{"id":64503,"date":"2021-05-03T08:30:51","date_gmt":"2021-05-03T06:30:51","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64503"},"modified":"2021-05-02T14:15:08","modified_gmt":"2021-05-02T12:15:08","slug":"primo-maggio-a-lutto-nel-nome-della-resilienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64503","title":{"rendered":"Primo Maggio a lutto nel nome della resilienza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LA CITT\u00c0 FUTURA (Federico Giusti)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-64504\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/51f0667b4fc7e65aab09035b8d9ac30a_XL-300x180.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/51f0667b4fc7e65aab09035b8d9ac30a_XL-300x180.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/51f0667b4fc7e65aab09035b8d9ac30a_XL-768x461.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/51f0667b4fc7e65aab09035b8d9ac30a_XL.jpg 770w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>In un Primo Maggio a scarsa agibilit\u00e0, il piano italiano di ripresa e resilienza costituisce un\u2019occasione mancata. Si privilegiano le grandi opere, si devasta il territorio, si intensifica lo sfruttamento e la sanit\u00e0 langue.<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella repubblica \u201cfondata sul lavoro\u201d il Primo Maggio dovrebbe essere l\u2019occasione di una riflessione sul pluridecennale degrado delle condizioni dei lavoratori. Una riflessione non fine a se stessa, ma tale da poterne trarre indicazioni per invertire questa rotta. Oltretutto questo Primo Maggio, in cui non \u00e8 possibile nemmeno manifestare, i lavoratori, oltre a dolersi delle consuete angherie,\u00a0<b>devono subire i contraccolpi di questa pandemia che significano spesso perdita di lavoro e di salario e dilagare di modalit\u00e0 lavorative che, pi\u00f9 che essere\u00a0<\/b><a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/economia-e-lavoro\/lo-smart-working-abbatte-i-costi-e-i-diritti-dei-lavoratori\"><b>\u201csmart\u201d<\/b><\/a><b>, riecheggiano un ritorno all\u2019Ottocento<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma la politica guarda altrove perch\u00e9, in barba alla costituzione formale, ne coltiva una di fatto che subordina i diritti dei lavoratori a quelli dell\u2019impresa e del mercato. Guardiamo per esempio come si accinge a impiegare i soldi del\u00a0<i>Recovery Fund<\/i>. Il governo italiano ha presentato il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/interni\/le-mani-sui-fondi-europei\">Piano nazionale di ripresa e resilienza<\/a>\u00a0(Pnrr) destinando il 51% delle risorse al settore infrastrutturale rispetto al 32% della Spagna, il 22% della Francia, il 20-25% della Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Perch\u00e9 investire met\u00e0 delle risorse alle infrastrutture? Perch\u00e9 per settimane enti locali e imprese hanno presentato innumerevoli progetti di investimenti costruiti secondo i desiderata delle associazioni datoriali e dei poteri forti dell\u2019economia? Siamo di fronte al rischio che una cospicua parte di tali infrastrutture consistano nelle\u00a0<b>grandi opere che hanno devastato i nostri territori a discapito delle necessarie bonifiche dei troppi siti inquinati e della riconversione ecologica di produzioni nocive all\u2019ambiente, causa di una lunga scia di morti e devastazioni del territorio<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Primo Maggio 2021 \u00e8 il secondo dell\u2019era pandemica, la crisi non \u00e8 solo causata dal virus ma le contraddizioni principali del sistema capitalistico stanno provocando un autentico tsunami. Nulla torner\u00e0 come prima. Il ritorno alla normalit\u00e0 sar\u00e0 possibile solo attuando processi di ristrutturazione che cancelleranno migliaia di posti di lavoro, dal trasporto aereo agli appalti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le riforme annunciate potrebbero essere gestite in nome dell\u2019abbattimento del costo del lavoro accrescendo le disuguaglianze economiche e sociali. Draghi del resto, prima di divenire capo del governo, ha copresieduto un gruppo di lavoro del G30 nel cui documento conclusivo si\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/tutto-il-potere-alle-banche\">caldeggiava la scomparsa di un po\u2019 di imprese\u00a0<\/a>\u201czombie\u201d che tendono a mantenere troppo elevato il costo del lavoro, elevando la domanda di addetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Venendo ai diritti, non \u00e8 secondaria la\u00a0<b>cancellazione delle casuali nei contratti a tempo determinato<\/b>, ad oggi sospensione temporanea, che sono state sempre avversate dalle associazioni datoriali e perfino dai sindacati, per i quali ormai la difesa dell\u2019occupazione non significa rivendicare contratti stabili e a tempo indeterminato e che stanno cedendo al ricatto della precariet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La crisi dell\u2019Italia ha origini lontane. Lo stesso Pnrr inizia con pagine descrittive della perdita di Pil e di competitivit\u00e0 del nostro paese. Le cause di questa situazione sono da ricercare nelle privatizzazioni, nei disinvestimenti in settori come la ricerca, la scuola e la sanit\u00e0 ma anche nella costante riduzione del costo del lavoro attraverso privatizzazioni e delocalizzazioni.