{"id":64863,"date":"2021-05-18T11:00:19","date_gmt":"2021-05-18T09:00:19","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64863"},"modified":"2021-05-17T13:22:26","modified_gmt":"2021-05-17T11:22:26","slug":"64863","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64863","title":{"rendered":"Il senso della politica oltre il Covid"},"content":{"rendered":"<p><strong>Di La Fionda (Luca Chimichella e l&#8217;Indispensabile)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/pollock.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/pollock.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>I. Stato d\u2019eccezione e Restaurazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La politologia del XX secolo, almeno a partire da Schmitt, ci ha insegnato a pensare la relazione consustanziale, presente in tutta la politica moderna fin dalla sua fondazione hobbesiana, tra istanza amorfa, caotica e incontrollabile della realt\u00e0 umana (\u201cstato di natura\u201d che riemerge come stato di eccezione) e istanza politica, mediatrice e stabilizzante (ordine giuridico), che nasce a seguito del bisogno di sicurezza e incolumit\u00e0 dei soggetti umani nella comunit\u00e0. Queste due istanze sono talmente reciproche e interrelate da provocarsi a vicenda, spesso addirittura in contemporanea e nella stessa situazione storica. Ad un eccesso di astrazione burocratico-tecnica del potere costituito segue infatti un corrispondente bisogno di rappresentanza popolare, e viceversa, ad un eccesso di immediatezza ideologico-identitaria corrisponde un\u2019esigenza di maggiore razionalizzazione e giuridificazione del potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La crisi pandemica mondiale ha offerto una vera e propria svolta a questa dialettica verticale-orizzontale, la cui risoluzione \u00e8 stata per\u00f2 dettata non da un mutamento di linea e classe politica legittimata dal basso (come nel 2018), bens\u00ec da un espediente squisitamente extra-politico, foriero in s\u00e9 di caos, e messa in atto altrettanto impoliticamente dai nuovi organismi sovrani dello stato eccezionale: in Italia il comitato tecnico-scientifico, promosso dall\u2019esecutivo di governo, e a livello mondiale gli enti sanitari internazionali (uno su tutti, l\u2019OMS). Nel frattempo, si \u00e8 parlato e si continua a parlare di \u201cguerra contro un nemico invisibile\u201d, lasciando che i Media consolidassero l\u2019uso improprio e sproporzionato di parole come \u201ccoprifuoco\u201d e \u201cnegazionismo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come ha scritto Giorgio Agamben l\u201911 maggio dell\u2019anno scorso: \u00abIn questione \u00e8 un\u2019intera concezione dei destini della societ\u00e0 umana in una prospettiva che per molti aspetti sembra aver assunto dalle religioni ormai al loro tramonto l\u2019idea apocalittica di una fine del mondo. Dopo che la politica era stata sostituita dall\u2019economia, ora anche questa per poter governare dovr\u00e0 essere integrata con il nuovo paradigma di biosicurezza, al quale tutte le altre esigenze dovranno essere sacrificate. \u00c8 legittimo chiedersi se una tale societ\u00e0 potr\u00e0 ancora definirsi umana o se la perdita dei rapporti sensibili, del volto, dell\u2019amicizia, dell\u2019amore possa essere veramente compensata da una sicurezza sanitaria astratta e presumibilmente del tutto fittizia\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo stato sanitario post-democratico possiede infatti le sue precise liturgie (il tampone, la mascherina ecc.), i suoi articoli di fede e il suo orizzonte escatologico (\u201cil vaccino ci salver\u00e0, ma intanto quanto pi\u00f9 ognuno si isola dagli altri e dalla societ\u00e0 in genere tanto pi\u00f9 sar\u00e0 un bravo cittadino, responsabile per i suoi cari\u201d e cos\u00ec via). Ecco che l\u2019impotenza, la depressione, il nichilismo morale \u2013 che gi\u00e0 da tempo riducevano l\u2019agire umano alla sfera della mera sopravvivenza fisica \u2013 si fanno legge, anzi, controfigura