{"id":64019,"date":"2021-04-12T09:30:43","date_gmt":"2021-04-12T07:30:43","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64019"},"modified":"2021-04-12T01:19:37","modified_gmt":"2021-04-11T23:19:37","slug":"dalla-giustizia-al-giacobinismo-litalia-e-la-questione-giudiziaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64019","title":{"rendered":"Dalla giustizia al giacobinismo: l\u2019Italia e la questione giudiziaria"},"content":{"rendered":"<p>da<strong> TERMOMETRO GEOPOLITICO\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>( Giacomo Gabellini )<\/strong><\/p>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify\">L\u2019onda d\u2019urto irradiata dal recente libro-intervista realizzato dall\u2019ex magistrato Luca Palamara ripropone con forza l\u2019irrisolta questione dei rapporti strutturalmente incestuosi intercorrenti tra giustizia e politica.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">In una certa misura, beninteso, interferenze e \u201csconfinamenti\u201d tra le due istituzioni risultano inevitabili per tutti i moderni Stati di diritto fondati sul principio della divisione dei poteri formulato a suo tempo da Montesquieu e vengono pertanto tollerati. Negli ultimi tempi, la Corte Suprema statunitense ha stabilito d\u2019autorit\u00e0 il verdetto delle elezioni del 2000, decretato l\u2019eliminazione di qualsiasi limite ai finanziamenti delle campagne elettorali e determinato indirizzi ben precisi in materia di eutanasia. Bench\u00e9 istituito ufficialmente per vigilare sugli altri poteri dello Stato in nome della Costituzione, questo potente organismo emana verdetti smaccatamente influenzati dal profilo ideologico dei suoi componenti, selezionati dai presidenti e sottoposti al Senato per l\u2019approvazione definitiva sulla base di ben precise strategie politiche. I giudici della Corte Suprema non si limitano quindi a produrre sentenze che vanno a colmare i vuoti normativi ascrivibili all\u2019inerzia e\/o alla contraddittoriet\u00e0 dei legislatori, ma travalicano palesemente i loro compiti statutari concernenti la salvaguardia della Costituzione con pronunciamenti che hanno sovente l\u2019effetto di stravolgerne radicalmente il significato e la portata. Consapevole di questo pericolo, Charles De Gaulle si adoper\u00f2 affinch\u00e9 la Carta Costituzionale della Quinta Repubblica redatta da Michel Debr\u00e9 contemplasse l\u2019istituzione di un Consiglio Costituzionale incaricato di fornire consulenza all\u2019esecutivo, e non di imporre la propria volont\u00e0.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Nemmeno un personaggio dotato della popolarit\u00e0 e dell\u2019autorevolezza del generale riusc\u00ec tuttavia a evitare che il suo Paese venisse contagiato dello stesso tipo di patologia di cui soffre ormai l\u2019intero Occidente, consistente nell\u2019alterazione dei delicatissimi equilibri tra le maggiori istituzioni interne causata dalla perdita delle prerogative tradizionalmente appannaggio dei poteri legislativo ed esecutivo a vantaggio di quello giudiziario.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Il \u201csecolo dei giudici\u201d<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Nell\u2019arco degli ultimi decenni, complici l\u2019aumento della consapevolezza dei diritti, la clamorosa rapacit\u00e0 della grande finanza, l\u2019aumento vertiginoso delle disparit\u00e0 socio-economiche, le crescenti commistioni tra politica e affari e la smaccata autoreferenzialit\u00e0 delle classi dirigenti, in tutte le democrazie occidentali si \u00e8 assistito a un forte incremento della domanda di giustizia ed uguaglianza. Simultaneamente, la deriva spiccatamente individualista e anti-comunitaria imboccata dalle societ\u00e0 europee e nordamericane determinava l\u2019aumento vertiginoso delle richieste di riconoscimento di nuovi diritti non di rado in urto con i diritti degli altri, e quindi incompatibili con il contesto generale in cui dovrebbero trovare applicazione.