prima, l\u2019origine dell\u2019\u201doccidente\u201d era la causa del male, da Socrate in poi per fermarsi da qualche parte tra la fine del Settecento con Kant e la seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento appena prima di Nietzsche, filosofo di riferimento per tutti questi nuovi filosofi del socialismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu in questo clima che nacque l\u2019eurocomunismo. L\u2019autofustigazione morale nella condanna della propria tradizione millenaria legittim\u00f2 il progetto dell\u2019unit\u00e0 europea, non c\u2019era da temere il suprematismo di nessuno: si facevano tutti schifo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>11. La mancata elaborazione positiva della filosofia della <\/em>praxis<em> permise un mutamento silenzioso dei fini della classe dirigente socialista italiana e mentre questo avvenne<\/em><br \/>\n<em>mancarono le parole necessarie a riconoscerlo e a criticarlo<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu questo, credo, un elemento importante, tra i molti, che port\u00f2 alla dissoluzione della classe dirigente socialista italiana nella vasca d\u2019acido dell\u2019europeismo, delle privatizzazioni, dello smantellamento dello stato sociale, nel tradimento della giustizia distributiva e della libert\u00e0 e l\u2019uguaglianza del secondo comma dell\u2019articolo 3 della Costituzione. Il socialismo della prima Repubblica italiana fu un socialismo che aveva abbandonato completamente nei fatti, ma che mai riusc\u00ec ad abbandonare nella dottrina verbale, il socialismo ortodosso. Fu un socialismo che non seppe riconoscersi essenzialmente democratico, parlamentare e partitista e che invece continu\u00f2 a rappresentare s\u00e9 stesso come parte di un movimento che era morente nella rincorsa alla dittatura del proletariato, fallendo ripetutamente nel raggiungerla o riuscendo a raggiungerla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec nel ricambio generazionale non si dovette dichiarare l\u2019abbandono di principi, il mutamento di fini, di ideologia, perch\u00e9 questi erano stati espressi dal socialismo italiano soltanto nei fatti e non nei termini dell\u2019ideologia di partito. Verbalmente sembr\u00f2 semplicemente un mutamento di strategia, non di fini. Mentre Gramsci aveva individuato nel parlamentarismo la strada per la \u201csociet\u00e0 regolata\u201d la nuova classe dirigente la trov\u00f2 nell&#8217;europeismo. Se le \u201ctappe intermedie\u201d, come la repubblica, erano solo tali, si potevano mutare senza tradire la dottrina. Questo fu reso possibile anche a causa della mancanza della affermazione delle conseguenze ultime di una filosofia della <em>praxis<\/em> a causa della sua incompletezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per esempio, che la \u201csociet\u00e0 regolata\u201d, quella cio\u00e8 dove il potere coercitivo dello stato sarebbe venuto meno, non fosse veramente un fine raggiungibile ma un ideale regolativo, fatto per la riflessione, e che dunque non si poteva \u201cmutare strategia\u201d per raggiungerlo perch\u00e9 esso non era affatto raggiungibile, sarebbe stato utile averlo scritto nero su bianco. Cos\u00ec come il testo di Gramsci, anche la costituzione e la politica della Prima Repubblica possono considerarsi come dei fatti da cui estrapolare una filosofia implicita, ma questa dovr\u00e0, una volta per tutte, essere espressa positivamente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>12. L\u2019elaborazione positiva della filosofia della<\/em> praxis <em>pu\u00f2 partire recuperando il filo interrotto della filosofia moderna, recuperando la filosofia di Kant<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Determinare positivamente la filosofia della <em>praxis<\/em> \u00e8 necessario per non incorrere in futuri ricambi generazionali totali. Per avere le parole necessarie a riconoscere e indicare un errore. Per svolgere questo compito si pu\u00f2 avere, come guida, la coscienza che la politica che ne deve discendere non pu\u00f2 essere troppo diversa da quella che ha avuto luogo nel paese dove il socialismo democratico \u00e8 stato pi\u00f9 avanzato, nel trentennio glorioso, ma questo pu\u00f2 essere soltanto un riferimento euristico e di per s\u00e9 non \u00e8 sufficiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A ben vedere, noi abbiamo un altro elemento fondamentale per rintracciare lo sviluppo della filosofia pi\u00f9 adeguato a determinare positivamente quella filosofia che non \u00e8 n\u00e9 materialismo delle idee n\u00e9 idealismo della materia e che Gramsci riusc\u00ec a determinare solo negativamente, pur comprendendone alcune conseguenze. Infatti, se il liberalismo ha tratto i suoi principi dall\u2019empirismo inglese, allora \u00e8 nella filosofia che ha saputo meglio rispondere all\u2019empirismo inglese che troveremo la filosofia per superare il liberalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quella filosofia che faceva ancora parte della filosofia moderna, che si confrontava con i suoi problemi e con i suoi critici, che prese sul serio il problema posto dagli empiristi inglesi e che riusc\u00ec a risolverlo. La filosofia di Kant, del quale lo stesso Gramsci in pi\u00f9 punti dei <em>Quaderni del carcere<\/em> ricorda confusamente l\u2019interesse, soprattutto sul tema della teleologia (tema centrale per la questione del rapporto tra azione e fisica o scienza naturale). Secondo gli idealisti tedeschi la risposta che Kant diede all\u2019empirismo inglese fu il loro stesso idealismo ma menomato, un inizio della filosofia che loro avevano compiuto: ognuno disse questa cosa per la sua propria filosofia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Kant, tuttavia, come abbiamo osservato parlando del suo testo rivolto a Fichte, non era affatto dello stesso avviso. La soluzione degli idealisti tedeschi al problema di Hume (come conoscere la natura?), fu di sostenere che la cosa \u00e8 gi\u00e0 conosciuta, che \u00e8 in s\u00e9 stessa un\u2019illusione creata, nella sua esistenza, dal pensiero. Kant confutava questa opzione nei paralogismi della seconda edizione della <em>Critica della ragione pura<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>13. Il neosocialismo \u00e8 necessario per emanciparsi dai principi che hanno portato il socialismo alla disfatta e per elaborare una filosofia del socialismo nello stato di diritto<\/em><br \/>\n<em>democratico parlamentare<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, dunque, un aspetto della necessit\u00e0 del neosocialismo, specialmente in Italia. La necessit\u00e0 della teorizzazione sistematica della giustizia distributiva, della dignit\u00e0 del lavoro, dello sviluppo della persona, della libert\u00e0 reale, nello stato di diritto, nella democrazia rappresentativa, nello scontro tra partiti per l\u2019egemonia civile, l\u2019abbandono delle illusioni della fine della storia, della predeterminazione della vittoria, del passivismo, del \u201cla storia \u00e8 dalla nostra parte\u201d, la consapevolezza della libert\u00e0 dei popoli, dell\u2019indeterminazione del futuro, della responsabilit\u00e0 politica, della sovranit\u00e0 popolare, la determinazione positiva della filosofia a fondamento di questo progetto, per permettere, ma non garantire, che le generazioni future non debbano svolgere tutto il lavoro daccapo, ma abbiano un vocabolario per distinguere gli abbagli che ci sono noti dalle soluzioni che ci sono note.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un aspetto della necessit\u00e0 del neosocialismo sta nella necessit\u00e0 di interrompere la tradizione del matrimonio del socialismo con una filosofia che ha concorso alla sua dissoluzione nel liberalismo, persino in Italia dove questa tradizione era stata parzialmente interrotta, nella necessit\u00e0 di elaborare la sola filosofia che pu\u00f2 confutare quella neoliberale, o liberale di massa, andando riconnettersi con quell\u2019opera di critica che era nata alla fine del Settecento e che \u00e8 stata interrotta e dimenticata nel giro di qualche anno.<\/p>\n<p><em>[fine]<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63512\"><em>Qui<\/em><\/a><em> la prima parte del saggio<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63583\">Qui<\/a> la seconda parte del saggio<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARCO DI CROCE (FSI-Riconquistare l&#8217;Italia Roma) 9. L\u2019elaborazione della filosofia della praxis in termini solo negativi ha portato all\u2019incomunicabilit\u00e0 intergenerazionale del lavoro teorico svolto dalla classe dirigente italiana della prima repubblica. L\u2019assenza di una elaborazione positiva della filosofia della praxis determin\u00f2, per il socialismo italiano, la necessit\u00e0 del riferimento in negativo a una serie di pensieri e circostanze note alla generazione che militava negli anni Venti e Trenta del Novecento, ma che non pot\u00e9&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":63680,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[1530,6],"tags":[6810,2169,6807,447,6809,3816,549,6777,6811,5025],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image-asset.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-gyC","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63650"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=63650"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63650\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63654,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63650\/revisions\/63654"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/63680"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=63650"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=63650"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=63650"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}