della vecchia religione di stato. Ancora Agamben, lo scorso 17 aprile: \u00abMi sembra infatti che l\u2019epidemia mostri al di l\u00e0 di ogni possibile dubbio che l\u2019umanit\u00e0 non crede pi\u00f9 in nulla se non nella nuda esistenza da preservare come tale a qualsiasi prezzo\u00bb. E conclude pi\u00f9 avanti: \u00abQual \u00e8 la figura della nuda vita che \u00e8 oggi in questione nella gestione della pandemia? Non \u00e8 tanto il malato, che pure viene isolato e trattato come mai un paziente \u00e8 stato trattato nella storia della medicina; \u00e8, piuttosto, il contagiato o \u2013 come viene definito con una formula contraddittoria \u2013 il malato asintomatico, cio\u00e8 qualcosa che ciascun uomo \u00e8 virtualmente, anche senza saperlo. In questione non \u00e8 tanto la salute, quanto piuttosto una vita n\u00e9 sana n\u00e9 malata, che, come tale, in quanto potenzialmente patogena, pu\u00f2 essere privata delle sue libert\u00e0 e assoggettata a divieti e controlli di ogni specie\u00bb<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/17\/il-senso-della-politica-oltre-il-covid\/#_ftn1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Liquidare questi argomenti, come fanno molti, traendo in causa il \u201cnegazionismo\u201d o il \u201ccomplottismo\u201d \u00e8 un\u2019operazione diffamatoria, perlopi\u00f9 in cattiva fede, avanzata da un ceto giornalistico allineato con un discorso pubblico artificiale, bisognoso terrore per potersi assicurare un minimo di consenso, a dispetto dei tanti \u201csacrifici\u201d che dovremmo fare. In altre parole, qui non si tratta di contestare la realt\u00e0 e l\u2019effettiva gravit\u00e0 di un\u2019emergenza epidemiologica che coinvolge tuttora la gran parte del pianeta, mettendoci palesemente alla prova. Si tratta per\u00f2 di <em>porre seriamente in questione <\/em>le modalit\u00e0 simbolico-interpretative e politico-antropologiche che <em>nell\u2019affrontare il Covid<\/em> sono state imposte alle collettivit\u00e0, tra l\u2019altro in un clima assolutamente acritico e passivo. Occorre cio\u00e8 un <em>nuovo sguardo pensante<\/em> che sia in grado di interrogare il quadro storico complessivo entro cui si affacciano i fenomeni del presente, per trarne concretamente una <em>nuova visione del mondo<\/em>, veramente <em>alternativa <\/em>e <em>praticabile <\/em>al tempo stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci chiediamo allora: come \u00e8 stato <em>storicamente <\/em>possibile che, a dispetto della tutela della salute pubblica anche a costo di sospendere ad oltranza i diritti costituzionali, si sia assistito (nel giro di un solo anno) ad un incremento cos\u00ec vertiginoso delle disuguaglianze tra ricchissimi e poverissimi, ad un\u2019impennata abnorme dell\u2019incertezza sociale e della precariet\u00e0 esistenziale (favorita dal terrore mediatico), e infine ad un esaurimento pressoch\u00e9 conclamato della rappresentanza democratica, quasi persino nelle sue strutture esteriori? Come \u00e8 stato <em>politicamente <\/em>possibile che lo stato che pretendeva di riportare ordine e sicurezza laddove \u00e8 esploso il caos contribuisca invece (volontariamente o meno) ad incrementare la <em>percezione <\/em>del disordine, dell\u2019imprevedibilit\u00e0 e del pericolo stesso che vorrebbe arginare? Non accontentandoci di facili risposte dietrologiche, occorre aprire una parentesi storico-genealogica che dia fondamento alla diagnosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>II. Stato moderno e Rivoluzione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La modernit\u00e0 \u00e8 un tempo storico intimamente pervaso dall\u2019idea di una novit\u00e0 assoluta, di un Uomo Nuovo (Umanesimo) capace di edificare un Nuovo Mondo (proiettato poi sulle Americhe) a partire dal tramonto di quello antico e medioevale. Non a caso i tedeschi la chiamano <em>Neuzeit<\/em>, che letteralmente vuol dire \u201ctempo nuovo\u201d, Nuovo evo della storia antropologica. La modernit\u00e0 \u00e8 un movimento <em>spirituale<\/em> in