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Questo genere di istanze non ha trovato adeguato riscontro nell\u2019attivit\u00e0 legislativa non solo e non tanto a causa del disinteresse e\/o dell\u2019inadeguatezza delle classi politiche, ma anche e soprattutto in virt\u00f9 dell\u2019impossibilit\u00e0 da parte dello Stato di produrre ordinamenti in grado di assicurare un corretto bilanciamento tra diritti e doveri. Il crescente ricorso ai giudici per ottenere il riconoscimento dei diritti e appagare la sempre pi\u00f9 intensa sete di giustizia che ne \u00e8 scaturito ha alimentato in seno alle opinioni pubbliche una forma di sanculottismo talmente radicale da investire le magistrature di una sorta di missione salvifica, elevando i singoli giudici al rango di arbitri morali della vita collettiva capaci di emanare pronunciamenti dal valore oracolare, e quindi insindacabile. L\u2019attivit\u00e0 esercitata da governi e parlamenti, di converso, continuava ad essere sottoposta al pubblico dibattito e contestata sia nel merito che nel metodo. Cos\u00ec, in maniera graduale ma inarrestabile, i magistrati si sono accreditati come onnipotenti decisori di ultima istanza.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Lo si \u00e8 visto non solo in Francia, dove ai reiterati tentativi di incriminazione di Jacques Chirac ha fatto seguito la condanna di Nicolas Sarkozy, ma anche in Spagna; qui, ha documentato il New York Times in un\u2019inchiesta risalente al 2013, l\u2019ondata senza precedenti di denunce di corruzione giunta presso i tribunali ha portato all\u2019apertura di indagini a carico di membri di spicco di istituzioni del potere rimaste per lungo tempo intoccabili (come la famiglia reale) che ha garantito ai magistrati notoriet\u00e0 ed influenza tali da farne delle vere e proprie superstar. Qualcosa di paragonabile si \u00e8 verificato in Israele, dove i giudici hanno indagato a fondo sul conto di Benjamin Netanyahu e sui legami tra la criminalit\u00e0 organizzata e diversi esponenti politici di alto profilo ponendo fine ad una serie di carriere particolarmente promettenti.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Giustizia e politica in Italia<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Resta per\u00f2 l\u2019Italia il Paese in cui il fenomeno ha assunto le dimensioni maggiori e prodotto i contraccolpi pi\u00f9 pesanti. Le origini del problema possono essere collocate negli anni \u201970, quando una classe politica insicura e timorosa deleg\u00f2 alla magistratura il compito di elaborare le strategie di contrasto al terrorismo di matrice sia \u201crossa\u201d che \u201cnera\u201d. Con il duplice risultato di creare la figura del \u201cgiudice combattente\u201d, schierato in prima linea \u2013 e quindi fatalmente esposto, come testimoniato dagli omicidi di Occorsio, Amato, Alessandrini, Terranova, Chinnici, Costa, Falcone, Borsellino, ecc. \u2013 nella lotta senza quartiere condotta dallo Stato nei confronti della criminalit\u00e0 non comune, e di aprire il varco all\u2019intervento strutturale dei magistrati nell\u2019elaborazione e nella stesura delle leggi \u2013 quella riguardante l\u2019utilizzo dei \u201cpentiti\u201d, ad esempio, \u00e8 stata scritta praticamente sotto dettatura dei giudici che si occupavano delle relative indagini.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Temprata dal duro lavoro svolto sul campo e legittimata agli occhi della popolazione dal sacrificio personale di molti dei suoi esponenti, oltre che dai successi conseguiti nella lotta al terrorismo, la magistratura si afferm\u00f2 come l\u2019istituzione di gran lunga pi\u00f9 solida e legittimata all\u2019interno di uno Stato indebolito. Una forza divenuta talmente autorevole e influente da vanificare il tardivo e mal-gestito tentativo di bilanciamento organizzato dalla politica con il referendum relativo all\u2019introduzione della responsabilit\u00e0 civile dei magistrati del 1987. Il cui esito schiacciante sanc\u00ec l\u2019abrogazione di una serie di norme ereditate dal codice di procedura penale del 1940, esponendo i giudici all\u2019obbligo di rispondere in prima persona \u2013 anche sotto il profilo patrimoniale \u2013 dei loro errori (ed orrori, come quelli commessi in relazione al \u201ccaso Tortora\u201d) senza scaricarne gli oneri sullo Stato.