{"id":6385,"date":"2012-04-17T07:25:28","date_gmt":"2012-04-17T07:25:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=6385"},"modified":"2012-04-17T07:25:28","modified_gmt":"2012-04-17T07:25:28","slug":"sovradiagnosi-i-come-la-medicina-nuoce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=6385","title":{"rendered":"Sovradiagnosi I. Come la medicina nuoce"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/FotoCopertinaHowWeDoHarm2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6396\" height=\"276\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/FotoCopertinaHowWeDoHarm2-300x276.jpg\" width=\"300\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/FotoCopertinaHowWeDoHarm2-300x276.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/FotoCopertinaHowWeDoHarm2.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>di <strong>Menici60d15<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">&ldquo;<em>Non basta dire che, essendo il cancro maligno, occorre chiamare cancro ogni altra formazione maligna: sarebbe questo un circolo vizioso [&#8230;] Si deve determinare [&#8230;] l&rsquo;istologia e la fisiologia dei tumori. [&hellip;] Purtroppo tutto ci&ograve; non &egrave; facile<\/em>&rdquo;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">R. Virchow, 1858<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">&ldquo;<em>Il<\/em> <em>test [del PSA per il cancro alla prostata] vale poco pi&ugrave; che fare testa o croce<\/em>&rdquo;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">R. J. Ablin, co-scopritore del PSA. <span lang=\"EN-GB\">In: The great prostate mistake. New York times, 10 mar 2010<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span lang=\"EN-GB\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Il cancro purtroppo esiste, e fa paura. Ma nella nostra societ&agrave; sulla paura del cancro si innesta indisturbato un fenomeno di sciacallaggio. Cos&igrave; come le famiglie dei rapiti sono esposte a richieste di riscatto da parte di falsi rapitori, che vogliono sfruttare il loro stato di debolezza, chi ha il cancro, o teme di poterlo contrarre, deve fronteggiare non uno ma due pericoli: quello della malattia biologica e quello dei suoi simili disposti a sfruttare il suo stato di paura e di ricerca di aiuto. Uno sciacallaggio che pu&ograve; prendere un&rsquo;ampia variet&agrave; di forme, ed &egrave; istituzionalizzato, come mostra il caso delle sovradiagnosi di cancro. Ci&ograve; vale anche per altre malattie, che l&rsquo;attuale medicina tende a sfruttare economicamente prima che a curare.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Questo &egrave; il primo di una serie di articoli che riportano e commentano, integrandoli con aggiunte personali, i capitoli del libro &ldquo;Sovradiagnosticati. Fare ammalare le persone nel perseguire la salute&rdquo; di Welch, Schwartz e Woloshin [1]. La sovradiagnosi &egrave; diagnosticare una condizione morbosa attribuendole una gravit&agrave; che non ha. La condizione falsamente rappresentata come molto pi&ugrave; grave o potenzialmente pi&ugrave; grave di quanto non sia realmente &egrave; in genere, anche se non sempre, reale: la sovradiagnosi &egrave; un&rsquo;esagerazione interpretativa truffaldina; che come si pu&ograve; immaginare &egrave; a scopo di lucro. Si traduce in un danno per il paziente provocando ansie e paure, perdite economiche e cure inutili e spesso dannose, fino a configurare forme di lesioni gravissime e di omicidio. Pu&ograve; riguardare moltissime malattie, anche conclamate, ma assume aspetti epidemici nelle diagnosi precoci su soggetti asintomatici o con sintomi lievi o vaghi, eseguite per iniziativa individuale oppure nei programmi pianificati di screening di massa, in particolare di quelli per i tumori; dove vengono diagnosticate malattie, anche molto gravi, non in seguito alla richiesta della singola<span>&nbsp; <\/span>persona gi&agrave; sofferente per una causa organica da definire, ma su soggetti sani.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Al lettore verr&agrave; alla mente il caso della casa di cura S. Rita. Ma l&igrave; le diagnosi erano falsificate grossolanamente, per una impostura personale di alcuni medici che, se non sono gli unici a praticare questo genere di medicina, non sono per&ograve; rappresentativi della categoria. Il problema delle sovradiagnosi &egrave; legato al loro essere strutturali, cio&egrave; incorporate nella dottrina, e applicate legalmente e con tutti gli onori come routine nella prassi quotidiana, tramite sofisticate manipolazioni e una massiccia propaganda. L&rsquo;operato di Brega Massone, Pansera Marco e gli altri sta alle sovradiagnosi di massa come un pusher che fa la cresta sulla merce tagliandola eccessivamente sta al traffico internazionale di droga [2]. Come dir&ograve;, le forze di polizia e la magistratura non combattono ma favoriscono illeciti come le sovradiagnosi strutturali, che non sono gli illeciti di balordi indisciplinati, ma espressione <em>mainstream<\/em> della medicina delle multinazionali e dei banchieri.<!