{"id":63942,"date":"2021-04-08T10:00:57","date_gmt":"2021-04-08T08:00:57","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63942"},"modified":"2021-04-07T21:26:27","modified_gmt":"2021-04-07T19:26:27","slug":"la-cina-e-la-repressione-degli-uiguri-genocidio-o-questione-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=63942","title":{"rendered":"La Cina e la repressione degli uiguri: genocidio o questione politica?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di OSSERVATORIO GLOBALIZZAZIONE (Davide Amato)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-63943\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Copertina-300x133.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"133\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Copertina-300x133.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Copertina.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Uno degli argomenti di cui pi\u00f9 si \u00e8 pi\u00f9 parlato negli ultimi anni, riguardo alla Cina, \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 stato definito un \u201cgenocidio\u201d da parte del Partito Comunista Cinese contro la minoranza degli uiguri, che nella regione dello Xinjiang rappresenta l\u2019etnia numericamente pi\u00f9 consistente (circa 12 milioni di unit\u00e0). I media occidentali hanno ampiamente diffuso la notizia di questo supposto genocidio, talvolta paragonandolo esplicitamente all\u2019Olocausto: si \u00e8 detto che numerosi \u201ccampi di concentramento\u201d sono stati costruiti nello Xinjiang, dove i musulmani uiguri venivano \u201ccastrati\u201d, \u201ccostretti a mangiare maiale e bere alcool\u201d, condotti ai \u201clavori forzati\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per via di queste accuse, la regione cinese \u00e8 stata messa sotto i riflettori dai media occidentali a partire circa dal 2018, quando i Paesi Nato hanno iniziato a parlare di \u201cviolazione dei diritti umani\u201d. D\u2019altra parte, il PCC ha costantemente rifiutato tali accuse, invitando numerose delegazioni di giornalisti, ambasciatori e autorit\u00e0 dei governi occidentali a recarsi ufficialmente sul posto e verificarne la falsit\u00e0. Spesso questi inviti sono rimasti senza risposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel dibattito pubblico del nostro Paese, si \u00e8 a lungo sostenuta l\u2019esistenza di un genocidio nello Xinjiang, ma si \u00e8 dato poco o nessuno spazio a chi sosteneva la tesi opposta: ovvero che tale narrazione sia frutto di una campagna propagandistica appoggiata dagli Stati Uniti per screditare il suo principale avversario economico, politico e commerciale, ovvero la Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Solo qualche giorno fa \u2013 a dimostrazione dell\u2019insofferenza verso le voci dissidenti \u2013 un articolo controcorrente scritto da Fabio Massimo Parenti (docente di economia politica internazionale a Pechino) \u00e8 uscito nel Blog di Beppe Grillo, suscitando persino le ire di Enrico Mentana, che nella sua testata Open ha pubblicato un articolo con tanto di commento: \u201cvergogna\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ad ogni modo, il collettivo Qiao ha elaborato una esaustiva raccolta, ben documentata e strutturata, di testimonianze ben lontane dalle costruzioni mediatiche a supporto della tesi sullo \u201csterminio\u201d. Il presente articolo rimanda a tale raccolta per qualsiasi approfondimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per cominciare, sottolineiamo un dato importante, solo raramente citato: quando gli Stati Uniti e i suoi alleati (tra cui anche l\u2019UE) sostengono lo sterminio degli Uiguri, essi sono una minoranza. Nel 2019 e nel 2020, si sono tenute infatti due importanti sedute del Consiglio sui Diritti Umani delle Nazioni Unite e, in entrambe le occasioni, i Paesi in posizione di accusa erano in netta minoranza rispetto a quelli che difendevano le politiche della Cina nello Xinjiang.