{"id":63827,"date":"2021-04-02T10:30:34","date_gmt":"2021-04-02T08:30:34","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63827"},"modified":"2021-04-02T10:27:52","modified_gmt":"2021-04-02T08:27:52","slug":"cuba-e-il-sovranismo-vaccinale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63827","title":{"rendered":"Cuba e il sovranismo vaccinale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Giulio D&#8217;Alessandro)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Cuba va in controtendenza rispetto a tutti i paesi del Sud America e dell&#8217;Occidente, mettendo a punto il Soberana 02 senza l&#8217;intervento di grandi multinazionali farmaceutiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il vaccino cubano Soberana 02 \u00e8 entrato nella fase finale dei test per verificarne l\u2019efficacia e la sicurezza, prima di procedere alla vaccinazione di massa del popolo caraibico. Un piccolo stato del terzo mondo, con un pil inferiore a quello della Campania, riesce a mettere a punto un vaccino pubblico senza l\u2019intervento di grandi multinazionali farmaceutiche. La politica vaccinale di Cuba va in controtendenza rispetto a tutti paesi del sud America, ma anche in confronto a Stati pi\u00f9 corazzati come quelli Occidentali. L\u2019industria del farmaco dell\u2019Avana, infatti, si sta sforzando di portare a termine non uno, bens\u00ec quattro tipi di vaccino: oltre a Soberana 02, anche Abdala \u00e8 entrato nell\u2019ultima fase di sperimentazione, mentre Soberana 01 e Mambisa sono a un livello di sviluppo anteriore. Quattro vaccini che, salvo imprevisti, saranno pronti entro la fine dell\u2019anno non solo per il popolo cubano, ma anche come strumento di cooperazione internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La diversa strategia portata avanti dal governo di Miguel Diaz-Chanel \u00e8 opposta a quella utilizzata in Europa o in America: lo Stato si impegna in prima persona a produrre le fiale vaccinali senza il bisogno di ricorrere a industrie straniere per l\u2019approvvigionamento. La retorica sulla necessit\u00e0 delle multinazionali farmaceutiche che la stampa mainstream ci propina da un anno pu\u00f2 essere smentita. Se qualcuno pensava che solo superpotenze come la Russia e la Cina potessero essere in grado di sviluppare in poco tempo grandi quantit\u00e0 di vaccini in autonomia, rendendo di fatto impossibile per stati come l\u2019Italia qualsiasi altra scelta se non affidarsi a colossi come Pfizer o Johnson &amp; Johnson, si deve ricredere. Esiste un\u2019alternativa e l\u2019esempio di Cuba pu\u00f2 convincere anche i pi\u00f9 riottosi. La possibilit\u00e0 di produrre un vaccino in autonomia \u00e8 una scelta politica dettata da una programmazione sanitaria costruita nel corso del tempo. Delegare a soggetti economici esterni le catene di approvvigionamento essenziali per la tenuta del Paese, invece, rafforza la presenza di quei vincoli esterni che da decenni stringono il cappio alla sovranit\u00e0 democratica. Il sistema occidentale, in cui le forze finanziarie sono legate a stretto giro alla governance sovranazionale e agli asset produttivi strategici, oscura la gamma di possibilit\u00e0 alternative che, anche nella lotta alla pandemia, un governo avrebbe potuto scegliere. Soberana \u00e8 la risposta cubana a questi meccanismi e, in nome omen, ribadisce la sovranit\u00e0 del governo dell\u2019Avana rispetto ad omologhi ben pi\u00f9 strutturati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che la storia recente di Cuba avesse un legame con la medicina si poteva intuire dal fatto che il suo guerrigliero pi\u00f9 famoso, il Che, fosse un dottore. Tralasciando questi incisi del destino, fin da subito la neonata Repubblica socialista ha puntato sullo sviluppo di un sistema sanitario pubblico all\u2019avanguardia. Con la fine della rivoluzione met\u00e0 dei medici cubani scappano dall\u2019isola caraibica, ma, nonostante queste difficolt\u00e0, i barbudos riescono a mettere in piedi una sanit\u00e0 pubblica al servizio di tutta la popolazione e non solo. Gi\u00e0 dal 1960, infatti, \u00e8 attivo quell\u2019internazionalismo medico cubano che nel corso degli anni \u00e8 diventato il principale strumento di cooperazione e diplomazia geopolitica della ridente isola caraibica. In quell\u2019anno Fidel Castro invia un contingente di medici per supportare la popolazione cilena a seguito del terremoto di Valdivia, il pi\u00f9 potente mai registrato sulla terra. Tre anni pi\u00f9 tardi una squadra di 50 dottori arriva in Algeria per aiutare il popolo rimasto sguarnito di un\u2019assistenza sanitaria dopo che la maggior parte dei medici francesi ha lasciato il paese a seguito dell\u2019emancipazione anticoloniale. La filosofia alla base di queste missioni \u00e8 semplice quanto intuitiva: il Sud del mondo che aiuta il Sud del mondo. Nel corso di pi\u00f9 di mezzo secolo i medici cubani si sono resi protagonisti di numerose missioni in giro per il mondo, portando la loro professionalit\u00e0 agli ultimi tra gli ultimi: dall\u2019Africa delle nuove nazioni strappate dal giogo coloniale, passando dai teatri di guerra mediorientali, per finire ad aiutare i paesi vicini del sud America alle prese con le ataviche carenze dei servizi di base. L\u2019esercito di camici bianchi\u201d come lo soleva chiamare Fidel Castro diventa non solo sempre pi\u00f9 grande \u2012 a oggi si contano circa 76000 medici, 15000 dentisti e 89000 infermieri \u2012, ma funge da moneta di scambio per una crescita congiunta tra stati. Con il Venezuela di