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Senonch\u00e9, grazie a un meticoloso lavoro svolto sotto traccia, l\u2019Associazione Nazionale Magistrati riusc\u00ec a stravolgere il senso profondo del pronunciamento referendario ottenendo dal Parlamento l\u2019approvazione di una legge che, lungi dal disciplinare correttamente il responso referendario, ne stravolse il senso e la portata perch\u00e9 limitava la capacit\u00e0 dello Stato di rifarsi pecuniariamente sui magistrati \u2013 bench\u00e9 protetti da assicurazioni che ammontano \u00abgrosso modo a un terzo di una RCAuto medio-bassa\u00bb e \u2013 per i danni da essi cagionati a una cifra equivalente a non pi\u00f9 di un terzo d\u2019annualit\u00e0 del loro stipendio e, soprattutto, sottoponeva le iniziative risarcitorie al filtro preventivo della Corte d\u2019Appello, che come \u00e8 noto si compone di magistrati. Risultato: \u00absu oltre 400 ricorsi proposti dai cittadini soltanto 7 si sono conclusi con un provvedimento che ha riconosciuto il risarcimento per dolo o colpa grave da parte dei magistrati\u00bb. Come avrebbe successivamente rivelato dal suo \u201cesilio\u201d di Hammamet l\u2019ex premier Bettino Craxi, l\u2019allora Guardasigilli Giuliano Vassalli, socialista di lungo corso e promotore della legge approvata dal Parlamento, \u00absi fece prendere purtroppo la mano dai magistrati, che affollavano il Ministero della Giustizia e intendevano proteggersi dagli effetti del referendum\u00bb.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Blindata la propria posizione attraverso la \u201clegge Vassalli\u201d, la magistratura pass\u00f2 alla controffensiva nell\u2019ambito di un feroce regolamento di conti con la politica reso possibile dalla fine della Guerra Fredda e destinato ad accentuare ulteriormente lo squilibrio degli assetti di potere inter-istituzionali italiani. Con l\u2019implosione dell\u2019Unione Sovietica, e il contestuale sgretolamento delle coperture internazionali che per quasi mezzo secolo avevano garantito l\u2019impunit\u00e0 di un\u2019intera classe politica, la magistratura italiana funse da organismo liquidatore del gruppo dirigente invecchiato all\u2019ombra del Muro di Berlino e divenuto ormai obsoleto agli occhi dei attenti e interessatissimi pianificatori statunitensi.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">\u201cMani Pulite\u201d, la tempesta perfetta<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Attraverso una strategia giudiziaria in grado di moltiplicare rapidissimamente e in maniera esponenziale il numero degli indagati, dei collaboratori e dei nuovi arrestati, il ciclone di \u201cMani Pulite\u201d condusse al crollo fragoroso dello scheletro tangentizio che garantiva il finanziamento clandestino dei partiti su cui si reggeva il cosiddetto \u201carco costituzionale\u201d. Sostenuta da una stampa giacobina e da un\u2019opinione pubblica arrembante, l\u2019offensiva scatenata contro il sistema politico italiano aliment\u00f2 la triplice illusione che all\u2019interno del Paese stesse finalmente facendosi strada una giustizia pi\u00f9 equa e capace di penetrare le stanze del potere, che l\u2019onest\u00e0 rappresentasse la stella polare della \u201cbuona politica\u201d e che la corruzione costituisse una patologia riguardante il solo gruppo dirigente, a cui imprenditori, giornalisti, banchieri, sindacalisti, gallonati dell\u2019esercito, docenti universitari, ecc. risultavano invece completamente immuni.