{"id":63852,"date":"2021-04-05T11:00:52","date_gmt":"2021-04-05T09:00:52","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63852"},"modified":"2021-04-03T11:38:15","modified_gmt":"2021-04-03T09:38:15","slug":"lidentita-e-la-fede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63852","title":{"rendered":"L&#8217;identit\u00e0 e la fede"},"content":{"rendered":"<p><strong>Di Gazzetta Filosofica (Valentina Gaspardo)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-11882547977\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=910x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i497d6828859373e3\/version\/1617014281\/image.jpg\" alt=\"F. Barocci rappresenta Enea in fuga da Ilio in fiamme (1598) [Fonte: Ars Europa]\" data-src-width=\"2004\" data-src-height=\"1397\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=910x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i497d6828859373e3\/version\/1617014281\/image.jpg\" data-image-id=\"7665935377\" \/><\/p>\n<div id=\"cc-m-11882529577\" class=\"j-module n j-text \">\n<p style=\"text-align: justify\">Ciascuno \u00e8 l\u2019insieme delle vicende che lo interessano, pi\u00f9 o meno attivamente partecipe. Persino quelle che dimentica, e addirittura quelle che eccedono la sua vita individuale. L\u2019Io \u00e8 la sua vita consapevole e inconsapevole, presente e passata, tanto sotto il rispetto individuale quanto sotto quello collettivo. <strong>Chiamiamo\u00a0<em>inconscio<\/em>\u00a0tutto ci\u00f2 che dell\u2019Io \u00e8 in ombra, cio\u00e8 la quasi totalit\u00e0 del suo essere. L\u2019aspetto cosciente \u00e8, per contro, il lumicino che muove confusamente per venire a capo del dilemma che, in quanto consapevole, lo affligge: chi sono? Da dove vengo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Nel suo agitarsi inquieto l\u2019Io ricostruisce i misteri\u00a0che lo hanno generato, e pazientemente restaura e ricompone sentieri nuovi e gi\u00e0 tracciati. La coscienza cerca di rievocare\u00a0la mappa degli eventi, delle circostanze, dei pensieri. Ambisce a possedere gli infiniti legami di tutte le cose, ma pu\u00f2 solo approssimare, con gran margine di errore, l\u2019oscura vita del Tutto. Quando, per\u00f2, all\u2019uomo riesce di scorgere una nuova via, allora l\u2019entusiasmo e la gioia seguono la creazione di un <em>nuovo mondo<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel suo tentativo, per un verso sempre fallimentare e per l\u2019altro irrimediabilmente vincente, l\u2019umanit\u00e0 non pu\u00f2 fare a meno della sua qualit\u00e0\u00a0<em>par excellence<\/em>: la <strong>memoria<\/strong>. L\u2019identit\u00e0 del singolo (e del gruppo umano) dipende dalla sua memoria: <em>chi subisse un grave trauma e non ricordasse nulla del suo passato sarebbe smarrito, privo di certezze, senza \u201cpatria\u201d<\/em>. La storia individuale \u00e8 l\u2019approdo sicuro su cui si fondano gli ulteriori passi dell\u2019individuo che affronta la confusione del mondo, proprio come la storia collettiva funge da bussola alla produzione di nuove idee, alla costituzione di nuovi istituti. La memoria garantisce un riferimento saldo e inattaccabile, anche qualora la considerazione di una parte del passato venisse modificata (perch\u00e9, in quel caso, qualcos\u2019altro sostituirebbe il riferimento insufficiente). Se il passato \u00e8 garante del presente, d\u2019altro canto non tutte le analisi del passato sono efficaci.<\/p>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11882530777\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p>Dal punto di vista della psicologia individuale, il passato pu\u00f2 essere freno o occasione di sviluppo. Il dolore di un rifiuto pu\u00f2 spingere alla rimozione del desiderio che, lungi dallo scomparire, viene inconsciamente messo da parte, andando a turbare e minare l\u2019esperienza di chi ne vive la rimozione. Non solo per le vesti che assume il suo riaffiorare, ma anche <em>a causa dell\u2019insicurezza e insoddisfazione di fondo che lascia in cuore una violenza irrisolta e incompresa<\/em>. Accade per\u00f2 che non tutti cedano alla forza della circostanza nefasta e alla ferocia del gruppo umano che castrano l\u2019espressione; perch\u00e9? Cosa pu\u00f2 fare la differenza? <strong>Quale identit\u00e0 bisogna costruire per non annientarsi?