--more--><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Il tema in Italia finora fa parte del proibito, di ci&ograve; di cui non si deve parlare al grande pubblico [3]. I programmi di screening, spesso appoggiati dallo Stato, in Italia e in altri paesi europei nascondono agli utenti quello che &egrave; il loro principale effetto avverso, la sovradiagnosi e il conseguente sovratrattamento. In USA, dove del resto il problema &egrave; ancora pi&ugrave; grave, invece se ne parla. Su media che fanno opinione come il New York times e Newsweek sono comparsi diversi articoli &ldquo;eye-opener&rdquo;. Si sta considerando di avvisare anche formalmente gli utenti, introducendo quella liberatoria chiamata &ldquo;consenso informato&rdquo; anche per gli screening, scaricando cos&igrave; sull&rsquo;utente la responsabilit&agrave;, ma comunque inducendo almeno i pi&ugrave; accorti a considerare di non sottoporsi ad alcuni esami. In USA il tema &egrave; stato fatto emergere per vari motivi, il principale dei quali &egrave; che in corso una manovra di frenata della spesa sanitaria. L&igrave;, dove il sistema &egrave; disegnato per fare aumentare i costi, la spesa sanitaria sta divenendo un problema, e un po&rsquo; di marketing negativo mediante qualche spiffero di verit&agrave; sulle sovradiagnosi, che sono un formidabile moltiplicatore, capace di incrementare capitoli di spesa per decine e centinaia di volte, pu&ograve; aiutare a rallentarne la crescita; senza certo fermare un volano che ha l&rsquo;inerzia dei convincimenti di tipo religioso sulla medicina, e quella di alcuni trillions di dollari di PIL all&rsquo;anno (un trillion sono mille miliardi). La spesa sanitaria USA ha raggiunto il 17.3% del PIL nel 2009 e si prevede che sar&agrave; del 19.3% nel 2019; se l&rsquo;esuberanza del suo tasso di crescita, che &egrave; oggi intorno al 5% annuo, non verr&agrave; placata, la spesa secondo alcuni osservatori raggiungerebbe il 25% nel 2025.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Questo pu&ograve; spiegare perch&eacute; il Chief medical officer dell&rsquo;American cancer society, la principale fomentatrice della iatrogenesi in oncologia mediante quelle sovradiagnosi che calpestano il &ldquo;primum non nocere&rdquo;,<span>&nbsp; <\/span>abbia pubblicato un libro gesuiticamente intitolato &ldquo;How we do harm&rdquo; &ldquo;Come nuociamo&rdquo; [4]. L&rsquo;autore, Brawley, che mette in epigrafe una poesia di s. Ignazio di Loyola, e nel dilungarsi sulla sua ammirazione per i gesuiti raccontata come a scuola i gesuiti gli abbiano insegnato a chiamare &ldquo;shit&rdquo; la shit, fa vedere un pochino dello sterco dell&rsquo;oncologia, stando attento a non mostrarne troppo; e fa anche, tra tanta retorica, qualche critica tecnica di notevole peso. Appare piuttosto che i gesuiti gli abbiano insegnato a camminare sul filo, per mettersi alla testa della denuncia delle gravi colpe dello stesso sistema che lo annovera tra gli appartenenti all&rsquo;alto clero. Forse le confessioni involontarie, prima di quelle dei peccati ammessi come a imitazione di sant&rsquo;Agostino, sono i passi pi&ugrave; interessanti del libro. In Italia, che &egrave; spesso indietro di 5-15 anni,<span>&nbsp; <\/span>il clero e i cattolici sono all&rsquo;avanguardia nella produzione di quel lucroso materiale imbrattato di sangue sul quale oggi in USA si piangono lacrime di coccodrillo, pie o laiche.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Anche se forse questa, in USA ma per ora non da noi, &egrave; proprio la volont&agrave; di chi comanda, &egrave; utile diffondere il concetto di sovradiagnosi, che &egrave; tra i fattori maggiori di degenerazione della medicina. Il concetto &egrave; necessario sul piano politico: la vicinanza sul piano tecnico col modello USA di medicina, gi&agrave; stretta, sta aumentando, e vi &egrave; da noi chi auspica che si vada verso il modello USA di espansione della spesa sanitaria anche sul piano delle scelte politico-economiche [5]. La sovradiagnosi &egrave; uno dei modi principali di ottenere questo obiettivo. Purtroppo, anche se non dovrebbe mai, mai, essere cos&igrave;, perch&eacute; ci si dovrebbe poter fidare della medicina, &egrave; necessario sapere del problema anche a livello personale, per meglio tutelare la salute della propria famiglia dai trabocchetti della medicina.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">L&rsquo;argomento oltre che vasto &egrave; intricato, derivando dalla commistione di due complessit&agrave; tra loro eterogenee: la sovradiagnosi istituzionalizzata &egrave; il risultato di un impasto di alta tecnologia e pulsioni psicologhe primitive, opportunamente stimolate. Una mistura infernale di scienza sofisticata, ma distorta e manipolata in modo da combinarsi con alta affinit&agrave; con un oscurantismo sostenuto dalla propaganda, che eccita gli eterni sentimenti e paure primordiali sulla salute. Il libro di Welch et al. consente un approccio relativamente semplificato al tema. L&rsquo;autore principale, ricercatore al Dartmouth college, ha competenze sia cliniche che epidemiologiche, e ha fatto &ldquo;a hell of a job&rdquo; nel contestualizzare la sovradiagnosi nella realt&agrave; clinica e nel definirla in termini quantitativi sul piano epidemiologico. Glissa, e a volte &egrave; omissivo, sulle conseguenze iatrogene e sulla manipolazione ad hoc della dottrina fisiopatologica; pur descrivendo il movente economico, tende a scusare per quanto pu&ograve; le responsabilit&agrave; morali dei medici, attribuendole in parte a fiducia in buona fede in ci&ograve; che prescrivono (nonostante studi