s\u00e9 stesso <em>rivoluzionario<\/em>, che si \u00e8 via via secolarizzato (e quindi <em>verificato<\/em> nell\u2019immanenza storica) grazie alla Riforma protestante e al modello di civilt\u00e0 da essa scaturito, alla base delle successive rivoluzioni borghesi<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/17\/il-senso-della-politica-oltre-il-covid\/#_ftn2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Parallelamente a questa spinta trasformatrice, si consolida una teoria prettamente razionalistica, antropocentrica e conservatrice dello stato (Hobbes), che vede nell\u2019assicurazione dell\u2019ordine pubblico e nell\u2019incolumit\u00e0 individuale dei sudditi il fine unico ed essenziale dell\u2019azione politica, come risposta al bagno di sangue provocato dalle guerre confessionali dei secoli XVI e XVII. Si crea cos\u00ec una polarit\u00e0 strutturale all\u2019interno dell\u2019ordinamento politico-spirituale dell\u2019Europa moderna, nel quale la secolarizzazione laica gioca un ruolo ambiguo, oscillante appunto tra una volont\u00e0 di stabilizzazione tecnico-artificiale della realt\u00e0 sociale (destra legittimista e conservatrice), e un\u2019istanza rivoluzionaria (democrazia giacobina, socialismo rivoluzionario, sinistra progressista).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa dicotomia ha dato luogo a tutti i conflitti strutturali dell\u2019et\u00e0 industriale. \u00c8 proprio col consolidarsi storico della civilt\u00e0 borghese infatti, nel corso dell\u2019Ottocento, che emerge per la prima volta l\u2019elemento pi\u00f9 propriamente regressivo, contraddittorio e nichilistico dello stato moderno in quanto tale. Le prime crepe iniziano a esplodere dopo il Congresso di Vienna nella misura in cui si tratta di nodi irrisolti della Modernit\u00e0 in generale, la quale si era illusa (tra l\u2019altro) di dominare ogni ambito della realt\u00e0 antropologico-sociale attraverso i soli strumenti della ragione e dell\u2019apparato artificiale dello stato. Questa frattura originaria \u00e8 in vero tutt\u2019ora aperta, nella misura in cui gli ultimi decenni non sono stati affatto in grado di porvi rimedio: \u00abLa ripoliticizzazione di quanto era stato oggetto, con la modernit\u00e0, di una neutralizzazione che si voleva definitiva \u2013 odi, fedi e identit\u00e0 \u201cassolute\u201d -, ripone alla ribalta quanto di problematico e forse di irrisolto c\u2019era nel Moderno stesso, rinfocolato dall\u2019impatto disarticolante dell\u2019attuale modernizzazione capitalistica sulle risorse ordinative del razionalismo politico-giuridico\u00bb<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/17\/il-senso-della-politica-oltre-il-covid\/#_ftn3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La prima organica risposta, in s\u00e9 apocalittico-rivoluzionaria, all\u2019alienazione sociale e morale provocata dall\u2019ordine politico borghese fu la teoria marxista dello stato, che riducendo la statualit\u00e0 stessa a pura oggettivazione del dominio di classe, \u00e8 finita col liquidare \u2013 specie nella forma del Bolscevismo antidemocratico \u2013 ogni mediazione giuridica quale fondamento possibile del potere istituito: \u00abPer Marx lo stato \u00e8 l\u2019organo del <em>dominio <\/em>di classe, un organo di <em>oppressione <\/em>di una classe da parte di un\u2019altra; \u00e8 la creazione di un \u201cordine\u201d che legalizza e consolida questa oppressione, moderando il conflitto tra le classi\u00bb. E di conseguenza: \u00abLa repubblica democratica \u00e8 il migliore involucro politico possibile per il capitalismo; (\u2026) nessun cambiamento, n\u00e9 di persone, n\u00e9 di istituzioni, n\u00e9 di partiti nell\u2019ambito della repubblica democratica borghese pu\u00f2 scuoterlo\u00bb<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/17\/il-senso-della-politica-oltre-il-covid\/#_ftn4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A sua volta, di fronte al pericolo di una dittatura proletaria, ossia di uno stato monopartitico