{"id":63695,"date":"2021-03-30T11:00:44","date_gmt":"2021-03-30T09:00:44","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63695"},"modified":"2021-03-29T16:55:59","modified_gmt":"2021-03-29T14:55:59","slug":"la-situazione-odierna-della-lotta-di-classe-nellottica-di-alessandro-barbero-e-karl-marx","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63695","title":{"rendered":"La situazione odierna della lotta di classe nell\u2019ottica di Alessandro Barbero e Karl Marx"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Gazzetta Filosofica (Ion Rusu)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-11859289077\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=910x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i64e69adbe9ed82c7\/version\/1616610684\/image.jpg\" alt=\"Gustave Courbet, &quot;Gli spaccapietre&quot; (1849)\" data-src-width=\"2048\" data-src-height=\"1249\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=910x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i64e69adbe9ed82c7\/version\/1616610684\/image.jpg\" data-image-id=\"7655176177\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00ab Ormai lo sanno tutti e lo dicono tutti: i sociologi, gli economisti, gli storici. Noi viviamo in un\u2019epoca in cui la lotta di classe \u00e8 finita, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 stata e l\u2019hanno vinta i ricchi.\u00a0La lotta di classe \u00e8 finita: attualmente tutto il funzionamento dei paesi occidentali tende ad ottimizzare i profitti degli imprenditori e a limare il pi\u00f9 possibile le garanzie sociali e la redistribuzione. Questa \u00e8 una cosa perfettamente evidente e d\u00e0 talmente l&#8217;idea di una valanga storica inevitabile che anche partiti che magari si credono sinceramente di sinistra, che hanno una solida tradizione, sono per\u00f2 indifesi di fronte a questo: seguono questa corrente. \u00bb\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Queste parole, pronunciate dallo storico <strong>Alessandro Barbero<\/strong>, nell&#8217;ambito di una conferenza dal titolo <em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=UoSxFmCoX44\">Che ne sar\u00e0 della nostra democrazia?<\/a><\/em> tenuta il 12 dicembre 2019 a Correggio, sono senza dubbio cariche di un giudizio estremamente severo nei riguardi del nostro <strong>attuale periodo storico, caratterizzato dalla mancanza di una degna opposizione ai meccanismi produttivi del sistema capitalistico e impregnato di un tacito consenso politico agli squilibri sociali ed economici che esso partorisce<\/strong>. Prova recente della mancanza di una &#8220;sinistra&#8221; compatta al parlamento \u00e8, per esempio, la <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2020\/12\/28\/la-patrimoniale-bocciata-da-destra-e-sinistre-sparisce-dalla-legge-di-bilancio-eppure-in-molti-ci-avrebbero-guadagnato\/6049318\/\">bocciatura della patrimoniale anti-Covid<\/a> dalla legge di bilancio, volta a sanare, seppur in ristretta misura, le casse dello Stato mediante una tassa sui redditi pi\u00f9 alti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Aldil\u00e0 della questione &#8220;rappresentanza parlamentare&#8221;, ci\u00f2 che pi\u00f9 ha colpito dell&#8217;analisi del docente torinese \u00e8 l&#8217;affermazione riguardante la lotta di classe nello stato attuale dei tempi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Essa ha davvero avuto termine? Se s\u00ec, l\u2019hanno vinta i ricchi? Ci troviamo realmente in un&#8217;epoca in cui la soddisfazione generale \u00e8 il prodotto del sistema economico-statale vigente? E soprattutto, questa soddisfazione esiste veramente o \u00e8 una semplice illusione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Prima per\u00f2 di rispondere a tali domande \u00e8 bene riprendere la definizione che d\u00e0 della lotta di classe uno dei suoi maggiori teorici, Karl Marx, nel primo capitolo del <em>Manifesto del Partito Comunista<\/em>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00ab La storia di ogni societ\u00e0 sinora esistita \u00e8 la storia delle lotte di classe.