{"id":64035,"date":"2021-04-13T11:00:02","date_gmt":"2021-04-13T09:00:02","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64035"},"modified":"2021-04-12T12:54:40","modified_gmt":"2021-04-12T10:54:40","slug":"la-rivoluzione-tristissima-dei-concorsi-pubblici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64035","title":{"rendered":"La rivoluzione (tristissima) dei concorsi pubblici"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (Matteo Falcone)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/sala-concorso-2.jpeg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/sala-concorso-2.jpeg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 31 marzo il ministro Brunetta ha twittato: \u201ccon il decreto legge approvato oggi dal Consiglio dei ministri parte la rivoluzione dei concorsi pubblici\u201d. Dopo una rapida lettura del decreto, per\u00f2, non si vede n\u00e9 la rivoluzione, ma neanche la partenza della rivoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quello che emerge \u00e8 piuttosto una consistente sforbiciata al numero delle prove selettive dei concorsi, con il fine evidentissimo di assumere il pi\u00f9 velocemente possibile funzionari pubblici per la gestione delle prossime (?) risorse legate al Piano nazionale di Ripresa e Resilienza e dei suoi progetti (?), senza badare troppo n\u00e9 alla loro qualit\u00e0, n\u00e9 alla loro stabilit\u00e0 e figurarsi alla stabilit\u00e0 delle competenze, soprattutto di tipo tecnico-scientifico, che essi porteranno nelle amministrazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019art. 10 del decreto legge 1 aprile 2021, n. 44 approvato la scorsa settimana dal governo, infatti, fa fondamentalmente tre cose:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">1) introduce una nuova modalit\u00e0 ordinaria di svolgimento dei concorsi pubblici, semplificata e digitalizzata, che varr\u00e0 per tutte le amministrazioni. I concorsi pubblici: a) dovranno essere tutti digitalizzati, condotti \u2013 secondo indiscrezioni \u2013 con <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/attualita\/politica\/2021\/04\/01\/intelligenza-artificiale-concorsi-pubblici-brunetta-fusacchia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l\u2019ausilio di sistemi di intelligenza artificiale<\/a> (elemento problematico che andrebbe affrontato con chiarezza e confronto democratico); b) dovranno prevedere una fase di valutazione dei titoli e delle esperienze dei candidati; c) nel caso in cui si recluta personale non dirigenziale, dovranno prevedere anche una prova scritta e una prova orale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">2) prevede un regime concorsuale speciale che rester\u00e0 in vigore fino al permanere dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri il 31 gennaio 2020. \u00a0Le procedure concorsuali che sono state gi\u00e0 bandite, ma che non hanno ancora espletato le prove, possono prevedere una fase di valutazione dei titoli (anche riaprendo i termini di partecipazione), nonch\u00e9, per le procedure relative al reclutamento di personale non dirigenziale, l\u2019espletamento di una sola prova scritta e di una eventuale prova orale (anche se prevedevano pi\u00f9 di una prova preselettiva, una prova scritta e una prova orale, per esempio). Per le procedure concorsuali che verranno bandite dopo la data di entrata in vigore del decreto, invece, le amministrazioni possono prevedere solo una sola prova scritta e, eventualmente, una prova orale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">3) infine prevede l\u2019accentramento presso il Dipartimento della funzione pubblica e la semplificazione delle procedure concorsuali per le assunzioni a tempo determinato di 2.800 unit\u00e0 nelle amministrazioni centrali che rivestono ruoli di coordinamento nazionale della politica di coesione europea e nelle amministrazioni regionali meridionali (Abruzzo,\u00a0 Basilicata,\u00a0 Calabria,\u00a0 Campania,\u00a0 Molise,\u00a0 Puglia, Sardegna e Sicilia), previste oramai da qualche anno nei Piani nazionali e regionali di rafforzamento amministrativo. Sono Piani, questi, che hanno il fine di irrobustire la capacit\u00e0 tecnica e amministrativa delle amministrazioni che gestiscono i c.d. fondi strutturali. La procedura di assunzione a tempo determinato prevede una fase di valutazione dei titoli e dell\u2019esperienza professionale e una sola prova scritta, con esclusione della prova orale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per il ministro questa procedura concorsuale, che dovrebbe costituire una parte importante del Piano per il Sud del governo \u00ab\u00e8 la prima sperimentazione di selezioni fast track (<em>capito?! Fast track!!