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Lo stesso Partito Comunista cerc\u00f2 di cavalcare la furia giustizialista scatenata da Tangentopoli nella malriposta convinzione di poter ovviare al discredito accumulato sul piano ideologico dall\u2019esito della Guerra Fredda attraverso un\u2019ostentazione di onest\u00e0 tanto teatrale quanto priva di consistenza, come appurato dalle inchieste condotte successivamente. Gradualmente, nell\u2019opinione pubblica cominci\u00f2 a diffondersi quel mix di delusione e disillusione che port\u00f2 parte assai considerevole degli elettori a rivolgersi a formazioni politiche nuove, del tutto prive della storia, della cultura e della consistenza politica di quelle appena abbattute dall\u2019offensiva giudiziaria.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Detto altrimenti, si crearono le condizioni per l\u2019indebolimento struttura della Repubblica, e per la contestuale creazione di un gigantesco vuoto di potere progressivamente riempito dalla magistratura. A cui Tangentopoli e il clima giustizialista fomentato ad arte dai principali mezzi di comunicazione avevano conferito grande prestigio e popolarit\u00e0, a dispetto dei metodi adoperati nella conduzione della campagna giudiziaria, caratterizzata da un uso a dir poco spregiudicato della carcerazione preventiva, e dai suoi esiti sostanzialmente fallimentari. Su oltre 4.500 indagati e 3.200 individui rinviati a giudizio, si contano 1.281 condanne (di cui 935 per patteggiamento) e 1.111 tra assoluzioni e patteggiamenti. Una \u201ccontabilit\u00e0\u201d quantomeno problematica, che non tiene peraltro conto n\u00e9 dei 32 suicidi collegati alle indagini verificatisi tra il 1992 e il 1994, n\u00e9 delle decine di persone screditate mediante la divulgazione \u201ca orologeria\u201d di intercettazioni telefoniche e di atti coperti da segreto. Il caso pi\u00f9 noto \u00e8 indubbiamente quello riguardante Silvio Berlusconi, che nel 1994, mentre presenziava in qualit\u00e0 di primo ministro al vertice internazionale di Napoli sulla criminalit\u00e0 organizzata, fu raggiunto da un avviso di garanzia in conformit\u00e0 con le anticipazioni fornite al riguardo dal Corriere della Sera e con le pubbliche dichiarazioni pronunciate giorni prima dal coordinatore del pool milanese Francesco Saverio Borrelli.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Un gesto plateale e dal chiaro significato politico, perch\u00e9 palesemente diretto a minare la legittimit\u00e0 dell\u2019esecutivo appena insediato. Nella percezione dell\u2019opinione pubblica, profondamente distorta dal furore giustizialista imperversante, l\u2019informazione di garanzia aveva perso la sua funzione originaria di tutela dei diritti difensivi dell\u2019imputato per trasformarsi in una sorta di certificato di condanna anticipata nei suoi confronti in grado di ribaltare l\u2019onere della prova ed annullare il principio costituzionale della presunzione di innocenza. I magistrati milanesi ne erano perfettamente consapevoli, e non esitarono a sfruttarla come arma politica per azzoppare l\u2019azione di governo.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Il potere totale delle procure: dalla giustizia al giustizialismo<\/div>\n<div dir=\"auto\">Osservato retrospettivamente, l\u2019uso strumentale dell\u2019avviso di garanzia nei confronti di Berlusconi si configura in tutta evidenza come il primo di una lunga serie di \u201csconfinamenti\u201d di cui si sarebbe resa protagonista nel corso degli anni successivi la magistratura italiana, titolare di privilegi ritenuti inconcepibili in tutte le altre democrazie occidentali. Il modello anglosassone, ad esempio, si incardina sui principi fondamentali della divisione delle carriere, della netta distinzione dei ruoli e della subordinazione dell\u2019azione penale ai criteri oggettivi dell\u2019impatto sociale dei reati e delle concrete chance di successo dell\u2019indagine.