{"id":64216,"date":"2021-04-20T09:30:53","date_gmt":"2021-04-20T07:30:53","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64216"},"modified":"2021-04-19T23:48:10","modified_gmt":"2021-04-19T21:48:10","slug":"legitto-e-il-potenziamento-della-marina-nazionale-la-risposta-del-cairo-alle-nuove-sfide-del-mediterraneo-e-del-mar-rosso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64216","title":{"rendered":"L\u2019EGITTO E IL POTENZIAMENTO DELLA MARINA NAZIONALE: LA RISPOSTA DEL CAIRO ALLE NUOVE SFIDE DEL MEDITERRANEO E DEL MAR ROSSO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Flavia Troisi)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">A partire dalla vittoria elettorale del Presidente Al-Sisi nel 2014, l\u2019Egitto ha intrapreso un lungo processo di revisione della propria politica estera e di sicurezza in tutta l\u2019area MENA. Il Cairo ha infatti cercato di accrescere il proprio ruolo all\u2019interno dello scenario regionale, per porsi sempre pi\u00f9 come interlocutore strategico dell\u2019area. La volont\u00e0 di ritornare ad uno status di prestigio all\u2019interno dell\u2019arena internazionale si \u00e8 tuttavia dovuta presto confrontare con uno scenario regionale in rapida evoluzione, popolato di nuove e complesse minacce, un livello di tensione crescente e diverse crisi, localizzate sia all\u2019interno del Mediterraneo Orientale, che nell\u2019area del Mar Rosso. Proprio alla luce di ci\u00f2, \u00e8 sorta l\u2019urgente necessit\u00e0 di intraprendere un ambizioso programma per lo sviluppo delle capacit\u00e0 militari egiziane, necessario a sostenere un\u2019agenda di politica estera vivace e a tutelare gli interessi strategici del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Sul versante del Mar Mediterraneo Orientale, la scoperta di numerosi e ricchi giacimenti di gas naturale, nonch\u00e9 l\u2019assenza di un attore egemonico in grado di garantire la stabilit\u00e0 degli equilibri di forza, hanno dato vita ad un\u2019aspra competizione tra i Paesi costieri per l\u2019accesso alle risorse naturali. In particolar modo, l\u2019assertivit\u00e0 dimostrata dalla politica estera turca, a cui ha fatto seguito un vasto programma di ammodernamento del suo strumento militare marittimo, ha riacceso la storica rivalit\u00e0 tra Ankara ed Il Cairo. L\u2019innalzamento del livello di tensione nel Mediterraneo Orientale ha spinto in particolare l\u2019Egitto a sviluppare maggiori capacit\u00e0 di proiezione e pattugliamento, sia a scopo di generale deterrenza, sia al fine di garantire maggiore sicurezza e controllo sui propri diritti esplorativi e sulle proprie piattaforme estrattive off-shore, vere e proprie infrastrutture strategiche. Basti pensare che il giacimento di Zohr, gestito da ENI, attualmente soddisfa circa il 40% del fabbisogno energetico egiziano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Parallelamente, anche il quadro securitario del Mar Rosso \u00e8 andato progressivamente deteriorandosi. A livello macroscopico, si nota come gli equilibri regionali siano diventati negli ultimi anni sempre pi\u00f9 fragili, sia sul versante della Penisola arabica, che nel Corno D\u2019africa. Si \u00e8 dunque assistito ad una progressiva militarizzazione dell\u2019area: sempre pi\u00f9 attori esterni hanno installato ed ampliato infrastrutture militari in Paesi come Gibuti, Eritrea e Somalia, aumentando cos\u00ec il proprio attivismo nella regione e la proliferazione di materiale bellico nell\u2019area. A complicare il quadro, ai fenomeni criminogeni, pirateschi e terroristici che, seppur ormai sopiti, contribuiscono da sempre alla destabilizzazione delle acque del Mar Rosso, si \u00e8 intensificata, negli ultimi cinque anni, la problematica presenza iraniana. Teheran, interessata a contestare il sea control mantenuto dai principali security provider regionali e internazionali, sta utilizzando il proprio proxy, ovvero le milizie Houthi yemenite e la loro