{"id":63713,"date":"2021-03-30T09:00:30","date_gmt":"2021-03-30T07:00:30","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63713"},"modified":"2021-03-30T04:27:18","modified_gmt":"2021-03-30T02:27:18","slug":"cronache-dal-manicomio-la-matematica-politicamente-scorretta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63713","title":{"rendered":"Cronache dal manicomio. La matematica politicamente scorretta"},"content":{"rendered":"<header class=\"entry-header\">\n<p class=\"entry-title\"><strong>di QELSI (Roberto Pecchioli)<\/strong><\/p>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<div class=\"post-thumbnail\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"lazy attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.qelsi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Frankestein-Junior.jpg?resize=600%2C292&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"292\" \/><\/div>\n<p>Cronache dal manicomio. In una vecchia vignetta si vedeva un edificio con la scritta manicomio e al cancello un ricoverato sporgersi verso la strada per chiedere a un passante: come si sta, l\u00ec dentro? Uno dei pilastri dell\u2019ironia \u00e8 il capovolgimento. Il sano di mente \u00e8 costretto a vivere in un manicomio grande quanto il mondo, e la risposta al matto (in realt\u00e0 savio?) \u00e8 che non si sta affatto bene, qui \u201cdentro\u201d. Siamo tentati di inaugurare una rubrica di cronache dal manicomio-mondo in cui ci tocca vivere. Iniziamo con una preziosa chicca: le matematiche \u2013 aritmetica, geometria e fisica \u2013 sono discriminatorie e suprematiste, dunque politicamente scorrette. Ovvio che sia urgente correre ai ripari. E\u2019 quello che sta accedendo nello Stato americano dell\u2019Oregon, una sezione efficiente del manicomio.<\/p>\n<p>Premessa: l\u2019origine principale, se non unica, delle follie postmoderne sono gli Stati Uniti, centro di irradiazione di ogni stupida novit\u00e0 \u201cintersezionale\u201d, progressista e politicamente corretta. E\u2019 tanto folle smettere di considerare un modello quella nazione e decretare una specie di embargo, un divieto di importazione dei prodotti culturali avvelenati di provenienza americana, epicentro della cultura della cancellazione? Altro che l\u2019atlantismo sciocco e servile proclamato a gran voce anche dal nuovo vicer\u00e9 in conto terzi, Mario Draghi.<\/p>\n<p>Fatto sta che il dipartimento dell\u2019educazione (una parola grossa!) dell\u2019Oregon ha stabilito le linee guida per la formazione dei docenti e svolto un corso intitolato \u201cun nuovo cammino per l\u2019insegnamento delle matematiche in equit\u00e0 \u201c. Il titolo fa rabbrividire, ma il peggio \u00e8 che il programma si inserisce nel seno delle attivit\u00e0 promosse dallo Stato dell\u2019Oregon \u2013 una pubblica istituzione \u2013 all\u2019interno di un\u2019iniziativa chiamata \u201cmese della storia nera\u201d. Il lettore capir\u00e0 meglio se useremo il termine \u201cnegra\u201d, vietatissimo dalle beghine della correttezza politica. La filosofia dell\u2019iniziativa (si dice cos\u00ec, pare che oggi tutto sia filosofia, tranne ci\u00f2 che lo \u00e8 davvero) \u00e8 che gli studi matematici conducono a una discriminazione delle minoranze razziali, specialmente dei \u201clatinos\u201d e dei neri, pardon afroamericani. I musi gialli \u2013 cos\u00ec in America chiamavano sobriamente gli asiatici- sono esclusi, segno che vengono considerati in qualche misura culturalmente superiori, il che getta ombre pesanti sull\u2019ossessivo antirazzismo e egualitarismo dei promotori.<\/p>\n<p>La scoperta che cambia il mondo \u00e8 che il teorema di Pitagora, la trasformata di Laplace, il binomio di Newton e il teorema di Rolle hanno a che vedere con le discriminazioni razziali e sono espressioni del suprematismo bianco nell\u2019istruzione, che la nuova matematica (equa e solidale?) si propone di combattere. Credevamo di essere gli unici zucconi- per quanto maschi bianchi eterosessuali \u2013 a non capire granch\u00e9 di matematica e fisica. Ora sappiamo con sollievo che quelle ostiche materie indottrinano alla supremazia. Presto, con grande vantaggio per la democrazia, due pi\u00f9 due potr\u00e0 fare indifferentemente tre e mezzo o cinque. Questa s\u00ec che \u00e8 libert\u00e0.