{"id":64651,"date":"2021-05-10T11:00:07","date_gmt":"2021-05-10T09:00:07","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64651"},"modified":"2021-05-08T09:07:48","modified_gmt":"2021-05-08T07:07:48","slug":"la-salus-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64651","title":{"rendered":"La salus del mondo"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Gazzetta Filosofica (Maddalena Tommasi)<\/strong><\/p>\n<p><em>Voglio salvare il mondo&#8221; \u00e8 una frase che si sente spesso. Ma in che senso intendiamo qui il termine salvezza?\u00a0<\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-11891123677\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i7744f38581d963a3\/version\/1620377986\/image.jpg\" alt=\"L. da Vinci, &quot;Uomo vitruviano&quot;\" data-src-width=\"800\" data-src-height=\"1112\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i7744f38581d963a3\/version\/1620377986\/image.jpg\" data-image-id=\"7671167377\" \/><\/p>\n<div id=\"cc-m-11891123777\" class=\"j-module n j-text \">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel momento in cui si pensa di salvare il mondo \u00e8 necessario pensare anche da cosa si voglia salvarlo e soprattutto <strong>cosa intendiamo con il termine salvezza<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Uno pu\u00f2 dire: &#8220;Voglio salvare il mondo dal male, dalla miseria&#8221; <strong>ma davvero sappiamo cos&#8217;\u00e8 il male<\/strong>, la miseria? Se conoscessimo il male, non lo dovremmo fare. Per poter salvare il mondo, in questo senso, dovremmo conoscere noi stessi, conoscere ci\u00f2 che andiamo a salvare, quindi il mondo, cio\u00e8 tutti coloro che lo abitano, conoscerli fino in fondo, conoscerne le relazioni e ovviamente conoscere il male e conoscendo il male non dovremmo in alcun modo commetterlo. Cos\u00ec dovremmo essere consci del fatto che a quel punto il mondo sarebbe nelle nostre mani, e che, a quel punto, avremmo poteri superiori e saremmo dio. Questo per\u00f2 non \u00e8, perch\u00e9 <strong>siamo &#8220;solo&#8221; uomini<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma allora \u00e8 possibile intendere la frase &#8220;voglio salvare il mondo&#8221; in un altro modo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dire che pensiamo di &#8220;salvare il mondo&#8221; in questo senso \u00e8 proprio un&#8217;utopia, \u00e8 qualcosa di sbagliato perch\u00e9 facciamo finta di trasformarlo in qualcosa che ci illudiamo di poter controllare.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11891124677\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p>Salvare significa <strong>sottrarre qualcuno\/qualcosa da qualcos&#8217;altro<\/strong> (da un danno, dalla distruzione, dalla morte) da qualcosa che ha <strong>sempre una connotazione negativa<\/strong>. Esempio: un bagnino vede in acqua una persona che sta per annegare, si tuffa, la raggiunge e la salva; in questo caso A sottrae B dalla morte, dalla morte, per\u00f2, in quel momento. Altro esempio: dando la vita per qualcuno, salvarlo, non significa negargli la morte, significa negargliela in quel momento. La salvezza intesa cos\u00ec ha un senso, che possiamo denominare, &#8220;puntuativo&#8221; cio\u00e8 vale e ha senso per quel caso specifico in quel momento.<\/p>\n<p>Il termine salvezza deriva dal latino <em>salus, utis<\/em> che vuol dire anche salute, e <strong>forse dovremmo intendere l&#8217;idea di &#8220;salvare il mondo&#8221; non nel senso di sottrarlo dal male<\/strong>, perch\u00e9 quella \u00e8 utopia, e manda proprio fuori strada chi ne parla e chi ascolta, <strong>ma intenderla in senso &#8220;continuativo&#8221;, di salvezza come &#8220;salute&#8221;<\/strong>. Chi cerca di salvare il mondo \u00e8 da questa prospettiva che dovrebbe guardare: quello di <strong>dare salute al mondo, di prendersene cura, di accudire, custodire dove siamo, chi siamo<\/strong>.<\/p>\n<p>Ecco che allora questa frase \u00e8 vista in un&#8217;ottica completamente diversa. Se, per\u00f2, la intendiamo nell&#8217;altro senso, \u00e8 chiaro che perdiamo la voglia di ascoltare chi ne parla; il rifiuto che ne abbiamo, infatti, \u00e8 corretto, poich\u00e9 \u00e8 dato dal rendersi conto dell&#8217;impossibilit\u00e0 che emerge: trasformare noi uomini in non-umani e trasformare il mondo in un oggetto su cui abbiamo un potere assoluto, ottenendo per\u00f2 di non comprendere noi stessi, con chi ci stiamo rapportando e cosa dovremmo fare in realt\u00e0.<\/p>\n<p>Noi non siamo dio, siamo <strong>&#8220;parti dell&#8217;Assoluto&#8221;<\/strong>; nel momento in cui ci immoliamo a paladini, immaginando di poter strappare la miseria, l&#8217;ingiustizia, il cancro del mondo in uno sbattere di ciglia, ci consideriamo quasi dio e perdiamo la via che ci permette di conoscerci come uomini.