{"id":64844,"date":"2021-05-17T01:35:07","date_gmt":"2021-05-16T23:35:07","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64844"},"modified":"2021-05-17T08:50:59","modified_gmt":"2021-05-17T06:50:59","slug":"il-disastro-che-verra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64844","title":{"rendered":"Il disastro che verr\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di DIEGO MUNEGHINA (RI Pisa)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">Non si pu\u00f2 uscire dalla crisi continuando a seguire le stesse ricette che l\u2019hanno prodotta. La principale attivit\u00e0 dei giornali in questo periodo \u00e8 quella di spargere ottimismo: Recovery Fund, PIL in crescita, soldi a go-go per tutti. Questo pare promettere il futuro degli italiani. Al contrario, quello che dovremo affrontare nei prossimi mesi \u00e8 probabilmente la peggiore crisi dal dopo guerra, i cui effetti saranno ancora pi\u00f9 devastanti anche perch\u00e9 la maggior parte delle persone, sommerse dalla propaganda liberista, non la vedr\u00e0 nemmeno arrivare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">Qualche dato per capire meglio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">&#8211; Il PIL 2020 italiano \u00e8 diminuito del 8,9% che tradotto in valore significano circa 160 miliardi. Se le stime per il 2021 sono corrette, il PIL 2021 riprender\u00e0 meno della met\u00e0 di quanto perso in precedenza. In solo due anni perdiamo 250 miliardi di PIL rispetto al <\/span><span style=\"text-align: justify;\">trend<\/span><span style=\"text-align: justify;\"> gi\u00e0 non brillante che avevamo negli anni precedenti. Detto cos\u00ec forse non \u00e8 abbastanza chiaro. Magari risulta pi\u00f9 chiaro spiegando che in due anni ogni cittadino ha perso mediamente 4.200 Euro!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">&#8211; Nel corso del 2020 circa 2,7 milioni di persone hanno chiesto la moratoria o sospensione del mutuo per un valore nominale di oltre 300 miliardi. Non ci vuole un economista per capire che quest\u2019ultimo dato indica con chiarezza che quando terminer\u00e0 la Cassa integrazione, che oggi d\u00e0 una fonte di reddito a tanti lavoratori, e verr\u00e0 trasformata in licenziamento, una parte rilevante di quei mutui non potr\u00e0 essere ripagata, con le ovvie ripercussioni sui bilanci delle banche.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">&#8211; Molte attivit\u00e0 commerciali stanno gi\u00e0 scomparendo e le piccole e medie imprese non sempre hanno a disposizione tesoreria sufficiente per ripartire. Per questo migliaia di aziende rischieranno la bancarotta e gli imprenditori che hanno rilasciato garanzie personali (fideiussioni) potranno perdere gli immobili acquistati con tanti sacrifici.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">&#8211; Secondo le ultime stime, in Italia si contano 5 milioni di piccole e medie imprese (Pmi). Nel 2020, a causa dell\u2019effetto combinato del Covid e del crollo dei consumi, ne sono scomparse circa 300.000. Secondo uno studio di Fondazione studi dei consulenti del lavoro nell\u2019indagine \u201cCrisi, emergenza e lavoro nelle Pmi\u201d, due imprese su dieci di quelle tuttora in attivit\u00e0 potrebbero chiudere nel 2021. Stiamo parlando del 20 per cento del tessuto produttivo di un paese come l\u2019Italia, che si regge proprio sulla piccola e media impresa. Una strage.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">&#8211; Il debito pubblico \u00e8 gi\u00e0 arrivato oltre 2600 miliardi e certamente il necessario supporto ad imprese e famiglie in questo momento di crisi non potr\u00e0 che farlo incrementare ancora.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">Questi i dati reali. Cosa succeder\u00e0? Niente che non si sia gi\u00e0 visto. Per sostenere un debito pubblico cos\u00ec alto dei paesi dell\u2019Eurozona, la BCE non potr\u00e0 che mantenere a lungo i tassi d\u2019interesse su livelli molto bassi. Il problema nascerebbe se da Cina e USA la ripresa economica fosse molto forte e portasse ad un rialzo dell\u2019inflazione e soprattutto ai rialzi dei prezzi sulle materie prime. In questo caso la pressione si trasferirebbe sul tasso di cambio dell\u2019Euro e probabilmente avremmo anche una inflazione importata che metterebbe a rischio la politica espansiva di BCE.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">In prospettiva la crisi economica produrr\u00e0 una esplosione del debito pubblico che, per essere rimborsato, stanti le norme sul patto di stabilit\u00e0, non potr\u00e0 che essere controbilanciato da un aumento della pressione fiscale che dar\u00e0 il colpo finale, soprattutto alle PMI.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">In sintesi, il panorama italiano \u00e8 quello di un forte depauperamento del tessuto industriale e di una crescita ulteriore della pressione fiscale. Dal lato dei lavoratori la disoccupazione non potr\u00e0 che mantenersi su livelli elevatissimi stante la morte di tante piccole imprese, che potr\u00e0 essere compensata unicamente dalle imprese orientate all\u2019export. Ma la disoccupazione crescente metter\u00e0 anche a rischio il rimborso di prestiti e mutui alle famiglie: di conseguenza, avremo anche un peggioramento dei bilanci bancari.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">Vie di uscita semplici non ce ne sono. Quella seguita dai liberisti sar\u00e0 un ulteriore attacco al patrimonio pubblico italiano ed al poco welfare che \u00e8 rimasto. Prepariamoci a risentire parlare di sanit\u00e0 troppo costosa, di privatizzazioni, di cessioni di beni pubblici.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">L\u2019altra soluzione, \u00e8 di uscire dalla UE e dall\u2019Eurozona, riprendere in mano le leve della politica fiscale e monetaria e in questo modo cercare di strappare il nostro Paese dal declino cui \u00e8 sicuramente destinato seguendo le politiche che negli ultimi 30 anni le idee liberiste e la UE ci hanno imposto. Non ha senso continuare a seguire ricette economiche che hanno prodotto il disastro della nostra economia.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DIEGO MUNEGHINA (RI Pisa) Non si pu\u00f2 uscire dalla crisi continuando a seguire le stesse ricette che l\u2019hanno prodotta. La principale attivit\u00e0 dei giornali in questo periodo \u00e8 quella di spargere ottimismo: Recovery Fund, PIL in crescita, soldi a go-go per tutti. 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