{"id":64474,"date":"2021-04-30T09:30:22","date_gmt":"2021-04-30T07:30:22","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64474"},"modified":"2021-04-29T22:20:55","modified_gmt":"2021-04-29T20:20:55","slug":"la-turchia-alla-conquista-di-sahel-e-africa-occidentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64474","title":{"rendered":"La Turchia alla conquista di Sahel e Africa occidentale"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>(Emanuel Pietrobon)<\/strong><\/p>\n<div class=\"kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Gli ottomani hanno fatto (nuovamente) ingresso nel continente nero, dove hanno costruito e\/o stanno costruendo avamposti dai porti arabi contermini al Mediterraneo al Sahel e dalle terre insanguinate del corno d\u2019Africa al Capo di Buona Speranza, e ivi sono giunti con un obiettivo preciso: restare e, possibilmente, prosperare ed espandersi a spese altrui, o meglio a spese di potenze logore, sfibrate e senili come Italia e Portogallo.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Relativamente poche le nazioni dell\u2019Africa subsahariana che non sono state interessate dal nuovo pivot geostrategico dell\u2019agenda estera della presidenza Erdogan, che, studiata meticolosamente e implementata con altrettanta cura, ha permesso alla Turchia di fare ingresso in quell\u2019area ad accesso limitato nota come Fran\u00e7afrique, di sbarcare nell\u2019estremo capo meridionale del continente, cio\u00e8 il Sudafrica, di allargarsi nello spazio ex coloniale portoghese, di subentrare all\u2019Italia tra Libia e Somalia e di posare lo sguardo sull\u2019Atlantico via Sahel e Africa occidentale.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">La presenza turca tra Sahel e Africa di ponente<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Il paragrafo occidentale dell\u2019Africa \u00e8 uno dei perni dell\u2019agenda estera della Turchia per il continente nero. L\u2019obiettivo, dal Sahara al Sahel, \u00e8 quello di costruire una rete capillare di alleanze informali e partenariati strategici funzionali all\u2019ottenimento di spazi di manovra laddove possibile, ossia ovunque le piccole, medie e grandi potenze occidentali, dalla Francia al Portogallo, abbiano lasciato dei vuoti potenzialmente colmabili.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Le ragioni di Ankara sono legate al fatto che mentre il corno d\u2019Africa \u00e8 la porta d\u2019ingresso al continente, l\u2019Africa occidentale \u00e8 la porta che d\u00e0 sull\u2019Atlantico, sogno recondito di ogni sultano dell\u2019impero ottomano, mentre il Sahel \u00e8 un punteruolo utilizzabile in chiave antieuropea. In questo contesto si lega il progressivo riorientamento dell\u2019ago della bussola dell\u2019agenda africana dell\u2019AKP da levante a ponente, come mostrano e dimostrano i tour dell\u2019anno scorso di Recep Tayyip Erdogan, in visita in Gambia e Senegal, e di Mevlut Cavusoglu, sbarcato in Togo, Niger e Guinea Equatoriale.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Dal 2017 ad oggi, il governo turco ha organizzato visite di lavoro nei teatri pi\u00f9 geostrategicamente e politicamente rilevanti dell\u2019Africa occidentale, come Ciad, Costa d\u2019Avorio, Gambia, Guinea Equatoriale, Mali, Mauritania, Niger, Nigeria e Togo, ivi focalizzando l\u2019agenda dell\u2019inaugurazione di ambasciate \u2013 cresciute da 12 a 42 fra il 2002 e il 2019; tra le ultime quelle di Lom\u00e9 e Malabo \u2013 e la finalizzazione di accordi di cooperazione in materia di sicurezza \u2013 pi\u00f9 di 35 nell\u2019intero continente, gran parte dei quali siglati con stati-chiave della regione, tra i quali Benin, Ciad, Costa d\u2019Avorio, Mauritania, Niger e Nigeria.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">L\u2019erogazione di servizi attinenti alla sicurezza, spazianti dall\u2019antiterrorismo all\u2019intelligence e dalla formazione dei quadri militari al finanziamento del G5 Sahel, \u00e8 affiancata e accompagnata dall\u2019impiego di instrumenta regni la cui efficacia \u00e8 stata gi\u00e0 collaudata con successo nello spazio ex ottomano, ovvero religione, cultura, intrattenimento, istruzione, infrastrutture, commercio, investimenti e cooperazione allo sviluppo.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">La Turchia ha ottenuto una parte significativa dell\u2019attuale influenza grazie alla TIKA (Turkish Cooperation and Coordination Agency), che ha fatto breccia nelle terre dell\u2019Africa occidentale pi\u00f9 afflitte dalla scarsit\u00e0 idrica, come Senegal, Ciad e Niger, costruendo gratuitamente pozzi e sistemi di depurazione dell\u2019acqua, prestando a prezzi modici le proprie ditte edili in maxi-cantieri come il Palazzo dello sport di Dakar e stabilendo consigli per gli affari aventi il duplice obiettivo di incrementare gli scambi commerciali e gli investimenti diretti turchi in entrata in questa parte di continente.