{"id":64601,"date":"2021-05-05T11:20:48","date_gmt":"2021-05-05T09:20:48","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64601"},"modified":"2021-05-05T11:26:24","modified_gmt":"2021-05-05T09:26:24","slug":"irlanda-un-giorno-di-quarantanni-fa-moriva-bobby-sands","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64601","title":{"rendered":"Irlanda. Un giorno di quarant\u2019anni fa moriva Bobby Sands"},"content":{"rendered":"<div class=\"entry-header\">\n<p class=\"jeg_post_title\"><strong>di BARBADILLO (Lorenzo Proietti)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-64602\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Bobby_sands_mural_in_belfast320-768x576-1-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Bobby_sands_mural_in_belfast320-768x576-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Bobby_sands_mural_in_belfast320-768x576-1.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p class=\"jeg_post_title\"><em>Bobby Sands in un murales di Belfast<\/em><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"row\">\n<div class=\"jeg_main_content col-md-8\">\n<div class=\"jeg_inner_content\">\n<div class=\"entry-content no-share\">\n<div class=\"content-inner \">\n<p id=\"attachment_87650\" class=\"wp-caption alignleft\" aria-describedby=\"caption-attachment-87650\"><span style=\"font-size: 14pt\"><strong>Robert \u201cBobby\u201d Sands<\/strong>, a quarant\u2019anni esatti dalla sua morte, \u00e8 stato detto tanto e scritto ancora di pi\u00f9; eppure, la sensazione generale \u00e8 che troppo spesso non si riesca ancora ad inquadrare perfettamente un periodo, quello a cavallo tra i settanta e gli ottanta, che per la parte settentrionale dell\u2019Isola d\u2019Irlanda \u00e8 sinonimo di ghetti, guerra ma soprattutto di scioperi della fame e in tutto questo permane un fronte troppo spesso sottaciuto, quello delle carceri: gi\u00e0, quell\u2019istituzione totale che tra il 1976 e il 1981 diviene l\u2019avamposto delle battaglie della fazione repubblicana, sin dalle proteste contro la cancellazione (nel 1976) dello status di prigioniero politico, decisione volta alla mera criminalizzazione degli arrestati per motivi appunto di natura politica, nella misura in cui invece lo\u00a0Special Category Status\u00a0(SCS) veniva infatti garantito a partire dal 1972 a tutte le persone che venivano arrestate per cause legate al movimento separatista dell\u2019Irlanda del Nord.<\/span><\/p>\n<p>Eppure, si fa ancora molta fatica ad inquadrare un fenomeno che nel migliore dei casi \u00e8 stato etichettato dalla storiografia come una guerra civile (e in parte lo \u00e8 stata, sebbene non totalmente) \u201csporca\u201d e a bassa intensit\u00e0, mentre nel peggiore si tratterebbe di \u201cfolklore\u201d o di uno scontro di religioni.<\/p>\n<p>Ecco, \u00e8 proprio in carcere, a <strong>Long Kesh<\/strong>, Belfast, che Sands (\u00e8 il 1\u00b0 marzo 1981) rifiuta il cibo, dando inizio ai secondi scioperi della fame, dopo esser stato nominato OC (<em>Officer Commanding<\/em>, comandante dei prigionieri), ricoperta gi\u00e0 la carica di PRO (<em>Public Relations Officer<\/em>) dei detenuti.<\/p>\n<p>Successivamente, il secondo a digiunare, dal 15 marzo 1981 sarebbe stato\u00a0<strong>Francis Hughes<\/strong>, mentre la settimana successiva sarebbe toccato a\u00a0<strong>Raymond McCreesh e a Patsy O\u2019Hara<\/strong>, comandante dei detenuti dell\u2019INLA (<em>Irish National Liberation Army<\/em>, formazione Repubblicana di stampo marxista-leninista).