{"id":64587,"date":"2021-05-05T09:00:25","date_gmt":"2021-05-05T07:00:25","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64587"},"modified":"2021-05-04T21:03:13","modified_gmt":"2021-05-04T19:03:13","slug":"contro-il-capitalismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64587","title":{"rendered":"Contro il capitalismo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong><span style=\"font-size: 14pt\">In un paio di discorsi di memorabile ferocia, Hugo Chavez si scaglia contro il sistema capitalista, il dominio dei ricchi, Obama, il Nobel per la pace che fa la guerra<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Discorso agli studenti di economia sociale dell\u2019universit\u00e0 di Aragua, 8 maggio 2009<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019economia a-sociale, o non-sociale, \u00e8 precisamente l\u2019economia capitalista. Perch\u00e9? Perch\u00e9 distrugge la societ\u00e0, va contro i valori della societ\u00e0, contro l\u2019esistenza stessa della societ\u00e0, contro i valori etici della societ\u00e0, che deve essere fondata sull\u2019uguaglianza, sulla giustizia, sulla vita, sulla dignit\u00e0 di ogni persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Sotto il capitalismo, il rispetto della vita di tutti, della dignit\u00e0 di tutti, \u00e8 impossibile.<\/strong>\u00a0Lo diceva anche Aristotele, molto prima di Einstein, nel suo\u00a0<em>Trattato dei governi<\/em>, che un sistema \u2013 non si parlava all\u2019epoca di capitalismo o socialismo \u2013 nel quale una minoranza si arricchisce e si appropria dei benefici che spettano a tutti, e che abbandona la maggioranza alla miseria, \u00e8 una societ\u00e0 invivibile. Non \u00e8 pi\u00f9 una societ\u00e0, perch\u00e9 conduce alla guerra per la sopravvivenza. Ed \u00e8 questa, se cos\u00ec possiamo chiamarla, la societ\u00e0 capitalista: una societ\u00e0 che finisce per essere violenta e inumana. Pertanto non \u00e8 realmente una societ\u00e0, \u00e8 un\u2019altra cosa, \u00e8 dove regna la legge della giungla. Si salvi chi pu\u00f2! In questo tipo di societ\u00e0, impera, o finisce per imperare, la legge della giungla. \u00c8 il pi\u00f9 forte che sopravvive, imponendosi sui corpi dei pi\u00f9 deboli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 da l\u00ec che parte tutta la tesi politica del capitalismo, la tesi politica del socialismo e della rivoluzione. Da l\u00ec tutta la tesi politica della lotta di classe, la storia della lotta di classe per la ricerca di una societ\u00e0 di uguali, dove non ci siano oppressi n\u00e9 oppressori, dove non ci sia sfruttato n\u00e9 sfruttatore, ma dove tutti siano liberi e uguali. E questo si otterr\u00e0 soltanto quando la societ\u00e0 sar\u00e0 pienamente socialista. Questo \u00e8 l\u2019unico cammino, non ce ne sono altri.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\" style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-141404\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/v2\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/hugo-chc3a1vez-photo-platon-antoniou.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Intervento al vertice di Copenaghen sui cambiamenti climatici, 16 dicembre 2009<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Signor Presidente, signori, signore, eccellenze, amiche e amici, prometto che non desidero parlare pi\u00f9 di quanto sia gi\u00e0 stato fatto questo pomeriggio, ma permettetemi un commento iniziale che avrei voluto facesse parte del punto precedentemente discusso dalle delegazioni di Brasile, Cina, India e Bolivia; noi chiedevamo la parola, per\u00f2 non ci \u00e8 stato possibile prenderla. Ha parlato la rappresentante della Bolivia, e porgo il mio saluto al compagno, Presidente Evo Morales, qui presente, Presidente della Repubblica di Bolivia. Fra le altre cose, la rappresentante ha detto quel che segue, ne ho preso nota: il testo presentato non \u00e8 democratico, non \u00e8 inclusivo. Ero appena arrivato e ci stavamo sedendo, quando abbiamo sentito la Presidente della sessione precedente, la Ministra, affermare che era in arrivo da queste parti un documento, che per\u00f2 nessuno conosce. Io ho chiesto del documento, ancora non lo abbiamo, e credo che nessuno sappia nulla di questo documento segreto. Adesso, certo, la collega boliviana l\u2019ha detto: \u00abNon \u00e8 democratico, non \u00e8 inclusivo\u00bb.