<\/p>\n<p>E non c\u2019entrano neppure i teoremi di incompletezza di Kurt G\u00f6del, matematico austriaco amico di Einstein, che espresse in formule inoppugnabili l\u2019impossibilit\u00e0 di spiegare certi principi matematici al di fuori della matematica stessa. \u201cIl teorema dimostra l\u2019incompletezza sintattica dei sistemi assiomatici matematici, cio\u00e8 l\u2019impossibilit\u00e0 di dimostrare alcune proposizioni e il loro contrario dall\u2019interno del sistema. G\u00f6del mostr\u00f2 che un sistema matematico non pu\u00f2 essere dimostrato se non all\u2019interno delle sue regole formali. In linguaggio scientifico, che un insieme di assiomi (proposizioni di partenza) e dei teoremi da essi derivati, non pu\u00f2 essere allo stesso tempo completo e corretto. In altre parole un sistema matematico che non contiene errori deve avere almeno una affermazione sulla cui correttezza il sistema stesso non pu\u00f2 decidere. \u201c(fonte: &lt;focus.it&gt;)<\/p>\n<p>Ora sappiamo che la comprensione delle oscure asperit\u00e0 concettuali dianzi esposte non dipendono dall\u2019intelligenza e dal sapere, ma dall\u2019odioso dominio dei soliti noti: maschi bianchi eterosessuali. Viene in mente un libro complicato ma imperdibile, Imposture intellettuali di Alan Sokal- fisico di alto livello- e Jean Bricmont, in cui vengono messe alla berlina molte assurde teorie postmoderne. Sokal arriv\u00f2 a scrivere articoli, sostenuti da citazioni di illustri maestri, con tesi palesemente false e ridicole, ottenendone la pubblicazione e la recensione favorevole su accreditate riviste scientifiche.<\/p>\n<p>Per i sapientoni postmoderni, le scienze matematiche, in quanto sapere formale di carattere oggettivo, epitome della razionalit\u00e0 in base al modello cartesiano-newtoniano, presentano un\u2019immagine della realt\u00e0 banale e piena di stereotipi. Insomma, due pi\u00f9 due non fa pi\u00f9 quattro. La categorizzazione binaria buono-cattivo, giusto-sbagliato, maschile-femminile, fa parte di una rappresentazione semplificatoria della realt\u00e0. In base all\u2019antropologia strutturale di Claude L\u00e8vi-Strauss, la catalogazione binaria della realt\u00e0 non risponde alla struttura ontologica del mondo, ma a una precisa modalit\u00e0 di conoscenza. Siamo arrivati al punto: se la realt\u00e0, ovvero la natura, non piace all\u2019occidentale postmoderno, abitante della terra del tramonto, al diavolo la realt\u00e0.<\/p>\n<p>Da ragazzini, tra gli\u00a0<em>scout<\/em>, faceva furore una canzoncina\u00a0<em>nonsense<\/em> che consigliamo come inno agli intellettuali del manicomio-mondo (occidentale): \u201cLa macchina del capo ha un buco nella gomma, e noi la ripariamo con il chewing gum.\u201d Il livello \u00e8 lo stesso. Il corso dell\u2019Oregon sottolinea che i docenti di scienze matematiche, attraverso \u201cl\u2019attuale approccio pedagogico\u201d, contribuiscono a perpetuare \u201cstereotipi razziali che producono enorme sofferenza a comunit\u00e0 e gruppi sociali storicamente sottoposti a discriminazione strutturale\u201d. L\u2019 approccio fondato sul suprematismo bianco impedisce che i membri di quelle comunit\u00e0 \u201crazzializzate\u201d possano avere pieno accesso al mondo della matematica. Fino a ieri, pensavamo solo di essere avere la testa dura, non avendo mai capito granch\u00e9 di analisi, teoremi e ancor meno di fisica, ma forse nel nostro sangue -sar\u00e0 la legge di Mendel sull\u2019ereditariet\u00e0, quella che ci spiegavano con i fagioli di diverso colore- restano tracce di razze non caucasiche.<\/p>\n<p>La cosa pi\u00f9 sorprendente \u00e8 che queste vestali dell\u2019uguaglianza e dell\u2019antirazzismo forniscono senza volerlo argomenti formidabili a chi volesse sostenere la superiorit\u00e0 dei popoli che hanno espresso i grandi della matematica e della fisica. Comunque, un fatto \u00e8 certo, nel manicomio progressista: la matematica genera disuguaglianza, cos\u00ec assertiva, autoritaria, perfino totalitaria nella sua enfasi della risposta giusta, della soluzione corretta ai problemi che stabilisce gerarchie tra buoni e cattivi studenti. In pi\u00f9, nell\u2019Oregon sono inquieti per la didattica a distanza, che obbliga a lavorare autonomamente sui problemi proposti-imposti, il che fomenta la cultura dell\u2019individualismo. Questo \u00e8 in parte vero, ma non riguarda affatto la tesi principale, quella di una sorta di ingiustizia strutturale degli studi di matematica e fisica secondo i parametri dell\u2019uguaglianza ossessiva e dell\u2019antirazzismo (???).