{"id":63913,"date":"2021-04-07T09:00:03","date_gmt":"2021-04-07T07:00:03","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63913"},"modified":"2021-04-06T18:50:18","modified_gmt":"2021-04-06T16:50:18","slug":"il-costo-delle-specie-invasive-cosi-alto-eppure-ancora-sottostimato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63913","title":{"rendered":"Il costo delle specie invasive: cos\u00ec alto, eppure ancora sottostimato"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>SCIENZA IN RETE (Anna Romano)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"field field-name-field-cover field-type-image field-label-hidden GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-items GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-item even GoogleAnalyticsET-processed\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"img-responsive\" src=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/files\/styles\/molto_grande\/public\/jason-mccall-KZbjVvZ0J6o-unsplash-edit.jpg?itok=4rruRRlG\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"809\" \/><\/p>\n<blockquote class=\"image-field-caption\"><p>Una ricerca pubblicata su Nature stima i costi delle specie invasive tenendo in considerazione sia i danni (diretti e indiretti) che causano sia i costi di gestione. I risultati mostrano che, dal 1970 al 2017, a livello globale i costi sono stati al minimo di 1.288 triliardi di dollari e sono aumentati nel tempo, con una media annuale che triplica ogni dieci anni; ad aumentare sono soprattutto i costi legati ai danni causati dalle specie invasive. Cifre che non accennano a diminuire e che evidenziano l\u2019importanza di implementare le strategie di gestione e gli accordi internazionali.<\/p><\/blockquote>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"field field-name-taxonomy-vocabulary-5 field-type-taxonomy-term-reference field-label-hidden GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-items GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-item odd GoogleAnalyticsET-processed\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-items GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-item even GoogleAnalyticsET-processed\">\n<p>Quanto costano le specie invasive? Parecchio, e i costi continuano ad aumentare. \u00c8 questa la conclusione di uno\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41586-021-03405-6\">studio<\/a>\u00a0recentemente pubblicato su Nature e guidato dai ricercatori dell\u2019unit\u00e0 di \u00c9cologie, Syst\u00e9matique et \u00c9volution del CNRS. Il lavoro si \u00e8 basato sul database InvaCost, che ha permesso di stimare quanto le specie invasive costino a livello globale, sia in termini di danni (per esempio alle coltivazioni) sia in termini di spese di gestione, un dato difficile da calcolare e che finora sembra essere stato ampiamente sottostimato.<\/p>\n<h2>Dalle piante agli animali, i danni delle specie invasive<\/h2>\n<p>In generale, le specie aliene invasive comprendono piante e animali che sono stati introdotti (volontariamente o accidentalmente) in un ambiente diverso da quello nativo e sono riuscite a stabilirvisi con successo. La globalizzazione ne ha facilitato la diffusione e la crisi climatica ne favorisce in alcuni casi il successo: come documenta un\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.cabi.org\/cabi-publications\/climate-change-and-invasive-alien-species\/\">report<\/a>\u00a0redatto alcuni anni fa dagli esperti del Centre for Agricolture and Bioscience International (CABI), infatti, pu\u00f2 facilitare l\u2019ingresso di alcune specie in nuove regioni, portando piante e animali a latitudini e altidutidi pi\u00f9 elevate, modificare gli ecosistemi portando al successo di specie con tendenze invasive, e stressarli diminuendone la resilienza e offrendo alle specie invasive nuove opportunit\u00e0 di prosperare.<\/p>\n<p>I danni causati dalle specie aliene invasive toccano diversi ambiti, dalla conservazione della biodiversit\u00e0 alla sanit\u00e0 umana, dai servizi ecosistemici all\u2019economia. In alcuni casi, gli effetti negativi sono diretti: il caso pi\u00f9 noto \u00e8 quello della\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.epicentro.iss.it\/zanzara\/\">zanzara tigre<\/a>, che rappresenta il vettore\u00a0per virus quali dengue, chikungunya e febbre gialla. Un altro esempio \u00e8 quello della nutria, che pu\u00f2 causare danni diretti alle coltivazioni e rischi idraulici, perch\u00e9 scava lunghe tane che danneggiano le arginature; secondo una\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/232693833_Population_control_of_coypu_Myocastor_coypus_in_Italy_compared_to_eradication_in_UK_A_cost-benefit_analysis\">stima<\/a>\u00a0del 2007, i danni causati dalla nutria all\u2019agricoltura in Italia tra il 1995 e il 2000 sono contati poco meno di un milione di euro, e quelli per il ripristino dei sistemi idraulici quasi 11 milioni.<\/p>\n<p>In altri casi, i danni causati dalle specie invasive sono indiretti. Per esempio, il giacinto d\u2019acqua, arrivato dal bacino dell\u2019Amazzonia come pianta ornamentale, forma fitti tappeti galleggianti che impediscono a luce e ossigeno di raggiungere gli strati sottostanti: in questo modo non solo altera il ciclo dei nutrienti e influenza la composizione di specie, ma impedisce anche il flusso d\u2019acqua, causando problemi alla navigazione e favorendo il ristagno, che a sua volta favorisce la proliferazione di invertebrati come zanzare e molluschi vettori di patogeni.