{"id":64861,"date":"2021-05-18T11:00:22","date_gmt":"2021-05-18T09:00:22","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64861"},"modified":"2021-05-17T13:18:11","modified_gmt":"2021-05-17T11:18:11","slug":"i-tentacoli-della-piovra-genderista-in-veneto-e-il-ddl-zan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64861","title":{"rendered":"I tentacoli della piovra genderista in Veneto\u2026 e il ddl Zan"},"content":{"rendered":"<p><strong>Di La Croce quotidiano (Rachele Sagramoso)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-responsive\" src=\"http:\/\/www.lacrocequotidiano.it\/assets\/img-articoli\/2747\/sharon-mccutcheon-hkenoli4d8a-unsplash.jpg\" \/><\/p>\n<div id=\"corpo-articolo\">\n<p style=\"text-align: justify\">Periodo molto pericoloso, il nostro. Culturalmente pericoloso. Sono anni, oramai, che nelle scuole c\u2019\u00e8 un tentativo di far passare un determinato tipo di sapere, che deve per forza corrispondere a un\u2019ideologia fortissima che fa parte integrante di quella teoria gender che in passato pareva non esserci e, secondo chi ne negava l\u2019esistenza, era frutto di fantasie quasi tolkeriane (anche un\u2019amica di famiglia mi disse che per lei era una bufala, l\u2019esistenza di questa fantomatica teoria). In seguito, improvvisamente, salt\u00f2 fuori come se la sua esistenza fosse quasi ovvia. Tale teoria, che invece adesso si \u00e8 finalmente rivelata con chiarezza anche grazie alla sfrontatezza con la quale \u00e8 stata redatta la proposta di legge definita prima Scalfarotto, e adesso Zan, \u00e8 una delle pi\u00f9 grosse menzogne che siano mai state inventate. E poich\u00e9 il mondo di chi ha creato astutamente questa falsit\u00e0, \u00e8 composto da adulti furbacchioni che desiderano ardentemente cambiare la mentalit\u00e0 comune, l\u2019idea ingegnosa \u00e8 stata quella d\u2019iniziare dalle scuole (non che gli inventori delle \u201cOpera Nazionale Balilla\u201d e \u201cHitlerjugend\u201d avesse avuto intenti diversi) per potersi \u201callevare\u201d i futuri sostenitori genderfluid. In realt\u00e0 molto del ddl Zan sta qui, nel tentare di occupare i diversi gradi di scuole, per intrufolarsi nelle menti dei pi\u00f9 piccoli e dei meno piccoli, tentando di sabotare i gi\u00e0 piuttosto fragili rapporti tra genitori e figli (divenuti deboli col fatto che le famiglie si disfano e i bambini vengono sempre pi\u00f9 educati fuori dalla famiglia) e, soprattutto, seminare per bene la pianta dell\u2019incertezza e della fragilit\u00e0 sessuale (o meglio, di genere) per poter far maturare generazioni di individui edonisti e narcisisti economicamente ben disposti a far circolare fiumi di denaro diretti a lobbies ideologiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono perci\u00f2 anni che numerose associazioni, locali o nazionali, si vedono arrivare telefonate e mail da parte di genitori che denunciano situazioni scolastiche poco chiare: genitori e parenti di bambini e fanciulli che, sin dall\u2019asilo nido, sono costretti a venire a conoscenza (quando va bene e se si tratta di genitori attenti e presenti) che le educatrici investono i loro soldi in librettini che raccontano di un pinguino e un panda che si fanno una famiglia grazie a una foca che regala loro il proprio cucciolo (gestazione per altri solidale), oppure di progetti scolastici (soldi ugualmente di genitori, se si tratta di scuole statali) che prevedono la partecipazioni di \u201cesperti\u201d che distribuiscono volantini per spiegare quante posizioni si possono assumere per effettuare del sesso anale sicuro (ad uso e consumo di studenti delle scuole superiori). Genitori che, oltre a dover lavorare per pagare mutui e prestiti, sostenere famigliari anziani, occuparsi di parenti disabili e, nel contempo, tentare di educare i propri figli almeno delegando l\u2019Istituzione Scolastica della dispensa all\u2019istruzione di italiano, storia, geografia, scienze, aritmetica, debbono pure vedere i propri figli vittime di un enorme esperimento sociale. Genitori che, per\u00f2, hanno tentato di capire, grazie a tanti volenterosi \u201ccolleghi\u201d genitori, come fare a evitare che i propri figli tornino a casa, a una manciata d\u2019anni, sentenziando che \u00abtutti possono avere il seno\u00bb (com\u2019\u00e8 accaduto nella scuola della quale scriver\u00f2 