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Pochi parametri ma estremamente precisi, a cui i procuratori sono costretti ad adeguare la propria linea d\u2019azione coerentemente con la natura elettiva della loro carica. Ancor pi\u00f9 rigoroso risulta il sistema francese, in cui i procuratori rispondono direttamente al Guardasigilli. In Italia, viceversa, i pubblici ministeri hanno il pieno controllo della polizia giudiziaria e beneficiano delle medesime garanzie e guarentigie riservate ai giudici giudicanti. Allo stesso tempo, i pubblici ministeri sono autorizzati ad imbastire rapporti con i giornalisti, specialmente con quelli disposti di assicurare adeguata eco mediatica e \u201ccongrui\u201d ritorni in termini di visibilit\u00e0 in cambio dell\u2019accesso a intercettazioni telefoniche da pubblicare integralmente sulle pagine dei quotidiani. Comprese quelle coperte da segreto o prive di alcun legame con le indagini, qualora il loro contenuto risulti funzionale alle inchieste o alle inconfessabili mire personali del magistrato requirente (come screditare un indiziato con cui si ha qualche conto in sospeso ma di cui non si riesce ad accertare la colpevolezza).<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Svincolate dai controlli tradizionali che in ogni sistema democratico disciplinano l\u2019operato di qualsiasi forza istituzionale, le procure hanno acquisito di una gigantesca libert\u00e0 di manovra, che tende non di rado a trasformarsi in puro e semplice arbitrio per effetto delle perverse implicazioni insite all\u2019applicazione pratica del principio costituzionale dell\u2019obbligatoriet\u00e0 dell\u2019azione penale. Il quale, lungi dall\u2019assicurare l\u2019uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, ha posto i magistrati nelle condizioni di indagare sul conto di chiunque, attraverso un\u2019attivit\u00e0 di ricerca preventiva alla notitia criminis mirata all\u2019individuazione di eventuali comportamenti passibili di reato teoricamente allargabile \u00aballa totalit\u00e0 dei comportamenti e delle interazioni umane\u00bb. Una vera e propria pesca a strascico, non di rado attuata con precise finalit\u00e0 politiche. Prova ne sono le conversazioni in cui Palamara richiamava l\u2019attenzione dei suoi colleghi magistrati sulla necessit\u00e0 di mettere strumentalmente sotto inchiesta Matteo Salvini. L\u2019obiettivo consisteva non nell\u2019ottenerne la condanna, ma semplicemente nel sabotare l\u2019ascesa politica dell\u2019allora ministro dell\u2019Interno costringendolo un lungo ed estenuante braccio di ferro giudiziario.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Il caso Palamara<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Il tono dei messaggi inviati da Palamara (al procuratore di Viterbo Paolo Auriemma che gli manifestava perplesso di non capire dove Salvini stesse sbagliando, Palamara rispose con un inequivocabile \u00abhai ragione, ma bisogna attaccarlo\u00bb) lascia trapelare uno spiccato senso di impunit\u00e0, dovuto non tanto all\u2019assenza di leggi che impongano una reale responsabilit\u00e0 civile dei magistrati, quanto alla consapevolezza di poter celare la reale natura di qualsiasi iniziativa investigativa \u2013 anche se disposta sulla base di motivazioni ideologiche e\/o interessi personali \u2013 dietro il paravento dell\u2019obbligatoriet\u00e0 dell\u2019azione penale, specie dinnanzi a un ente di vigilanza egemonizzato dall\u2019Anm come il Consiglio Superiore della Magistratura. Vale a dire un organismo composto per due terzi dai cosiddetti \u201ctogati\u201d \u2013 cio\u00e8 giudici eletti da tutti i magistrati \u2013 e pertanto animato al pari di tutti gli organi di autogoverno da uno spirito corporativo che lo rende strutturalmente propenso all\u2019anteposizione dei principi dell\u2019autoconservazione e dell\u2019intangibilit\u00e0 dei propri membri a qualsiasi altro genere di considerazione. Lo si \u00e8 visto proprio con la gestione dello scandalo sollevato dal \u201ccaso Palamara\u201d, a cui il Csm ha reagito infliggendo la classica \u201cpena esemplare\u201d a lui \u2013 la radiazione dalla magistratura \u2013 senza riservare alcun genere di provvedimento agli altri componenti della \u201ccupola\u201d. Senza l\u2019appoggio dei quali, ovviamente, Luca Palamara non sarebbe mai potuto passare agli annali come il pi\u00f9 giovane presidente dell\u2019Associazione Nazionale Magistrati, n\u00e9 entrare a far parte del Consiglio Superiore della Magistratura, l\u2019organo al cui interno si concordano nomine e bocciature sulla base dei rapporti di forza vigenti tra le varie correnti e non sulle reali capacit\u00e0 dei singoli candidati.