{"id":63871,"date":"2021-04-07T11:30:32","date_gmt":"2021-04-07T09:30:32","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63871"},"modified":"2021-04-05T18:33:09","modified_gmt":"2021-04-05T16:33:09","slug":"in-economia-conta-piu-la-fede-che-la-scienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63871","title":{"rendered":"In economia conta pi\u00f9 la fede che la scienza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di\u00a0<strong>SOLDI E POTERE (Carlo Clericetti)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando leggiamo sui giornali che l\u2019anno prossimo il Pil aumenter\u00e0 del tot per cento, l\u2019occupazione andr\u00e0 in un certo modo, i soldi del Recovery Fund avranno quel dato effetto sulla crescita, stiamo esaminando i risultati di calcoli economici di grande complessit\u00e0. Per farli le varie istituzioni \u2013 ministeri, banche centrali, enti sovranazionali come il Fondo monetario, istituti di previsione \u2013 dispongono di modelli che fanno interagire i vari fattori tramite equazioni e funzioni matematiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutto molto scientifico, sembrerebbe. E infatti una buona parte degli economisti sostiene che l\u2019economia \u00e8 una scienza come lo sono la fisica e la chimica. Per\u00f2, se davvero \u00e8 cos\u00ec, come mai i risultati di queste elaboratissime procedure sono molto spesso sbagliati, e varie volte clamorosamente sbagliati?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una spiegazione la fornisce Mauro Gallegati con il suo libro \u201cIl mercato rende liberi\u201d, dove pi\u00f9 del titolo \u00e8 importante il sottotitolo: \u201ce altre bugie del neoliberismo\u201d (ed. Luiss), con prefazione di Francesco Saraceno. Il concetto di base \u00e8 che l\u2019economia \u00e8 una scienza sociale. Qual \u00e8 la differenza? Per capirlo basta una frase del fisico Gell-Mann, citata da Gallegati: \u201cCome sarebbe difficile la fisica se gli atomi potessero pensare\u201d. Ecco, gli \u201catomi\u201d di cui si occupa l\u2019economia, a differenza di quelli della fisica, possono pensare, perch\u00e9 sono gli esseri umani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo comporta una serie di conseguenze. Gli esseri umani imparano dall\u2019esperienza ma hanno informazioni incomplete e spesso le usano male, cio\u00e8 sbagliano; interagiscono e reagiscono, e questo fa s\u00ec che un comportamento collettivo non \u00e8 semplicemente la somma di tanti comportamenti individuali, ma qualcosa di diverso. In altre parole, l\u2019interazione fra essere umani implica un sistema non lineare. Un sistema lineare \u00e8 quello in cui, se l\u2019aggregato si spezzetta in varie componenti, le caratteristiche non cambiano, ossia ogni parte possiede le stesse caratteristiche della loro somma. \u201cSe invece ci sono elementi che dipendono gli uni dagli altri \u2013 scrive Gallegati \u2013 allora il tutto \u00e8 diverso dalle parti e compaiono caratteristiche che non appartengono a nessuno degli elementi costituenti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che cosa c\u2019entra questo discorso con i modelli dell\u2019economia? C\u2019entra perch\u00e9 quasi tutti quelli in uso sono costruiti come se l\u2019economia fosse un sistema lineare. Non solo: si basano su assiomi relativi al comportamento umano \u2013 ossia su presupposti \u2013 e non tengono conto della complessit\u00e0 generata dalle interazioni. Le basi teoriche di questi modelli risalgono nientemeno che all\u2019ultimo ventennio del 1800. Fu allora che alcuni autori\u00a0 &#8211; Jevons, Menger, Walras e poi Pareto \u2013 fecero nascere l\u2019economia matematica, col proposto, come afferm\u00f2 Pareto\u00a0 di \u201cdisinquinare la scienza economica da politica e filosofia\u201d. Non ricorda, questa frase, quello che si afferma anche oggi quando si dice che l\u2019economia \u00e8 bene che sia gestita da tecnici e non da politici?