{"id":63658,"date":"2021-03-29T11:00:12","date_gmt":"2021-03-29T09:00:12","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63658"},"modified":"2021-03-28T21:55:00","modified_gmt":"2021-03-28T19:55:00","slug":"anche-il-sindacato-alla-corte-di-draghi-i-lavoratori-sempre-piu-soli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63658","title":{"rendered":"Anche il sindacato alla corte di Draghi: i lavoratori sempre pi\u00f9 soli"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (Savino Balzano)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/hero_sindacati_draghi_lapresse.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/hero_sindacati_draghi_lapresse.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>L\u2019accordo sottoscritto il 10 marzo scorso tra Governo e parti sociali non promette nulla di buono: \u00e8 l\u2019ennesima occasione persa da un sindacato sempre pi\u00f9 lontano dalle istanze dei pi\u00f9 deboli.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u2014\u2014<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 del 10 marzo scorso la firma del nuovo accordo siglato da Governo e parti sociali in materia (residualmente, vedremo perch\u00e9) di lavoro. Nello specifico, l\u2019accordo si intitola \u201cPatto per l\u2019innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale\u201d e porta la firma del Presidente del Consiglio, del Ministro per la Pubblica Amministrazione e di CGIL, CISL e UIL.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutti esultano: un risultato importante, dicono, una premessa per ulteriori interventi che non potranno che far bene al Paese, alla Pubblica Amministrazione, ai lavoratori del pubblico impiego.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non credo sia un buon accordo e penso sia piuttosto l\u2019ennesima apertura a ulteriori interventi erosivi dei diritti dei lavoratori, che comporter\u00e0 ancora conseguenze nefaste sulla comunit\u00e0 del lavoro e dunque sulla sua capacit\u00e0 di riempire spazi pubblici di partecipazione democratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A mio avviso si dovrebbe partire gi\u00e0 dal titolo, laddove si parla di \u201cinnovazione del lavoro\u201d: \u00e8 forse necessario interrogarsi preliminarmente su cosa si intenda per <em>innovazione<\/em>. \u00c8 un modo per dire che con questo accordo si vuole condurre il lavoro pubblico, dai sottoscrittori associato attualmente a modelli obsoleti e fatiscenti, a nuovi lidi animati invece da una presunta idea di progresso?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Forse \u00e8 proprio questo che i firmatari intendono e si comprenderebbe dunque cosa vogliono significare quando scrivono che desiderano \u00abattenuare le disparit\u00e0 storiche, il dualismo tra settore pubblico e settore privato\u00bb: della loro idea di progresso nel lavoro privato abbiamo purtroppo un\u2019immagine decisamente nitida e ci ricorda i contenuti di questo accordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2020\/03\/06\/lavoro-riforme-diritti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sulle attuali condizioni del mondo del lavoro privato (italiano ed europeo) abbiamo scritto tantissime volte<\/a>, citando a iosa le innumerevoli riforme succedutesi e che altro non hanno fatto se non produrre un incremento esponenziale del livello di precariet\u00e0 <em>del<\/em> e <em>nel<\/em> mondo del lavoro. Come pure abbiamo tante e tante volte avuto modo di riflettere sull\u2019impatto che tale precariet\u00e0 ha rivestito nelle dinamiche di potere interne al Paese, tutte indirizzate a un indebolimento delle fasce subalterne della popolazione, gi\u00e0 fragili per loro stessa natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019accordo pare evidentemente voler indirizzare il mondo della pubblica amministrazione sugli stessi identici sentieri: sentieri pericolosi, caratterizzati dal dominio dei forti sui deboli, dal silenzio lugubre di quelle urla rivendicative che non godono delle tutele minime necessarie al loro lancio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ripercorriamo alcune parole chiave contenute nel testo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si parla di <em>flessibilit\u00e0<\/em> e lo si fa ampiamente: di una \u00abflessibilit\u00e0 che riguarda tre variabili: lavoro (\u2026), organizzazione e tecnologia. Flessibilit\u00e0 organizzativa vuol dire avere una