{"id":64151,"date":"2021-04-16T09:30:41","date_gmt":"2021-04-16T07:30:41","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64151"},"modified":"2021-04-16T08:08:15","modified_gmt":"2021-04-16T06:08:15","slug":"il-tintinnar-di-sciabole-nel-donbass","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64151","title":{"rendered":"IL \u201cTINTINNAR DI SCIABOLE\u201d NEL DONBASS"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Bruno Santoro)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La tensione tra Ucraina e Federazione Russa nelle ultime settimane \u00e8 notevolmente aumentata, rischiando di riaccendere il conflitto in corso sotto traccia tra i due stati sin dagli accordi di Minsk del 2015. Infatti, in linea con le proprie necessit\u00e0 strategiche, la Russia non ha tardato a rispondere con forza all\u2019arrivo su territorio Ucraino di materiale militare statunitense e alla dichiarazione esplicita, resa pubblica il 24 marzo, del governo di Kiev di avere come obiettivo la \u201creintegrazione del territorio temporaneamente occupato della Repubblica Autonoma di Crimea e della citt\u00e0 di Sebastopoli\u201d. A ci\u00f2 si accompagna una rinnovata operosit\u00e0 da parte del presidente Ucraino Volodymyr Zelensky nel cercare di rendere nuovamente centrale la questione Ucraina nell\u2019agenda internazionale, sia con l\u2019attivit\u00e0 diplomatica che con quella mediatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Nella prima comunicazione diretta tra il presidente statunitense Biden e il suo corrispettivo ucraino, il 2 aprile, Zelensky ha incassato una dichiarazione di \u201cfermo sostegno degli Stati Uniti alla sovranit\u00e0 e integrit\u00e0 territoriale dell&#8217;Ucraina di fronte alla continua aggressione russa nel Donbass e in Crimea\u201d e la rassicurazione che \u201cl&#8217;Ucraina non sar\u00e0 mai lasciata sola contro l&#8217;aggressione russa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il 6 aprile, nel corso di una telefonata ufficiale con il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg, Zelensky ha ribadito l\u2019obiettivo di adesione all\u2019alleanza in quanto, nelle sue parole, \u201c(\u2026) la NATO \u00e8 l\u2019unico modo per concludere la guerra nel Donbass\u201d ed ha inoltre auspicato una presenza permanente della NATO nel Mar Nero come \u201cpotente deterrente nei confronti della Russia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u20198 aprile il presidente si \u00e8 recato personalmente in vista al fronte nel Donbass, per \u201csupportare lo spirito combattivo\u201d e dimostrare pubblicamente il proprio impegno antirusso ai militari. Infatti, lungo la linea di contatto dall\u2019inizio dell\u2019anno \u00e8 in corso un aumento dell\u2019attivit\u00e0 conflittuale che ha visto sinora cadere una trentina di combattenti per lato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La risposta di Mosca si \u00e8 declinata in una convergenza di truppe e materiali militari verso la Crimea e il confine con l\u2019Ucraina di cui non \u00e8 ancora chiara l\u2019entit\u00e0 complessiva, ma che le fonti concordano nel definire il maggiore accumulo di truppe nel settore dai tempi del conflitto del 2014. Solo dopo la comparsa sui media di video che mostravano convogli di attrezzature militari attraversare il lato ferroviario del ponte di Crimea Vadim Astafyev, capo del servizio stampa del Distretto militare meridionale, ha rilasciato una dichiarazione in cui affermava che il trasferimento era parte di una esercitazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Confermata \u00e8 la presenza della 76esima divisione aviotrasportata, normalmente di stanza a Pskov, che gi\u00e0 aveva operato sul fronte Ucraino nel 2014, e della 74esima brigata corrazzata, di stanza a Yurga, ma pare che ulteriori unit\u00e0 siano state mobilitate. In particolare, il quotidiano \u201cKommersant\u201d ha osservato come i produttori di attrezzature agricole, che in questo periodo fanno largo uso del trasporto ferroviario per consegnare le macchine in tempo per l\u2019avvio della stagione, siano in difficolt\u00e0 perch\u00e9 parte dell\u2019infrastruttura ferroviaria sarebbe occupata per uso militare; se confermata, la notizia farebbe supporre un dispiegamento di forze da parte del Cremlino ancora pi\u00f9 vasto di quanto ipotizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Una simile dimostrazione di forza \u00e8 funzionale a diversi obiettivi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; segnala non solo a Kiev, ma anche ai suoi alleati e sponsor, in primis gli Stati Uniti sotto la nuova amministrazione, quanto seriamente la Federazione Russa prenda i suoi interessi nell\u2019area;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; mette sotto pressione l\u2019amministrazione Ucraina, la quale pu\u00f2 s\u00ec accusare i Russi di provocazioni, ma a livello pratico si trova in una posizione assai delicata, in cui la vicinanza alla NATO \u00e8 pi\u00f9 declaratoria che altro, a differenza delle divisioni russe, tangibilmente vicine;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211; consente all\u2019amministrazione di Putin di avere su cosa catalizzare l\u2019attenzione pubblica interna, con una non nuova retorica nazionalista panrussa, in vista