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Queste costruzioni, dunque, trattano gli uomini come se fossero atomi, e si propongono di individuare le condizioni in cui l\u2019economia raggiunge il suo equilibrio. Nonostante le successive elaborazioni che rendono i modelli sempre pi\u00f9 complessi, una serie di assunti di base restano gli stessi. Sono proprio quegli assunti che Gallegati analizza, smontando i modelli e mostrando come la loro costruzione manchi di logica. E, anzi, ricorda come spesso siano proprio gli economisti di quegli orientamenti a individuare (o ad ammettere, come dopo la nota \u201ccontroversia tra le due Cambridge\u201d) le debolezze dei loro sistemi, che per\u00f2 continuano ad utilizzare: \u201cPer ragioni di fede \u2013 scrive Gallegati \u2013 in attesa di verifiche empiriche che confinino la critica a casi marginali e irrilevanti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo atteggiamento non \u00e8 senza conseguenze sulle politiche economiche. Per esempio, \u201cQuanti raccomandano che, in presenza di disoccupati, si deve ridurre il costo del lavoro, cio\u00e8 i salari, lo sostengono senza una base analitica di supporto, con dosi abbondanti di \u2018nasometria\u2019 spacciata per scienza\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E ancora: \u201cL\u2019economia studia sistemi complessi evoluzionistici di tipo adattativo. L\u2019adattamento all\u2019ambiente si riflette nella tendenza verso l\u2019equilibrio ma, in economia, l\u2019ambiente si evolve, cambia continuamente e abbiamo pertanto bisogno di nuovi strumenti rispetto a quelli della fisica classica: leggi della dinamica quantistica e le propriet\u00e0 caotiche delle dinamiche non lineari e ABM\u201d\u00a0<i>(Agent Based Model)<\/i>. Gli economisti del pensiero dominante usano invece, appunto, la matematica della fisica newtoniana, che anche la fisica moderna ha superato. \u201cL\u2019impiego della matematica fornisce all\u2019economia autorevolezza e si \u00e8 trasformata in una (presunta e pretestuosa) oggettivit\u00e0 che dimentica come gli assiomi \u2013 le ipotesi di base \u2013 condizionino fortemente i risultati ottenuti e che questi siano frutto di condizionamenti ideologici. (\u2026) E quando la realt\u00e0 economica non ubbidisce pi\u00f9 alle inverosimili ipotesi del mainstream si tratta la questione come se fosse un rompicapo, un puzzle, e non una falsificazione della teoria. A quel punto, perch\u00e9 non usare auspici e tarocchi? Inseguendo i formalismi matematici, si sta perdendo di vista la realt\u00e0. (\u2026) La matematica che doveva decretare il successo dell\u2019economia, non pi\u00f9 una disciplina letteraria ma una scienza, l\u2019ha sepolta\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Insomma, l\u2019analisi di Gallegati\u00a0 distrugge la credibilit\u00e0 dei modelli cosiddetti \u201cdi equilibrio generale\u201d, le cui formulazioni pi\u00f9 diffuse sono la AD (Arrow-Debreu) e DSGE (Dynamic Stochastic General Equilibrium). Preoccupa un po\u2019 il fatto che tanto il nostro ministero dell\u2019Economia che la Banca d\u2019Italia utilizzino appunto modelli DSGE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Bisognerebbe voltare pagina, e concentrare le energie sul perfezionamento di un altro tipo di modello, l\u2019ABM\u00a0<i>(Agent Based Model)<\/i>, che applica metodologie ampiamente diffuse nella fisica moderna, e la cui prima elaborazione si deve nientemeno che a Enrico Fermi. In Italia alcune universit\u00e0 ci stanno lavorando, i risultati sono buoni e infatti anche a livello internazionale c\u2019\u00e8 un crescente interesse. Le politiche economiche degli ultimi anni, ispirate dal paradigma dominante, hanno aumentato a dismisura le diseguaglianze\u00a0senza favorire la crescita, che non \u00e8 migliorata rispetto al trentennio precedente. Solo gli interessi costituiti impediscono che questo paradigma venga abbandonato. Fino a quando?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2021\/04\/05\/in-economia-conta-piu-la-fede-che-la-scienza\/\">https:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2021\/04\/05\/in-economia-conta-piu-la-fede-che-la-scienza\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0SOLDI E POTERE (Carlo Clericetti) Quando leggiamo sui giornali che l\u2019anno prossimo il Pil aumenter\u00e0 del tot per cento, l\u2019occupazione andr\u00e0 in un certo modo, i soldi del Recovery Fund avranno quel dato effetto sulla crescita, stiamo esaminando i risultati di calcoli economici di grande complessit\u00e0. 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