dopo). Genitori che spererebbero di poter stare tranquilli, affidando i loro figli alla Scuola, che invece debbono scoprire che neanche in contesti \u201csicuri\u201d i bambini vengono lasciati stare a imparare a giocare sereni oppure i primi rudimenti d\u2019italiano mentre loro, gli adulti, tentano di sbarcare il lunario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche nel caso di cui scrivo, tutto \u00e8 partito da una manciata di genitori che, trasecolati, hanno dovuto confrontarsi con un progetto estremamente discutibile, del quale siamo stati informati. Il tutto avviene nell\u2019Istituto Comprensivo Statale di uno tra i pi\u00f9 grossi comuni della Provincia di Padova nel Veneto e Il caso fa riferimento alla classe prima di una scuola elementare del Comprensivo. Alcuni genitori (che chiedono l\u2019anonimato) hanno scoperto, guardando l\u2019app in cui vengono indicate le materie e il programma delle singole giornate scolastiche, che durante l\u2019ora di Educazione Civica \u00e8 stato proposto un Laboratorio denominato \u201c<i>Scelte Libere\u201d<\/i> in cui veniva spiegata l\u2019attivit\u00e0 con testuali parole: \u201c<i>attivit\u00e0 di laboratorio sul superamento degli stereotipi e la parit\u00e0 di genere<\/i>\u201d in collaborazione con un\u2019esperta (non viene indicato il nome ai genitori) dell\u2019Associazione \u201cAttivamente\u201d (stando a quanto riportato nell\u2019app). Come da protocollo, ai genitori non \u00e8 stato fornito alcun avviso preliminare, quindi non \u00e8 stato possibile fornire o meno il consenso per la partecipazione dei figli al Laboratorio (consenso che dovrebbe essere obbligatorio, ma spesso \u00e8 gestito furbescamente: tempo fa, ad esempio, in alcune scuole di Viareggio, era stato distribuito il consenso da far firmare ai genitori delle scuole superiori per un incontro \u2013 ovvero un monologo \u2013 con Vladimiro Guadagno in arte Luxuria. Tuttavia nessuno controll\u00f2, all\u2019ingresso del teatro, che i ragazzi che si erano presentati, avessero un consenso firmato dai genitori. Ne raccontai qui: http:\/\/www.lacrocequotidiano.it\/articolo\/2019\/11\/27\/societa\/vladimir-luxuria-a-viareggio-per-un-pomeriggio-di-ordinaria-ideologia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel caso in questione, non \u00e8 stato nemmeno fornito preventivamente il nominativo dell\u2019esperta: il tutto \u00e8 emerso dalle parole dirette dei bambini, i quali hanno riferito testualmente: \u00ab<i>la maestra nuova, che si chiama Giorgia, ha spiegato la storia di una bambina e delle scelte libere. Cio\u00e8, non \u00e8 che le cose da maschi sono solo da maschi e quelle da femmine sono solo per le femmine. Perch\u00e9 questa bambina si \u00e8 scelta lo zainetto di Spiderman e alcuni suoi amici la prendevano in giro dicendo: \u2018 Spiderman?? Sei una femmina, quello \u00e8 una cosa da maschi!\u2019. Cos\u00ec il pap\u00e0 poi le ha spiegato che ognuno pu\u00f2 fare le sue scelte. Poi la maestra Giorgia ci ha fatto un altro esempio. Ha detto: le scelte libere, ad esempio, sono quando E**** va in un negozio e vede una bellissima felpa rosa dell\u2019Asics e se la vuole prendere. Sa che \u00e8 da femmine per\u00f2 a lui piace. Non bisogna ascoltare quello che dicono gli amici! Non bisogna ascoltare quello che dicono i compagni perch\u00e9 alcune cose possono essere importanti perch\u00e9 sono scelte libere\u00bb. Inoltre pare che siano state costruite delle \u2018bamboline\u2019 ai quali i bambini dovevano scambiare gli abiti: quelli da maschi a quelli da femmine, e viceversa.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Com\u2019\u00e8 ovvio che sia, i genitori hanno chiesto maggiori informazioni in merito ad Associazione, Laboratorio ed \u201cesperta\u201d, ricevendo come risposta il nominativo di una diversa associazione rispetto a quella indicata, nello specifico si tratta di \u201c<i>Gea Mater Onlus<\/i>\u201d <a title=\"\" href=\"http:\/\/www.geamater.it\/\">http:\/\/www.geamater.it\/<\/a> (tra l\u2019altro dal sito sembrerebbe occuparsi di autismo, non di ideologia di genere<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Indagando sul web, si pu\u00f2 facilmente notare che il Laboratorio \u00e8 incardinato nel progetto \u201cAttivamente\u201d finanziato dalla Fondazione Cariparo &#8211; cassa di Risparmio Padova