<\/p>\n<p>Un passo tratto da <em>I fratelli Karam\u00e0zov<\/em> ci pu\u00f2 aiutare a esplicitare meglio la questione. M\u00ectja, dopo essere stato interrogato, esausto, si addormenta e sogna di essere su un carro portato da due cavalli guidati da un contadino; fa freddo e vede in mezzo alla neve molte donne, una in particolare, magrissima, con un bambino in braccio il quale piange dal freddo, dalla fame, e allora chiede al vetturino perch\u00e9 piange e lui risponde:<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11891125577\" class=\"j-module n j-textWithImage \" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"cc-clear\"><strong>\u00ab &#8220;\u00c8 tutto intirizzito, il piccinin: il vestito \u00e8 gelato e cos\u00ec non lo scalda.&#8221;\u00a0<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11891125677\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p><strong>&#8220;Ma perch\u00e9 questo? Perch\u00e9?&#8221; continua lo sciocco M\u00ectja.<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8220;Perch\u00e9 sono poveri, sono sopravvissuti all&#8217;incendio; pane non ce n&#8217;\u00e8 qui, chiedono la carit\u00e0 per il paese bruciato.&#8221;<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8220;No, no&#8221; sembra che M\u00ectja ancora non capisca &#8220;dimmi: perch\u00e9 stanno qui queste madri misere? Perch\u00e9 la gente \u00e8 povera? Perch\u00e9 il piccinino \u00e8 misero? Perch\u00e9 questa nuda steppa? Perch\u00e9 non si abbracciano, non si baciano, perch\u00e9 non cantano canzoni allegre? Perch\u00e9 sono diventate cos\u00ec nere per la nera miseria, perch\u00e9 non allattano il piccinin?&#8221; E sente dentro di s\u00e9 che, sebbene faccia domande da pazzo e da stupido, \u00e8 proprio quello che vuole chiedere e che \u00e8 necessario chiedere. E sente anche che nel cuore gli cresce una commozione mai provata prima, che ha voglia di piangere, che vuole fare qualcosa per tutti, perch\u00e9 il piccinin non pianga pi\u00f9, perch\u00e9 non pianga pi\u00f9 la sua nera madre emaciata, perch\u00e9 nessuno pianga pi\u00f9 da quel momento, e lo vorrebbe fare subito, senza rimandare e senza tenere conto di niente, con tutto l&#8217;impeto dei Karam\u00e0zov&#8221; \u00bb<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che questo passo all&#8217;interno del racconto, del capitolo, ha un senso che qui non si vuole analizzare o approfondire, ma si vogliono prendere a prestito le parole di un grande uomo, quale era Dostoevskij, &#8220;usarle&#8221; per ci\u00f2 che stiamo cercando di dire.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11891125877\" class=\"j-module n j-text \">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ognuno reagisce in modo diverso alla miseria del mondo, alle sue ingiustizie<\/strong> c&#8217;\u00e8 chi le ha provate poche volte nella vita, chi le ha solo viste, chi invece le vive per una vita intera e conosce solo quelle. Chi le dimentica, chi cerca di starci indifferente, chi non riesce ad affrontarle, chi le vuole risolvere come fossero problemi di matematica. Alcuni come M\u00ectja si chiedono il perch\u00e9, che come dice Dostoevskij, appare stupido, insensato e invece alla fine <strong>si rivela essere ci\u00f2 che \u00e8 necessario chiedersi, ci\u00f2 che \u00e8 necessario chiedersi oggi<\/strong>, perch\u00e9, anche se quello che scrive Dostoevskij riguarda un sogno di un personaggio inventato, egli ha visto ci\u00f2 che ha scritto, ed \u00e8 quello che ancora oggi accade.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non significa che, poich\u00e9 la tecnologia sia cresciuta ad un livello cos\u00ec elevato, la miseria sia cessata;\u00a0 non \u00e8 tanto la domanda che non ha senso quanto quello che accade e <strong>farsi domande \u00e8 l&#8217;inizio per cercare di cambiare le cose in meglio, si spera<\/strong>. Cambiare le cose per\u00f2 non con &#8220;impeto&#8221;, come avrebbe voluto fare in quel momento M\u00ectja, perch\u00e9, sebbene esso possa essere il sentimento originario, non pu\u00f2 prevalere, dal momento che porterebbe a pensare di &#8220;salvare il mondo&#8221; nel primo senso analizzato, cio\u00e8 quello di voler sradicare, di eliminare subito la miseria, e questo perch\u00e9 \u00e8 doloroso vedere, vivere le ingiustizie. Il problema per\u00f2 \u00e8 che <strong>la &#8220;salvezza del mondo&#8221; vista da quest&#8217;ottica non ci appartiene<\/strong>. <strong>Ci appartiene, invece, il fatto di chiedersi il perch\u00e9<\/strong> <strong>una cosa avviene cos\u00ec e non altrimenti<\/strong>, il <strong>pensare come poter cambiare le cose<\/strong>, il <strong>ragionare sul bene e sul male<\/strong>, sulla sofferenza, <strong>per comprenderli e non farli<\/strong>, questo \u00e8 essere uomini, \u00e8 cos\u00ec che possiamo intendere di &#8220;salvare il mondo&#8221;, \u00e8 cos\u00ec che possiamo prenderci cura della sua salute, per tenerlo in salute, e non immolarci a paladini&#8230; Questo lasciamolo a dio.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2021-1\/maggio\/la-salus-del-mondo\/\">https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2021-1\/maggio\/la-salus-del-mondo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gazzetta Filosofica (Maddalena Tommasi) Voglio salvare il mondo&#8221; \u00e8 una frase che si sente spesso. 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