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Libero e schiavo, patrizio e plebeo, barone e servo della gleba, mastro artigiano e garzone, in breve oppressori e oppressi sono sempre stati in contrasto fra di loro, hanno sostenuto una lotta ininterrotta, a volte latente a volte aperta; una lotta che \u00e8 sempre finita o con una trasformazione rivoluzionaria di tutta la societ\u00e0 o con la rovina comune delle classi in lotta. \u00bb<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019impressione che il filosofo tedesco trae dagli eventi della storia non pu\u00f2 certamente passarci oggi inosservata. La prospettiva dello scorrere delle epoche \u00e8 dettata dall\u2019alternarsi di cicli di <strong>conflitti tra classi<\/strong> <strong>sociali<\/strong> <strong>la cui discriminante verte sul desiderio d\u2019eguaglianza, di libert\u00e0 e di benessere da una parte e di mantenimento dell\u2019ordine vigente dall\u2019altra<\/strong>. Analizzando brevemente la lettura storica che se ne ricava, risulta cos\u00ec che le fazioni dominanti si facciano interpreti di un\u2019ideologia conservatrice volta ad affermare ulteriormente la propria superiorit\u00e0 politica, economica e giuridica, mentre le classi dominate adottino un atteggiamento rivoluzionario \u2013 antitetico, dunque, al sistema che crea e alimenta la propria subalternit\u00e0, nonch\u00e9 all\u2019intera societ\u00e0 formatasi. <strong>Il contrasto tra oppressi e oppressori sembra per\u00f2 oggi latente, quasi svanito<\/strong>; eppure, le <strong>disuguaglianze<\/strong>, economiche e non, causa scatenante dei principali mutamenti degli ordini costituiti nel corso della storia, sono tutt\u2019altro che abolite: ad esempio, in Italia \u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2019\/04\/05\/disuguaglianze-reddito-italia\/\">riporta\u00a0\u00abIl Sole 24 Ore\u00bb<\/a> citando una ricerca pubblicata nel 2019 dal <em>World Inequality Database<\/em> \u2013 dal 1980 al 2016 <strong>il 10% pi\u00f9 ricco<\/strong> (5 milioni di adulti) e <strong>il 50% pi\u00f9 povero<\/strong> (25 milioni) della popolazione ha invertito il proprio trend riguardante la percentuale di reddito nazionale detenuta:\u00a0crescente il primo e decrescente il secondo, rispettivamente con circa il 30% e il 24%. Per quanto riguarda <strong>la povert\u00e0 assoluta<\/strong> \u2013\u00a0ossia il numero di persone che non riescono a nutrirsi in modo adeguato, a scaldarsi durante la stagione invernale ed avere problemi nell\u2019acquistare vestiti \u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/13937\">i dati Istat<\/a> indicano che dal 2008 (anno della crisi economica) al 2018 essa <strong>\u00e8 raddoppiata<\/strong> passando da 2,5 a 5 milioni di individui, numeri certamente destinati a crescere vista l\u2019incidenza della pandemia da Covid-19. \u00c8 notizia\u00a0recente, difatti, che una persona su due tra quelle che si rivolgono alla Caritas, lo fa <a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/coronavirus-italia-aumentano-nuovi-poveri-passano-31-45percento-ADHGvgw\">per la prima volta<\/a>. Anche la <strong>disuguaglianza di genere<\/strong>, sebbene in miglioramento, resta comunque un problema per il Bel Paese: basti pensare che il tasso occupazionale per le donne \u00e8 solamente del 50,1 % a fronte del 70% per gli uomini, avendo esse <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2020\/10\/20\/news\/disuguaglienze_di_genere_il_reddito_medie_delle_donne_e_il_il_59_5_di_quello_degli_uomini-271218176\/\">un reddito del 59,5%<\/a> rispetto a questi ultimi. Oltre a ci\u00f2, l\u2019Italia deve anche fare i conti con <strong>altri tipi di diseguaglianza come quella generazionale, ambientale, sanitaria, nell\u2019accesso all\u2019istruzione e al <em>welfare<\/em><\/strong>, ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante i dati riportati, la sensazione predominante, anche alla luce dell\u2019attuale rappresentanza politica, specchio della volont\u00e0 generale\u00a0intrisa\u00a0nella societ\u00e0, \u00e8 la stessa che Barbero evidenzia nella sua analisi:\u00a0<strong>\u00abanche partiti che magari si credono sinceramente di sinistra, che hanno una solida tradizione, sono per\u00f2 indifesi di fronte a questo: seguono questa corrente\u00bb<\/strong>. L\u2019impressione \u00e8 dunque che oggigiorno sia difficoltoso parlare di classi sociali, e dunque di lotta di classe, tradizionalmente intesi, giacch\u00e9, come detto, la maggior parte della popolazione risulta conservatrice sul piano politico \u2013 ossia non \u201cappoggia\u201d altri sistemi se non quello capitalistico. Ne scaturisce perci\u00f2 che anche chi non vive grazie ad investimenti di capitale acconsenta, implicitamente e\/o esplicitamente, al <strong>\u00abfunzionamento dei Paesi occidentali<\/strong>\u00a0\u2013\u00a0per usare le parole di Barbero\u00a0\u2013<strong>\u00a0che tende ad ottimizzare i profitti degli imprenditori e a limare il pi\u00f9 possibile le garanzie sociali e la redistribuzione\u00bb<\/strong>.