delle elezioni legislative che si terranno quest\u2019anno a settembre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Mentre gli stati dell\u2019UE, principalmente Francia e Germania, invitano le parti a ridurre il livello di tensione, gli USA, secondo fonti non ufficiali turche, hanno inviato due unit\u00e0 navali nel Mar Nero. Si tratta in ogni caso di forze utili al monitoraggio e a non lasciare completamente sola Kiev, ma non sufficienti per essere impiegate in caso di conflitto aperto, e dimostrano in un certo senso quale potrebbe essere la posizione degli Stati Uniti sulla questione. Infatti, sebbene nei proclami diplomatici gli americani esprimano pieno supporto al governo Ucraino, \u00e8 evidente come gli interessi geopolitici in gioco siano su piani differenti. Mentre per gli USA si tratta di un secondario fronte di contenimento della Federazione Russa, tuttalpi\u00f9 un tentativo di ridurla al rango di potenza regionale, e senza dubbio utile per proiettare verso un nemico classico il proprio malessere interno, per Mosca sono in gioco quelli che considera i propri interessi vitali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Appare improbabile che gli americani vogliano impantanarsi militarmente in un contesto cos\u00ec sfavorevole, e proprio per questo la loro posizione, e di concerto quella di Kiev, risulta negozialmente debole. L\u2019asimmetria tra una minaccia progressiva di sanzioni economiche o l\u2019espressione di preoccupazione che caratterizzano fino ad ora l\u2019approccio americano, contro la preparazione alla violenza aperta che invece dimostra la Russia, \u00e8 evidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Considerato che non si \u00e8 trovato un nuovo accordo per il rinnovo del \u201ccessate il fuoco\u201d che scadeva il primo aprile, e che la Russia ha dichiarato apertamente di ritenere un dovere intervenire qualora, a suo giudizio, la vita del pi\u00f9 di mezzo milione di cittadini russi nel Donbass dovesse essere in pericolo, e le sue truppe sono schierate e pronte, sembrerebbe solo questione di attendere che il terreno si asciughi dal fango del disgelo (e permetta quindi di impiegare agevolmente i mezzi militari pesanti) per vedere una nuova fase acuta del conflitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Va tuttavia tenuto in considerazione come tutte le parti siano consapevoli dei costi che una ripresa delle ostilit\u00e0 comporterebbe; in primo luogo economici ed umani, e quindi a cascata forieri di tensione non solo con le rispettive opinioni pubbliche, ma tra due potenze con capacit\u00e0 nucleare. Ed infatti la Federazione Russa formalmente continua a premere su una pedissequa adesione agli accordi di Minsk, i quali invece all\u2019Ucraina risultano sempre pi\u00f9 limitanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il governo di Kiev qualche spazio di manovra lo ha: la Turchia di Erdogan, che controlla con l\u2019accordo di Montreux l\u2019accesso al bacino del Mar Nero, sta cerando di migliorare i rapporti con la potenza americana, ultimamente parecchio tesi, e pur non essendo un alleato in senso proprio risulta un interlocutore importante; la ricerca di indipendenza energetica ha trovato una sponda nel recente accordo con il Qatar, con il quale \u00e8 stata siglata un\u2019intesa per investire nell&#8217;estrazione e raffinazione interna all\u2019Ucraina, il che toglierebbe una delle leve di pressione tradizionali di Mosca; l\u2019avvicinamento ad occidente, pur ancora lontano in termini di adesione all\u2019Alleanza Atlantica (e ancora di pi\u00f9 all\u2019UE), permette se non altro di ricevere un appoggio economico non indifferente; infine Kiev controlla le fonti di acqua potabile verso la Crimea, e la loro chiusura comincia a creare non pochi disagi agli abitanti della penisola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 tuttavia da escludere che il governo Ucraino possa raggiungere il suo obiettivo dichiarato, di riannessione della Crimea, anche dovesse esserci un conflitto su larga scala. Al contrario la Federazione Russa non esiter\u00e0 a cogliere l\u2019occasione, qualora Kiev dovesse commettere l\u2019errore di sentirsi protetta dagli Stati Uniti e fare il passo pi\u00f9 lungo della gamba per tentare di costringere con la forza l\u2019Ucraina ad accettare perlomeno lo status quo attuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Gli USA a loro volta dovranno valutare attentamente come muoversi nel contesto, considerato da un lato la perdita di credibilit\u00e0 che una risposta troppo blanda comporterebbe, dall\u2019altro quanto effettivamente possano permettersi di passare ad una ostilit\u00e0 aperta con i Russi, i quali hanno segnalato inequivocabilmente quanta importanza diano al dossier Donbass.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/il-tintinnar-di-sciabole-nel-donbass\">https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/il-tintinnar-di-sciabole-nel-donbass<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Bruno Santoro) La tensione tra Ucraina e Federazione Russa nelle ultime settimane \u00e8 notevolmente aumentata, rischiando di riaccendere il conflitto in corso sotto traccia tra i due stati sin dagli accordi di Minsk del 2015. 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