{"id":63843,"date":"2021-04-05T11:00:38","date_gmt":"2021-04-05T09:00:38","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63843"},"modified":"2021-04-03T08:55:58","modified_gmt":"2021-04-03T06:55:58","slug":"leuropa-e-il-compromesso-perduto-tra-capitalismo-e-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63843","title":{"rendered":"L\u2019Europa e il compromesso perduto tra capitalismo e democrazia"},"content":{"rendered":"<p><strong>Di La Fionda (Alessandro Somma &#8211; direttore responsabile)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/alessandro-somma-europa.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/alessandro-somma-europa.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Pubblichiamo la premessa dell\u2019ultimo libro del nostro Direttore Responsabile Alessandro Somma, \u201cQuando l\u2019Europa trad\u00ec se stessa. E come continua a tradirsi nonostante la pandemia\u201d (Laterza, 2021).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Europa unita \u00e8 nata per assicurare al Vecchio continente un futuro di pace, e un argine contro il ripetersi delle dittature responsabili del secondo conflitto mondiale. Ha per\u00f2 visto la luce in un\u2019epoca segnata dalla Guerra fredda, ed \u00e8 stata pertanto concepita per rinsaldare il fronte dei Paesi capitalisti in lotta contro il blocco socialista. Ci\u00f2 non ha per\u00f2 impedito agli Stati di promuovere una precondizione per il mantenimento della pace: una redistribuzione della ricchezza realizzata dai pubblici poteri fuori dal mercato tramite il welfare, e nel mercato con la tutela del lavoro e la piena occupazione. Per produrre cos\u00ec un accettabile equilibrio tra capitalismo e democrazia, la cui rottura aveva caratterizzato gli anni bui tra il primo e il secondo conflitto mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019implosione del blocco socialista ha fatto venir meno la necessit\u00e0 per il capitalismo di mostrarsi con un volto umano. Sono cos\u00ec prevalse tendenze emerse al principio degli anni Ottanta nei Paesi i cui esecutivi hanno informato la loro azione all\u2019ortodossia neoliberale, e affidato al mercato la redistribuzione della ricchezza: i pubblici poteri dovevano limitarsi ad assicurare il libero incontro di domanda e offerta, e ridurre a monte l\u2019inclusione sociale a inclusione nel mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il nuovo credo si \u00e8 affermato attraverso il riconoscimento all\u2019Europa unita della competenza esclusiva in materia monetaria, unito alla scelta di informare le relative politiche al solo controllo dell\u2019inflazione. Cos\u00ec, sebbene le politiche fiscali e di bilancio spettino formalmente agli Stati, questi sono privati degli strumenti indispensabili a promuovere la piena occupazione. Simile l\u2019effetto della misura che ha avviato il percorso verso la moneta unica: la libera circolazione dei capitali, che impone di attirarli abbattendo i salari e la pressione fiscale sulle imprese e sui redditi elevati. Effetto moltiplicato dalla forza disciplinante dei mercati, a cui gli Stati sono costretti a rivolgersi per sovvenzionarsi, a fronte del divieto di finanziamento monetario dei bilanci pubblici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel tempo questo schema \u00e8 stato consolidato attraverso meccanismi complessi, tutti volti ad azzerare gli spazi di manovra fiscale e di bilancio del livello nazionale, e con ci\u00f2 a minare alle fondamenta l\u2019equilibrio tra capitalismo e democrazia. A questi si \u00e8 poi aggiunto il ricorso a una sorta di mercato delle riforme: qualsiasi trasferimento di risorse ai Paesi membri, da quelli provenienti dai fondi strutturali a quelli contemplata dal bilancio europeo, passando per l\u2019assistenza finanziaria, \u00e8 condizionato alla realizzazione di riforme di matrice neoliberale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo schema non \u00e8 stato messo in discussione durante la crisi del debito, che \u00e8 stata anzi ritenuta il riscontro di un insufficiente allineamento all\u2019ortodossia neoliberale. Il risultato \u00e8 stato il consolidamento dell\u2019Unione europea nella sua essenza di dispositivo votato a esaltare il mercato come strumento per redistribuire ricchezza, e a screditare lo Stato come ostacolo al suo corretto funzionamento. Il tutto mentre si approfondisce il solco tra Paesi virtuosi e Paesi in difficolt\u00e0: l\u2019Unione in quanto area monetaria incompleta, fondata cio\u00e8 su una moneta unica ma non anche su un bilancio comune, \u00e8 inevitabilmente destinata a produrre un simile risultato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In molti hanno visto nella crisi economica seguita all\u2019emergenza sanitaria l\u2019occasione per ripensare finalmente i fondamenti dell\u2019Europa unita. Alcune iniziative intraprese per affrontarla sembrano preludere a simili sviluppi: per la prima volta si sono ammesse forme di indebitamento comune, e si sono mossi timidi passi verso un bilancio di tipo federale. Non vi sono per\u00f2 altri segnali di un mutamento di rotta: le modalit\u00e0 scelte per affrontare l\u2019emergenza e finanziare la ripresa sono complessivamente