{"id":64043,"date":"2021-04-14T09:27:40","date_gmt":"2021-04-14T07:27:40","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64043"},"modified":"2021-04-12T18:31:14","modified_gmt":"2021-04-12T16:31:14","slug":"tolkien-in-urss","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64043","title":{"rendered":"Tolkien in URSS"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Lorenzo Muccioli)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong><span style=\"font-size: 14pt\">Dalle nebbie dell\u2019etere, emerge una versione sovietica del \u201cSignore degli Anelli\u201d, sontuosamente kitsch. Pi\u00f9 che la Terra di Mezzo, pare l\u2019Albero Azzurro<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dalle nebbie del tempo \u00e8 recentemente riemerso \u201cKhraniteli\u201d, adattamento sovietico del\u00a0<em>Signore degli Anelli<\/em>\u00a0che si credeva andato perduto per sempre.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2021\/apr\/05\/soviet-tv-version-lord-of-the-rings-rediscovered-after-30-years\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Si tratta di un film in due parti, andate in onda sull\u2019emittente televisiva di Leningrado nel lontano 1991, dieci anni prima della trilogia targata Peter Jackson.<\/a><\/p>\n<p>Qualche giorno fa l\u2019opera, che ripercorre le vicende narrate nella Compagnia dell\u2019anello, \u00e8 stata caricata integralmente su YouTube, mandando in brodo di giuggiole i fan con la sua estetica kitsch e le sue atmosfere nostalgiche. Scordatevi le monumentali battaglie del Fosso di Helm o dei Campi del Pelennor portate sul grande schermo dal colossal di Hollywood.\u00a0<strong>Qui a vestire i panni di Frodo, Gandalf e Aragorn sono attori con parrucche, barbe e baffi posticci, che si aggirano tra fondali di cartapesta ed effetti speciali rudimentali. Pi\u00f9 che la Terra di Mezzo, sembra l\u2019Albero Azzurro.<\/strong>\u00a0Eppure questa messa in scena cos\u00ec grossolana e raffazzonata, superbamente genuina ed infantile, dimostra una volta per tutte quanto fosse radicato nel cuore dei \u2018compagni\u2019 l\u2019amore per Tolkien. Un amore cos\u00ec profondo da battere persino la censura di regime. Gi\u00e0, perch\u00e9 il Cremlino, come noto, prov\u00f2 in tutti i modi ad opporsi alla diffusione dei romanzi usciti dalla penna dello scrittore inglese. Non poteva essere altrimenti, del resto: la storia di un\u2019epica alleanza tra uomini ed elfi, che si uniscono per sconfiggere il perfido impero del male che sorge ad Est, non avrebbe mai potuto superare la scure dei censori. Eppure attorno agli anni Sessanta, con colpevole ritardo rispetto al resto del mondo, copie clandestine della\u00a0<em>Compagnia dell\u2019Anello<\/em>, e poi via via degli altri volumi, tradotti sottobanco alla bell\u2019e meglio da fan sfegatati, iniziarono a circolare anche in terra comunista, diffondendosi rapidamente, come una metastasi incontrollabile.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-140641\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/v2\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/C1NZM6vW8AAaddQ.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<p>Solo negli anni Ottanta, con la perestrojka e il disgelo, l\u2019opera ottenne il semaforo verde e pot\u00e9 essere tradotta in modo ufficiale. Nel frattempo, per\u00f2, negli ex paesi dell\u2019Urss, si era gi\u00e0 creata una solida sottocultura underground dedicata ad Arda e alle sue razze, con schiere di appassionati capaci di parlare fluentemente la lingua elfica.\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Kirill_Eskov\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Non a caso negli anni Novanta lo scrittore moscovita Kirill Eskov pubblic\u00f2 un sequel apocrifo e alternativo del\u00a0<em>Signore degli Anelli<\/em>, che vendette centinaia di migliaia di copie.<\/a><\/strong><\/p>\n<p>Nel suo romanzo, Eskov ribalta la prospettiva della saga di Tolkien, accusandola di essere un\u2019opera di propaganda, uno strumento di manipolazione che si limita a riportare il punto di vista dei vincitori. Cos\u00ec il regno di Gondor diventa una potenza imperialista e assetata di sangue che mira unicamente al mantenimento delle antiche leggi feudali, mentre Mordor una nazione illuminata e pacifista all\u2019alba di una grande rivoluzione industriale, le cui ultime tracce sono condannate per sempre alla damnatio memoriae, in pieno stile orwelliano.<\/p>\n<div class=\"wp-block-banner-post\">\n<div class=\"banner-post\">\n<div class=\"bannerPreviewProduct style-3\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Oggi il film ritrovato del 1991, con le sue tinte fiabesche e i suoi scarsi mezzi, tentativo coraggioso di portare nelle case degli spettatori la pi\u00f9 grande epopea mai narrata, se da un lato ci strappa una risata, dall\u2019altro \u00e8 una testimonianza struggente di quell\u2019amore segreto, consumato all\u2019ombra di un regime totalitario, tra Frodo e il popolo sovietico.<\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Fg5jsKl3lbQ\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">*Qui potete vedere Il Signore degli Anelli in salsa russa<\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/tolkien-russia\/<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Lorenzo Muccioli) Dalle nebbie dell\u2019etere, emerge una versione sovietica del \u201cSignore degli Anelli\u201d, sontuosamente kitsch. 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