abbiano mostrato che quando si indebolisce il &ldquo;profit motive&rdquo;, come la copertura di Medicare, calano come per incanto anche le prescrizioni inappropriate e nocive, emesse in scienza e coscienza, come quelle per il cancro alla prostata [4]). Del resto, considerate oggettivamente, le responsabilit&agrave; sarebbero al livello di crimini contro l&rsquo;umanit&agrave;, e coinvolgerebbero una quantit&agrave; di intoccabili del mondo economico e politico. Welch &egrave; comunque un autore che resta nell&rsquo;ortodossia ufficiale, affiliato a un&rsquo;istituzione il cui presidente di recente &egrave; stato messo a capo della Banca mondiale. Forse vuole anche evitare di essere sbranato dai colleghi, e di essere censurato dai poteri medici superiori, mostrando loro che anzi si &egrave; limitato. Ma in ogni caso il libro, che si sforza, riuscendoci, di rendere chiaro un soggetto un po&rsquo; complicato e soprattutto contrario al senso comune, ci offre la possibilit&agrave; di comprendere un tema fondamentale, proibito in Italia.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Comincio dal considerare il capitolo su quello che &egrave; considerato come il caso pi&ugrave; netto e chiaro di sovradiagnosi: lo screening per il cancro alla prostata.<\/p>\n<h3>La bolla del cancro della prostata<\/h3>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">&#8211; Lo psichiatra: perch&eacute; agita le braccia?<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">&#8211; Il paziente: per tenere lontano gli elefanti.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">&#8211; Lo psichiatra: ma non ci sono elefanti qui.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">&#8211; Il paziente: appunto, funziona.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Incredibilmente, in sei anni, dal 1986 al 1992, in concomitanza con l&rsquo;introduzione dello screening per il cancro della prostata con il PSA, il tasso di diagnosi di cancro della prostata in USA &egrave; quasi raddoppiato. Il picco &egrave; stato preceduto da un aumento, cominciato nel 1975, legato all&rsquo;esame istologico dei frammenti di prostata da resezione endouretrale per iperplasia prostatica; ad esso &egrave; seguito un certo calo, ma con un tasso sempre superiore del 50% a quello pre-1975.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Il problema del presagire un male futuro per poi affermare di averlo evitato con un proprio intervento, dalle misure contro gli elefanti del paziente della barzelletta alle predizioni di cancro e relative cure, alle predizioni e i relativi sortilegi delle fattucchiere, &egrave; che genera controfattuali: se non avviene niente l&rsquo;oncologo o la maga possono dire che la loro azione ha salvato il cliente. Questo sul piano individuale; la singola persona diagnosticata come affetta da tumore difficilmente metter&agrave; in dubbio una simile diagnosi; e se anche lo facesse non sapr&agrave; riconoscere, se non dispone di competenze specialistiche &#8211; che in alcuni casi non sono comunque sufficienti a dare una risposta certa &#8211; se aveva davvero un cancro. La sovradiagnosi si rivela sul piano epidemiologico, dove, scrive Welch, se il tasso di diagnosi positive per un tipo di cancro nella popolazione aumenta, e se si tratta davvero di cancro, aumenter&agrave; con una buona correlazione anche il tasso di mortalit&agrave; per quel cancro (fig. 1). Invece la mortalit&agrave; per il cancro alla prostata &egrave; rimasta sostanzialmente stabile, con qualche riduzione attribuibile al miglioramento delle terapie; o anche, paradossalmente, agli effetti iatrogeni delle terapie, che fanno morire il paziente per altre cause, cardiovascolari, prima di quando il cancro della prostata, ammesso che ci fosse, lo avrebbe ucciso [4]; mentre l&rsquo;incidenza di diagnosi &egrave; passata da meno di 100 per centomila nel 1975 a circa 150 per centomila nel 2005, con un picco di oltre 225 per centomila nei primi anni Novanta (fig. 2).<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Welch12.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6401\" height=\"130\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Welch12-300x130.jpg\" width=\"300\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Welch12-300x130.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Welch12-768x333.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Welch12-1024x444.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Welch12.jpg 1350w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Fig. 1 Evidenza epidemiologica di sovradiagnosi secondo Welch.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Welch2b1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6403\" height=\"136\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Welch2b1-300x136.jpg\" width=\"300\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Welch2b1-300x136.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Welch2b1-768x349.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Welch2b1-1024x465.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Welch2b1.jpg 1320w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Fig. 2. USA 1975-2005. L&rsquo;area scura &egrave; data dai cancri della prostata sovradiagnosticati. Welch, cit.