{"id":64158,"date":"2021-04-16T10:30:08","date_gmt":"2021-04-16T08:30:08","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64158"},"modified":"2021-04-16T08:50:44","modified_gmt":"2021-04-16T06:50:44","slug":"64158","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64158","title":{"rendered":"Libia, la partita della stabilizzazione vista dall\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>FORMICHE (Emanuele Rossi)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il ruolo dell\u2019Italia in Libia \u00e8 solido. Ci sono diverse partite aperte, aspetti politici e tecnici legati anche al business, da trattare. Ecco come Roma assiste il governo Dabaiba nel traghettare il Paese verso una stabilit\u00e0 da consolidare con le elezioni di dicembre (secondo piano Onu)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Italia guarda alla Libia con \u201crealismo fiducioso\u201d, \u00e8 cos\u00ec che ambienti diplomatici definiscono quanto sta accadendo sulla sponda nordafricana del nostro interesse nazionale. L\u2019avvenuto sblocco dello stallo istituzionale \u00e8 frutto anche del cessate il fuoco dello scorso ottobre. Passaggio che ha permesso l\u2019investitura ricevuta da Abdelhamid Dabaiba come primo ministro designato da un organismo ad hoc creato dalle Nazioni Unite (il Foro di dialogo libico che lo ha eletto) e confermata dal voto di fiducia unanime della Camera di Rappresentanti (che non lo aveva mai concesso al precedente governo di accordo nazionale) con l\u2019obiettivo di guidare il Paese fino alle elezioni del 24 dicembre per consolidare la stabilizzazione del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul piano politico interno, in Libia \u00e8 in corso il dibattito sulla legge elettorale e le basi costituzionali. Ma nel frattempo, il compito di Dabaiba \u00e8 quello di utilizzare al meglio l\u2019allineamento di consenso da parte di gran parte degli attori politici libici e uno scenario interno ed internazionale sensibilmente mutato, che ha un impatto anche per le interferenze esterne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ed \u00e8 qui, mentre tacciono le armi e riparte il dialogo, che l\u2019Italia si fa avanti: \u201cLa ripresa e il rilancio di tutto il sistema delle relazioni bilaterali \u00e8 una scelta politica strutturante della cooperazione italiana con la Libia, contrariamente alla presenza militare straniera, che nel medio periodo Roma ritiene non sia sostenibile\u201d, dicono fonti diplomatiche. Per Roma l\u2019esecutivo Dabaiba deve aver modo di esercitare in forma propria e libera la sovranit\u00e0 nazionale, e in questo il governo italiano intende accompagnare la Libia assieme alla comunit\u00e0 nazionale che sostiene la transizione libica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il governo di unit\u00e0 nazionale libico \u00e8 impegnato nella predisposizione ed attuazione del bilancio nazionale unificato (il primo dopo molti anni), puntando all\u2019approvazione parlamentare. Un percorso non agevole, ma che dovrebbe portare esiti positivi: il bilancio, che si aggira attorno ai 22 miliardi di dollari, dovr\u00e0 essere definito dopo gli audit della Banca centrale anch\u2019essa riunificata, contando anche sui proventi petroliferi versati dalla compagnia libica Noc. Rilevante \u00e8 inoltre il tema dello scongelamento dei portafogli del fondo di investimento sovrano Lia (contenitore del tesoro libico ancora sotto sanzioni Onu).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 poi un\u2019altra questione \u2013 di cui si discute in Libia \u2014 che riguarda la possibilit\u00e0 per Dabaiba di prospettare riforme e investimenti a medio-lungo termine, data la natura transitoria del governo, come detto creato in vista di un esecutivo con una piena investitura parlamentare. L\u2019aspetto del bilancio e della capacit\u00e0 di muovere investimenti dell\u2019attuale governo \u00e8 centrale per il futuro del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cosa ben diversa sono gli ambiziosi memorandum d\u2019intesa, in gran parte programmatici, che la Turchia ha recentemente firmato con Tripoli. Un esempio \u00e8 la menzione di un nuovo e futuribile aeroporto internazionale che la Turchia intenderebbe costruire per creare in teoria un importante hub nordafricano \u2013 progetto molto altisonante ma che attende di vedere effettive conferme da parte libica, sia per gli aspetti di priorit\u00e0 che finanziari. Molto pi\u00f9 concreta, invece, la prospettiva della ricostruzione dell\u2019aeroporto di Tripoli da parte del consorzio italiano \u201cAeneas\u201d, che \u00e8 gi\u00e0 titolare di un contratto di ristrutturazione (lo scalo \u00e8 finito sotto le bombe nei mesi dell\u2019ultima guerra).