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quel che \u00e8 importante sottolineare \u00e8 che la maggior parte dei Paesi a maggioranza islamica (come \u00e8 possibile vedere nella tabella) non muove alcuna critica nei confronti delle politiche cinesi nello Xinjiang. Il che \u00e8 reso ancor pi\u00f9 paradossale dal fatto che il maggior sostenitore di tali accuse siano proprio gli Stati Uniti, che tramite le numerose guerre in Medio Oriente hanno portato alla morte di decine di milioni di musulmani tra militari e civili, causando instabilit\u00e0 politica, economica e sociale nella regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo decenni di guerre in Medio Oriente, gli Stati Uniti possono dunque vantare qualche tipo di superiorit\u00e0 morale nel rispetto dei diritti umani di minoranze islamiche? Non sar\u00e0 invece che queste accuse mosse alla Cina siano il pretesto per attaccare il proprio avversario e screditarlo di fronte all\u2019opinione pubblica internazionale? Non \u00e8 affatto una coincidenza, come sottolinea il collettivo Qiao, che questa campagna diffamatoria sia iniziata in un periodo di escalation del conflitto sino-americano, che con Trump prima e Biden adesso sta toccando livelli preoccupanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In effetti non sarebbe la prima volta che gli Stati Uniti adottano questa strategia per screditare i propri avversari. Basta citare un solo caso, clamoroso ma mai ricordato abbastanza, di contraffazione della realt\u00e0 in tal senso: Nayirah al-\u1e62aba\u1e25, quella che poi si scopr\u00ec essere la figlia dell\u2019Ambasciatore del Kuwait negli Stati uniti, presenzi\u00f2 al Congresso degli Stati Uniti mentre in lacrime raccontava di soldati iracheni che uccidevano neonati del Kuwait scaraventandoli sul pavimento. Queste accuse, che si rivelarono essere completamente inventate, furono poi usate per giustificare all\u2019opinione pubblica la seconda invasione dell\u2019Iraq.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Proprio per questo, \u00e8 sempre importante verificare le fonti da cui vengono attinte le notizie, che nel caso del \u201cgenocidio\u201d degli Uiguri si sono rivelate spesso false, tendenziose o completamente inventate: in alcuni casi sono stati stimati persino 9 milioni di detenuti in \u201ccampi di concentramento\u201d, su una popolazione di 12 milioni di uiguri. Un dato che non pu\u00f2 essere preso sul serio: non solo la regione dello Xinjiang ha ricevuto (nel 2019) pi\u00f9 di 200 milioni di turisti, ma anche circa 1000 visite ufficiali da osservatori stranieri (delegazioni diplomatiche ufficiali, giornalisti ecc.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Invece, la maggior parte degli articoli di denuncia sulla questione rimandano a due principali fonti: da una parte, l\u2019antropologo tedesco Adrian Zenz, il quale \u00e8 conosciuto per le sue posizioni di estrema destra, e per aver detto di esser \u201cguidato da Dio\u201d nella sua missione contro la Cina per \u201coccidentalizzarla\u201d; dall\u2019altra, viene spesso citato uno studio del Chinese Human Rights Defenders, un\u2019organizzazione non governativa appoggiata da Washington che ha intervistato anonimamente otto persone, inferendo da tali interviste (non verificate) l\u2019incarcerazione da 1 a 3 milioni di Uiguri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se le cose stanno davvero cos\u00ec, la tesi di un \u201cgenocidio\u201d o \u201cetnocidio\u201d non \u00e8 affatto sostenibile e a dirlo \u00e8 la stessa Banca Mondiale, cos\u00ec come la maggior parte dei Paesi a maggioranza islamica. Ad appoggiare questa narrazione sono invece, guarda caso, solo i Paesi Nato, e in particolare gli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma per essere ancora pi\u00f9 chiari: si pu\u00f2 non essere affatto d\u2019accordo con le politiche della Cina nello Xinjiang (che prevedono s\u00ec campi di rieducazione e forte presenza del Partito nel territorio), ma prima ancora di giudicarle, \u00e8 necessario contestualizzare una situazione tutt\u2019altro che facile per la regione cinese. Lo Xinjiang \u00e8 stato infatti interessato per lunghissimo tempo da radicalismo islamico, attentati terroristici e massacri, i cui principali bersagli non erano i cittadini cinesi, ma innanzitutto la minoranza uigura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nei circa 200 attentati terroristici dal 2000 a oggi, si sono registrati