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Un fautore dello screening, o anche per il suo campo Wanna Marchi, potrebbero rispondere che se non si vede nulla &egrave; perch&eacute; il danno sarebbe stato maggiore, se non fosse stato sventato appena in tempo, proprio grazie al loro intervento. Ma questa spiegazione &ldquo;forza la credibilit&agrave;&rdquo; commenta Welch. Invece che un fattore &ndash; la sovradiagnosi &ndash; ne richiede due: autentico incremento nel cancro e miglioramento nelle cure. Inoltre richiede un&rsquo;ipotesi &ldquo;eroica&rdquo;: che l&rsquo;autentico aumento del carico di cancro, l&rsquo;introduzione dello screening e il miglioramento delle cure siano avvenuti tutti e tre in perfetta sincronicit&agrave;. Questa ipotesi tripla &egrave; altamente implausibile, mentre come dir&ograve; ci sono altri elementi che non lasciano dubbi<span>&nbsp; <\/span>che si sia trattato di sovradiagnosi.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Se lo screening fosse solo una diagnosi precoce di cancro autentico, il numero totale di individui diagnosticati sarebbe costante, limitandosi ad accumularsi nei primi anni dell&rsquo;introduzione dello screening. Con lo screening c&rsquo;&egrave; stato invece un incremento nel numero totale dei cancri della prostata, o meglio delle etichette con questa diagnosi, che Welch stima in un extra di due milioni di persone in USA tra il 1975 e il 2005. I tassi di incidenza sono rimasti elevati. Hanno ammesso che vi &egrave; stato un enorme problema di sovradiagnosi le stesse istituzioni Usa preposte. Nel 2008, sulla base di studi clinici, la US Preventive Services Task Force ha raccomandato contro lo screening sui sani per il cancro della prostata, ammettendo che il test sul quale si basa, il dosaggio del PSA, risulta in una riduzione della mortalit&agrave; piccola o nulla ed &egrave; associato a danni; l&rsquo;American cancer society ha ammesso a posteriori che &ldquo;la ricerca non ha ancora provato che i potenziali benefici dello screening superano i danni del test e del trattamento&rdquo; invitando a limitare lo screening ai soli pazienti sintomatici e con pi&ugrave; di 10 anni di aspettativa di vita.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">In Italia, gi&agrave; nel 1996 un documento di consenso sugli screening del CNR e della AIRC affermava che allo stato non era &ldquo;lecito n&eacute; etico realizzare lo screening&rdquo; per il cancro della prostata. Ma al 2011, quando la non eticit&agrave; e la non liceit&agrave; sono risultate ancora pi&ugrave; chiare, il nostro ministero della salute propone un test annuale del PSA dopo i 50 anni. Da noi il test ematico di screening a volte viene inserito di routine nei comuni esami del sangue, senza chiedere il consenso del paziente, e non informandolo preventivamente dei pesanti rischi del test. Sulle &ldquo;problematiche&rdquo; etiche, deontologiche, giuridiche e politiche di queste politiche e prassi, i nostri tanti bioeticisti, cos&igrave; facondi sui media, muti come pesci sono. I dati ISTAT riportano un quasi raddoppio dell&rsquo;incidenza delle diagnosi di cancro della prostata tra il 1998 e il 2002. La situazione italiana [6] &egrave; un&rsquo;importazione di quella USA. Ma noi non ce ne preoccupiamo, concentrati a osservare e commentare le vicissitudini mondane delle ghiandole sessuali di Berlusconi anzich&eacute; pensare a salvare le nostre<span>&nbsp; <\/span>[7].<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Una diagnosi di cancro su una persona sana non &egrave; uno scherzo. Provoca danni gravi, e lesioni che possono arrivare a essere mortali. L&rsquo;efficacia delle terapie precoci, che viene data per scontata nella mistica degli screening, dovrebbe invece essere la prima questione scientifica da accertare in questo campo, nota Brawley. Welch concede che alcuni tra i pazienti possano avere beneficiato dello screening per il cancro della prostata, anche se su questo non ci sono dati certi, e le istituzioni accreditate ammettono che i benefici potrebbero essere nulli anche per una fortunata minoranza di pazienti; ma calcola che per ogni paziente che ne ha beneficiato, non si sa in che misura, da trenta a cento sicuramente hanno sofferto le conseguenze di una falsa diagnosi di cancro della prostata: le conseguenze psicologiche e sociali della diagnosi, e le pesanti conseguenze fisiche delle cure. Uno studio di coorte ha mostrato che dopo una diagnosi di cancro della prostata i rischi relativi di suicidio e di attacco cardiaco mortale nel primo anno dopo la diagnosi raddoppiano, con un picco di rispettivamente 8 e 11 volte nella prima settimana dopo la diagnosi. Un giornalista del New York times, scrivendo della sua esperienza personale, ha commentato &ldquo; &egrave; pi&ugrave; difficile scrivere del peso della depressione che del cancro della prostata in s&eacute; e delle indegnit&agrave; fisiche che ne conseguono&rdquo;.