{"id":64468,"date":"2021-04-30T08:30:31","date_gmt":"2021-04-30T06:30:31","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64468"},"modified":"2021-04-29T20:51:06","modified_gmt":"2021-04-29T18:51:06","slug":"recovery-e-sanita-20-miliardi-non-bastano-medicina-di-base-ancora-trascurata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64468","title":{"rendered":"RECOVERY E SANIT\u00c0 \u201c20 miliardi non bastano, medicina di base ancora trascurata\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Da: Il Sussidiario (Marco Biscella)<\/strong><\/p>\n<p>Risorse per 20,2 miliardi, di cui quasi la met\u00e0 destinate a pi\u00f9 cure e servizi di prossimit\u00e0, in un\u2019ottica di maggiore integrazione con i servizi sociali, senza trascurare la spinta alla digitalizzazione del sistema sanitario, compresa la telemedicina. Sono gli architravi su cui poggia il capitolo del <strong>Recovery<\/strong> plan dedicato al rafforzamento e all\u2019innovazione della sanit\u00e0. L\u2019obiettivo \u00e8 anche quello di cercare di uscire dalla logica ospedalocentrica, che in questo anno di emergenza Covid ha mostrato la corda.<\/p>\n<p>Bastano le risorse messe in campo? E il dimezzamento, rispetto al piano Conte, di case di comunit\u00e0 e ospedali di comunit\u00e0, potrebbe rendere pi\u00f9 arduo il raggiungimento di questo obiettivo? Ci sono altri punti deboli che andrebbero affrontati per migliorare la sanit\u00e0 italiana? Lo abbiamo chiesto ad Augusto Pan\u00e0, esperto di igiene, sanit\u00e0 pubblica e medicina preventiva.<\/p>\n<p><strong>Il piano Speranza chiedeva 68 miliardi per la sanit\u00e0. Il Recovery plan ne prevede poco pi\u00f9 di 20 miliardi per la sanit\u00e0. Dopo anni di tagli, \u00e8 una cifra congrua?<\/strong><\/p>\n<p>Per ammodernare la sanit\u00e0 non \u00e8 una cifra congrua: pu\u00f2 aiutare molto, ma non \u00e8 sufficiente, soprattutto a livello di personale e organizzazione efficienti, servirebbe di pi\u00f9. Comunque 20 miliardi sono sempre meglio rispetto ai 9 miliardi di cui si parlava. Immagino, comunque, che siano state valutate e calcolate tutte le esigenze.<\/p>\n<p><strong>Nove miliardi saranno destinati al potenziamento dell\u2019assistenza domiciliare, scommettendo su due modelli: case della comunit\u00e0, molto simili alle case della salute, e ospedali di comunit\u00e0. L\u2019obiettivo \u00e8 ridurre il modello ospedalocentrico, che con la pandemia Covid ha mostrato un po\u2019 la corda. Una scelta condivisibile?<\/strong><\/p>\n<p>Certamente. Tant\u2019\u00e8 vero che l\u2019ospedale di comunit\u00e0 e le case di comunit\u00e0 sono inseriti nell\u2019ambito dell\u2019assistenza primaria, non nell\u2019assistenza ospedaliera. L\u2019assistenza primaria non \u00e8 solo il medico di famiglia che da solo cura il paziente, \u00e8 qualcosa di molto pi\u00f9 complesso e pu\u00f2 essere ben espletata proprio se vengono organizzate le case della comunit\u00e0 vere e proprie, che fanno da filtro importante per l\u2019assistenza ospedaliera.<\/p>\n<p><strong>In che modo?<\/strong><\/p>\n<p>Negli ospedali non solo finiscono spesso malati che non dovrebbero mai esserci andati, ma ci sono anche malati curati e guariti da una patologia grave che poi hanno bisogno di assistenza. Gli ospedali di comunit\u00e0 potrebbero assolvere a questo compito, valorizzando soprattutto il ruolo e le funzioni degli infermieri. La presenza del medico pu\u00f2 anche essere pi\u00f9 saltuaria. Negli ospedali di comunit\u00e0, oltre a ricoverare pazienti dimessi che devono completare la convalescenza, si potrebbero ospitare anche pazienti lungodegenti, che \u00e8 inutile e molto costoso tenere per mesi in un letto d\u2019ospedale.<\/p>\n<p><strong>Per le case di comunit\u00e0 e per gli ospedali di comunit\u00e0 meglio realizzare strutture nuove o riammodernare i piccoli ospedali in gran parte chiusi negli ultimi anni?<\/strong><\/p>\n<p>Ci sono ospedali di comunit\u00e0, che sono strutture intermedie tra l\u2019assistenza a domicilio e quella in ospedale, che gi\u00e0 sono presenti all\u2019interno dei nosocomi. Ma sarebbe opportuno anche riutilizzare in tal senso i piccoli ospedali chiusi o i molti ospedali che sono stati costruiti ma mai aperti e utilizzati.