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un tempo, forse, si poteva rintracciare la sicurezza di alcuni individui nel retaggio di sangue che ne garantiva la potenzialit\u00e0. Discendere da nobili personalit\u00e0, autrici di grandi imprese, diviene motivo di grande ispirazione e coraggio. Un&#8217;altra ancora al passato \u00e8 il ritrovamento della propria origine, la ragione del proprio ruolo sociale, in una volont\u00e0 divina (l\u2019Atride protetto da Zeus; l\u2019imperatore sorretto dalla benedizione della Chiesa, dal suo destino, ecc.). <strong>Il fallimento, in questi casi, non determina la distruzione della personalit\u00e0, ma, dopo il lutto, il dolore, l\u2019occasione della ricostruzione<\/strong>. Quanta fiducia e forza di volont\u00e0 poteva avere un personaggio come Napoleone, risorto dopo essere stato cacciato? Quanta ammirazione generava per essere persino celebrato alla sua morte dai compagni d\u2019arme ormai vecchi e stanchi, cos\u00ec innamorati da lasciarsi morire di freddo pur di presenziare al suo funerale, all\u2019ultimo saluto?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u00a0oggi? Non abbiamo d\u00e8i, n\u00e9 retaggi importanti, n\u00e9 scopi. La nostra filosofia non \u00e8 capace di destreggiarsi vittoriosa fra urgenze simili. Non permette la fiducia in se stessi, ma lascia in bal\u00eca dell\u2019umore variabile e incostante della folla, dell\u2019opinione, del demagogo. Vogliamo allora aggiungere un tassello alle considerazioni sin qui compiute. La fiducia e\u0300 una questione di <strong><em>fede<\/em><\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11882531277\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a title=\"Il triste dio dei moderni\" href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2021-1\/marzo\/il-triste-dio-dei-moderni\/\">Abbiamo gi\u00e0 provato ad annotare che il pensiero odierno, ateo, sia in realt\u00e0 una delle religioni pi\u00f9 meschine<\/a>. <strong>Non sappiamo, oggi, di abitare una fede<\/strong>; crediamo di possedere la certezza e la chiave \u2013 la scienza \u2013 capace di aprire ogni fenomeno, e metterlo a nudo dinanzi l\u2019occhio attento dello specialista. Lo scienziato sa tutto quel che si pu\u00f2 sapere dell\u2019oggetto, della vita. Certo, possono emergere nuove incognite (virus, geni, micro-processi fisiologici), per\u00f2 sempre all\u2019interno del paradigma che asserisce: <strong><em>\u00e8 tutto qui<\/em><\/strong>.\u00a0L\u2019emozione corrisponde alle reti neurali che si attivano e \u201ciniettano\u201d dosi di sostanze eccitanti o deprimenti. La vita \u00e8 biologia, e ci\u00f2 che conta \u00e8 la sua durata: perci\u00f2 il cibo e la medicina diventano le preoccupazioni preponderanti. I legami familiari, d\u2019amore e amicizia non sono codificati che per la loro componente fisiologica, e l\u2019aspetto che fa del legame\u00a0<em>quel<\/em>\u00a0legame viene lasciato nelle mani dell\u2019astrologia e della psicologia spicciola che ripete il luogo comune. D\u2019altronde sarebbero cose private e per certi aspetti anche secondarie. Non si respira l\u2019ambizione di Aristotele, che nell\u2019<em>Etica<\/em>\u00a0<em>a Nicomaco<\/em> si spinge a pensarne il valore e il significato. Per tutte queste ragioni solo abbozzate possiamo ribadire di abitare la religione pi\u00f9 triste. <strong>Il suo credo afferma: <em>\u00e8 tutto qui<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il mondo odierno abita la fede che non vi sia altro che ci\u00f2 che indaga, e il resto sia puro caso. Ha perso la fede. O meglio, possiede <em>una fede che non \u00e8 consapevole di essere tale, e per questo \u00e8 massimamente contraddittoria e presuntuosa: <strong>presume di aver colto tutto quello che vi sia da cogliere<\/strong><\/em>, almeno sotto il profilo essenziale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00ab La fede