componente navale, per portare avanti azioni di disturbo, sabotaggio e naval guerrilla anche nel Mar Rosso. Tali azioni rappresentano per l\u2019Egitto una considerevole minaccia, non solo da un punto di vista securitario, ma anche economico, dal momento che il Paese, tra le altre cose, gestisce il principale snodo per il commercio tra Europa e Asia attraverso il Mar Rosso, ovvero il canale di Suez. Attraverso il Mar Rosso transitano quotidianamente merci dirette nel Mediterraneo per un valore approssimativo di dieci miliardi dollari e, come testimoniano i recenti fatti di cronaca, un eventuale blocco del flusso commerciale potrebbe causare ingenti danni per l\u2019intera economia mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La rinnovata instabilit\u00e0 del contesto regionale e la crescente necessit\u00e0 di difendere i propri interessi strategici all\u2019interno del dominio marittimo, hanno posto la Marina Militare egiziana di fronte ai propri limiti strutturali. Alla luce del livello di obsolescenza del proprio naviglio militare e della generale carenza infrastrutturale, Il Cairo ha recentemente intrapreso un programma di sviluppo capacitivo, installazione di nuove basi navali e di acquisizione di nuove piattaforme. A livello macroscopico, l\u2019Egitto vuole accrescere le proprie capacit\u00e0 di deterrenza e power projection, dotandosi di una flotta \u2018blue water\u2019 in grado di operare efficientemente anche al di fuori delle proprie acque territoriali, in uno spazio che si estende ipoteticamente dal Mediterraneo Occidentale allo Stretto di Bab el-Mandeb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Un importante pilastro di questo programma riguarda l\u2019ampliamento di alcune infrastrutture militari esistenti, nonch\u00e9 la costruzione di nuove basi navali in determinati punti nevralgici, cos\u00ec estendere il raggio operativo della Marina Militare, dunque l\u2019influenza egiziana sull\u2019area. Chiaro esempio \u00e8 l\u2019inaugurazione della base navale di Barnis (Berenice) sulla costa Est del Paese, avvenuta a dicembre 2020. Il sedime, gi\u00e0 esistente, \u00e8 stato ampliato per essere in grado di ospitare un maggior numero di mezzi della Marina, dell\u2019Aeronautica e dell\u2019Esercito egiziano. Le principali modifiche hanno riguardato la costruzione di nuovi hangar per la manutenzione dei velivoli, un ospedale militare e una terza pista d\u2019atterraggio dalla lunghezza di 3000 metri. Inoltre, \u00e8 stato costruito un nuovo molo, che raggiunge acque profonde 14 metri, che permetter\u00e0 dunque di ospitare navi di grande tonnellaggio e sottomarini. L\u2019installazione, situata in un punto strategico sulle coste meridionali dell\u2019Egitto, diverr\u00e0 una importantissima base logistica e operativa per la sorveglianza e la sicurezza delle acque del Mar Rosso a largo del Sudan, dove recentemente diversi attori stranieri, in primis la Turchia a Suakin e la Russia a Port Sudan, stanno investendo ingenti risorse per costruire nuove basi militari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Parallelamente, sul versante del Mediterraneo, \u00e8 in fase di costruzione la base di Ras Gargoub, poco distante dal confine con la Libia. La scelta del luogo rispecchia in primis l\u2019esigenza di incrementare la sicurezza delle proprie acque territoriali vicino alla Libia, a fronte dell\u2019ampliarsi del conflitto anche sul dominio marittimo e dei crescenti traffici illeciti che interessano la zona. In secondo luogo, la nuova base permetter\u00e0 al Cairo un nuovo punto di appoggio per meglio gestire le attivit\u00e0 di pattugliamento e di difesa dei propri interessi energetici off-shore e dei propri confini marittimi, alla luce della crescente assertivit\u00e0 turca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Per quanto riguarda invece le attivit\u00e0 di procurement, l\u2019Egitto oggi fa i conti con un significativo livello di obsolescenza della propria