organizzazione duttile, capace di adattarsi alle esigenze dei cittadini e delle imprese con rapidit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 una bella parola e in passato si \u00e8 quantomeno qualche volta accompagnata al tema della sicurezza sociale, che \u2013 manco a precisarlo \u2013 in questo caso non viene citata nemmeno una volta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si diceva, tempo fa (ai tempi del \u201cPacchetto Treu\u201d e della \u201cLegge Biagi\u201d, ad esempio), di voler mettere assieme i due termini: <em>flexicurity<\/em> la chiamavano. Una bufala, una polpetta avvelenata data in pasto all\u2019opinione pubblica per illuderla: delle due, \u00e8 infatti rimasta solo la flessibilit\u00e0, che da sola altro non \u00e8 che precariet\u00e0. \u00c8 sotto gli occhi di tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Flessibilit\u00e0, appunto, che debba evidentemente riguardare anche lo smart working. <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2020\/10\/10\/no-allo-smart-working\/\">Pure in merito al lavoro agile siamo pi\u00f9 volte intervenuti<\/a> e di recente indicando come le lacune riguardanti le tutele della persona sono risultate evidenti nel ricorso generalizzato a questa modalit\u00e0 di prestazione lavorativa. Proprio in relazione a ci\u00f2 diviene assolutamente imprescindibile la realizzazione <a href=\"https:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2021\/01\/25\/smart-working-rischi-lavoro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">di un impianto normativo solido e di protezione<\/a>. Inutile dirlo, nessuna sorpresa in effetti, l\u2019accordo di cui parliamo indica una direzione praticamente opposta, auspicando \u00ablinee di intervento sul lavoro agile (smartworking) [<em>che evitino<\/em>] una iper-regolamentazione legislativa\u00bb (iper-regolamentazione sta \u2013 potete scommetterci \u2013 per \u201cdiritti dei lavoratori\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che ad animare i sottoscrittori dell\u2019accordo non vi sia la volont\u00e0 di mettere al centro i lavoratori, le donne e gli uomini della pubblica amministrazione, \u00e8 palese: dopotutto lo si dice a chiare lettere che si voglia ottenere una \u00abvalutazione oggettiva della produttivit\u00e0 e la sua valorizzazione economica e professionale\u00bb. \u00c8 appunto la <em>produttivit\u00e0<\/em> un\u2019altra delle parole a spiccare con maggior evidenza nel testo, accompagnata dalla ricerca ossessiva di una disciplina \u00abche favorisca la produttivit\u00e0 e l\u2019orientamento ai risultati\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non le persone al centro, quindi, ma esigenze di business in senso lato e di produttivit\u00e0, appunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Solo il tempo potr\u00e0 dire chi ha ragione e chi ha torto, ma penso sia gi\u00e0 all\u2019orizzonte anche una decrescita della ricchezza nelle mani del mondo del lavoro. Chi si occupa di lavoro e diritti viene attraversato da un brivido sudato quando legge che le parti ravvisano la \u00abnecessit\u00e0 di implementare gli istituti di welfare contrattuale, (\u2026), estendendo anche ai comparti del pubblico impiego le agevolazioni fiscali previste per i settori privati a tali fini\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 davvero impressionante la leggerezza con la quale si mette nero su bianco l\u2019intenzione di costringere lo Stato ad arretrare persino dal terreno di protezione di coloro i quali prestino per esso la propria opera, il proprio impegno, la propria vita. Come pure \u00e8 ormai consegnato alla storia cosa abbia voluto dire, per il privato, il ricorso al welfare aziendale e alla defiscalizzazione dei premi: contrazione delle retribuzioni e vantaggi fiscali per le grandi aziende. Lo sanno pure i sassi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul fatto che poi nell\u2019art. 36 della Costituzione il concetto di \u201cpremio\u201d non venga citato, stendiamo un velo pietoso: si cerca di inculcare, subdolamente ma non meno violentemente, una involuzione culturale per la quale non \u00e8 pi\u00f9 di \u201cretribuzione\u201d (dovuta e di diritto) che si debba campare, ma di \u201cpremi\u201d (eventuali e legati al buon cuore della grande azienda multinazionale o, follia pura, della pubblica amministrazione per la quale lavori).