<\/p>\n<p>In pi\u00f9 -ed \u00e8 questo, par di capire, lo scandalo massimo- nei programmi appaiono solo matematici bianchi occidentali vincolati a potenze imperialiste. <em>De te fabula narratur<\/em>, non ti accorgi che parli di te stesso, educatore politicamente corretto dell\u2019Oregon. Viene ignorato, si sdegnano, il contributo delle culture non occidentali allo sviluppo della matematica e si ignora sistematicamente la donna. A dire il vero, i numeri sono di origine araba, come la cruciale invenzione dello \u201czero\u201d, gi\u00e0 usato dai matematici indiani al posto dello spazio vuoto. Possiamo ancora affermare senza sospetto di suprematismo o di nazionalismo che la loro diffusione fu merito di un pisano, Leonardo Fibonacci, nel 1202 con il\u00a0<em>Liber abaci<\/em>? Vale la pena ricordare che la citt\u00e0 di Chicago ha negato l\u2019intitolazione di una strada al concittadino scrittore Philip Roth per supposto razzismo. L\u2019autore, di origine ebraica, nonostante una storia personale e un impegno letterario intriso di antirazzismo, \u00e8 accusato di aver affermato che volentieri leggerebbe i capolavori della letteratura zulu, ma che sfortunatamente non esistono. All\u2019indice l\u2019autore del Lamento di Portnoy e di Pastorale americana, libri tra i pi\u00f9 letti al mondo.<\/p>\n<p>Alcuni anni fa divenne popolare un video che ridicolizzava l\u2019influsso della correttezza politica e dell\u2019ideologia identitaria\/ugualitaria sull\u2019insegnamento di matematica e fisica. Vi apparivano nozioni come intersezionalit\u00e0, discriminazione positiva, rigetto della ricerca della risposta giusta. Si faceva la parodia dell\u2019esito di tali insegnamenti. Il cortometraggio fu oggetto di attacchi da parte dei settori educativi legati alla nuova sinistra americana, che criticavano che si ironizzasse su un tema tanto serio come i metodi \u201cinclusivi\u201d dell\u2019insegnamento e si presentasse come irrazionale la pedagogia progressista.\u00a0 Lo aveva capito Sokal: le imposture intellettuali progressiste, i suoi deliri pseudoscientifici non possono essere presi alla leggera. Pensiamo all\u2019enorme influenza di Judit Butler, Jacques Lacan o di Bruno Latour, con la teoria sulla ricerca scientifica come costruzione sociale. Non sono curiose stravaganze espresse di teorici da dipartimenti universitari, ma cominciano a informare le legislazioni e far parte del vocabolario quotidiano.<\/p>\n<p>Ovunque si realizzano delle specie di \u201cpiani quinquennali\u201d fondati sulla discriminazione positiva, cio\u00e8 sull\u2019offerta di posti e opportunit\u00e0 per quote di sesso e razza, anzich\u00e9 premiare il merito: pura ingegneria sociale che fa discendere il livello delle classi dirigenti e delle scienze. Somigliano all\u2019assurda politica industriale\u00a0\u00a0 di Ceausescu, che ignorava la realt\u00e0 della Romania e fin\u00ec per costruire un apparato industriale deficitario e inefficiente. In pi\u00f9, si inonda la societ\u00e0 di titoli accademici e di cattedre assegnate con criteri politici, considerando di fatto alcuni gruppi sociali \u2013 donne, minoranze etniche \u2013 come persone di serie B , da trattare con criteri diversi dalla capacit\u00e0 e dalla stessa uguaglianza, ledendo altres\u00ec le aspettative di chi non fa parte delle categorie da discriminare \u201cpositivamente\u201d, che finiscono discriminate \u201cnegativamente\u201d.<\/p>\n<p>Nel caso delle scienze matematiche e della loro sottomissione al dogmatismo indimostrabile della correttezza politica (teorema senza soluzione), rammentiamo l\u2019ultimo genio universale, Gottfried Wilhelm Leibniz, filosofo, matematico, giurista, teologo e linguista. Leibniz era un ottimista convinto che quello esistente sia il migliore dei mondi possibili, in quanto cos\u00ec pensato da Dio. Riprese l\u2019idea dell\u2019erudito medievale Raimondo Lullo di un alfabeto del pensiero umano, secondo il quale, \u201cquando sorge una controversia, non ci sar\u00e0 pi\u00f9 necessit\u00e0 di discussione tra due filosofi di quella che c\u2019\u00e8 tra due calcolatori. Sar\u00e0 sufficiente prendere una penna, sedersi al tavolo e dirsi l\u2019un l\u2019altro: calcoliamo (<em>calculemus<\/em>)!\u201d. Non prima di aver verificato che le macchine non siano state programmate dai soliti noti: scienziati bianchi, peggio se maschi eterosessuali, e riempite dei loro errati pregiudizi.