<\/p>\n<p><strong>Rispetto al piano del governo Conte, il Recovery plan del governo Draghi ha dimezzato il numero delle case di comunit\u00e0 (da 2.564 a 1.288) e degli ospedali di comunit\u00e0 (da 753 a 381) previsti sul territorio. Questo taglio potrebbe rendere pi\u00f9 difficile la deospedalizzazione della sanit\u00e0 italiana?<\/strong><\/p>\n<p>Non \u00e8 un problema di numeri, ma organizzativo. Si pu\u00f2 benissimo raggiungere l\u2019obiettivo anche con meno strutture, ma certamente con pi\u00f9 personale dedicato. Sar\u00e0 fondamentale indicare con precisione requisiti e organizzazione di queste strutture.<\/p>\n<p><strong>Si punta molto anche sulla digitalizzazione, potenziando il Fascicolo sanitario elettronico e ammodernando le apparecchiature negli ospedali. Bastano questi interventi o serve altro?<\/strong><\/p>\n<p>La digitalizzazione della sanit\u00e0, che \u00e8 un processo ormai incontrovertibile e irrinunciabile, si affianca benissimo, come sottolinea tra l\u2019altro lo stesso Recovery plan, allo sviluppo della telemedicina, nella quale io credo moltissimo, perch\u00e9 serve ad alleggerire le strutture.<\/p>\n<p><strong>Si vorrebbe andare verso una maggiore e pi\u00f9 efficiente integrazione tra sanit\u00e0 e servizi sociali. Che ne pensa?<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 un\u2019ottica giustissima, se ne parla da decenni. Il problema \u00e8: ci riusciranno? In tal caso, sarebbe tanto di guadagnato.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec difficile integrare questi due sistemi?<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 soprattutto una questione di risorse, che per i servizi sociali sono molto pi\u00f9 scarse. L\u2019integrazione invece \u00e8 fondamentale, perch\u00e9 non si fa salute solo curando il paziente. Il 20% dei risultati derivano dall\u2019assistenza ospedaliera, il resto dipende dalla cultura, dall\u2019educazione sanitaria della popolazione. E noi in Italia parliamo pi\u00f9 di promozione della salute che di educazione sanitaria.<\/p>\n<p><strong>Ci sono gi\u00e0 esempi in atto di questa integrazione?<\/strong><\/p>\n<p>In diverse Asl della Toscana \u00e8 prevista una collaborazione stretta tra il medico e gli altri attori collegati con la promozione della salute.<\/p>\n<p><strong>Nel Recovery si dice poco o nulla rispetto alla richiesta di ripensare il ruolo di medici di famiglia e pediatri. Un\u2019occasione sprecata, visto che la medicina territoriale \u00e8 stata il tallone d\u2019Achille nel contrasto all\u2019epidemia?<\/strong><\/p>\n<p>Quella che \u00e8 completamente mancata in questa pandemia \u00e8 l\u2019organizzazione sanitaria territoriale, soprattutto in certe regioni, che hanno ospedalizzato troppo. Ma non \u00e8 solo il medico o il pediatra di famiglia a dover garantire questo filtro: ci sono anche i distretti socio-sanitari, i Dipartimenti di prevenzione delle Asl\u2026\u00a0 E\u2019 necessario integrare queste funzioni per avere una buona assistenza sanitaria territoriale e tutte queste figure avrebbero fatto da filtro anche per il Covid.<\/p>\n<p><strong>Ci sono ambiti e interventi che meritano maggiore attenzione per migliorare il servizio sanitario?<\/strong><\/p>\n<p>Sarebbe importante raddoppiare i medici ospedalieri e gli infermieri. L\u2019Italia soffre di una pesante carenza di personale, a confronto con altri paesi, Germania in testa. E c\u2019\u00e8 carenza di competenze: per fare assistenza e igiene pubblica bisogna conoscere le tecnologie, la prevenzione, l\u2019organizzazione sanitaria. Tutto ci\u00f2 faciliterebbe anche l\u2019attivit\u00e0 clinica<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/recovery-e-sanita-20-miliardi-non-bastano-medicina-di-base-ancora-trascurata\/2163253\/\">https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/recovery-e-sanita-20-miliardi-non-bastano-medicina-di-base-ancora-trascurata\/2163253\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da: Il Sussidiario (Marco Biscella) Risorse per 20,2 miliardi, di cui quasi la met\u00e0 destinate a pi\u00f9 cure e servizi di prossimit\u00e0, in un\u2019ottica di maggiore integrazione con i servizi sociali, senza trascurare la spinta alla digitalizzazione del sistema sanitario, compresa la telemedicina. Sono gli architravi su cui poggia il capitolo del Recovery plan dedicato al rafforzamento e all\u2019innovazione della sanit\u00e0. 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