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">La biopsia prostatica &egrave; dolorosa e comporta un certo rischio di sanguinamento e infezioni gravi. Le terapie in Italia tendono ad essere meno &ldquo;aggressive&rdquo; che in USA, ma non troppo. La sovradiagnosi ha portato nella maggior parte dei casi all&rsquo;asportazione chirurgica della prostata e alla radioterapia. Dalla terapia derivano molto spesso impotenza, incontinenza urinaria, altri penosi disturbi alla defecazione. Se le cose si mettono male, la terapia pu&ograve; causare ulteriori complicanze, come la creazione di fistole tra il retto e la vescica, che porteranno a una colostomia e a una ureterostomia, cos&igrave; che le feci e le urine verranno emesse in sacche mediante tragitti che passano la parete addominale. A ci&ograve; si pu&ograve; aggiungere il sovratrattamento: venire curati con terapie pi&ugrave; pesanti, pensate per il cancro avanzato [4]; blocco della produzione di ormoni maschili mediante farmaci, se non mediante asportazione chirurgica dei testicoli, con complicanze come fratture ossee, attacchi cardiaci, ictus. I milioni di false diagnosi, in USA e negli altri paesi occidentali, inclusa l&rsquo;Italia, hanno avuto conseguenze inimmaginabili.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Le sovradiagnosi generano un forte spreco di risorse che poi mancano per interventi pi&ugrave; utili ai malati. Distorcono la pratica medica e il mercato; in USA gli screening per il cancro della prostata vengono utilizzati per attrarre pazienti per ammortizzare il costo della chirurgia robotica per il cancro della prostata, che ha macchinari &ndash; chiamati &ldquo;da Vinci&rdquo; &#8211; e spese dell&rsquo;ordine dei milioni di dollari per singolo centro con vantaggi non pi&ugrave; che modesti rispetto alla chirurgia tradizionale. Una conseguenza avversa di questi screening, che viene trascurata, &egrave; il loro tendere a soffocare la ricerca di cure migliori. Se il cancro diviene un gigantesco affare diagnosticandolo falsamente con indagini di massa, riuscire a controllarlo nelle sue forme autentiche, che riguardano popolazioni molto pi&ugrave; piccole, ridurrebbe i profitti rendendo obsoleti gli screening. Il saggio aforisma<span>&nbsp; <\/span>&ldquo;meglio un&rsquo;oncia di prevenzione che una libbra di cure&rdquo; &egrave; stato stravolto nella fraudocrazia nella quale viviamo; si &egrave; visto che non ottenendo una buona oncia di cure si pu&ograve; guadagnare su diverse libbre di falsa prevenzione.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center\">&sect; &sect; &sect;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">La prostata &egrave; una ghiandola normalmente delle dimensioni di una testa d&rsquo;aglio, posta alla base della vescica, dove circonda il primo tratto dell&rsquo;uretra. Contribuisce alla produzione dello sperma. Non &egrave; indispensabile alla sopravvivenza. Il cancro della prostata &egrave; la seconda causa di morte per cancro tra i maschi in USA, e la terza in Italia. E&rsquo; divenuto la neoplasia pi&ugrave; frequentemente diagnosticata negli uomini. Il tasso di frequenza &egrave; basso fino all&rsquo;et&agrave; di 50 anni, per poi crescere fino a raggiungere livelli molto elevati sopra i 75 anni. Met&agrave; delle morti avvengono a un&rsquo;et&agrave; superiore agli ottanta anni; l&rsquo;et&agrave; mediana di morte per questo cancro &egrave; attualmente superire all&rsquo;aspettativa di vita alla nascita. Quindi, il cancro della prostata &egrave; annoverato tra i quattro cancri &ldquo;big killer&rdquo;, ma causa la morte principalmente in soggetti con bassa aspettativa di vita. La sottopopolazione pi&ugrave; esposta alla malattia, quella degli anziani, &egrave; anche quella nella quale misure preventive di massa anche se efficaci porterebbero ai minori vantaggi in termini di aspettativa di vita.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">&nbsp;Il cancro autentico della prostata si sviluppa pi&ugrave; spesso dalle cellule epiteliali dell&rsquo;organo. Nelle forme aggressive pu&ograve; infiltrare gli organi vicini, la vescica e il retto, e dare metastasi, anche metastasi localizzate alle ossa, particolarmente dolorose. Si considera in genere, come fa anche Welch, che vi siano forme neoplastiche poco aggressive, molto pi&ugrave; frequenti, che crescono cos&igrave; lentamente che restano asintomatiche e la persona muore per altre cause. Le sovradiagnosi deriverebbero dal reperire e trattare questi cancri a bassa aggressivit&agrave;. Questa rappresentazione pu&ograve; essere in parte vera, ma &egrave; incompleta e fuorviante.<\/p>\n<h3>L&rsquo;assist e il bomber. O l&rsquo;ubriaco e il paranoico<\/h3>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Vediamo ora i meccanismi che hanno permesso le sovradiagnosi di cancro della prostata; sono molto diversi dalle rozze invenzioni dei chirurghi della S. Rita. Le sovradiagnosi istituzionalizzate di cancro della prostata si basano su un meccanismo a due stadi: c&rsquo;&egrave; un assist, il test del PSA, che passa la palla al bomber, la diagnosi bioptica, che va a segnare. Cominciamo dal bomber. Le sovradiagnosi predittive puntano a fare numero: a diagnosticare come malati il maggior numero possibile di soggetti. Lo fanno, per gli screening oncologici, sfruttando alcune variazioni biologiche comuni, molto pi&ugrave; comuni del cancro autentico, che si sviluppano con frequenza elevata in alcuni organi e possono essere fatte passare per cancro. La prostata &egrave; tra gli organi che offrono questa opportunit&agrave; commerciale. Con l&rsquo;et&agrave; tende a ingrossarsi, dando luogo a ostruzioni dell&rsquo;uretra e quindi a difficolt&agrave; della minzione. Si tratta dell&rsquo;iperplasia prosaica benigna, una condizione cos&igrave; comune che c&rsquo;&egrave; chi, a ragione, sostiene che vada considerata come una manifestazione normale, anche se indesiderabile, dell&rsquo;invecchiamento piuttosto che come una malattia. Oltre, e spesso insieme, a questa iperplasia, si verificano con l&rsquo;et&agrave; nell&rsquo;organo una variet&agrave; di modificazioni microscopiche, che al microscopio assomigliano a quelle del cancro conclamato; e pertanto, seguendo e portando al parossismo un antico e anacronistico accademismo, che &egrave; una forma della comune fallacia dell&rsquo;affermazione del conseguente, le si chiama cancro; essenzialmente sulla base del loro aspetto.