<\/em>) nella #Pa, con un cronoprogramma serrato: 100gg da pubblicazione del bando ad assunzione\u00bb (corsivo mio, ci mancherebbe).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vi sembra una rivoluzione? In un certo senso s\u00ec. Nuove assunzioni saranno sicuramente un toccasana per le strutture amministrative se consideriamo lo stato in cui sono state ridotte dopo anni e anni di politiche economiche di avanzo primario che hanno impoverito di competenze e indebolito gli organici delle amministrazioni pubbliche. Ma \u00e8 una rivoluzione di quelle veramente tristi, che affrontano problemi marginali in modo semplicistico (la durata delle procedure concorsuali), evitano quelli veri (costruire una procedura di selezione che garantisca la qualit\u00e0 dei funzionari) e ne alimentano altri molto seri (la precarizzazione del lavoro pubblico e la volatilit\u00e0 delle competenze nelle amministrazioni).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vero \u00e8 che la durata media dei concorsi pubblici in Italia \u00e8 di 18-24 mesi e andrebbe certamente ridimensionata, ma \u00e8 un problema secondario. Il \u201ctempo\u201d delle procedure concorsuali si dovrebbe affrontare e valutare solo dopo avere assicurato una adeguata organizzazione dei fabbisogni (quanti posti in organico si liberano e quanti ne servono) e avere garantito nel tempo la stabilit\u00e0 delle risorse economiche per le assunzioni. La semplificazione delle procedure, fatta di \u201ctagli\u201d a pezzi delle procedure, senza avere prima valutato questi due fattori \u00e8 una semplificazione semplicistica che rischia di nascondere, da un lato, l\u2019incapacit\u00e0 di organizzarsi per tempo al fine di assumere nuovi funzionari e, dall\u2019altro, la scarsit\u00e0 e l\u2019intermittenza delle risorse dedicate a questo fine, a causa dei tagli lineari ai bilanci delle amministrazioni compiute fino al giorno prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La semplificazione delle procedure, inoltre, si dovrebbe fare con una visione complessiva, che quantomeno affronti con forza la criticit\u00e0 pi\u00f9 evidente degli attuali concorsi pubblici: la scarsa efficacia nel selezionare funzionari di qualit\u00e0 che posseggano competenze utili alle specifiche amministrazioni, ma soprattutto l\u2019attitudine a diventare funzionari pubblici. Parliamoci chiaro: oggi la gran parte dei concorsi premia le competenze di tipo giuridico e nozionistico, premia la memoria del cavillo normativo, premia la maggiore riuscita nelle prove frutto pi\u00f9 della costanza nella partecipazione ai concorsi che della reale competenza. Non premia la visione complessiva delle materie che si studiano, la loro ratio e la loro logica, non premia le competenze di tipo tecnico-scientifico che sono preziosissime nella complessit\u00e0 amministrativa di oggi e non premia la capacit\u00e0 di gestione amministrativa concreta, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di risolvere i casi concreti avendo una visione complessiva delle cose e del ruolo delle amministrazioni nella societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un elemento che non emerge assolutamente nel decreto, che \u2013 seppur adottato nell\u2019emergenza di fare ripartire in fretta i concorsi pubblici \u2013 poteva certamente contenere un minimo di visione complessiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quello che, invece, il decreto conferma \u00e8 una delle peggiori prassi condotte nelle amministrazioni pubbliche degli ultimi anni: l\u2019assunzione a tempo determinato di personale che servirebbe a tempo indeterminato, soprattutto nelle amministrazioni meridionali dell\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Stiamo parlando delle 2.800 assunzioni menzionate prima, che non durano pi\u00f9 di 36 mesi, che creano aspettative negli interessati e precariato pubblico (che teoricamente sarebbe