migliaia di morti e ancor pi\u00f9 feriti. Nel luglio del 2014 \u00e8 stato persino assassinato l\u2019Imam Jume Tahir, presso la moschea pi\u00f9 grande della Cina. L\u2019Imam era anche un deputato del Congresso Nazionale del Popolo e vice presidente dell\u2019Associazione Islamica Cinese. Prima di essere ucciso, auspicava pace e stabilit\u00e0 per la regione in grave tumulto a causa del radicalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La situazione si \u00e8 fatta ancor pi\u00f9 critica dopo l\u2019inizio della guerra in Siria, quando molti combattenti uiguri sono tornati dalla guerra radicalizzati e addestrati all\u2019uso delle armi, pronti a nuove azioni terroristiche. L\u2019Ambasciatore siriano in Cina ha persino affermato che pi\u00f9 di 5000 uiguri avessero lottato in gruppi islamici radicali come l\u2019Isis e che quindi costituivano un potenziale pericolo per la stabilit\u00e0 della regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Cina ha cos\u00ec optato, in via di necessit\u00e0, per un programma di de-radicalizzazione dei nuclei terroristici nel territorio. Non \u00e8 certo il primo Paese a farlo: anche la Francia, e dopo di essa la Danimarca e il Regno Unito, hanno adottato questo tipo di politiche e, pur avendo suscitato critiche da parte dei cittadini, nessuno ha accusato questi Paesi di genocidio culturale contro le proprie minoranze islamiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al contrario di quel che si potrebbe pensare, invece, non sono in pochi ad aver definito le politiche cinesi come altamente efficaci e pacifiche: la Banca Mondiale ha finanziato e supportato le politiche di \u201ceducazione vocazionale e istruzione\u201d nello Xinjiang dal 2007 in avanti. Questo ha permesso, fino al 2019, a 113,000 studenti di iscriversi nelle scuole finanziate dal progetto, di cui pi\u00f9 della met\u00e0 erano appartenenti a minoranze etniche. Nel novembre del 2020 la regione dello Xinjiang ha persino annunciato la fine della povert\u00e0 assoluta, a beneficio soprattutto dei cittadini uiguri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Detto ci\u00f2, va detto che la Cina non ha mai negato l\u2019esistenza di scuole e centri di rieducazione e integrazione lavorativa per criminali comuni e per individui che condividevano posizioni aderenti all\u2019estremismo islamico. Questi centri erano e sono indirizzati al reinserimento di questi individui nel tessuto sociale e lavorativo cinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma non c\u2019\u00e8 alcuna evidenza che in essi avvengano torture, lavori forzati, o che gli uiguri vengano sottoposti a sterminio etnico, o costretti a mangiare maiale e bere vino, o persino, come sostiene Adrian Zenz, a essere sterilizzati. Checch\u00e9 se ne pensi delle politiche del Partito Comunista Cinese, non c\u2019\u00e8 dubbio invece che abbiano portato alla riduzione della povert\u00e0 nella regione dello Xinjiang e che sono state elogiate da molti Paesi a maggioranza islamica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dobbiamo invece contestualizzare le accuse contro la Cina nell\u2019ambito del conflitto geopolitico internazionale: pi\u00f9 di una volta i Paesi Nato hanno appoggiato bugie e falsit\u00e0 contro i propri avversari militari e commerciali, allo scopo di demonizzare quei Paesi e giustificare alle proprie popolazioni le sanzioni, le ingerenze e in qualche caso anche l\u2019inizio di vere e proprie guerre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"http:\/\/osservatorioglobalizzazione.it\/osservatorio\/cina-uiguri-usa\/\">http:\/\/osservatorioglobalizzazione.it\/osservatorio\/cina-uiguri-usa\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OSSERVATORIO GLOBALIZZAZIONE (Davide Amato) Uno degli argomenti di cui pi\u00f9 si \u00e8 pi\u00f9 parlato negli ultimi anni, riguardo alla Cina, \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 stato definito un \u201cgenocidio\u201d da parte del Partito Comunista Cinese contro la minoranza degli uiguri, che nella regione dello Xinjiang rappresenta l\u2019etnia numericamente pi\u00f9 consistente (circa 12 milioni di unit\u00e0). 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