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Da quando, negli anni \u201960, il Csm cominci\u00f2 a demolire i sistemi di valutazione professionale risalenti all\u2019immediato dopoguerra \u2013 e tuttora vigenti in Paesi come la Francia e la Germania \u2013 per sostituirli con meccanismi semi-automatici di avanzamento basati sul criterio dell\u2019anzianit\u00e0, le prospettive di carriera sono venute a dipendere molto pi\u00f9 dalla disponibilit\u00e0 a lasciarsi cooptare che non dal merito. L\u2019assenza di graduatorie basate su criteri quanto pi\u00f9 possibile oggettivi produce due effetti immediati e sinergici; per un verso, rende l\u2019adesione a una corrente, a cui offrire \u201cfedelt\u00e0\u201d in cambio di appoggio politico, una specie di scelta obbligata per qualsiasi giovane magistrato dotato di un minimo di ambizione. Per l\u2019altro, priva scientemente i membri laici del Csm degli elementi necessari alla valutazione dei candidati in lizza per una promozione, in modo da costringerli a rivolgersi ai consiglieri togati che non mancheranno a loro volta di suggerire i nomi degli appartenenti alla propria corrente.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify\">Questa deriva \u201ctribalista\u201d imboccata dalla magistratura \u00e8 andata peraltro accentuandosi a partire dall\u2019entrata in vigore della riforma dell\u2019ordinamento giudiziario del 2007. Introducendo un limite temporale per gli incarichi, la \u201clegge Mastella\u201d \u2013 che secondo Francesco Cossiga era stata scritta dall\u2019allora Guardasigilli \u00absotto dettatura di quella associazione tra il sovversivo e lo stampo mafioso che \u00e8 l\u2019Associazione Nazionale Magistrati\u00bb \u2013 ha prodotto il risultato di inasprire ulteriormente il tono della competizione tra le varie correnti, rendendole ancora pi\u00f9 interessate a piazzare propri \u201cfedelissimi\u201d nei ruoli pi\u00f9 influenti. A partire dalle procure, perch\u00e9 in grado di esercitare una particolare influenza all\u2019interno dell\u2019Anm e, a ricasco, del Csm, e in quanto titolari delle prerogative necessarie, rileva l\u2019ex magistrato Carlo Nordio, per \u00abattaccare la politica, quasi sempre il centrodestra ma qualche volta pure il centrosinistra, quando questa prova a eliminare o ridurre privilegi non giustificati\u00bb e a varare riforme sgradite. Specie se implicanti l\u2019affermazione del principio della separazione delle carriere, o l\u2019introduzione di meccanismi sanzionatori che puniscano abusi e inadeguatezze con sospensioni e, nei casi limite, perfino la destituzione dall\u2019incarico.<\/div>\n<div dir=\"auto\">\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Quale giustizia per il Paese?<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Il profondo svilimento della giustizia derivante da una simile degenerazione tende inesorabilmente a tradursi sul piano pratico in devastanti contraccolpi sulla vita di milioni di cittadini, oltre a produrre pesantissime implicazioni di carattere sia economico che politico ravvisabili dalle decine e decine di procedimenti giudiziari che prima di rivelarsi destituiti di qualsiasi fondamento avevano mandato in rovina aziende floride, precluso candidature, provocato dimissioni di ministri e amministratori locali e persino causato la caduta di governi.