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Da &ldquo;se A (cancro autentico) allora B (quadro istologico <em>x<\/em>)&rdquo;, si inferisce erroneamente &ldquo;Se B allora A&rdquo;, che pu&ograve; essere vero ma non &egrave; necessariamente vero. Inferire A da B &egrave; possibile, soprattutto su lesioni che hanno dato manifestazioni macroscopiche di s&eacute;, ed &egrave; estremamente utile quando ci&ograve; &egrave; possibile; ma non sempre ci&ograve; &egrave; possibile, soprattutto quando si cerca di farlo su modificazioni minime, precocissime e silenti. In soggetti con cancro conclamato della prostata il tessuto neoplastico avr&agrave; al microscopio una certa apparenza <em>x<\/em>; se ne deduce abusivamente, o sulla base di studi di validazione insufficienti, quando non compiacenti, che se si trovano focolai microscopici di aspetto <em>x<\/em>, o anche solo riconducibile a <em>x<\/em>, allora il paziente ha il cancro.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Non era questo che voleva fare Virchow, uno dei fondatori della moderna diagnostica istologica dei tumori, che studiava l&rsquo;anatomia microscopica dei tumori nelle autopsie di pazienti morti per cancro. Virchow, grande scienziato, e politico progressista che diede un notevole impulso alla difesa della salute pubblica, a quanto scrive (v. epigrafe) sembra avesse intuito il pericolo insito nel nuovo paradigma che andava creando. Sembrerebbe che riguardo a questo concetto preliminare forse aveva maggiore sensibilit&agrave; lui, che esplorava coi mezzi di allora territori ancora vergini, che i suoi successori di 150 anni dopo, che con tutte le conoscenze accumulate e la tecnologia avanzata, e i danni ai pazienti che sono derivati su larga scala dalla fallacia, non mostrano questa consapevolezza; se non in negativo, per impedire che questo nodo, alla base della loro professione, venga esplicitamente affrontato e risolto. Virchow non poteva immaginare che il paralogismo avrebbe attecchito e si sarebbe ingigantito fino a divenire parte dell&rsquo;ossatura economica del mondo civile.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Queste modificazioni che sembrano cancro non si comportano come cancro, e nella stragrande maggioranza dei soggetti sono irrilevanti, venendo portate fino alla morte, come una tra la moltitudine di parti che compongono il nostro corpo e delle quali non sappiamo l&rsquo;esistenza. A meno che non le si vada a cercare e le si proclami &ldquo;cancro&rdquo;. La loro frequenza &egrave; comparabile a quella della iperplasia prostatica; anzi appare essere anche maggiore di quella dell&rsquo;iperplasia prostatica nelle classi pi&ugrave; giovani: studi su autopsie di soggetti morti per altre cause hanno mostrato che la frequenza cresce con<span>&nbsp; <\/span>l&rsquo;et&agrave;, passando da un 30% tra i 30 e 40 anni fino a superare l&rsquo;80% tra i 70 e i 79 anni, il gruppo nel quale &egrave; relativamente elevata anche l&rsquo;incidenza di cancro autentico. Il trucco sta nel chiamare cancro e trattare come tali queste modificazioni.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Volendo, in questo modo si potrebbe ottenere un&rsquo;epidemia di cancro, falsa, tra i ventenni, tra i quali modificazioni che vengono definite come forme neoplastiche iniziali sono state trovate in uno studio nell&rsquo;8% delle prostate di soggetti morti per incidente. In uno suo studio, Welch ha mostrato che con l&rsquo;introduzione dello screening col PSA ha moltiplicato per 7 il numero di diagnosi di cancro della prostata nei soggetti sotto 50 anni; il cancro della prostata in questa classe d&rsquo;et&agrave; secondo le statistiche &egrave; aumentato di sette volte. Dalla dottrina ufficiale e da ci&ograve; che viene raccontato al pubblico consegue l&rsquo;assurdit&agrave; che esisterebbe una classe di tumori che da un lato insorgono con elevatissima frequenza e per di pi&ugrave; in soggetti giovani, ma che dall&rsquo;altro lato non danno mai segno di s&eacute;, fino a che i soggetti non muoiono per altre cause, spesso di vecchiaia. La rappresentazione pi&ugrave; semplice e razionale di un tale fenomeno &egrave; che questo sottotipo di cancro della prostata non &egrave; cancro, per lo meno ai fini pratici, e pertanto non andrebbe chiamato cancro nella clinica.