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Il Senegal \u00e8 uno dei casi studio pi\u00f9 emblematici: ex colonia francese, che continua ad avere nella Francia il principale investitore straniero, nell\u2019ultimo decennio ha aumentato l\u2019interscambio commerciale con la Turchia di sedici volte, la quale ha qui costruito, tra le altre cose, un aeroporto internazionale e un maxi-stadio, ed \u00e8 attualmente coinvolta nella realizzazione di ventinove progetti del valore di 775 milioni di dollari.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Un ruolo pivotale, TIKA, investitori e grandi privati a parte, sta venendo giocato dalla compagnia SADAT \u2013 che ivi ha concluso accordi con Ciad e Costa d\u2019Avorio \u2013, dalla Fondazione Maarif \u2013 che ha uffici, scuole e uffici di rappresentanza nei Paesi pi\u00f9 importanti dell\u2019area, come Ciad, Gambia, Mali, Mauritania, Niger, Senegal e Sierra Leone \u2013, dalla Croce Rossa Turca, dal Direttorato degli Affari religiosi (Diyanet) e dalla Federazione turca delle associazioni umanitarie.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">I rischi per l\u2019Europa<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">Nei mesi scorsi il capo dell\u2019Eliseo, Emmanuel Macron, aveva fatto scalpore accusando la Turchia di essere dietro alla diffusione di sentimenti francofobi in una parte crescente di Sahel e Africa occidentale, che starebbe alimentando facendo leva sul \u201crisentimento postcoloniale\u201d. Moschee, centri culturali e informazione sarebbero i mezzi impiegati da Ankara per inculcare nelle popolazioni sahariane e subsahariane pregiudizi e sentimenti di odio strumentalizzabili a detrimento di Parigi, e il semplice fatto che ci\u00f2 stia avvenendo, e che sia stato dato in pasto alla stampa da Macron, dovrebbe aiutare anche i meno esperti ad avere un\u2019idea del cambio di paradigma in corso.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">La Fran\u00e7afrique non \u00e8 mai stata cos\u00ec poco francese, e il merito, oltre dell\u2019entrata in scena della Cina e del ritorno della Russia, \u00e8 anche e soprattutto di quel giocatore sul quale nessuno aveva scommesso: la Turchia. I rischi di una turchizzazione di Sahel e Africa di ponente sono estremamente elevati: \u00e8 da qui, invero, che parte la stragrande maggioranza delle carovane di migranti economici, profughi climatici e rifugiati che, attraversando il deserto del Sahara e giungendo in Libia, cercano infine di approdare in Europa. Ma \u00e8 anche qui, inoltre, che negli anni recenti si \u00e8 assistito ad un crescendo di instabilit\u00e0 e violenze dovuto all\u2019espansione di islam radicale e terrorismo jihadista.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify\">Scritto e spiegato altrimenti, possedere le chiavi di Sahel e Africa occidentale equivale a controllare i flussi migratori in direzione dell\u2019Europa, da qui i timori dell\u2019Eliseo concernenti l\u2019espansione di Ankara; timori che dovremmo fare nostri, proponendo ai cugini d\u2019Oltralpe di formulare una strategia di contenimento antiturco da portare avanti congiuntamente, perch\u00e9 la storia recente ha dimostrato che il Bel Paese \u00e8 la porta d\u2019accesso all\u2019Europa prediletta dai trafficanti di esseri umani.<\/div>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=https%3A%2F%2Fit.insideover.com%2Fpolitica%2Fla-turchia-alla-conquista-di-sahel-e-africa-occidentale.html%3Ffbclid%3DIwAR2qkGK_IXJhrnF0m0cngoh5KCSvrowKk0E-55ZGe7k086mWMqpNbOLPNXk&amp;h=AT2WDI--glVVLoSxD5cd2S4xtRo3EIF1XexGi4bJ0ypYFF-vJL4GFZEnLsyKQQ_1agQPOvPzuOTiTg9uKXKii50qsxvrf1KH93u3SS2qFE3RnFCnWnGTat5kvCg4iI44d1Ci&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AT2fOjFBM5c-fTkeo8AGIappDNjopr4_0X8kubMYAx9qt6Keibup209ba9ZasDkSGnXh89rJh3ysfhEboCwpoSQWlzu-wkdykPWQhmELz5kTNsRBVEo20_S2dIXTECB3vePdZzmiKLxRMK4eeduIm6vLOgj79D7qwGMzF8CCvC5i22g\">https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=https%3A%2F%2Fit.insideover.com%2Fpolitica%2Fla-turchia-alla-conquista-di-sahel-e-africa-occidentale.html%3Ffbclid%3DIwAR2qkGK_IXJhrnF0m0cngoh5KCSvrowKk0E-55ZGe7k086mWMqpNbOLPNXk&amp;h=AT2WDI&#8211;glVVLoSxD5cd2S4xtRo3EIF1XexGi4bJ0ypYFF-vJL4GFZEnLsyKQQ_1agQPOvPzuOTiTg9uKXKii50qsxvrf1KH93u3SS2qFE3RnFCnWnGTat5kvCg4iI44d1Ci&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AT2fOjFBM5c-fTkeo8AGIappDNjopr4_0X8kubMYAx9qt6Keibup209ba9ZasDkSGnXh89rJh3ysfhEboCwpoSQWlzu-wkdykPWQhmELz5kTNsRBVEo20_S2dIXTECB3vePdZzmiKLxRMK4eeduIm6vLOgj79D7qwGMzF8CCvC5i22g<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO\u00a0 (Emanuel Pietrobon) Gli ottomani hanno fatto (nuovamente) ingresso nel continente nero, dove hanno costruito e\/o stanno costruendo avamposti dai porti arabi contermini al Mediterraneo al Sahel e dalle terre insanguinate del corno d\u2019Africa al Capo di Buona Speranza, e ivi sono giunti con un obiettivo preciso: restare e, possibilmente, prosperare ed espandersi a spese altrui, o meglio a spese di potenze logore, sfibrate e senili come Italia e Portogallo. 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