\u00a0Ma come pu\u00f2 questa contraddizione avere dunque luogo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 difficile rispondere a tale domanda; un\u2019ipotesi che si pu\u00f2 fare \u00e8 quella di una <strong>mancata conoscenza<\/strong> generale degli squilibri e delle disuguaglianze a cui il sistema capitalistico va incontro e che, con l\u2019acutizzarsi di questi, possa risvegliare lo spirito dormiente di una sinistra ormai complice; un\u2019altra (ma complementare alla prima) \u00e8 che, invece, le persone siano <strong>corrotte materialmente dalle loro propriet\u00e0<\/strong>, illusione di un benessere che le porta a non rischiare: non per altro Marx ed Engels individuarono nel proletariato la classe rivoluzionaria per eccellenza poich\u00e9 essa, non godendo di alcun capitale se non di quello umano della prole, \u00e8 minormente influenzabile dai propri beni. Un\u2019altra spiegazione all\u2019accettazione da parte delle persone meno abbienti del sistema cos\u00ec costituito potrebbe essere quella offerta dalla psicologa ed accademica Chiara Volpato nel suo libro <em>Le radici psicologiche della disuguaglianza<\/em>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00ab Le strategie che i membri dei gruppi dominati impiegano per molto di fronte alla loro difficile situazione sono molteplici e possono essere disposti lungo un <em>continuum<\/em> che va dall\u2019accettazione passiva alla ribellione aperta. L\u2019accettazione passiva presuppone l\u2019interiorizzazione delle definizioni sociali messe a punto dai gruppi egemoni, vale a dire l\u2019interiorizzazione dell\u2019esito favorevole del confronto sociale e l\u2019uso di attribuzioni di tipo interno, che danno agli attori sociali la responsabilit\u00e0 della loro condizione e del loro <em>status<\/em>. Come sappiamo, pi\u00f9 si attribuisce lo svantaggio a fattori interni, pi\u00f9 si percepisce come legittimo il risultato. La tendenza a privilegiare le attribuzioni del tipo interno e sopravvalutare le possibilit\u00e0 di controllo sulla propria vita contribuiscono all\u2019accettazione delle ingiustizie e allo sfruttamento degli svantaggiati. \u00bb<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ritornando ora all\u2019interpretazione della storia delle societ\u00e0 data da Marx, c\u2019\u00e8 da aggiungere che <strong>la lotta di classe non si presenta esclusivamente come mero conflitto tra classi sociali ma anche<\/strong>, adottando il punto di vista degli oppressi, <strong>contro l\u2019ordine che li mantiene tali<\/strong>. \u00c8 l\u2019esempio dello stato borghese ai tempi della stesura del <em>Manifesto<\/em> oppure quello della monarchia dell\u2019<em>Ancien R\u00e9gime<\/em> durante la Rivoluzione francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Chi lotta contro una determinata classe dominante, lotta anche contro il sistema che permette la sua subordinazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alla luce di ci\u00f2, risulta chiaro quindi che anche il nostro periodo storico \u00e8 caratterizzato dallo stesso antagonismo oppressi-oppressori che Marx individua nella storia delle societ\u00e0. Il riferimento \u00e8 ovviamente a tutte quelle <strong>grandi manifestazioni di protesta che hanno permeato gli anni a noi pi\u00f9 recenti<\/strong> come <em>Femen<\/em>, <em>Black Lives Matter<\/em> oppure <em>Fridays For Future<\/em>: un\u2019organizzazione ambientalista apertamente in contrasto con i sistemi di produzione capitalistici, incuranti del peggioramento delle condizioni climatiche mondiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per concludere, dunque, la dicotomia borghesia-proletariato tradizionalmente presa come esempio della lotta di classe sembra oggi affievolirsi in quella che \u00e8 un\u2019omologazione politica dominante della societ\u00e0:\u00a0restando le disuguaglianze economiche, i ricchi, come sostiene Barbero, nello stato attuale sono i vincitori della lotta di classe. Tuttavia <strong>i meccanismi storici<\/strong>, individuati da Marx, che ne stanno alla base, in particolare il contrasto verso il sistema creato che permette l\u2019antagonismo oppressi-oppressori e gli conferisce legittimit\u00e0, <strong>sopravvivono<\/strong> tutt\u2019oggi dividendo gran parte dell\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2021-1\/marzo\/la-situazione-odierna-della-lotta-di-classe-nell-ottica-di-alessandro-barbero-e-karl-marx\/\">https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2021-1\/marzo\/la-situazione-odierna-della-lotta-di-classe-nell-ottica-di-alessandro-barbero-e-karl-marx\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gazzetta Filosofica (Ion Rusu) \u00ab Ormai lo sanno tutti e lo dicono tutti: i sociologi, gli economisti, gli storici. 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