{"id":64535,"date":"2021-05-03T23:13:32","date_gmt":"2021-05-03T21:13:32","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64535"},"modified":"2021-05-03T23:50:46","modified_gmt":"2021-05-03T21:50:46","slug":"il-primo-maggio-dei-poteri-dominanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64535","title":{"rendered":"Il Primo Maggio dei poteri dominanti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di DIEGO MUNEGHINA (RI Pisa)<\/p>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Il lavoro \u00e8 un diritto, come afferma la nostra Costituzione, ma per l\u2019attuale classe dominante liberista la visione \u00e8 tutt\u2019altra. A dimostrazione una recente intervista a Tito Boeri, Bocconiano ed\u00a0 economista di area PD. Boeri esplicita <a href=\"https:\/\/www.ripartelitalia.it\/tito-boeri-economista-ecco-come-creare-nuovo-lavoro-nonostante-la-pandemia\/\">in una intervista<\/a> i criteri per \u201ccreare lavoro\u201d. Ecco l\u2019elenco delle proposte:<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">1. Incrementare la negoziazione decentrata<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">2. Migliorare l\u2019attivit\u00e0 dei centri per l\u2019impiego<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">3. Ripristinare e riattivare il Job\u2019s Act<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Incrementare la negoziazione decentrata<\/strong><\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">La prima soluzione sarebbe quella di incrementare la contrattazione a livello aziendale dando meno forza ed importanza ai Contratti Collettivi.\u00a0 Secondo Boeri, in questo modo gli imprenditori potrebbero scegliere i lavoratori migliori, pi\u00f9 adatti alle loro esigenze e richieste, incentivarli adeguatamente e quindi ottenere risultati migliori in termini di produttivit\u00e0. Ovviamente si tratta di una bugia ben paludata, di una tragica mistificazione sulle parole a danno dei lavoratori. Il trasferimento della contrattazione dal livello nazionale a quello locale avrebbe come unica conseguenza un drammatico indebolimento della forza negoziale dei lavoratori; il passaggio dal livello nazionale a quello aziendale avrebbe come conseguenza una trattativa individuale in cui la sproporzione delle forze in campo comporterebbe, specie per i lavoratori meno preparati, un peggioramento delle condizioni e ad una perdita di diritti acquisiti.\u00a0 Detto in termini pi\u00f9 rudi: si tratterebbe di una negoziazione molto pi\u00f9 facilmente soggetta ai ricatti dei datori di lavoro.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Migliorare l\u2019attivit\u00e0 dei centri per l\u2019impiego<\/strong><\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">La seconda soluzione sarebbe quella di migliorare e modificare l\u2019attivit\u00e0 dei \u201ccentri per l\u2019impiego\u201d per migliorare l\u2019incontro fra domanda e offerta di lavoro.\u00a0 Si rinnova la proposta di slegare i lavoratori dall\u2019impresa in difficolt\u00e0 e di utilizzare quelle che vengono definite \u201cpolitiche attive del lavoro\u201d, ossia di riqualificazione professionale. Come sempre il lavoratore viene unicamente configurato come una \u201cmerce da modellare\u201d in funzione di un mercato del lavoro virtuoso in cui esistono imprese all\u2019avanguardia che hanno fame di lavoratori qualificati.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Non un cenno alle politiche seguite dalla classe imprenditoriale italiana negli ultimi anni che hanno visto una cronica carenza di investimenti e il mancato ingresso nei settori a pi\u00f9 elevato valore aggiunto.\u00a0 Non un cenno critico contro la stessa classe imprenditoriale che in questi anni come unico argine alla concorrenza della globalizzazione ha scelto unicamente l\u2019attacco ai salari ed ai diritti acquisiti dai lavoratori. Non una parola sulle infinte delocalizzazioni. Infine, nessun cenno sul fatto che la disoccupazione a due cifre \u00e8 anzitutto il frutto dell\u2019applicazione delle politiche imposte dalla UE: concorrenza senza limiti, libera circolazione di merci e capitali.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Ripristinare e riattivare il Job\u2019s Act<\/strong><\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Ancora, Boeri riesce anche a riesumare il Jobs Act come perfetto strumento per trasformare i contratti da tempo indeterminato in contratti a tempo determinato.\u00a0 Questo passaggio, secondo Boeri, sarebbe favorito dallo sblocco dei licenziamenti, tema sul quale il Governo sta perdendo tempo prezioso. In altre parole, si afferma che per creare lavoro occorre licenziare! Tutto questo dimenticando completamente che la libert\u00e0 di licenziamento \u00e8 stata l\u2019unica riforma del mercato del Lavoro negli ultimi anni: dalla legge Fornero, al Jobs Act, alla cancellazione dell\u2019articolo 18.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Le conclusioni sono davvero sconfortanti.\u00a0 Secondo il pensiero liberista, la ricetta contro la disoccupazione \u00e8 sempre la medesima: calunniare i lavoratori accusandoli di scarsa formazione, cercare di eliminare i contratti collettivi incrementando il potere ricattatorio delle imprese, cercare maggiore libert\u00e0 di licenziamento nella falsa affermazione che il mercato assorbir\u00e0 i lavoratori pi\u00f9 preparati e disposti a forme contrattuali pi\u00f9 flessibili (meno salari e meno diritti).\u00a0Boeri dimentica che in Italia \u00e8 in atto un processo trentennale di progressiva flessibilizzazione del mercato del lavoro: dal pacchetto Treu del 1997, al Jobs Act, il mercato del lavoro \u00e8 stato reso sempre pi\u00f9 rispondente alle logiche di mercato e la contrattazione collettiva depotenziata. Ma tutto questo non ha prodotto alcuna soluzione al problema della disoccupazione, che semmai si \u00e8 ancora aggravato. Il problema vero \u00e8 allora un altro, ovvero la cronica carenza di domanda di lavoro capace di assorbire i disoccupati: in altri termini, specialmente in questo periodo caratterizzato da una frenata generale dell\u2019economia, non vi sono imprese in cerca di lavoratori.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">La crisi economica forse terminer\u00e0, quella pandemica anche.\u00a0Non passer\u00e0 invece la moda degli accademici lacch\u00e8 del potere liberista di servire il potere dominante. Occorrer\u00e0 sconfiggere anche loro; anche questo il compito che Riconquistare l\u2019Italia intende svolgere.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DIEGO MUNEGHINA (RI Pisa) Il lavoro \u00e8 un diritto, come afferma la nostra Costituzione, ma per l\u2019attuale classe dominante liberista la visione \u00e8 tutt\u2019altra. A dimostrazione una recente intervista a Tito Boeri, Bocconiano ed\u00a0 economista di area PD. Boeri esplicita in una intervista i criteri per \u201ccreare lavoro\u201d. Ecco l\u2019elenco delle proposte: 1. Incrementare la negoziazione decentrata 2. Migliorare l\u2019attivit\u00e0 dei centri per l\u2019impiego 3. 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