che non si fonda sullo scetticismo finisce per credere nell\u2019esistenza di una ragione libera da postulati davanti ai quali si umilia. \u00bb<\/strong> (<a title=\"https:\/\/www.facebook.com\/gomezdavila.am\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/gomezdavila.am\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Nicol\u00e1s G\u00f3mez D\u00e1vila<\/a>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11882548277\" class=\"j-module n j-imageSubtitle \" style=\"text-align: justify\">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-11882548277\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=751x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i5d913653851dfce9\/version\/1616962771\/image.jpg\" alt=\"W.R. Flint, &quot;Pallade Atena&quot; (1915)\" data-src-width=\"1398\" data-src-height=\"1992\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=751x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i5d913653851dfce9\/version\/1616962771\/image.jpg\" data-image-id=\"7665935477\" \/><figcaption>W.R. Flint, &#8220;Pallade Atena&#8221; (1915)<\/figcaption><\/figure>\n<div class=\"cc-clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11882531777\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Soltanto chi prenda atto dell\u2019irriducibilit\u00e0 del sacro, dell\u2019ignoto, del dio \u2013\u00a0<em>dell\u2019inconscio<\/em>\u00a0\u2013, cio\u00e8 chi non ha l\u2019arroganza di aver colto il senso ultimo delle cose, pu\u00f2 possedere la forza che ridona fiducia nell\u2019azione individuale. La fede consapevole spiega qualcosa di opposto alla fede non consapevole, e dice precisamente:\u00a0<strong><em>non \u00e8 tutto qui<\/em><\/strong>.\u00a0<strong>Il cinismo svanisce. Se c\u2019\u00e8 dell\u2019altro, quest\u2019altro \u00e8 indagabile e pu\u00f2 venire a illuminare le nostre esperienze<\/strong>. La volont\u00e0 del gruppo umano pu\u00f2 sbagliare; la violenza non \u00e8 l\u2019unica reazione che dobbiamo aspettarci dall\u2019altro; l\u2019amore non \u00e8 mero\u00a0scambio di sostanze chimiche\u00a0e l\u2019amore a cui si pu\u00f2 ambire non \u00e8 solo quello descritto dalla neurobiologia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>L\u2019identit\u00e0 odierna appartiene alla \u201cmoda\u201d<\/strong>. Non essendoci pi\u00f9 nulla che trascende l\u2019interesse immediato e la configurazione scientista delle cose, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 occasione di identificarsi in null\u2019altro che nella traballante opinione, nell\u2019idiosincrasia delle folle, nelle dicerie del demagogo<\/em>. L\u2019acquisto del prodotto, l\u2019immagine creata ad hoc del personaggio televisivo, la marca dei vestiti sono gli unici, imbarazzanti rituali a cui prendiamo parte. Se non vestiamo di marca siamo poveri, se non ci ispiriamo al personaggio vuoto e costruito della tiv\u00f9 siamo nullit\u00e0, se non compriamo l\u2019oggetto appena uscito non siamo all\u2019altezza dei tempi. La religione postmoderna ci indirizza verso feticci che lasciano insoddisfatti, insicuri, vuoti; e spinge a inseguirli sempre pi\u00f9 velocemente per provare a sentirsi finalmente soddisfatti, sicuri e realizzati. Ma <strong>i suoi dettami rendono impossibili i suoi scopi. Le sue indicazioni contraddicono i suoi desideri<\/strong>. Non ci sentiamo appagati del vestito, dell\u2019auto, della ricchezza o delle relazioni d\u2019affetto. <strong>N\u00e9 ci passa per la mente che la filosofia di cui siamo imbevuti sia la responsabile dell\u2019insieme dei fallimenti. Essa predica l\u2019indefinita ripetizione della vita \u2013 la sua prosecuzione biologica come scopo ultimo \u2013 poich\u00e9 non scorge sensi\u00a0<em>ulteriori<\/em>.