Hugo Chavez viene stilato un programma di scambio tra medici cubani e petrolio: l\u2019Avana esporta il suo personale e le sue professionalit\u00e0 e il ricco paese di idrocarburi offre le sue eccedenze di oro nero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 1998 viene varato il Programa integral de salud che ha come obiettivo proprio quello di organizzare in maniera stabile le missioni internazionali di cooperazione sanitaria. In quest\u2019ottica la Scuola latino-americana di medicina (Elam) sorta all\u2019Avana costituisce un salto di qualit\u00e0: non solo Cuba \u201cesporta\u201d i suoi medici in giro per il mondo, ma diventa un centro di formazione altamente specializzante per i giovani dei paesi del Sud, e soprattutto di quelli dell\u2019America latina. I ragazzi che si formano alla scuola hanno l\u2019obbligo di tornare nei loro paesi per spendere le competenze che hanno acquisito sull\u2019isola di Fidel. Un ulteriore salto di qualit\u00e0 nella strategia medica internazionalista cubana avviene nel 2005 quando, a seguito del devastante uragano Katrina, il L\u00edder M\u00e1ximo offre al presidente degli Stati Uniti W. Bush una brigata di 1500 medici per assistere la popolazione martoriata a stelle e strisce. Dallo studio ovale arriva un secco diniego e allora Fidel, con l\u2019ironia che contraddistingue i grandi personaggi della storia, decide di costituire un contingente internazionale specializzato in situazioni di disastro ed epidemie gravi chiamandolo Henry Reeve. La scelta di questo nome \u00e8 legata alla storia di un giovane newyorkese che nel 1869 salpa alla volta di Cuba come volontario per supportare le forze indipendentiste contro il potere coloniale spagnolo. \u201cEl inglesito\u201d come lo chiamano sull\u2019isola, si distingue in numerose battaglie, ferito pi\u00f9 volte, riesce sempre a riprendersi e diventa uno dei leader militari della rivoluzione caraibica che poi port\u00f2 all\u2019indipedenza dello stato cubano. Muore durante una ritirata delle forze indipendentiste ed entra nella leggenda, tanto che Fidel fa innalzare una statua in suo onore e lo ricorda come un \u201cesempio di solidariet\u00e0 e internazionalismo\u201d. Dal 2005 la brigata Henry Reeve opera negli scenari pi\u00f9 pericolosi e durante le crisi sanitarie di tutto il globo: gestisce l\u2019epidemia di colera scoppiata ad Haiti a seguito del terremoto che sconquassa i Caraibi, \u00e8 tra i primi contingenti ad arrivare in Africa centrale per contrastare la nascente diffusione dell\u2019ebola, e, come tutti ricordiamo, \u00e8 presente in soccorso dell\u2019Italia durante la prima ondata di Covid fornendo supporto a diversi ospedali militari nella Lombardia travolta dal virus.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo sviluppo dei vaccini cubani, tra cui spicca il Soberana 02, si innesta su questa lunga tradizione medica e allo stesso tempo diplomatica. Esportare salute, costruire legami di cooperazione, formare medici e personale sanitario straniero rientrano nel tipo di gestione dei rapporti internazionali che fa di Cuba uno stato all\u2019avanguardia nelle sfide che la sanit\u00e0 globale dovr\u00e0 affrontare sempre pi\u00f9 spesso nel prossimo futuro. Se tra un anno i vaccini cubani saranno pronti anche per l\u2019esportazione, la produzione della piccola isola caraibica potrebbe diventare un\u2019alternativa ai grandi colossi farmaceutici. L\u2019Unione Europea difficilmente si avvarr\u00e0 di Soberana 02, l\u2019embargo degli Stati Uniti nei confronti dell\u2019Avana \u00e8 ancora in vigore, ma un sicuro campo di battaglia si trover\u00e0 in quei paesi che saranno serviti dal programma dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 chiamato Covax. Esso \u00e8 finanziato dai paesi industrializzati che, in accordo con le case farmaceutiche, garantiscono l\u2019accesso ai vaccini ad un prezzo calmierato agli Stati pi\u00f9 poveri, con l\u2019obiettivo di arrivare a 288 milioni di dosi distribuite entro il 2021. Come abbiamo visto in questi giorni, la scelta dei vaccini non sempre rispecchia parametri puramente scientifici. Voci pi\u00f9 o meno fondate, malelingue pi\u00f9 o meno complottiste, hanno iniziato a seminare dubbi sul blocco durato tre giorni della somministrazione di AstraZeneca in Europa, dovuto, secondo loro, a delle pressioni della tedesco-americana Pfizer per offuscare il buon nome del vaccino anglo-svedese. Per non parlare del valzer del vaccino russo Sputnik, che passa in continuazione dall\u2019essere osannato come soluzione imprescindibile per contrastare la pandemia all\u2019essere denigrato come insicuro e di dubbia efficacia. In questo clima, non c\u2019\u00e8 da meravigliarsi se Soberana 02 dovr\u00e0 affrontare le stesse critiche e gli stessi attacchi volti a proteggere un monopolio che difficilmente chi lo detiene \u00e8 pronto a spartire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/esteri\/sovranita-vaccinale\/\">https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/esteri\/sovranita-vaccinale\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Giulio D&#8217;Alessandro) Cuba va in controtendenza rispetto a tutti i paesi del Sud America e dell&#8217;Occidente, mettendo a punto il Soberana 02 senza l&#8217;intervento di grandi multinazionali farmaceutiche. Il vaccino cubano Soberana 02 \u00e8 entrato nella fase finale dei test per verificarne l\u2019efficacia e la sicurezza, prima di procedere alla vaccinazione di massa del popolo caraibico. 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