{"id":64637,"date":"2021-05-07T09:40:56","date_gmt":"2021-05-07T07:40:56","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64637"},"modified":"2021-05-07T09:37:30","modified_gmt":"2021-05-07T07:37:30","slug":"la-caotica-lottizzazione-del-mediterraneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64637","title":{"rendered":"LA CAOTICA LOTTIZZAZIONE DEL MEDITERRANEO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(David Sagramola)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La partita per la definizione delle Zone Economiche Esclusive rischia di innescare una guerra che potrebbe destabilizzare gli equilibri che reggono i legami dei paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo. La frattura causata dalla spartizione delle acque profonde sembra premiare degli attori pi\u00f9 di altri: \u00e8 il caso di quelli collocati sulla sponda sud-orientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il tempo delle talassocrazie, in cui le potenze concretavano il proprio status perseguendo il dominio militare sulle acque e il controllo sulle rotte marittime, sembra ormai appartenere alle sole pagine dei libri di storia, relegato all\u2019epoca classica o tutt\u2019al pi\u00f9 all\u2019et\u00e0 moderna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Niente di pi\u00f9 fallace. Per correggere la miopia insita in questa convinzione \u00e8 sufficiente concentrarsi sulle dinamiche dei nuovi equilibri nel Mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La condotta degli Stati che si affacciano su quello che gli antichi romani chiamavano Mare Nostrum fa intendere che il loro interesse per questo sia tutt\u2019altro che sopito. L\u2019atteggiamento degli attori geopolitici delle coste del bacino conduce a pensare \u2013 richiamando Fernand Braudel che descrisse il Mediterraneo come \u00abcontinente liquido\u00bb \u2013 che si approccino ad esso come se si trattasse di terra liquida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Quella in corso per la determinazione delle rispettive ZEE (Zona Economica Esclusiva) \u00e8 una vera e propria guerra per la spartizione del Mediterraneo. Come giustamente intu\u00ec Mahan il sea power, o potere marittimo come dir si voglia, implica necessariamente una proiezione di potenza su territori allogeni ed ha dunque per forza di cose natura conflittuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Le carte rappresentano senza ombra di dubbio il supporto pi\u00f9 efficace per esprimere la geopolitica: sono in grado di trascendere la complicata indagine teoretica di obiettivi e traiettorie degli attori statuali (e non) estrinsecando le astrazioni mentali in evidenze distillate in immagini. Allo stesso modo, nel concreto, tratteggiare una carta significa definire il limes \u2013 stabilire dove finisce l\u2019io e inizia l\u2019altro \u2013 e proiettare la propria sovranit\u00e0 nello spazio, al di l\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Se \u00e8 pur vero che la stragrande maggioranza delle guerre \u00e8 stata combattuta per ridisegnare i confini geografici di spazi terrestri, bisogna altres\u00ec riconoscere che \u2013 nonostante i numerosi tentativi talassocratici nel bacino \u2013 difficilmente qualcuno avrebbe potuto mai immaginare una carta che rappresentasse un Mediterraneo diviso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il documento pilastro del diritto internazionale del mare, l\u2019UNCLOS (United Nation Convention on the Law of the Sea), redatto durante la Convenzione di Montego Bay del 1982 conteneva gi\u00e0 al suo interno la definizione delle ZEE con annessa questione sulle sovranit\u00e0 dello Stato costiero per ci\u00f2 che concerne la materia energetica, la protezione dell\u2019ambiente marino e la ricerca scientifica per un\u2019estensione fino a 200 miglia dalle baseline. Contrariamente a quanto previsto per le PC (Piattaforma Continentale), che vengono considerate appartenenti agli Stati rivieraschi ipso iure in quanto prolungamento del territorio emerso, le ZEE necessitano di proclamazione unilaterale per essere riconosciute; all\u2019interno dell\u2019UNCLOS non \u00e8 per\u00f2 prevista l\u2019applicazione di alcun criterio nello stabilire i confini marittimi, dal momento che l\u2019unica raccomandazione si limita a decretare che il risultato debba essere raggiunto attraverso un accordo equitativo tra le parti nei casi di adiacenza o vicinanza tra Stati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Non risulta dunque difficile intuire quali sarebbero stati gli esiti delle rivendicazioni di ZEE nel Mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 cos\u00ec che, data la conformazione del Mare Nostrum e le contingenze prefissate alla redazione della Convenzione di Montego Bay, da dieci anni a questa parte ha avuto inizio la corsa alla \u201clottizzazione\u201d \u2013 definita in gergo tecnico territorializzazione \u2013 del mare che si trova al centro tra Europa e MENA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ne consegue ineluttabilmente che obiettivo strategico di ogni attore statuale che intenda configurarsi come potenzadiviene quello di ritagliarsi maggiore spazio, allontanando la propria linea di difesa dal territorio nazionale, e di aumentare la propria sfera di influenza proiettando i propri confini nel campo di gioco del \u201cnemico\u201d frontista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La demarcazione in corso sullo scenario mediterraneo evidenzia le mire di potenza degli attori geopolitici appartenenti al \u201cblocco\u201d MENA: ne sono esempio il caso tra Algeria e Italia del 2018, il corridoio turco-libico stabilito con il memorandum del 2019 e il ruolo egiziano nella definizione della ZEE greco-cipriota.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La sovrapposizione di pretese su aree di problematica assegnazione sembra far presagire che il mare che per secoli ha unito civilt\u00e0 prospicienti difficilmente verr\u00e0 diviso in spicchi con il placet consensuale di tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/iari.site\/2021\/05\/01\/la-caotica-lottizzazione-del-mediterraneo\/\">https:\/\/iari.site\/2021\/05\/01\/la-caotica-lottizzazione-del-mediterraneo\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (David Sagramola) La partita per la definizione delle Zone Economiche Esclusive rischia di innescare una guerra che potrebbe destabilizzare gli equilibri che reggono i legami dei paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo. 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