dichiaratamente <em>parziale<\/em>, rappresentativo di una sola classe in lotta contro tutte le altre, si diffonde in tutta Europa l\u2019alternativa fascista alla vecchia e impotente socialdemocrazia ottocentesca. Il Fascismo rappresenta di per s\u00e9 la contro-istituzione rivoluzionaria di uno stato a partito unico di tipo interclassista, ossia di un <em>partito <\/em>che sintetizzi in s\u00e9 la <em>totalit\u00e0<\/em> organica e gerarchizzata delle singole <em>parti sociali<\/em>, ripristinando il primato dello stato non <em>contro<\/em>, ma <em>attraverso <\/em>la canalizzazione verticale e autoritaria di innumerevoli forze pre-giuridiche fondamentali (la Nazione, la guerra patriottica, il Capo, il popolo, ecc.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Scriveva Giovanni Gentile: \u00abIl Fascismo \u00e8 spirito di progresso e di propulsione di tutte le forze nazionali. (\u2026) Il Fascismo, i cui capi, a cominciare dal supremo, hanno tutti vissuto l\u2019esperienza socialista, intende conciliare due termini finora sembrati irriducibilmente contrastanti: stato e sindacato. Stato, come forza giuridica della Nazione nella sua unit\u00e0 organica e funzionale; sindacato, come forza giuridica dell\u2019individuo quale attivit\u00e0 economica, (\u2026) attivit\u00e0 quindi specificata socialmente e appartenente ad una categoria sociale\u00bb<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/17\/il-senso-della-politica-oltre-il-covid\/#_ftn5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il progressivo estremizzarsi tuttavia della tensione ideologico-imperialista dell\u2019Italia fascista, affiancatasi poi al razzismo pantedesco della Germania nazionalsocialista (pronto in s\u00e9 a sacrificare l\u2019ordine giuridico e sociale sull\u2019altare della crociata contro il giudaismo mondiale), gener\u00f2 la catastrofe immane del 1945, culminata poi con la vittoria del nuovo ordine bipolare del mondo, alla base della successiva Guerra fredda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nei tre decenni che seguirono alla fine della Seconda guerra mondiale, l\u2019Occidente atlantico e neocapitalista vide cos\u00ec il predominio del modello keynesiano di stato sociale in conseguenza del generalizzato bisogno di sicurezza e stabilit\u00e0 affiorato dopo il trentennio bellico-rivoluzionario e a fronte della costante minaccia di una guerra nucleare su scala planetaria. L\u2019<em>equilibrio del terrore<\/em> infatti non costitu\u00ec semplicemente un deterrente contro l\u2019esplosione di una nuova catastrofe globale, ma anche il principale fattore frenante all\u2019espansione incondizionata del Capitalismo americano, agli albori della sua svolta finanziaria. Gi\u00e0 infatti con la crisi petrolifera degli anni \u201970, la fine della corsa allo spazio e della guerra in Vietnam, la riforma monetarista e neoliberista del mercato mosse i suoi primi passi, dapprima nel Cile di Pinochet, e poi direttamente a Londra e Washington con Thatcher e Reagan. La poco successiva liquidazione del blocco sovietico fece il resto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>III. La via della <em>Polis <\/em>oltre la fine<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da questo quadro risulta evidente come la dicotomia tra rischio caotico e spinta alla stabilizzazione\/conservazione dell\u2019ordine vigente (per quanto alienante, considerato \u201cl\u2019unico possibile\u201d) ha caratterizzato la condizione permanente del XX secolo, essendosi concretizzato anche <em>all\u2019interno<\/em> di tutti i grandi regimi rivoluzionari. Il 1989 ha segnato in tal senso solo un mutamento di questo circolo autoreferenziale e ingannevole, in quanto la defenestrazione di ogni aspirazione al cambiamento del mondo \u00e8 stata subito compensata dalla narrazione anarchico-globalista e dall\u2019avanzamento stratosferico dei mezzi di comunicazione digitali (Internet e la telefonia mobile in particolare). La smaterializzazione dei rapporti umani, economici, politici, della stessa identit\u00e0 psico-emotiva dell\u2019essere umano ha indubbiamente avuto un peso immenso nel porre fine al paradigma rivoluzionario moderno per come l\u2019abbiamo sempre conosciuto (basato cio\u00e8 sull\u2019intervento attivistico e meccanico-tecnico del soggetto umano sulla realt\u00e0 esterna).