concepite per alimentare il mercato delle riforme e incrementare il solco tra Paesi virtuosi e Paesi in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La verit\u00e0 \u00e8 che l\u2019Europa unita, nata per assicurare un futuro di pace, ha poi affidato al mercato la redistribuzione della ricchezza, e si \u00e8 trasformata cos\u00ec in un dispositivo volto a mettere l\u2019ordine economico al riparo dall\u2019ordine politico: a impedire qualsiasi mediazione tra il capitalismo e la democrazia. Un mercato spoliticizzato \u00e8 per\u00f2 un motore di ingiustizia sociale, e in ultima analisi una fonte di insanabili conflitti tra Stati e tra persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutto ci\u00f2 evidenzia la distanza tra l\u2019ideale federalista diffusosi alla conclusione del secondo conflitto mondiale e l\u2019attuale assetto della costruzione europea. Vi sono state e vi sono per\u00f2 diverse sensibilit\u00e0 federaliste, e tra queste quella di matrice neoliberale mira esattamente a quanto ha realizzato l\u2019Unione: la spoliticizzazione del mercato, ovvero la neutralizzazione del conflitto redistributivo ottenuta eliminando qualsiasi cinghia di trasmissione tra questo e l\u2019azione dei pubblici poteri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vi sono state altre forme di federalismo, per le quali la cessione di sovranit\u00e0 nazionale doveva avvenire a favore di una costruzione sovranazionale incaricata di redistribuire ricchezza, ovvero di alimentare la giustizia sociale come presupposto della pace. Queste forme di federalismo non hanno direttamente ispirato l\u2019Europa unita, ma neppure sono state scartate nei dibattiti circa il suo sviluppo: almeno sino a quando la libera circolazione dei capitali non ha avviato la sua trasformazione in un dispositivo neoliberale, attrezzato per neutralizzare qualsiasi idealit\u00e0 alternativa. Ripensare i fondamenti dell\u2019Unione significherebbe dunque riallacciare i fili di una storia interrotta, e tuttavia parte integrante della costruzione europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019indisponibilit\u00e0 dell\u2019Europa unita a cambiare rotta come reazione alla crisi economica provocata dall\u2019emergenza sanitaria si presta a produrre gli scenari pi\u00f9 disparati. Pu\u00f2 condurla all\u2019implosione, a un irreversibile cedimento sotto il peso di un crescente impoverimento e imbarbarimento dei suoi popoli. La consapevolezza di un simile rischio pu\u00f2 in alternativa riportare in auge le idealit\u00e0 cui rinvia il federalismo alternativo a quello allineato al pensiero unico, consentendo cos\u00ec di risintonizzare l\u2019Europa unita con le ragioni della giustizia sociale. Al contrario, la volont\u00e0 di tenere in vita una costruzione fondata su un rapporto compromesso tra democrazia e capitalismo pu\u00f2 condurre a vedere nella repressione del conflitto sociale l\u2019unica strada percorribile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo libro non fornisce certezze sul futuro della costruzione europea, anche se le sue pagine non abbondano certo di ottimismo circa la sua capacit\u00e0 di emanciparsi dall\u2019ortodossia neoliberale. Offre per\u00f2 una panoramica sulla nascita e lo sviluppo della costruzione e sulle idealit\u00e0 che l\u2019hanno ispirata, utile a suggerire che l\u2019Europa unita, esattamente come lo Stato nazionale, non pu\u00f2 essere fine a se stessa: sar\u00e0 opportuno difenderla se sar\u00e0 capace di alimentare una comunit\u00e0 politica fondata sulla solidariet\u00e0, e dunque sulla redistribuzione della ricchezza dai territori e dalle persone con pi\u00f9 risorse, ai territori e alle persone con meno risorse. Se cos\u00ec non sar\u00e0, se cio\u00e8 l\u2019Europa unita dovesse rivelarsi irriformabile, occorrer\u00e0 pensare a nuove modalit\u00e0 con cui promuovere ci\u00f2 per cui si \u00e8 avviata l\u2019avventura europea: nuove architetture per rapporti tra Stati capaci di ripristinare l\u2019equilibrio tra capitalismo e democrazia, presupposto irrinunciabile per costruire un futuro di pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">N.d.R.: Articolo uscito su <a class=\"rank-math-link\" href=\"https:\/\/www.micromega.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"MicroMega (opens in a new tab)\">MicroMega<\/a>: <a class=\"rank-math-link\" href=\"https:\/\/www.micromega.net\/quando-leuropa-tradi-se-stessa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"https:\/\/www.micromega.net\/quando-leuropa-tradi-se-stessa\/ (opens in a new tab)\">https:\/\/www.micromega.net\/quando-leuropa-tradi-se-stessa\/<\/a><\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/04\/02\/leuropa-e-il-compromesso-perduto-tra-capitalismo-e-democrazia\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/04\/02\/leuropa-e-il-compromesso-perduto-tra-capitalismo-e-democrazia\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di La Fionda (Alessandro Somma &#8211; direttore responsabile) Pubblichiamo la premessa dell\u2019ultimo libro del nostro Direttore Responsabile Alessandro Somma, \u201cQuando l\u2019Europa trad\u00ec se stessa. 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