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Queste modificazioni microscopiche e asintomatiche sono multicentriche,<span>&nbsp; <\/span>cio&egrave; si sviluppano contemporaneamente in pi&ugrave; zone della ghiandola, come &egrave; tipico delle varianti parafisiologiche e delle forme degenerative; il cancro autentico invece, che ha origine monoclonale, derivando da una singola cellula, si sviluppa in un unico nodulo, che solo in un secondo tempo replica s&eacute; stesso, quando d&agrave; metastasi. La multicentricit&agrave;, invece di costituire un&rsquo;ulteriore ragione per rivedere la denominazione e classificazione di questi reperti, &egrave; stata sfruttata per la sovradiagnosi. Mentre per gli altri tumori si fa la biopsia mirata ad un nodulo o una massa per verificare al microscopio la sua natura, per il carcinoma occulto della prostata, non essendoci un nodulo sospetto (in un organo che spesso &egrave; gi&agrave; bozzoluto per l&rsquo;iperplasia benigna) si eseguono biopsie multiple campionando l&rsquo;organo; riuscendo cos&igrave; a pescare una di quelle aree che si prestano a venire etichettate come cancro. Studi hanno mostrato che pi&ugrave; biopsie per paziente si prendono, pi&ugrave; diagnosi di cancro si fanno. Portando il numero delle biopsie a 32-38 per paziente si &egrave; arrivati a ottenere una diagnosi di cancro ogni sette soggetti.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">L&rsquo;assist &egrave; dato dal test per il PSA. Nello screening le biopsie sono prescritte sulla base di una positivit&agrave; al test per il PSA, prostate specific antigen. Il PSA &egrave; un enzima che liquef&agrave; lo sperma dopo l&rsquo;eiaculazione, per facilitare la motilit&agrave; degli spermatozoi. Aumenta nel sangue in presenza di cancro autentico della prostata, e quindi si &egrave; pensato, anche qui con una classica fallacia dell&rsquo;affermazione del conseguente, di dosarlo nel sangue considerandolo come un indicatore di possibile presenza di cancro iniziale della prostata. Come indicatore a questo scopo &egrave; pessimo: il suo livello ematico pu&ograve; aumentare per patologie non neoplastiche, inclusa la comune iperplasia benigna, e invece rimanere basso in presenza di cancro della prostata . Non &egrave; specifico non solo per il cancro, ma neppure per la prostata. E&rsquo; ci&ograve; che serviva per convogliare verso la biopsia non mirata, della cui affidabilit&agrave; si &egrave; gi&agrave; detto. Cos&igrave; si &egrave; deciso, arbitrariamente, che livelli ematici superiori a 4 miliardesimi di grammo per millilitro sono un campanello di allarme (soglia che a volte viene ulteriormente abbassata); tali livelli sono presenti nel 5% della popolazione sopra i 65 anni: il test crea un vastissimo portafoglio clienti. Ci sono imprese commerciali che vantano il PSA come un test col 70% di falsi positivi, ed eseguito 45 milioni di volte all&rsquo;anno nel mondo. Usare su milioni di persone un test sofisticato ma ubriaco, che &egrave; costante nel prendere fischi per fiaschi, per convogliare verso un esame di diagnosi istologica che ha tassi paranoici di positivit&agrave; per cancro, segue evidentemente una logica che non &egrave; quella della buona qualit&agrave; delle cure, per non parlare della logica della scienza o di quella dell&rsquo;etica.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Cos&igrave; come uno degli scopritori del PSA ha preso le distanze dal suo uso (v. epigrafe), anche Gleason, il patologo che negli anni Sessanta formul&ograve; con uno studio di correlazione anatomo-clinica il pi&ugrave; usato sistema di gradazione istologica del carcinoma della prostata, in seguito rimaneggiato, propose poi, dopo il silenzioso disastro delle sovradiagnosi, di rinominare &ldquo;adenosi&rdquo; termine che evita connotazioni allarmanti, le forme da lui precedentemente classificate come cancro a bassa e media aggressivit&agrave;. Ma non fu ascoltato; la parola fatidica, quella che in USA chiamano &ldquo;the C word&rdquo;, &ldquo;cancro&rdquo;, oppure &ldquo;neoplasia&rdquo; o almeno &ldquo;atipico&rdquo; magari con qualificazioni che permettono di usarle ambiguamente, inoculando la paura del cancro ma potendo negare di averlo fatto, &ldquo;in situ&rdquo;, &ldquo;intraepiteliale&rdquo;, deve essere presente per fare girare la macchina. E si vuole e si ottiene che venga usata sempre di pi&ugrave;, mai di meno. La nosografia e la sua nomenclatura &ldquo;scientifiche&rdquo; obbediscono a esigenze di marketing, anche quanto sono opposte agli interessi e diritti dei cittadini su un bene come la salute.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">Questa &egrave; una ricostruzione ridotta e semplificata della frode. Ci sarebbe molto altro da dire su argomenti come le manipolazioni dottrinali della diagnosi istologica del cancro, i possibili effetti causali di sostanze con azione ormonale, la propaganda mediatica, il ruolo attivo dei truffati nella truffa [8], le complicit&agrave; istituzionali, la censura e la disinformazione gestite da forze di polizia e magistratura in obbedienza a poteri forti internazionali [9] per favorire l&rsquo;introduzione e il mantenimento nella colonia italica di queste frodi mediche sanguinarie, che sono allo stesso tempo settori industriali, economici e finanziari strategici [10]. Ma quanto esposto pu&ograve; bastare per farsi un&rsquo;idea di come, quanto facilmente, e quanto spesso, avviene che con la sovradiagnosi una persona in buona salute venga ridotta a un impotente col pannolone e con sulla testa la spada di Damocle della ricorrenza di un cancro, in realt&agrave; fantomatico. E pu&ograve; portare a interrogarsi, al di l&agrave; del caso del cancro, sul peso dello sciacallaggio nel sistema socioeconomico in cui viviamo; e a chiedersi se tale costume sia maggiormente tipico del volgo, dell&rsquo;inclita, o se non sia piuttosto un tratto trasversale, che sotto sembianze diverse accomuna tanti, dai medici che praticano questa medicina e i loro complici di altre corporazioni agli strati moralmente infimi della societ&agrave;; da coloro che godono della nomea di benefattori dell&rsquo;umanit&agrave; e di paladini della giustizia, a quelli che sono riconosciuti come brutta gente.