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La pandemia \u00e8 giunta allora come un punto di arresto, una specie di glaciazione psico-politica, che ha cristallizzato lo scenario contorto e paradossale di un mondo in cui la libert\u00e0 individualistica sfrenata e l\u2019ammutolimento massificante dell\u2019Io sono ormai divenuti due termini inseparabili e quasi indistinguibili della stessa condizione. Ecco perch\u00e9, giunti a questo punto, a dover essere ripensata totalmente non \u00e8 solo la politica nei suoi presupposti antropologico-giuridici, ma la stessa possibilit\u00e0 e condizione di una <em>sostanziale trasformazione della realt\u00e0 ecosistemica dell\u2019uomo<\/em> in una direzione non pi\u00f9 sanguinaria e distruttiva, ma <em>spiritual-mente <\/em>e <em>autentica-mente <\/em>democratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Scrive in tal senso Preterossi: \u00abSe non se ne immagina un\u2019altra di risposta, che sappia assumere anche, almeno in parte, le esigenze emotive implicite nelle attese e nelle dinamiche delle societ\u00e0 democratiche di massa, mediando passioni e razionalit\u00e0, anzi ripoliticizzando le passioni, \u00e8 difficile evitare il successo dell\u2019opzione puramente populista. Il populismo \u00e8 un sintomo. La questione di fondo \u00e8 il destino del \u201cpolitico\u201d \u2013 come rapporto istituzioni\/popolo, potere pubblico\/potenza economica, universalit\u00e0\/contingenza \u2013 nelle democrazie attuali\u00bb. E aggiunge pi\u00f9 avanti: \u00abInsomma, ai rischi del populismo si risponde non (solo) con la difesa delle procedure o con il professionalismo politico, ma soprattutto con un progetto mobilitante, basato su un\u2019idea ambiziosa di umanit\u00e0 e di convivenza politica, sul rilancio dell\u2019eredit\u00e0 normativa della soggettivit\u00e0 (moderna) \u2013 seppur in chiave non pi\u00f9 eurocentrica e occidentalista \u2013, che permetta la costruzione di un orizzonte di senso s\u00ec capace di attrazione simbolica, ma non regressivo e anti-moderno\u00bb<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/17\/il-senso-della-politica-oltre-il-covid\/#_ftn6\">[6]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il ripensamento della <em>Polis <\/em>come <em>modalit\u00e0 fondamentale di convivenza umana sulla terra<\/em> dipende quindi da una radicale riformulazione della nostra stessa nozione di civilt\u00e0, ossia di <em>Civitas <\/em>e di <em>Res publica<\/em>, a partire dall\u2019aggiornamento (laico) del suo originario orizzonte di trascendenza cristologico.Scrive Marco Guzzi: \u00abIl rinnovamento psicologico-spirituale e politico della nostra civilt\u00e0 cristiano-occidentale tocca dunque e approfondisce i due punti cardine su cui si \u00e8 sempre fondata la modernit\u00e0: il concetto di libert\u00e0 personale, e quello di comunit\u00e0 organizzata democraticamente. Stiamo comprendendo da una parte che il processo di liberazione dell\u2019uomo non si ferma alle garanzie (comunque prioritarie e fondamentali) del libero esercizio delle proprie facolt\u00e0 di pensiero e di intrapresa economica, ma <em>prosegue all\u2019interno <\/em>nell\u2019inesauribile scioglimento delle nostre illusioni egoiche che, come vere e proprie gabbie, ci recludono in una coscienza separata e separante, sostanzialmente bellica e distruttiva\u00bb. Ecco perch\u00e9 \u00ab<em>la natura strutturalmente e originariamente spirituale della democrazia moderna<\/em> (\u2026) <em>modifica radicalmente il concetto di laicit\u00e0, in quanto diviene del tutto laico e razionale l\u2019inserimento dei processi autotrasformativi personali entro la progettazione politica<\/em>\u00bb<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/17\/il-senso-della-politica-oltre-il-covid\/#_ftn7\">[7]<\/a>. A noi, a questa generazione storica, spetta la sfida di una Rivoluzione veramente all\u2019altezza del XXI secolo e delle <em>nuove frontiere creative <\/em>che questo tempo ci pone. Il Covid ci ha ridato se non altro un\u2019unica antica certezza: che qualsiasi \u201critorno indietro\u201d \u00e8 completamente impossibile.