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Un altro effetto, meno plateale ma parimenti deteriore, ascrivibile all\u2019ipertrofia del potere giudiziario consiste nell\u2019inchiodare l\u2019azione politica e burocratica a una condizione di paralisi permanente, confinandola a una specie di immobilismo attendista a cui gli amministratori vanno sempre pi\u00f9 frequentemente conformandosi in via precauzionale onde evitare di finire al centro di inchieste giudiziarie che, protraendosi per anni, tendono ad assorbire ingenti somme di denaro e ad accompagnarsi alle rituali richieste di sospensione dall\u2019incarico che da temporanee divengono sovente definitive ed irrevocabili. Il pericolo \u00e8 reso tanto pi\u00f9 concreto non soltanto dalla natura stessa delle mansioni svolte da coloro che ricoprono cariche pubbliche, ma anche dalla vasta gamma di reati estremamente generici (come l\u2019abuso d\u2019ufficio) contemplati dal codice penale che, in presenza di un ordinamento caratterizzato dall\u2019obbligatoriet\u00e0 dell\u2019azione penale, pongono le procure nella posizione di avviare indagini sul conto di ogni amministratore sulla base di pseudo-indizi o semplici \u201cvoci di corridoio\u201d, come ampiamente dimostrato dalle 19 assoluzioni consecutive inanellate da Antonio Bassolino.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Qualsiasi politico con un minimo di pelo sullo stomaco \u00e8 infatti perfettamente consapevole che \u00abbasta un articolo malizioso, una denuncia da parte di un teste falso ma ben pagato (le anticamere dei Palazzi di Giustizia pullulano di falsi testimoni a pagamento), i vari nemici politici, e si interrompe carriera, vita, dignit\u00e0 di un uomo prima votato da molti, anche se alla fine del procedimento verr\u00e0 dichiarato innocente\u00bb. Nel 2017, l\u2019allora presidente dell\u2019Autorit\u00e0 Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone ha riconosciuto che \u00abla cosiddetta paura della firma viene anche utilizzata come alibi per non agire, ma non va sottovalutata: molti amministratori sono effettivamente bloccati nel loro operato perch\u00e9 temono di finire sotto inchiesta\u00bb. Di fatto, la magistratura si \u00e8 imposta come principale forza inibitrice del Paese, in grado di paralizzare la societ\u00e0 attraverso specifici provvedimenti o molto pi\u00f9 semplicemente infondendo \u2013 non necessariamente in maniera volontaria \u2013 nelle cariche pubbliche una sorta di \u201ctimore reverenziale\u201d che conduce o all\u2019autocensura e conferisce un carattere strutturale all\u2019interferenza indebita tra i principali corpi istituzionali dello Stato.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Da parte sua, la politica ha fatto di tutto per accentuare questa degenerazione, cullandosi nell\u2019illusione di poter ovviare al proprio deficit di competenze e di legittimazione popolare affibbiando alla magistratura un ruolo di supplenza \u2013 se i legislatori vengono meno alle loro funzioni regolatorie, l\u2019intervento compensatorio del potere giudiziario diviene inevitabile \u2013 che le permesso alle procure di assumere gradualmente il controllo effettivo di alcune nevralgiche leve del potere.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Innescato dalla cedevolezza mostrata della classe dirigente dinnanzi al fenomeno del terrorismo, il processo di trasferimento della sovranit\u00e0 dalla politica alla giustizia sub\u00ec l\u2019accelerata decisiva con l\u2019incredibile rinuncia all\u2019immunit\u00e0 formalizzata nel momento culminante di Tangentopoli dai disorientati parlamentari italiani, resi improvvisamente incapaci di comprendere che quella fondamentale forma di tutela era stata eretta non per garantirne la loro semplice impunit\u00e0, ma per porre la volont\u00e0 popolare di cui sono depositari al riparo da qualsiasi minaccia esterna, comprese eventuali indagini da parte della magistratura. Un concetto che Francesco Cossiga non manc\u00f2 di ribadire quando, con uno dei suoi proverbiali colpi di teatro, si avvalse delle prerogative di capo supremo delle forze armate spettanti al Presidente della Repubblica per ordinare a un battaglione di carabinieri carristi di circondare Palazzo dei Marescialli in risposta al tentativo del Consiglio Superiore della Magistratura di colpire l\u2019allora primo ministro Bettino Craxi.