\u00a0<strong>Ma, signore e signori, non \u00e8 precisamente questa la realt\u00e0 di questo mondo? Siamo forse in un mondo democratico? Per caso il sistema mondiale \u00e8 inclusivo? Possiamo aspettarci qualcosa di democratico, di rappresentativo dal sistema mondiale attuale?<\/strong>\u00a0Quella che stiamo vivendo su questo pianeta \u00e8 una dittatura imperiale, e da qui continuiamo a denunciarla: abbasso la dittatura imperiale! E lunga vita ai popoli di questo pianeta, alla democrazia e all\u2019uguaglianza! E questo che vediamo qui \u00e8 il riflesso di ci\u00f2: esclusione.<\/p>\n<div class=\"wp-block-banner-post\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"banner-post\">\n<div class=\"bannerPreviewProduct style-3\">\n<div class=\"details\">\n<div class=\"title heading h-15\">Esiste un gruppo di Paesi che si crede superiore a noi del Sud, a noi del Terzo mondo, a noi, i sottosviluppati, o come dice il grande amico Eduardo Galeano: noi, i Paesi sopraffatti come da un treno che ci ha travolto nella storia. Quindi non ci dobbiamo stupire per questo, non ci stupiamo. Non c\u2019\u00e8 democrazia al mondo e qui, una volta ancora, ci troviamo di fronte a una poderosa evidenza della dittatura imperiale mondiale. [\u2026] Ho letto sulla stampa che ci sono stati alcuni arresti, alcune proteste intense, qui per le strade di Copenaghen, e desidero salutare tutta questa gente che sta fuori, in larga parte composta da giovani. Sicuramente sono giovani preoccupati, credo a ragione, molto pi\u00f9 di noi, per il futuro del mondo. La maggior parte di noi che siamo qui, ha gi\u00e0 il sole alle spalle, loro hanno il sole in fronte e sono davvero preoccupati. Qualcuno potrebbe dire, signor Presidente, che un fantasma si aggira per Copenaghen, parafrasando Karl Marx, il grande Karl Marx. Un fantasma si aggira per le strade di Copenaghen, e credo che questo fantasma vaghi in silenzio per questa sala, proprio qui vaga, fra di noi, si introduce fra noi, passa per i corridoi, sbuca dal basso, sale. <strong>Questo fantasma \u00e8 un fantasma spaventoso, che quasi nessuno vuole nominare: \u00e8 il capitalismo questo fantasma che quasi nessuno vuole nominare. \u00c8 il capitalismo.<\/strong>\u00a0[\u2026]<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">Stavo leggendo alcuni cartelli in strada e penso che le frasi di questi giovani, alcune di queste le ho sentite quando sono venuti qui quel ragazzo e quella ragazza. Ho preso nota di alcune di esse e, fra le tante, ho trovato due poderose indicazioni. La prima: \u201cChe non cambi il clima, che cambi il sistema!\u201d. Ed io la prendo come nostra. Non cambiamo il clima, cambiamo il sistema e, di conseguenza, cominceremo a salvare il pianeta.\u00a0<strong>Il modello di sviluppo distruttivo del capitalismo sta mettendo fine alla vita, minaccia di distruggere definitivamente la specie umana.<\/strong>\u00a0E il secondo invito alla riflessione \u00e8 molto a tono con la crisi bancaria che ha percorso il mondo e continua a colpirlo, e con il modo con cui i Paesi del Nord ricco hanno soccorso i banchieri e i grandi gruppi bancari; degli Stati Uniti, addirittura, si \u00e8 persa la cifra \u2013 che \u00e8 astronomica \u2013 spesa per salvare le banche. Dicono questo per le strade: \u201cSe il clima fosse una banca, l\u2019avrebbero gi\u00e0 salvato!\u201d. E credo che questa sia una verit\u00e0. Se il clima fosse una banca capitalista fra le pi\u00f9 grandi, i governi ricchi l\u2019avrebbero gi\u00e0 salvato.\u00a0<strong>Credo che Obama non ci sia arrivato, ha ricevuto il premio Nobel per la pace quasi nello stesso giorno in cui mandava altri trentamila soldati ad ammazzare innocenti in Afghanistan<\/strong>, e ora viene a presentarsi qui con il premio Nobel per la pace, il Presidente degli Stati Uniti! Per\u00f2 gli Stati Uniti possiedono la macchinetta per produrre banconote, per produrre dollari, e hanno salvato, s\u00ec, credono di avere salvato, le banche e il sistema capitalista. Bene, lasciando da parte questo commento, che io desidererei riprendere pi\u00f9 in l\u00e0, stavamo alzando la mano per stare al fianco del Brasile, dell\u2019India, della Bolivia e della Cina nella loro interessante posizione, che il Venezuela e i Paesi dell\u2019Alleanza Bol\u00edvariana condividono con fermezza. Tuttavia non ci \u00e8 stato concesso di parlare, per cui, Presidente, non mi conteggi questi minuti, la prego. [\u2026] Ho avuto il piacere di conoscere questo scrittore francese Herv\u00e9 Kempf, di cui raccomando questo libro, lo raccomando,\u00a0<em>Come i ricchi distruggono il pianeta<\/em>. Per questo avvenne che Cristo disse: \u00abSar\u00e0 pi\u00f9 facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel Regno dei Cieli!