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/17\/il-senso-della-politica-oltre-il-covid\/#_ftnref1\">[1]<\/a> G. Agamben, <em>Biosicurezza e politica <\/em>(11\/05\/2020) e <em>La nuda vita e il vaccino <\/em>(17\/04\/2021), disponibili sulla pagina web di Quodlibet: <a href=\"https:\/\/www.quodlibet.it\/una-voce-giorgio-agamben\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.quodlibet.it\/una-voce-giorgio-agamben<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/17\/il-senso-della-politica-oltre-il-covid\/#_ftnref2\">[2]<\/a> Si veda su questo punto l\u2019opera fondamentale di Max Weber, <em>L\u2019etica protestante e lo spirito del capitalismo<\/em>, e in particolare l\u2019Introduzione di Giorgio Galli nell\u2019edizione italiana della BUR, Milano 1997.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/17\/il-senso-della-politica-oltre-il-covid\/#_ftnref3\">[3]<\/a> G. Preterossi, <em>La politica negata<\/em>, Roma-Bari, Laterza 2011, pag. 27.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/17\/il-senso-della-politica-oltre-il-covid\/#_ftnref4\">[4]<\/a> Lenin, <em>Stato e Rivoluzione<\/em>, Milano, Edizioni Lotta Comunista 2019, pag. 27 e pag. 33.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/17\/il-senso-della-politica-oltre-il-covid\/#_ftnref5\">[5]<\/a> Brani tratti dalle <em>Linee programmatiche del Partito Fascista<\/em> (1921) e dal <em>Manifesto degli intellettuali fascisti<\/em> (1925), citati in G. Bonfanti, <em>Il Fascismo<\/em>, Brescia, Editrice La Scuola 1977, vol. I pag. 98 e vol. II pag. 126.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/17\/il-senso-della-politica-oltre-il-covid\/#_ftnref6\">[6]<\/a> G. Preterossi, <em>La politica negata<\/em> cit., pag. 89 e pag. 92.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/17\/il-senso-della-politica-oltre-il-covid\/#_ftnref7\">[7]<\/a> M. Guzzi, <em>La nuova umanit\u00e0<\/em>, Milano, Paoline 2005, pag. 45.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/17\/il-senso-della-politica-oltre-il-covid\/\"><strong>https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/17\/il-senso-della-politica-oltre-il-covid\/<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di La Fionda (Luca Chimichella e l&#8217;Indispensabile) I. Stato d\u2019eccezione e Restaurazione La politologia del XX secolo, almeno a partire da Schmitt, ci ha insegnato a pensare la relazione consustanziale, presente in tutta la politica moderna fin dalla sua fondazione hobbesiana, tra istanza amorfa, caotica e incontrollabile della realt\u00e0 umana (\u201cstato di natura\u201d che riemerge come stato di eccezione) e istanza politica, mediatrice e stabilizzante (ordine giuridico), che nasce a seguito del bisogno di sicurezza&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":105,"featured_media":58069,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/La_Fionda.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/s7ZaJ4-64863","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/64863"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/105"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=64863"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/64863\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":64866,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/64863\/revisions\/64866"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/58069"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=64863"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=64863"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=64863"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}