contrario allo spirito dell\u2019art. 97 della Costituzione); che generano e formano competenze tecniche e amministrative che oggi sarebbero necessarie alle amministrazioni, indebolite e impoverite da anni di politiche di austerit\u00e0 e che poi rischiano sistematicamente di volatilizzarsi alla fine del contratto; che \u2013 se la politica economica nazionale non fosse stata predominata dall\u2019ideologia neoliberale delle risorse scarse, per cui ieri bisognava fare avanzo primario a partire dagli organici delle amministrazioni pubbliche e oggi bisogna assumere con il contagocce ma giusto perch\u00e9 c\u2019\u00e8 il Piano di Ripresa e Resilienza \u2013 dovrebbero essere tutte a tempo indeterminato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa, dunque, non \u00e8 la rivoluzione dei concorsi pubblici. Sarebbe stata una rivoluzione se si fosse cominciato a valorizzare la qualit\u00e0 e non solo la velocit\u00e0: si potevano fare concorsi <em>fast track<\/em>, come dice il ministro, valorizzando nelle procedure comparative il possesso di alcuni titoli\u00a0 \u2013 come il dottorato di ricerca in materie di interesse per le amministrazioni, la laurea con in curriculum interdisciplinari che trattano di scienza amministrativa, master e corsi di specializzazione in determinati settori o ambiti di interesse, per fare alcuni esempi. Sarebbero stati criticabili, ma quantomeno accettabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019elemento pi\u00f9 critico di questo decreto, per\u00f2, \u00e8 la cultura politica di cui \u00e8 figlio, come molte delle riforme amministrative che stanno emergendo in questi mesi. \u00c8 diffusissima oramai una avversione viscerale e trasversale per le regole e le procedure amministrative, che nascono (non senza problemi sia chiaro) per garantire trasparenza e imparzialit\u00e0 dell\u2019azione amministrativa. Basta seguire il dibatto pubblico che coinvolge in qualche modo le amministrazioni (ad esempio sul codice dei contratti pubblici e sulla sua riforma) per comprendere questa avversione. Emblematico in questo senso l\u2019ex ministro Vincenzo Visco che in <a href=\"https:\/\/www.nens.it\/archivio\/analisi\/visco-il-culto-del-diritto-amministrativo-frena-la-ricostruzione-della-pa\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un suo recente articolo sul Sole 24 ore<\/a> in modo molto franco afferma che il culto delle procedure amministrative, del diritto amministrativo \u00e8 la causa principale della lentezza e delle inefficienze delle amministrazioni, in particolare nell\u2019assunzione del personale. Ovviamente senza minimamente menzionare il ruolo che le politiche di rientro del debito pubblico (senza farlo mai rientrare) hanno avuto negli ultimi anni e di cui la cultura politica dell\u2019ex ministro si \u00e8 fatta in molti casi portavoce. Avanzi primari che hanno colpito principalmente le amministrazioni pubbliche a tutti i livelli, in particolare a livello territoriale, che \u2013 in modo non certo esclusivo ma prevalente \u2013 hanno impedito qualsiasi propensione a programmare e a pianificare per tempo le politiche di reclutamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo le <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/finanza\/pa-unioncamere-anpal-servono-oltre-740-000-dipendenti-entro-2025\/477359\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine (2021-2025)<\/a> di Unioncamere e ANPAL l\u2019amministrazione pubblica avr\u00e0 bisogno di 740mila nuovi funzionari, di cui 690mila solo per il naturale turnover dei dipendenti. Di una rivoluzione dei concorsi pubblici, dunque, ci sarebbe bisogno, ma per adesso non se ne vede l\u2019ombra.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/04\/10\/la-rivoluzione-tristissima-dei-concorsi-pubblici\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/04\/10\/la-rivoluzione-tristissima-dei-concorsi-pubblici\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Matteo Falcone) Il 31 marzo il ministro Brunetta ha twittato: \u201ccon il decreto legge approvato oggi dal Consiglio dei ministri parte la rivoluzione dei concorsi pubblici\u201d. Dopo una rapida lettura del decreto, per\u00f2, non si vede n\u00e9 la rivoluzione, ma neanche la partenza della rivoluzione. 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