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 ha ricadute economiche pi\u00f9 o meno semplici da quantificare, cui vanno a sommarsi gli sforzi economici richiesti per la gestione delle specie invasive e i programmi di eradicazione e contenimento.<\/p>\n<p>Tuttavia, sono pochi gli studi che cercano di stimare a quanto, a livello globale, le specie aliene invasive ci stiano costando, e la maggior parte \u00e8 ristretta solo ad alcune specie (o gruppi di specie), settori di attivit\u00e0 o aree geografiche. Il lavoro pubblicato su Nature offre invece una visione pi\u00f9 ampia e completa grazie all\u2019analisi dell\u2019InvaCost database, i cui dati coprono la maggior parte dei gruppi tassonomici, settori di attivit\u00e0 e regioni, permettendo di ottenere delle stime robuste e analizzarne le tendenze e la distribuzione. Gli autori hanno analizzato oltre 1 300 stime tenendo in considerazione sia i costi legati ai danni causati dalle specie invasive sia quelli impiegati nelle attivit\u00e0 di gestione.<\/p>\n<h2>Il prezzo delle invasioni biologiche<\/h2>\n<p>I risultati del lavoro stimano che tra il 1970 e il 2017 i costi per le specie invasive siano ammontati almeno a 1 288 trilioni di dollari. Questa cifra\u00a0per\u00f2 non \u00e8 distribuita uniformemente nel corso del tempo. Il costo medio annuale, infatti, \u00e8 pi\u00f9 che triplicato ogni decade.\u00a0Le stime indicano che tra il 1990 e il 2000\u00a0si \u00e8 passati da un costo annuale medio compreso tra 1 e 3 miliardi di dollari a uno compreso tra 5,6 e 32,6 miliardi nel 2000. Nel 2010 la media \u00e8 salita ulteriormente, raggiungendo\u00a0un valore compreso tra i 18,3 e 38,1 miliardi, toccando infine nel 2017 una quota tra i 46,8 e i 162,7 miliardi di dollari. Insomma, un trend in crescita che non accenna a diminuire.<\/p>\n<p>La maggior parte delle spese va messa in conto ai danni causati dalle specie invasive, 13 volte pi\u00f9 alte rispetto a quelle di gestione, e ci\u00f2 nonostante le stime dei danni siano complessivamente inferiori. Non solo: gli oneri derivanti dai dai danni aumentano molto pi\u00f9 rapidamente rispetto agli investimenti\u00a0nella gestione delle specie invasive (per i primi si stima un aumento di sei volte ogni dieci anni, per le seconde un aumento di meno di due volte ogni decade). Per quanto riguarda invece i gruppi tassonomici, i pi\u00f9 costosi risultano gli invertebrati (in particolare le zanzare), seguiti dai vertebrati e quindi dalle piante \u2013 sebbene, scrivono gli autori, questo risultato dipenda probabilmente dalla carenza di dati per quest\u2019ultimo gruppo, e non rappresenti quindi realmente il modello di distribuzione dei costi.<\/p>\n<p>Se queste stime presentano costi decisamente notevoli per le specie invasive, per\u00f2, \u00e8 da notare che si tratta probabilmente ancora di cifre sottostimate. Lo studio ha infatti adottato un approccio conservativo, basandosi solo sulle stime osservate. Poi, commentano gli autori, la variabilit\u00e0 interannuale osservata \u00e8 dovuta probabilmente all\u2019insufficienza di dati disponibili per alcuni degli anni compresi nel periodo di analisi; in secondo luogo, il complesso dei costi disponibili \u00e8 limitato da diversi elementi. Per esempio, i patogeni emergenti sono sottorappresentati nel database e potrebbero aumentare grandemente i costi stimati. Ancora, i dati disponibili non sono equamente distribuiti a livello geografico e tassonomico. Senza contare che, come commenta\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/environment\/2021\/mar\/31\/damage-from-alien-species-invasions-trebling-every-decade\">sul Guardian<\/a>\u00a0Corey Bradshaw, professore della Flinders University (Australia) e co-autore dello studio, \u00abCi sono cos\u00ec tanti elementi non quantificabili da un punto di vista monetario, come i danni agli ecosistemi e la perdita di produttivit\u00e0, che questa \u00e8 ancora solo la punta dell\u2019iceberg\u00bb.<\/p>\n<p>In che direzione muoversi, allora? L\u2019aumento di costi dovuti ai danni causati dalle specie invasive quasi doppio rispetto ai costi di gestione evidenzia innanzitutto un\u2019implementazione ancora scarsa degli accordi internazionali a livello locale, osservano i ricercatori. I costi potrebbero essere sensibilmente ridotti investendo in azioni preventive, come una sorveglianza proattiva, rilevamenti precoci e campagne di controllo. E, pi\u00f9 in generale, gli autori richiamano alla necessit\u00e0 di considerare le invasioni biologiche come un importante fattore decisionale dei progetti transnazionali.\u00a0Come esempio riportano la Belt and Road Initiative (o Nuova Via della Seta), il progetto che mira ad aprire due corridoi (uno terrestre e uno marittimo) fra il continente europeo e l\u2019Oriente, e che per\u00f2, insieme a essi, rischia di aprire la strada anche all\u2019introduzione di nuove specie.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/costo-delle-specie-invasive-cos\u00ec-alto-eppure-ancora-sottostimato\/anna-romano\/2021-04-04\">https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/costo-delle-specie-invasive-cos\u00ec-alto-eppure-ancora-sottostimato\/anna-romano\/2021-04-04<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SCIENZA IN RETE (Anna Romano) &nbsp; Una ricerca pubblicata su Nature stima i costi delle specie invasive tenendo in considerazione sia i danni (diretti e indiretti) che causano sia i costi di gestione. 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