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">A suo avviso, il Csm stava tentando di \u00abaffermarsi pericolosamente quale terza Camera del Parlamento nazionale, non elettiva, non democratica, ed anche quale organo Costituzionale, posto al vertice del potere giudiziario\u00bb. Da allora, molta acqua \u00e8 passata sotto i ponti, ma il potere della magistratura non ha cessato di crescere. Attualmente, i magistrati partecipano attivamente alle dispute elettorali, passano con grande disinvoltura dai tribunali agli scranni parlamentari e di nuovo ai tribunali, scrivono libri e articoli, presenziano a dibattiti televisivi e si esprimono pubblicamente in merito alle questioni pi\u00f9 disparate, completamente avulse dal loro ambito di competenza.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify\">Se nel 2007 l\u2019allora ministro degli Esteri Massimo D\u2019Alema si spinse a confidare all\u2019ambasciatore statunitense a Roma Ronald Spogli che la magistratura era diventata \u00abla pi\u00f9 grande minaccia per lo Stato italiano\u00bb, parte tutt\u2019altro che irrilevante della responsabilit\u00e0 era tuttavia da ascrivere proprio alla classe politica. La quale \u00e8 divenuta talmente avvezza a delegare la risoluzione delle controversie ai giudici (esempio paradigmatico: il caso relativo all\u2019Ilva di Taranto) da non riuscire ancora oggi a trovare le motivazioni n\u00e9 il coraggio sufficienti per riappropriarsi delle proprie prerogative e recuperare quei margini di autonomia imprescindibili per la stesura di una legislazione ordinata, al passo coi tempi \u2013 che richiede una profonda ma irrinunciabile revisione del testo costituzionale \u2013 e soprattutto capace di delimitare con precisione lo spazio di manovra delle procure, ponendo fine allo strapotere discrezionale ed irresponsabile di cui godono i magistrati requirenti.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fosservatorioglobalizzazione.it%2Fprogetto-italia%2Fgiustizia-giacobinismo-italia-mani-pulite-palamara%2F%3Ffbclid%3DIwAR06nYrOZSUn_ZQe-mZNu-bD1E9UEkx3jXFIyd4-xf_OfC8y-EEZyJCPPRc&amp;h=AT3hmG1waIO_pL0v04m0HIOX-57twLKKfAGHosU0E5U_C01jobOxzTTWPdYr9a6DZUAiJIbqBzy-zs7tYh2EMIk7TqNUWNNrPHG6ZBIFYsK1DioPdEGBbw-7DPDe2CGN_CuV&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AT04qDQCV6q6jgMrsxhT6UNeHztvU9pSAn8kI-LvqeTLXJo3AQTzb57ax99Go6hlGrHT5bjnzAVcZOdOyNtESjP-xtHHVuke_-hlEXpWcL6-OPg90qHpDL8QqcfRHnvEvQDryDO6CRrTmLo8OYQZewg6EoA5h2Ob3qG1Nf9eoans8Eo\">https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fosservatorioglobalizzazione.it%2Fprogetto-italia%2Fgiustizia-giacobinismo-italia-mani-pulite-palamara%2F%3Ffbclid%3DIwAR06nYrOZSUn_ZQe-mZNu-bD1E9UEkx3jXFIyd4-xf_OfC8y-EEZyJCPPRc&amp;h=AT3hmG1waIO_pL0v04m0HIOX-57twLKKfAGHosU0E5U_C01jobOxzTTWPdYr9a6DZUAiJIbqBzy-zs7tYh2EMIk7TqNUWNNrPHG6ZBIFYsK1DioPdEGBbw-7DPDe2CGN_CuV&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AT04qDQCV6q6jgMrsxhT6UNeHztvU9pSAn8kI-LvqeTLXJo3AQTzb57ax99Go6hlGrHT5bjnzAVcZOdOyNtESjP-xtHHVuke_-hlEXpWcL6-OPg90qHpDL8QqcfRHnvEvQDryDO6CRrTmLo8OYQZewg6EoA5h2Ob3qG1Nf9eoans8Eo<\/a><\/strong><\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO\u00a0 ( Giacomo Gabellini ) L\u2019onda d\u2019urto irradiata dal recente libro-intervista realizzato dall\u2019ex magistrato Luca Palamara ripropone con forza l\u2019irrisolta questione dei rapporti strutturalmente incestuosi intercorrenti tra giustizia e politica. In una certa misura, beninteso, interferenze e \u201csconfinamenti\u201d tra le due istituzioni risultano inevitabili per tutti i moderni Stati di diritto fondati sul principio della divisione dei poteri formulato a suo tempo da Montesquieu e vengono pertanto tollerati. 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