flotta. Occorre infatti sostituire diverse piattaforme risalenti agli anni \u201970 e \u201880, come ad esempio le fregate classe Knox di fabbricazione statunitense o le corvette spagnole classe Descubierta, aumentando al contempo il naviglio d\u2019altura necessario a dare vita ad una vera e propria flotta \u2018blue water\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il programma di acquisizione ha ottenuto un importante risultato tra il 2014 e il 2015 con l\u2019acquisto di due portaelicotteri da assalto anfibio (LHD) classe Mistral di produzione francese. L\u2019acquisto delle due unit\u00e0, la cui vendita fu negata alla Russia a seguito dei fatti di Crimea, ha permesso alla marina egiziana di divenire la prima marina araba a possedere tali capacit\u00e0 di proiezione e sbarco anfibio. Nello stesso anno, inoltre, l\u2019Egitto ha acquistato sempre dalla Francia quattro corvette multi-missione classe Gowind. L\u2019ultima della serie \u00e8 stata consegnata quest\u2019anno ed \u00e8 stata interamente prodotta in Egitto da Alexandria Naval for Maintenance and Industry. La particolarit\u00e0 dell\u2019accordo con la Francia, infatti, prevedeva che una delle navi fosse costruita localmente per favorire il trasferimento di know-how necessario ad imprimere un deciso sviluppo all\u2019industria cantieristica egiziana. Tutte e quattro le corvette sono dotate di una discreta suite missilistica prodotta da MBDA, composta da missili antiaerei MICA e missili antinave Exocet MM40.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Negli anni, l\u2019Egitto ha anche aumentato le commesse provenienti dalla Germania, trasformando Berlino in uno dei suoi principali partener per il settore della difesa. Secondo i dati dell\u2019Istituto Internazionale diRicerche sulla Pace di Stoccolma (SIPRI), nel 2019 l\u2019Egitto \u00e8 stato il pi\u00f9 grande importatore di tecnologia militare tedesca tra tutti i Paesi Arabi. Sempre nel 2019, Il Cairo ha acquistato quattro fregate di classe MEKO A-200EN. Si tratta di piattaforme in grado di espletare funzioni anti-sommergibile e di difesa aerea, andando a colmare un importante segmento all\u2019interno della Marina egiziana e ad estendere il suo raggio operativo. Anche questo contratto, come quello precedentemente stipulato con la Francia, prevede che una delle navi commissionate venga costruita localmente con il supporto tecnologico francese. Oltre a ci\u00f2, l\u2019Egitto si \u00e8 inoltre affidato nuovamente alla Germania per l\u2019acquisto di un nuovo pattugliatore costiero e di motovedette tipo TNC 35 e FPB 38, prodotti dall\u2019industria L\u00fcrssen, che andranno ad accrescere ulteriormente le capacit\u00e0 di pattugliamento e protezione delle proprie coste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Non da ultimo, nel corso del 2020, l\u2019Egitto ha acquistato due FREMM italiane, prodotte da Fincantieri ed inizialmente destinate alla Marina Militare Italiana. La vendita delle fregate, in configurazione \u2018General Purpose\u2019, rappresenta non solo un\u2019importante vetrina di lancio per la cantieristica militare italiana all\u2019interno del mondo arabo, ma fornisce alla Marina egiziana due piattaforme che ad oggi sono generalmente considerate le pi\u00f9 performanti e tecnologicamente avanzate presenti sul mercato. Con molta probabilit\u00e0, le due FREMM forniranno un\u2019importante capacit\u00e0 di deterrenza e la possibilit\u00e0 di un impiego rapido e flessibile dello strumento navale per la difesa dei propri interessi territoriali ed energetici, con particolare riferimento alla crescente competizione con la Turchia. L\u2019Egitto, inoltre, si \u00e8 recentemente affidato all\u2019Italia anche per l\u2019acquisto di 32 elicotteri utility medi, ventiquattro AW149 e otto AW189 prodotti da Leonardo. Non \u00e8 ancora ben chiaro come l\u2019Egitto disporr\u00e0 di questi nuovi mezzi, ma non \u00e8 da escludere un potenziale impiego sulle sue due LHD classe Mistral.