\u00bb. Questo lo ha detto Cristo, nostro Signore. I ricchi stanno distruggendo il pianeta. Forse pensano di andarsene in un altro quando hanno distrutto questo? Preparano dei piani per andarsene in un altro pianeta? Finora non ne abbiamo visto nessuno all\u2019orizzonte della galassia. [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il conservatorismo politico e l\u2019egoismo dei grandi consumatori dei Paesi pi\u00f9 ricchi denotano una grande insensibilit\u00e0 e una mancanza di solidariet\u00e0 con i pi\u00f9 poveri, con gli affamati, con coloro che sono pi\u00f9 vulnerabili alle malattie, ai disastri naturali.<\/strong>\u00a0Signor Presidente, \u00e8 indispensabile un nuovo e unico accordo applicabile a parti assolutamente disuguali, per le dimensioni dei loro contributi e le capacit\u00e0 economiche, finanziarie e tecnologiche, e che si basi sul rispetto illimitato dei principi contenuti nella convenzione. I Paesi sviluppati dovrebbero stabilire dei compromessi vincolanti, chiari e concreti per la diminuzione sostanziale delle loro emissioni e farsi carico di obblighi di assistenza finanziaria e tecnologica dei Paesi poveri per far fronte ai pericoli distruttivi del cambiamento climatico. In questo senso, la specificit\u00e0 degli Stati insulari e dei Paesi meno sviluppati dovrebbe essere pienamente riconosciuta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Signor Presidente, le variazioni climatiche non sono l\u2019unico problema che affligge oggi l\u2019umanit\u00e0, altri flagelli e ingiustizie ci insidiano: il divario che separa i Paesi ricchi da quelli poveri non smette di crescere, malgrado tutti gli obiettivi del millennio, il vertice sul finanziamento di Monterrey, nonostante tutti questi vertici, come ha detto qui il Presidente del Senegal denunciando una grande verit\u00e0. Promesse e promesse cadute nel nulla e, intanto, il mondo continua la sua marcia verso la distruzione. Il reddito complessivo delle cinquecento persone pi\u00f9 ricche del mondo \u00e8 superiore alle entrate dei quattrocentosedici milioni di persone pi\u00f9 povere; i duemilaottocento milioni di persone che vivono nella povert\u00e0, con meno di due dollari al giorno e che rappresentano il quaranta percento della popolazione globale, ricevono solo il cinque percento delle entrate mondiali. Oggi, muoiono ogni anno nove milioni e duecentomila bambini prima di raggiungere il quinto anno di vita e il novantanove percento di queste morti ha luogo nei Paesi pi\u00f9 poveri. La mortalit\u00e0 infantile \u00e8 di quarantasette morti per mille nati vivi, per\u00f2 nei Paesi ricchi \u00e8 solo del cinque per mille. La speranza di vita nel pianeta \u00e8 di sessantasette anni, nei Paesi ricchi \u00e8 di settantanove, mentre in alcune nazioni povere \u00e8 soltanto di quaranta anni. Per giunta, esistono mille e cento milioni di abitanti che non hanno accesso all\u2019acqua potabile, duemilaseicento milioni privi di servizi sanitari, pi\u00f9 di ottocento milioni di analfabeti e pi\u00f9 di mille milioni di persone affamate, questo \u00e8 lo scenario mondiale. E ora, la causa, qual \u00e8 la causa? Parliamo della causa, non evitiamo le responsabilit\u00e0, non evitiamo la profondit\u00e0 di questo problema. La causa, senza dubbio, torno al tema di questo disastroso panorama, \u00e8 il sistema metabolico distruttivo del capitale e del suo modello incarnato: il capitalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Hugo Chavez<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/esteri\/chavez-capitalismo-gog\/\">https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/esteri\/chavez-capitalismo-gog\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE &nbsp; In un paio di discorsi di memorabile ferocia, Hugo Chavez si scaglia contro il sistema capitalista, il dominio dei ricchi, Obama, il Nobel per la pace che fa la guerra &nbsp; Discorso agli studenti di economia sociale dell\u2019universit\u00e0 di Aragua, 8 maggio 2009 L\u2019economia a-sociale, o non-sociale, \u00e8 precisamente l\u2019economia capitalista. Perch\u00e9? 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