<\/p>\n<p>Quel fronte diviene presto il fulcro della lotta portata avanti dai repubblicani contro lo Stato britannico, visto che per altro la dirigenza dell\u2019IRA non si era opposta a questa nuova modalit\u00e0 non violenta, di resistenza passiva: anzi, nell\u2019estremo tentativo di dare un segnale, questo s\u00ec veramente politico e non meramente bellico, Sands venne candidato per le elezioni suppletive per il\u00a0collegio di\u00a0<em>Fermanagh and South Tyrone<\/em>, al Parlamento di\u00a0<strong>Westminster<\/strong>, dove risulter\u00e0 essere il pi\u00f9 giovane deputato in carica, quello che nel gergo anglosassone si chiama \u201c<em>Baby of the House<\/em>\u201c, accantonando temporaneamente persino il proverbiale astensionismo repubblicano.<\/p>\n<p>Candidato non tra le fila dello Sinn F\u00e9in, bens\u00ec come\u00a0<em>Anti H-Blocks\/Armagh Political Prisoner<\/em>\u00a0(<em>Armagh<\/em>, il carcere femminile dove erano rinchiuse le detenute dell\u2019IRA e dell\u2019INLA), Sands vince quel seggio, in quanto unico candidato nazionalista\/repubblicano, il 9 aprile 1981 con 30.492 voti, contro i 29.046 del candidato lealista dell\u2019Ulster Unionist Party\u00a0(UUP) Harry West.<\/p>\n<p>Neanche questo per\u00f2 serv\u00ec, dal momento che la <strong>Thatcher<\/strong>, nonostante una timida apertura del suo entourage, si dimostr\u00f2 inflessibile: alle 01.17 del 5 maggio 1981, Bobby Sands moriva nell\u2019ospedale del carcere dopo 66 giorni di sciopero della fame e cinque attacchi di cuore.<\/p>\n<p>Il suo funerale si trasform\u00f2 ben presto nella pi\u00f9 grande manifestazione nazionalista mai avvenuta, con nazionalisti giunti da tutta Irlanda per affollare le strade di Belfast e gridare tutta la loro rabbia, mentre nascevano rivolte\u00a0che si sarebbero protratte per diversi giorni nei ghetti nazionalisti dell\u2019Irlanda del Nord: oltre 100.000 persone si schierarono lungo il percorso del suo funerale, dalla casa di Sands a Twinbrook, West Belfast, fino al cimitero cattolico di Milltown, dove sono sepolti tutti i\u00a0<em>volunteers<\/em>\u00a0dell\u2019Ira\u00a0di\u00a0Belfast; i soli venticinque giorni che Sands pass\u00f2 da membro del Parlamento di Westminster, ne avrebbero fatto uno dei mandati pi\u00f9 brevi della storia.<\/p>\n<p>Intanto, tra il 12 e il 21 maggio, rispettivamente dopo 59 e 61 giorni ciascuno di digiuno, morirono Francis Hughes (e uno dei principali esponenti della PIRA), Raymond McCreesh e soprattutto Patsy O\u2019Hara, che dell\u2019INLA era cuore e simbolo: come se non bastasse, il suo cadavere venne persino restituito mutilato ai suoi famigliari.<\/p>\n<p>Lo sciopero termina il 3 ottobre 1981, lasciando sul campo dieci rivoluzionari (7 dell\u2019IRA e 3 dell\u2019INLA; dieci giovani militanti, nessuno ancora nemmeno trentenne, lasciati morire in successione in poco pi\u00f9 di cento giorni), con la vittoria di fatto del Governo inglese, che l\u2019aveva spuntata a fronte di minime concessioni ottenute dai prigionieri (tra le quali la possibilit\u00e0 di indossare i propri abiti nelle celle).<\/p>\n<p>Margaret Thatcher parl\u00f2 della protesta come dell\u2019\u201dultima carta dell\u2019IRA\u201d, ma la previsione si rivel\u00f2 essere clamorosamente sbagliata, in quanto supporto al movimento repubblicano aument\u00f2 notevolmente e il partito politico legato all\u2019IRA, il Sinn F\u00e9in, crebbe fino a diventare il maggior partito dell\u2019Irlanda del Nord: proprio per questo, forse, il sacrificio di Sands non \u00e8 stato vano, perch\u00e9 quel modo di combattere, portato alle estreme conseguenze e al martirio avrebbe aperto nuovi scenari, forse al primo vero passo verso gli accordi del 1998.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.barbadillo.it\/98549-irlanda-un-giorno-di-quarantanni-fa-moriva-bobby-sands\/\">https:\/\/www.barbadillo.it\/98549-irlanda-un-giorno-di-quarantanni-fa-moriva-bobby-sands\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di BARBADILLO (Lorenzo Proietti) Bobby Sands in un murales di Belfast Robert \u201cBobby\u201d Sands, a quarant\u2019anni esatti dalla sua morte, \u00e8 stato detto tanto e scritto ancora di pi\u00f9; 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