{"id":64506,"date":"2021-05-03T09:30:22","date_gmt":"2021-05-03T07:30:22","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64506"},"modified":"2021-05-02T14:23:23","modified_gmt":"2021-05-02T12:23:23","slug":"nella-nuova-fabbrica-dove-cambia-il-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64506","title":{"rendered":"Nella nuova fabbrica dove cambia il lavoro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di ARIANNA EDITRICE (Mario Bozzi Sentieri)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-64507\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/0-80960-300x178.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"178\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/0-80960-300x178.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/0-80960.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 2018 l\u2019Italia ha esportato beni per 463 miliardi di euro, prodotti da oltre quattro milioni di lavoratori dell\u2019industria. E\u2019 il segno immediato di un Paese che continua a collocarsi ai vertici dei produttori manifatturieri del mondo. Malgrado ci\u00f2 la nuova dimensione della Fabbrica e del Lavoro che la anima continua ad essere sottovalutata. A cominciare dalla rottura della vecchia divisione tra operai ed impiegati. Oggi entrambi lavorano fianco a fianco, utilizzando spesso i medesimi tablet e computer, seppure con funzioni diverse, ma spesso integrandosi, in ragione del miglioramento dei processi produttivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019idea dell\u2019operaio fordista appartiene al passato. La stessa logica del prodotto standardizzato, risultato di un processo ripetitivo di \u201cassemblamento\u201d delle diverse componenti, lascia gradualmente il campo ad oggetti \u201cpersonalizzati\u201d, unici seppure prodotti in serie, in quanto segnati dall\u2019apporto creativo del lavoratore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 il cosiddetto ingaggio cognitivo, ovvero la possibilit\u00e0 data agli operai di non lavorare solo con le mani, ma di contribuire al miglioramento del processo produttivo anche con idee o comunque con un ruolo attivo nell\u2019organizzazione del lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019operaio mero esecutore lascia il campo all\u2019operatore \u201cintegrato\u201d, capace di dialogare con le macchine ma anche di formulare proposte autonome, in grado di migliorare il valore aggiunto del prodotto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel contempo la nuova fabbrica dilata i suoi spazi produttivi e creativi, sia alla base che al vertice della catena produttiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alla base l\u2019attivit\u00e0 manifatturiera si alimenta dell\u2019abilit\u00e0 e della conoscenza del prodotto da parte dell\u2019operaio, in grado di migliorane la qualit\u00e0 e di determinarne \u2013 ove richiesto \u2013 l\u2019unicit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al vertice l\u2019azienda dovr\u00e0 essere sempre pi\u00f9 integrata con il territorio, con i centri di ricerca, con le universit\u00e0, diventando il collettore della capacit\u00e0 innovativa, dell\u2019abilit\u00e0 manifatturiera, dell\u2019immaginazione e dell\u2019emozione espressi dal prodotto. Al punto che si dovr\u00e0 parlare di hub manifatturieri, all\u2019interno dei quali favorire la crescita di imprese in grado di assemblare oggetti complessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al centro di questi processi di trasformazione c\u2019\u00e8 la figura del lavoratore sempre pi\u00f9 consapevole del proprio ruolo, attivo rispetto alle scelte aziendali, capace di \u201cfare squadra\u201d piuttosto che \u2013 come nel passato \u2013 di \u201cessere in squadra\u201d, gerarchicamente subalterno e passivo. Il modello \u00e8 quello dell\u2019azienda \u201corizzontale\u201d, lungo le linee produttive, in grado di collocare allo stesso livello funzionale manager, tecnici, operai specializzati. Non sono solo ipotesi di lavoro o elaborazioni di qualche sociologo d\u2019avanguardia. Sono la realt\u00e0 dei sistemi di organizzazione produttiva adottati dalle industrie capofila delle filiere aziendali, attraverso il cosiddetto World Class Manufacturing (WCM): un programma di innovazione basato sul miglioramento continuo, con un sistema integrato di derivazione Giapponese, che prevede l\u2019eliminazione di ogni tipo di spreco e perdita (Muda) con il coinvolgimento di tutti, attraverso l\u2019impegno rigoroso di metodi e standard.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019implementazione del programma di ciascuno pilastro avviene secondo sette passaggi che portano l\u2019azienda da uno stato Reattivo (si reagisce quando nasce un problema) ad uno Preventivo (utilizza le esperienze per evitare il ripetersi di problemi gi\u00e0 verificatesi, incluso problemi simili in altre condizioni), per traguardare uno stato Proattivo (in accordo con l\u2019analisi di rischio Risk Assessment, utilizza le appropriate azioni correttive per prevenire la possibilit\u00e0 che accada uno specifico problema).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un ruolo fondamentale in questi processi d\u2019integrazione, lavorativi e sociali, \u00e8 la formazione permanente, attraverso la nascita di vere e proprie scuole del lavoro dentro le fabbriche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratta di strutture semplici, affidate a squadre di pochissimi elementi specializzati, che ospitano aule o laboratori dove gruppi di lavoratori vengono invitati a studiare e a rielaborare i processi produttivi nella pi\u00f9 totale libert\u00e0. Lo scambio capitale-lavoro in queste strutture produce operazioni win-win: lavorare meglio significa permettere al lavoratore di esprimere il proprio talento creativo, ma si traduce anche in una sensibile riduzione dei costi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Siamo agli albori di un nuovo Umanesimo ? La sfida \u00e8 certamente su questo piano. Quello che Giovanni Gentile individuava come il portato di una nuova cultura, di una nuova dignit\u00e0 per il lavoratore, che proprio perch\u00e9 tale crea la sua umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questo, anche a questo, invitano a pensare la \u201cnuova fabbrica\u201d ed i nuovi modelli organizzativi del lavoro: ad un lavoratore \u201cqualitativamente e quantitativamente differenziato attraverso il lavoro che compie\u201d, in grado di dare il proprio contributo ai nuovi processi produttivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articoli\/nella-nuova-fabbrica-dove-cambia-il-lavoro\">https:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articoli\/nella-nuova-fabbrica-dove-cambia-il-lavoro<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ARIANNA EDITRICE (Mario Bozzi Sentieri) Nel 2018 l\u2019Italia ha esportato beni per 463 miliardi di euro, prodotti da oltre quattro milioni di lavoratori dell\u2019industria. 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