\u00a0<b>La riduzione del costo del lavoro \u00e8 stato il faro guida dell\u2019azione governativa tanto nel centrosinistra quanto nel centrodestra,<\/b>\u00a0entrambi asserviti alle logiche neoliberiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Pnrr non segna una inversione di tendenza reale, non ci sembra di leggervi che le politiche di contenimento dei costi del lavoro e di riduzione del debito siano la causa della crisi che attanaglia soprattutto i paesi del Sud Europa, nazioni che pi\u00f9 di altre hanno dovuto\u00a0<b>cedere sovranit\u00e0 in materia di economia, riducendo il welfare, disinvestendo nella pubblica amministrazione, impoverendo e mortificando sanit\u00e0 e istruzione pubblica<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si parla di grandi riforme ma se guardiamo a quanto accade in materia di appalti e di pubblica amministrazione le note sono solo dolenti tra deroghe al sistema di controlli, affidamenti diretti di appalti e processi di riorganizzazione dei settori pubblici che rischiano di piegare gli Enti locali ai voleri delle imprese. Nel nuovo lessico rovesciato \u201criforma\u201d sta per \u201ccontroriforma\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si parla di rivoluzione digitale in un paese nel quale la banda larga \u00e8 ancora poco diffusa, con tanti uffici pubblici sprovvisti di banche dati e sistemi di rete, con strumenti informatici obsoleti e tanti programmi innovativi non ancora disponibili. La stessa formazione rischia di essere un cavallo di Troia per il sindacato se a pagarne i costi saranno i lavoratori e le lavoratrici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Una pubblica amministrazione funzionante ed efficiente necessita di personale<\/b>, ma i nuovi concorsi riusciranno a malapena a compensare i pensionamenti degli ultimi tempi e non saranno sufficienti a recuperare le migliaia di unit\u00e0 perdute negli enti locali, nella sanit\u00e0 e nel settore della ricerca, per non parlare poi del sistema di controlli, dalle Asl agli ispettorati del lavoro, ormai inadeguati a causa degli organici ridotti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Parlare di riconversione ecologica in Italia significa mappare i siti inquinati. Al contrario\u00a0<b>ogni giorno scopriamo che sono stati interrati rifiuti speciali e probabilmente tossici con operazioni condotte dalla malavita organizzata che ha beneficiato della copertura di settori politici<\/b>\u00a0tra fenomeni corruttivi diffusi e leggi costruite ad hoc, come nel caso, finalmente all\u2019attenzione dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, della Toscana, una volta \u201crossa\u201d, dove alcune leggi vengono ispirate da imprese interessate e colluse con i poteri mafiosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Pnrr \u00e8 forse l\u2019occasione mancata dalle forze politiche e sindacali.\u00a0<b>I piani di investimento riservano ben poche risorse alla sanit\u00e0, alla prevenzione, all\u2019edilizia popolare, al risanamento ambientale, alla riconversione ecologica di produzioni nocive per l\u2019umanit\u00e0<\/b>. Non si investe realmente per restituire forza, dignit\u00e0 e concretezza all\u2019agire pubblico, ormai subalterno ai voleri del privato. Manca un piano di investimento credibile sul lavoro a partire dalla cancellazione di quella precariet\u00e0 occupazionale e contrattuale che \u00e8 tra le cause della crisi del nostro paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Nonostante le limitazioni in essere, questo Primo Maggio dovrebbe essere pi\u00f9 che mai un Primo Maggio di lotta.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/primo-maggio-a-lutto-nel-nome-della-resilienza\">https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/primo-maggio-a-lutto-nel-nome-della-resilienza<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA CITT\u00c0 FUTURA (Federico Giusti) In un Primo Maggio a scarsa agibilit\u00e0, il piano italiano di ripresa e resilienza costituisce un\u2019occasione mancata. Si privilegiano le grandi opere, si devasta il territorio, si intensifica lo sfruttamento e la sanit\u00e0 langue. 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