<\/p>\n<p>Il pronostico di Leibniz, inventore tra l\u2019altro del calcolo infinitesimale, i cui risvolti suprematisti ignoriamo, ma che non saranno sfuggiti all\u2019occhiuto esame di correttezza politica, etnica ed egualitaria dell\u2019Oregon, si \u00e8 realizzato al contrario. Il mondo moderno mostra una tendenza all\u2019oscurit\u00e0, a forme esacerbate di relativismo e dogmatismo, posizioni tutte che confluiscono nella categoria dell\u2019inganno. Paradossalmente, da un lato si innalza sul trono la scienza, nei fatti si nega che esistano verit\u00e0 oggettive, calcolabili e non calcolabili, ma non si mette in dubbio che si possa ingannare con un arsenale di nuove verit\u00e0 alternative, tutte al servizio degli interessi di chi \u00e8 pi\u00f9 potente. Leibniz alla rovescia, poich\u00e9 le tecnologie di informazione e comunicazione, propiziate da scienze come la matematica e la fisica, finiscono per essere utilizzate per eludere e reprimere il pensiero, cancellare la memoria personale e collettiva e assoggettarla alla dittatura dei dati: alla fine, avrebbe concluso Marx, lavorano per il Re di Prussia.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 calcolo, ma lo scopo \u00e8 evitare che calcoliamo per nostro conto. Alla fine, piaccia o no alle anime belle dell\u2019Oregon e dell\u2019universo mondo, qualcuno prende assai sul serio le conoscenze che derivano dalla matematica, le trasforma in tecnologia e se ne stropiccia di tutte le sciocchezze politicamente corrette. C\u2019\u00e8 del metodo in quella follia, al pi\u00f9 alto livello. Con lo specchietto per le allodole dell\u2019uguaglianza, della correttezza politica e del rispetto per le minoranze si diffonde l\u2019ignoranza, si abitua il cervello a non calcolare, ovvero a non ragionare, a non esercitare il libero arbitrio, il pensiero che sceglie e critica. Tanto, ci pensano gli apparati, inventati da chi le scienze le ha studiate sul serio, trovando la soluzione dei problemi senza fisime sul pensiero binario o l\u2019autoritarismo di ci\u00f2 che \u00e8 esatto.<\/p>\n<p>Per questo \u00e8 il caso di prendere finalmente sul serio la follia della cultura occidentale degli ultimi decenni, guazzabuglio di marxismo senza comunismo, ugualitarismo senza uguaglianza, (i super ricchi non sono mia stati cos\u00ec potenti e i poveri tanto miseri e numerosi) libertarismo senza libert\u00e0 e scientismo senza scienza.\u00a0 La grande cancellazione avanza e consegue ogni giorno nuovi obiettivi. Mettere nel mirino le scienze matematiche dimostra fino a che punto sono arrivati.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 il solito: perch\u00e9 nessuno reagisce? Perch\u00e9 non li abbiamo seppelliti con una risata grande quanto il mondo all\u2019inizio del XXI secolo? Perch\u00e9 non cerchiamo di recuperare il ritardo accumulato e non li incalziamo con le armi della realt\u00e0 e della verit\u00e0? Perch\u00e9 solo pochissimi danno battaglia sul terreno morale, politico, filosofico, culturale? Conquistano, gramscianamente, ogni giorno nuove casematte; ad ogni bandierina piantata, impediscono il dibattito, tagliano le comunicazioni, fanno terra bruciata in nome dell\u2019uguaglianza, del grottesco \u201cdiscorso di odio\u201d, della dittatura degli umiliati e degli offesi, sempre pi\u00f9 sinonimi del dominio di una casta di svitati per i quali servirebbe ogni anno un\u2019edizione aggiornata dell\u2019Impostura intellettuale di Alan Sokal.<\/p>\n<p>E noi in silenzio, per miseria morale, conformismo, confusione mentale, opportunismo. Ma due pi\u00f9 due continuer\u00e0 a fare quattro, la neve rimarr\u00e0 bianca e i genitori saranno sempre pap\u00e0 e mamma. Se non ci crediamo pi\u00f9, accomodiamoci nello zoo postmoderno in cui pi\u00f9 gente entra, pi\u00f9 bestie si vedono.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.qelsi.it\/2021\/cronache-dal-manicomio-la-matematica-politicamente-scorretta\/\">https:\/\/www.qelsi.it\/2021\/cronache-dal-manicomio-la-matematica-politicamente-scorretta\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di QELSI (Roberto Pecchioli) Cronache dal manicomio. In una vecchia vignetta si vedeva un edificio con la scritta manicomio e al cancello un ricoverato sporgersi verso la strada per chiedere a un passante: come si sta, l\u00ec dentro? Uno dei pilastri dell\u2019ironia \u00e8 il capovolgimento. 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