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dulcis in fundo, nessuna sorpresa nel leggere che \u00abil Governo, previo confronto, individuer\u00e0 le misure legislative utili a valorizzare il ruolo della contrattazione decentrata\u00bb. La forza dei lavoratori, in moltissimi casi, \u00e8 stata alimentata dal loro numero, dalla loro capacit\u00e0 di riempire le piazza e di farsi notare da tutto il mondo: decentrare la contrattazione, perimetrare al minimo i contorni del confronto, significa ridurre la forza contrattuale (gi\u00e0 ampiamente compromessa) del fronte del lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopotutto, nessuna sorpresa: fu proprio Draghi a ordinare (con la famosissima lettera del 2011) a Berlusconi di individuare nuove regole per la contrattazione aziendale nel settore privato. Berlusconi obbed\u00ec e nell\u2019agosto di quell\u2019anno venne alla luce il \u201cDecreto Sacconi\u201d, che consentiva alla contrattazione decentrata di andare in deroga (in peggio), non solo ai contratti collettivi, ma persino a previsioni di legge. Quel decreto ha costituito la base legale per molte tragedie del mondo del lavoro nel nostro Paese: una delle pi\u00f9 note \u00e8 quella che ha riguardato Almaviva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando qualche sera fa ascoltavo Beppe Severgnini dire dalla Gruber che nel nostro Paese abbiamo disperato bisogno di una sinistra e di una destra liberali non riuscivo a trovare le parole per commentare: mi sono limitato a balbettare e a domandare a me stesso come si possa affermare una cosa del genere senza che nessuno alzi il dito e dica qualcosa, qualcosa di sinistra (socialista). Era presente Gad Lerner e non mi ha sorpreso il fatto che abbia taciuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eppure sarebbe bastato cos\u00ec poco: non era liberale il governo di chi, a sinistra, ha privatizzato il nostro patrimonio pubblico? Non era liberale il governo di chi, a sinistra, ha varato norme come quelle della liberalizzazione del controllo a distanza, del demansionamento, e ha abolito la reintegra in caso di licenziamento illegittimo? Non era liberale il governo di chi, a sinistra, ha legalizzato completamente il ricorso ai contratti atipici, compreso il lavoro interinale? Non era liberale il governo di chi, a destra, assai pi\u00f9 comprensibilmente (proprio perch\u00e9 di destra) ha provato a fare le stesse identiche cose, riuscendo peraltro a realizzarne molte meno?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Forse non \u00e8 di pensiero e politica liberali che abbiamo bisogno: non si deve ad esempio dimenticare che quell\u2019accordo sia stato firmato, e da sindacalista fa malissimo doverlo ammettere, dalle pi\u00f9 grandi organizzazioni sindacali del nostro Paese, compresa quella che dovrebbe richiamarsi al mondo della sinistra, la CGIL, dimostrando come la crisi politica nel nostro Paese sia ampia e grave e come comprenda evidentemente anche ampia parte del mondo della rappresentanza dei lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Abbiamo bisogno di qualcos\u2019altro: abbiamo bisogno di forze nuove, coraggiose, autorevoli. Abbiamo bisogno di donne e di uomini seri e solidali, cha abbiano la voglia di agire tenendo sempre a mente i contenuti della nostra Costituzione, che vogliano mettere al centro la persona e la sua dignit\u00e0, che intendano ostinatamente perseguire obiettivi di equit\u00e0, che osino realizzare un progetto di stato sociale, attraverso strumenti di sovranit\u00e0 democratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 di questo che abbiamo bisogno perch\u00e9 i lavoratori sono soli e il pericolo \u00e8 imminente, pi\u00f9 minaccioso che mai.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/03\/26\/anche-il-sindacato-alla-corte-di-draghi-i-lavoratori-sempre-piu-soli\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/03\/26\/anche-il-sindacato-alla-corte-di-draghi-i-lavoratori-sempre-piu-soli\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Savino Balzano) L\u2019accordo sottoscritto il 10 marzo scorso tra Governo e parti sociali non promette nulla di buono: \u00e8 l\u2019ennesima occasione persa da un sindacato sempre pi\u00f9 lontano dalle istanze dei pi\u00f9 deboli. \u2014\u2014 \u00c8 del 10 marzo scorso la firma del nuovo accordo siglato da Governo e parti sociali in materia (residualmente, vedremo perch\u00e9) di lavoro. 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