e Rovigo (<a title=\"\" href=\"https:\/\/www.fondazionecariparo.it\/iniziative\/attivamente-2020-2021\/\">https:\/\/www.fondazionecariparo.it\/iniziative\/attivamente-2020-2021\/<\/a> ). I genitori, visibilmente scossi e molto indignati dalla mancanza di comunicazione da parte della scuola sulla scelta di condurre il laboratorio, sui contenuti e sulla persona -di cui non sanno nulla- chiamata a tenere ben tre lezioni ai propri figli su questioni eticamente, antropologicamente e scientificamente discutibili, sono altres\u00ec terrorizzati dall\u2019esporsi per paura che il figlio venga discriminato o bullizzato in quanto la famiglia non condivide l\u2019ideologia di genere e ritiene del tutto inopportuno l\u2019insegnamento, per di pi\u00f9 in orario scolastico ordinario.<\/p>\n<p><s><\/s><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Riportiamo di seguito i dettagli illustrati nella scheda del Laboratorio \u201cScelte Libere\u201d all\u2019interno del progetto \u201cAttivamente\u201d di Cariparo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cOgni incontro parte dall\u2019ascolto del racconto per proseguire con alcuni giochi-stimolo inerenti alla tematica proposta e all\u2019attivit\u00e0 laboratoriale, diverse a seconda dell\u2019incontro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Obiettivi:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>Rendere consapevoli i bambini degli stereotipi che li circondano.<\/li>\n<li>Implementare l\u2019attenzione e la cura verso l\u2019altro, dello stesso sesso o di quello opposto.<\/li>\n<li>Assumere un atteggiamento conoscitivo emancipato e creativo.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">Attivit\u00e0:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tre racconti fungeranno da filo conduttore per i laboratori:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\">\n<li>Ettore, l\u2019uomo straordinariamente forte di Magali Le Huche \u2013 Costruzione di un semplice telaio per sperimentare la tessitura;<\/li>\n<li>C\u2019\u00e8 qualcosa di pi\u00f9 noioso che essere una principessa rosa? Di Raquel Diaz Reguera \u2013 Realizzazione di vestiti con carte colorate e stoffe per principi e principesse;<\/li>\n<li>Mi piace Spiderman\u2026 e allora? Di Giorgia Vezzoli \u2013 Costruzione con cartoncini dello zainetto di Spiderman\u201d<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Il testo a cui il laboratorio si \u00e8 ispirato, \u00e8 di Giorgia Vezzoli e Massimiliano di Lauro (illustratore), e <a href=\"https:\/\/youtu.be\/zSqG7zqiR_w\">qui \u00e8 possibile ascoltare il racconto direttamente dall\u2019autrice<\/a> (Giorgia Vezzoli legge \u201cMi piace Spiderman\u2026e allora?\u201d). Trattasi di una brevissima narrazione nella quale la vecchia zia \u00e8 stranita dalla richiesta della nipotina che vuole una cartella di Spiderman, affermando che il personaggio \u00e8 da maschi. La bambina per\u00f2 \u00e8 appoggiata dai genitori progressisti e si fa acquistare Spiderman. A scuola non le va meglio poich\u00e9 i maschietti la dileggiano per la scelta, dicendole che Spiderman \u00e8 un personaggio maschile: la poverina quindi \u00e8 vittima di bullismo per la scelta del personaggio della sua cartella. La rivincita della bambina \u00e8 quella dei \u2018like\u2019 che la sua mamma prende su facebook quando posta la foto di lei con la cartella di Spiderman. La \u201ccommedia\u201d prosegue attraverso i commenti che il post della madre della bambina riscuote (ovviamente c\u2019\u00e8 quello dell\u2019amica della mamma che denuncia il fatto che in passato le femmine non potevano portare i pantaloni). Insomma tutta una lunga tiritera abbastanza scontata che serve per giustificare il fatto che \u00e8 diritto dei maschi usare oggetti \u201cda femmine\u201d, e viceversa (tra l\u2019altro il fatto che la madre posti la foto su facebook e abbia necessit\u00e0, trasmettendola alla figlioletta, di ricevere dei \u2018like\u2019 per essere rinforzata positivamente sul fatto che la bambina ha ragione, mi preoccupa molto e la dice lunga sul pericolo che le attuali generazioni possiedono di ricevere i propri consensi a una realt\u00e0 virtuale, senza invece sapersi confrontare direttamente delle proprie scelte).