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/\" target=\"_blank\">http:\/\/menici60d15.wordpress.com<\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span lang=\"DE\">Note<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span lang=\"DE\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<ol start=\"1\" style=\"margin-top: 0cm\" type=\"1\">\n<li class=\"MsoNormal\"><span lang=\"DE\">Welch H G, Schwartz L M, Woloshin S. Overdiagnosis. <\/span><span lang=\"EN-GB\">Making people sick in the pursuit of health. <\/span>Beacon press, 2011.<\/li>\n<li class=\"MsoNormal\"><a href=\"http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2011\/10\/30\/voler-guarire-senza-essere-malati\/\" target=\"_blank\">http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2011\/10\/30\/voler-guarire-senza-essere-malati\/<\/a><\/li>\n<li class=\"MsoNormal\"><a href=\"http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2012\/02\/23\/giancarlo-caselli-e-i-no-tav-il-negativo-e-il-proibito\/\" target=\"_blank\">http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2012\/02\/23\/giancarlo-caselli-e-i-no-tav-il-negativo-e-il-proibito\/<\/a>. L&rsquo;articolo considera tra l&rsquo;altro l&rsquo;affermazione di G. Caselli che la magistratura sarebbe intervenuta chirurgicamente su una sanit&agrave; sana in un caso di tangenti sui pannoloni. Questo &egrave; tipico della nostra magistratura, che attacca quelle che ho chiamato frodi di secondo grado, ma rispetta &#8211; e protegge &#8211; le frodi strutturali di primo grado sulle quali quelle di secondo grado si basano, chiamando &ldquo;sano&rdquo; ci&ograve; che &egrave; marcio; le frodi che hanno portato Brawley [4] a scrivere che &ldquo;lo screening del cancro della prostata e il trattamento aggressivo forse salvano vite, ma di sicuro fanno vendere [legalmente] pannoloni&rdquo; commentando la partecipazione di un&rsquo;industria di pannoloni al finanziamento di un&rsquo;associazione che propaganda lo screening con pratiche scorrette e disinformative.<\/li>\n<li class=\"MsoNormal\"><span lang=\"EN-GB\">Brawley O W. How we do harm. A doctor breaks ranks about being sick in America. St. Martin&rsquo;s Press 2011. <\/span>(L&rsquo;immagine del caduceo che proietta l&rsquo;ombra del dollaro &egrave; presa dalla copertina).<\/li>\n<li class=\"MsoNormal\"><a href=\"http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2011\/09\/15\/la-medicina-come-rimedio-ai-limiti-della-crescita-economica\/\" target=\"_blank\">http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2011\/09\/15\/la-medicina-come-rimedio-ai-limiti-della-crescita-economica\/<\/a><\/li>\n<li class=\"MsoNormal\">Tombesi M. Il PSA avanza, ma il tumore non recede. Occhio clinico, apr 2007.<\/li>\n<li class=\"MsoNormal\"><a href=\"http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2009\/05\/13\/il-mediatico-e-lextramediatico-il-caso-delle-ghiandole-sessuali-maschili\/\" target=\"_blank\">http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2009\/05\/13\/il-mediatico-e-lextramediatico-il-caso-delle-ghiandole-sessuali-maschili\/<\/a><\/li>\n<li class=\"MsoNormal\"><a href=\"http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2012\/01\/23\/dittatura-a-stampo-e-medicina\/\" target=\"_blank\">http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2012\/01\/23\/dittatura-a-stampo-e-medicina\/<\/a><\/li>\n<li class=\"MsoNormal\"><a href=\"http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2012\/03\/24\/la-corruzione-ghibellina-di-magistratura-e-polizia\/\" target=\"_blank\">http:\/\/menici60d15.wordpress.com\/2012\/03\/24\/la-corruzione-ghibellina-di-magistratura-e-polizia\/<\/a><\/li>\n<li class=\"MsoNormal\">D&rsquo;Andrea S. I settori industriali strategici. Appello al popolo 31 mar 2012.<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Menici60d15 &ldquo;Non basta dire che, essendo il cancro maligno, occorre chiamare cancro ogni altra formazione maligna: sarebbe questo un circolo vizioso [&#8230;] Si deve determinare [&#8230;] l&rsquo;istologia e la fisiologia dei tumori. [&hellip;] Purtroppo tutto ci&ograve; non &egrave; facile&rdquo; R. Virchow, 1858 &ldquo;Il test [del PSA per il cancro alla prostata] vale poco pi&ugrave; che fare testa o croce&rdquo; R. J. Ablin, co-scopritore del PSA. In: The great prostate mistake. New York times, 10&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[6,13],"tags":[1970],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-1EZ","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6385"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6385"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6385\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6385"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6385"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6385"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}