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sulla sicurezza ci sono aspetti di \u201cdiscussione tecnica\u201d, spiegano le fonti diplomatiche, che investono anche i progetti di cui Roma sta parlando con Tripoli. Resta da portare a termine, ad esempio, la piena attuazione del cessate il fuoco \u2014 come lo scioglimento delle milizie, l\u2019uscita dal paese delle truppe straniere, la partenza di tutti i mercenari, la riunificazione delle istituzioni militari e di polizia sotto un\u2019unica catena di comando. Tema delicato per le resistenze interne ed esterne, con conseguenze anche per gli aspetti pratici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per esempio, la maggior parte dei ministeri degli Esteri occidentali mantengono il cosiddetto \u201csconsiglio\u201d (proprio per ragioni di sicurezza) sui viaggi in Libia, aspetto che complica il business. Un caso concreto \u00e8 quello dell\u2019autostrada costiera Est-Ovest, progetto affidato ad imprese italiane, per il quale per\u00f2 serve un piano di sicurezza, un piano logistico per inviare e gestire materiali come cemento e acciaio, e serve anche lo sminamento (e qui l\u2019Italia ha avuto un ruolo attraverso unit\u00e0 militari specializzate).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ecco il tema del Sistema-Paese, in cui business e istituzioni lavorano insieme, con la societ\u00e0 civile e la\u00a0<em>people-to-people diplomacy<\/em>\u00a0e rapporti come quello che si sta strutturando tra Anci e le municipalit\u00e0 libiche, che \u00e8 uno scambio importate anche dal punto di vista culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Italia rivendica un approccio sistemico, ossia senza limitarsi a \u201cprismi tematici\u201d (petrolio, immigrazione, terrorismo) sebbene importanti, e immaginando prospettive pi\u00f9 ampie. Per esempio, sia i ministeri che Eni dialogano con Tripoli sul tema della transizione energetica (partita in cui si muove anche Saipem), ma anche della applicazione di un accordo sull\u2019ammodernamento del sistema sanitario sottoscritto nel corso della visita del premier\u00a0<strong>Mario Draghi<\/strong>\u00a0a Tripoli pensando alla \u201csicurezza umana\u201d; o ancora la digitalizzazione e le telecomunicazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In programma anche un business forum con Tripoli, mentre entro poche settimane verr\u00e0 riattivata l\u2019operativit\u00e0 del consolato di Bengasi (i cui lavori erano stati soltanto sospesi durante la fase acuta del conflitto interno) e in previsione c\u2019\u00e8 l\u2019apertura di un consolato onorario nel Fezzan, a Sebha.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo i primi incontri con le tre visite a Tripoli del ministro\u00a0<strong>Luigi Di Maio<\/strong>, di cui l\u2019ultima con il presidente del Consiglio, nonch\u00e9 dopo i contatti Roma-Washington anche sul dossier libico \u00a0\u2013\u00a0nelle prossime settimane \u00e8 atteso a Roma anche\u00a0<strong>Richard Nordland<\/strong>, ambasciatore statunitense in Libia, come\u00a0<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2021\/04\/biden-draghi-smitham-ambasciata-usa\/\">ha annunciato<\/a>\u00a0<strong>Thomas Smitham<\/strong>, incaricato d\u2019affari\u00a0<em>ad interim<\/em>\u00a0presso l\u2019ambasciata degli Stati Uniti d\u2019America in Italia \u2013 ci sar\u00e0 il vertice del 22 aprile, quando alla Farnesina sar\u00e0 ospite la ministra degli Esteri libica\u00a0<strong>Najla Mohamed El Mangoush<\/strong>. Un meeting in cui l\u2019Italia continuer\u00e0 a mettere a punto i contesti istituzionali ed i termini operativi delle relazioni economiche bilaterali. Ci\u00f2 servir\u00e0 anche a rimuovere eventuali ostacoli per un\u2019efficace e fruttuosa presenza del sistema imprenditoriale italiano in Libia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In quest\u2019ottica l\u2019Italia pu\u00f2 contare sul Trattato di Amicizia, firmato nel 2008, con una serie di impegni bilaterali importanti, e che torna ad essere la base negoziale per il riavvio dei contratti stretti e delle relazioni future. Molti imprenditori italiani stanno chiedendo la riattivazione delle commesse sospese e il riavvio dei contratti interrotti. La Farnesina incoraggia e sostiene tutte le attivit\u00e0 preliminari, ma precisa anche che non \u00e8 tutto cos\u00ec immediato, anche se occorre essere pronti sin d\u2019ora e mirare a riprendere immediatamente l\u2019interscambio economico quando auspicabilmente nei prossimi mesi il quadro politico-istituzionale e di sicurezza si sar\u00e0 ulteriormente stabilizzato.<\/p>\n<p><strong>FONTE<\/strong>:<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2021\/04\/libia-italia-realismo\/\">https:\/\/formiche.net\/2021\/04\/libia-italia-realismo\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Emanuele Rossi) Il ruolo dell\u2019Italia in Libia \u00e8 solido. Ci sono diverse partite aperte, aspetti politici e tecnici legati anche al business, da trattare. 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