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Seguendo un trend che nell\u2019ultimo decennio ha accomunato gran parte dei Paesi della sponda Sud-Est del Mediterraneo, anche l\u2019Egitto si sta preoccupando di rinnovare ed ampliare la propria componente sottomarina, anche a fronte di un\u2019innegabile recrudescenza del fenomeno di proliferazione ed attivit\u00e0 del naviglio sommergibile all\u2019interno del bacino mediterraneo. A fronte di una flotta obsoleta composta da 4 esemplari di SSK classe Romeo di importazione cinese, risalenti agli anni \u201980, Il Cairo sta acquisendo quattro sottomarini diesel-elettrici tipo 209\/1400mod di fabbricazione tedesca. Dei battelli, armati di siluri pesanti SeaHake mod 4 e missili antinave Harpoon Block II UGM-84L, tre sono stati consegnati tra il 2017 e il 2020, mentre l\u2019ultimo \u00e8 previsto per la fine dell\u2019anno corrente. La componente subacquea riveste un ruolo particolarmente rilevante per la difesa degli interessi strategici egiziani, non solo per la sicurezza del Mar Rosso e del Canale di Suez, ma soprattutto per il monitoraggio e la tutela dei cavi sottomarini. Da Suez, infatti passa tutto il traffico di dati dell\u2019Europa diretto verso Golfo, l\u2019Asia centrale e viceversa, che render\u00e0 il choke-point un ulteriore snodo nevralgico per l\u2019economia globale nel prossimo futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Sebbene l\u2019Egitto vanti da tempo una rilevante tradizione militare marittima, nonch\u00e9 una delle principali flotte del mondo arabo, negli scorsi decenni i rivolgimenti interni al Paese, la congiuntura geopolitica e i pesanti problemi finanziari, hanno fatto s\u00ec che la Marina militare egiziana accumulasse obsolescenza e gap strutturali. Con il ritorno de Il Cairo ad una politica estera attiva e, per certi versi, espansiva, all\u2019interno del bacino del Mediterraneo allargato, sorge oggi la necessit\u00e0 di una Marina in grado di operare su lunghe distanze, in un contesto sempre meno permissivo, all\u2019interno di spazi contestati su pi\u00f9 domini. I recenti acquisti indicano come l\u2019Egitto non stia semplicemente ammodernando la propria flotta in un\u2019ottica conservativa, ma stia cercando di cambiarne struttura e impostazione, per dotarsi di una flotta \u2018blue water\u2019 completa ed efficiente. Tale capacit\u00e0 d\u2019altura consentir\u00e0 al Paese non solo di tutelare al meglio i propri interessi strategici e le proprie rivendicazioni territoriali, ma anche di difendere i propri confini marittimi qualora il conflitto libico dovesse riaccendersi e proiettarsi sul mare, competere con la Turchia nella partita energetica del Mediterraneo Orientale, operare lungo tutto il bacino acquifero del Mar Rosso e oltre, nonch\u00e9 aumentare la propria influenza regionale attraverso lo strumento militare. Pertanto, la selezione di determinati interlocutori industriali lungo il processo di procurement, in particolare per le piattaforme pi\u00f9 grandi, \u00e8 spesso funzionale a tale agenda e si rivela uno strumento utile a consolidare relazioni internazionali chiave e fare dell\u2019Egitto un interlocutore sempre pi\u00f9 strategico all\u2019interno dell\u2019area MENA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cesi-italia.org\/articoli\/1319\/legitto-e-il-potenziamento-della-marina-nazionale-la-risposta-del-cairo-alle-nuove-sfide-del-mediterraneo-e-del-mar-rosso\">https:\/\/www.cesi-italia.org\/articoli\/1319\/legitto-e-il-potenziamento-della-marina-nazionale-la-risposta-del-cairo-alle-nuove-sfide-del-mediterraneo-e-del-mar-rosso<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Flavia Troisi) A partire dalla vittoria elettorale del Presidente Al-Sisi nel 2014, l\u2019Egitto ha intrapreso un lungo processo di revisione della propria politica estera e di sicurezza in tutta l\u2019area MENA. 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