\u00a0Perci\u00f2, fedeli al dogma, a ogni sconfitta la reazione reitera la colpa: ci vorranno pi\u00f9 auto, pi\u00f9 oggetti, pi\u00f9 denaro, pi\u00f9 amici, pi\u00f9 donne e uomini con cui entrare in intimit\u00e0. Ad ogni \u201cpi\u00f9\u201d conquistato seguir\u00e0 una caduta (psicologica) \u201cpi\u00f9\u201d forte<\/strong>, dal momento che, per esempio, nessuna relazione amorosa riuscir\u00e0 mai a realizzarsi. Il mantra odierno predica l\u2019estetica del corpo, e su questa base nessun uomo al mondo sar\u00e0 mai sufficiente, dal momento che, prima o dopo, apparir\u00e0 una figura pi\u00f9 bella del partner. Oppure accade che la colpa delle relazioni fallite sia attribuita\u00a0a qualcun altro, al destino, al caso, al tradimento altrui, &#8230;; mai a una mancanza intrinseca, perch\u00e9 la relazione instaurata non fosse abbastanza buona. Chi si accorge del meccanismo offensivo, costrittivo, sciocco che quotidianamente vediamo in atto nella maggioranza dei rapporti? <em>\u00c8\u00a0tutto qui<\/em>, ci si ripete ancora.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le prospettive future si riducono al progresso tecnologico (o, nel migliore dei casi, economico): ossia uno stato di cose che permetta la ripetizione pi\u00f9 veloce e pi\u00f9 ampia dell\u2019identico insieme di gesti e credenze che compiamo gi\u00e0 qui e ora<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11882533477\" class=\"j-module n j-text \">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il nostro riferimento attuale coincide con la variabilit\u00e0 e la gratuit\u00e0 dell\u2019opinione; della reiterazione indefinita del presente. Esso ferisce, mortifica, annichilisce e non vi sono affatto idee differenti. L\u2019identit\u00e0 dell\u2019uomo di oggi si genera sul prototipo di un uomo ricco, dai bei lineamenti, efficiente. All&#8217;incirca gli aggettivi di cui si serve una pubblicit\u00e0 di automobili. <strong>Ogni movimento verso la realizzazione di questa identit\u00e0 \u00e8 un movimento apparente, che genera insicurezza ulteriore<\/strong>. <strong>L\u2019insicurezza \u00e8 poi mascherata dalla tecnica<\/strong>: se abbiamo timore di esporci, perch\u00e9 le relazioni che intessiamo non sono buone, allora ci sar\u00e0 un\u2019applicazione che permette di non farlo; una di quelle che da casa ci connette senza interfacciarci alle persone che lavorano nel servizio. Se siamo intimoriti dal giudizio, invece di risolverci e risolvere le manipolazioni tossiche, cerchiamo le angolazioni giuste del nostro volto o del corpo, che con un buon filtro ci rendono appetibili \u2013 a distanza \u2013 dai social. Se siamo angosciati dal rapporto familiare o dalla scuola, in cui non riusciamo a realizzarci per motivi vari, scappiamo nei videogiochi: l\u00ec saremo invincibili. <strong>L\u2019innovazione tecnologica si afferma cos\u00ec velocemente perch\u00e9 aggancia le debolezze comuni, che a loro volta sono generate dalla fede odierna<\/strong>. Pensiamo poi che attingendo all\u2019identit\u00e0 ricca, bella, efficiente tutto verr\u00e0 risolto. Ma l\u2019esperienza non conferma questa credenza, e nasce quel cinismo amaro che molti adulti ostentano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 una fede ritrovata \u2013 nel senso che si \u00e8 detto \u2013 a iniziare il movimento che segni il passaggio dall\u2019identit\u00e0 malata a quella nuova. <strong>Ci\u00f2 che \u00e8 inconscio procede ben oltre quello che sappiamo, o presumiamo di sapere, del\u00a0mondo<\/strong>. Per questo, l\u2019idea \u00e8 di cominciare a scavare nell\u2019inconscio individuale e collettivo, ch\u00e9 solamente da l\u00ec verranno le indicazioni di un mondo nuovo. Apriamo questa porta che conduce a un\u2019identit\u00e0 pi\u00f9 profonda, che ambisce a lidi pi\u00f9 nobili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2021-1\/aprile-1\/l-identit%C3%A0-e-la-fede\/\">https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2021-1\/aprile-1\/l-identit%C3%A0-e-la-fede\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Gazzetta Filosofica (Valentina Gaspardo) Ciascuno \u00e8 l\u2019insieme delle vicende che lo interessano, pi\u00f9 o meno attivamente partecipe. Persino quelle che dimentica, e addirittura quelle che eccedono la sua vita individuale. L\u2019Io \u00e8 la sua vita consapevole e inconsapevole, presente e passata, tanto sotto il rispetto individuale quanto sotto quello collettivo. 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