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questo punto, per completare la mia disamina, ho chiesto il parere dell\u2019amica Giusy d\u2019Amico &#8211; fondatrice e presidente dell\u2019associazione Non si tocca la Famiglia -, persona qualificatissima sull\u2019argomento. \u00abIl denominatore comune di questi progetti sulla parit\u00e0 di genere, non \u00e8 promuovere una parit\u00e0 in ordine alla dignit\u00e0 che ogni persona ha davanti allo Stato, come cittadino, non \u00e8 promuovere la parit\u00e0 in ordine alle opportunit\u00e0 e alla dignit\u00e0 di ogni persona di fronte ai concittadini, ma \u00e8 promuovere la cosiddetta \u201cparit\u00e0 di genere\u201d a partire da una identit\u00e0 sessuale \u201csganciata\u201d da una identit\u00e0 sessuata: si disconosce, quindi, il dato della ricchezza della differenza tra maschi e femmine. Dire a un bambino che anche un maschio pu\u00f2 avere il seno, significa alterare gravemente, anche sul piano pedagogico, la percezione della realt\u00e0. Questa \u00e8 una sovrastruttura, \u00e8 una costruzione sopra la realt\u00e0, che non ha niente a che vedere con quello che \u00e8 l\u2019apprendimento per i bambini, soprattutto in una fascia di et\u00e0 cos\u00ec fragile in cui \u00e8 ancora in formazione questa identit\u00e0 e che ha necessit\u00e0 di riferimenti chiari e non fluidi, come la mentalit\u00e0 imperante che il pensiero unico vuole imporre. Come associazione \u2018Non si tocca la Famiglia\u2019 abbiamo redatto un documento che abbiamo inviato agli edifici scolastici competenti e al Ministro dell\u2019Istruzione, nel quale abbiamo chiesto che questi progetti vengano sospesi fino al post-pandemia per poi continuare a rifletterci. Perch\u00e9 un altro dato estremamente evidente e grave, \u00e8 che in un momento di pandemia dove sono stati messi estremamente a rischio gli apprendimenti base (quelli che sono leggere, scrivere e far di conto) siamo assolutamente in disaccordo con chi promuove percorsi che sottraggono ore di didattica preziose, fondamentali per riacquisire non solo gli apprendimenti nozionistici ma anche quelle dinamiche relazionali che sono state pesantemente compromesse. Quindi in questo momento, al di l\u00e0 del merito su cui abbiamo argomentato, sul metodo abbiamo anche da dire che in questo momento \u00e8 assolutamente forviante, assolutamente fuori luogo e destabillizzante, per quel minimo margine di apprendimento che richiediamo ai bambini e ai ragazzi pesantemente lesi da questo lunghissimo tempo di pandemia, imporre progetti didattici a mero scopo ideologico\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Giorgia Vezzoli forse non sa che nella mia famiglia \u2013 che Fedez definirebbe \u201cultracattolica\u201d \u2013 la mia figlia grande aveva abiti firmati Marvel (compreso zaino e completo da letto), non ha mai giocato con le Barbie [ne aveva di bellissime anni \u201980 (le mie)] n\u00e9 con bambole. Mio figlio grande, invece, usava indossare la fascia portabeb\u00e9 con il suo bambolotto Franklin (con pelle nera e tuta arancione). La mia seconda figlia ha sempre e solo giocato con le costruzioni insieme ai fratelli pi\u00f9 piccoli e proprio oggi, il mio sesto figlio, di tre anni, ha preso un bambolotto, se l\u2019\u00e8 messo al petto e mi ha detto: \u00abBimbo piange, io poppa\u00bb sapendo bene che a me non interessa tanto se un maschio mi imita allattare (c\u2019\u00e8 tutto il tempo per imparare che sono le mamme a dare la poppa ai bimbi: informazione che si acquisisce osservando mamma), ma a me importa \u2013 e tantissimo \u2013 che i miei figli imparino l\u2019accudimento del pi\u00f9 piccolo, l\u2019ascolto del suo pianto, il rispondere ai bisogni dei pi\u00f9 fragili. Non occorre che l\u2019esempio per educare i bambini al rispetto dell\u2019altro: altro che, per\u00f2, dev\u2019essere rispettato sempre, anche quando \u00e8 embrione, malato, imperfetto e indesiderato.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.lacrocequotidiano.it\/articolo\/2021\/05\/09\/societa\/i-tentacoli-della-piovra-genderista-in-veneto-e-il-ddl-zan\">http:\/\/www.lacrocequotidiano.it\/articolo\/2021\/05\/09\/societa\/i-tentacoli-della-piovra-genderista-in-veneto-e-il-ddl-zan<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di La Croce quotidiano (Rachele Sagramoso) Periodo molto pericoloso, il nostro. Culturalmente pericoloso. 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