{"id":64887,"date":"2021-05-18T09:30:08","date_gmt":"2021-05-18T07:30:08","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64887"},"modified":"2021-05-17T23:57:00","modified_gmt":"2021-05-17T21:57:00","slug":"linfluenza-di-carl-schmitt-in-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64887","title":{"rendered":"L\u2019INFLUENZA DI CARL SCHMITT IN CINA"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Daniele Perra)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u201c\u03c0\u03cc\u03bb\u03b5\u03bc\u03bf\u03c2 \u03c0\u03ac\u03bd\u03c4\u03c9\u03bd \u03bc\u1f72\u03bd \u03c0\u03b1\u03c4\u03ae\u03c1 \u1f10\u03c3\u03c4\u03b9, \u03c0\u03ac\u03bd\u03c4\u03c9\u03bd \u03b4\u1f72 \u03b2\u03b1\u03c3\u03b9\u03bb\u03b5\u03cd\u03c2, \u03ba\u03b1\u1f76 \u03c4\u03bf\u1f7a\u03c2 \u03bc\u1f72\u03bd \u03b8\u03b5\u03bf\u1f7a\u03c2 \u1f14\u03b4\u03b5\u03b9\u03be\u03b5 \u03c4\u03bf\u1f7a\u03c2 \u03b4\u1f72 \u1f00\u03bd\u03b8\u03c1\u03ce\u03c0\u03bf\u03c5\u03c2, \u03c4\u03bf\u1f7a\u03c2 \u03bc\u1f72\u03bd \u03b4\u03bf\u03cd\u03bb\u03bf\u03c5\u03c2 \u1f10\u03c0\u03bf\u03af\u03b7\u03c3\u03b5 \u03c4\u03bf\u1f7a\u03c2 \u03b4\u1f72 \u1f10\u03bb\u03b5\u03c5\u03b8\u03ad\u03c1\u03bf\u03c5\u03c2.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cConflitto, di tutte cose padre, di tutte cose re, alcuni foggi\u00f2 dei, uomini altri, servi alcuni, altri liberi fece\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">(Eraclito, Frammento 53)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In una lettera datata 1933, Martin Heidegger, congratulandosi con il giurista e compatriota Carl Schmitt per il successo dell\u2019opera Il concetto del politico giunta alla terza edizione, si felicitava per la citazione che quest\u2019ultimo aveva fatto del Frammento 53 di Eraclito e per la corretta interpretazione che aveva dato dei concetti fondamentali di \u03c0\u03cc\u03bb\u03b5\u03bc\u03bf\u03c2 e \u03b2\u03b1\u03c3\u03b9\u03bb\u03b5\u03cd\u03c2. Allo stesso tempo, Heidegger non solo rivel\u00f2 a Schmitt che stava preparando una sua personale interpretazione del frammento eracliteo direttamente interconnessa al concetto di \u1f00\u03bb\u03ae\u03b8\u03b5\u03b9\u03b1, ma anche che stava attraversando lui stesso una forma di \u201cconflitto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Tanto Heidegger quanto Schmitt erano ben consapevoli del fatto che il Superbo di Efeso, con il termine \u201cconflitto\u201d, non volesse indicare solo ed esclusivamente una lotta armata. Questo, infatti, era da intendersi anche nell\u2019accezione di conflitto interiore. Tale \u03c0\u03cc\u03bb\u03b5\u03bc\u03bf\u03c2, per Heidegger, altro non era che quel \u201ctravaglio dell\u2019io\u201d che lo porter\u00e0 a ci\u00f2 che egli stesso defin\u00ec come un \u201ccorpo a corpo con il proprio s\u00e9\u201d, ad abbandonare l\u2019insegnamento per diversi anni, ma anche a produrre successivamente alcuni lavori fondamentali come il voluminoso studio su Nietzsche e Holzwege[1].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La scelta di iniziare con il Frammento 53 di Eraclito questa riflessione sull\u2019influenza che il pensiero di Carl Schmitt sta conoscendo in Cina non \u00e8 casuale. Il conflitto di cui tratta il pensatore greco e di cui Heidegger comprese l\u2019essenza rientra di diritto nel novero di quei concetti teologici che, secondo Schmitt, sono stati \u201csecolarizzati\u201d dalla dottrina moderna dello Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In ambito islamico, essendo la rivelazione al contempo profezia e legge, il significato reale del termine conflitto utilizzato da Eraclito appare con tutta la propria dirompente forza nel concetto teologico di gihad. Questo, \u00e8 bene ricordarlo, letteralmente significa \u201csforzo\u201d ed indica l\u2019impegno dell\u2019uomo a migliorarsi, a divenire un essere umano \u201cvero\u201d, parafrasando l\u2019interpretazione che di esso fornisce l\u2019Imam Khomeini[2].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il gihad, come riportato in un noto hadith del Profeta Muhammad, pu\u00f2 essere di due tipi: maggiore (o interiore) e minore (o esteriore). Il gihad maggiore \u00e8 costituito dalla suddetta lotta interiore per divenire un uomo vero; mentre il gihad minore indica effettivamente la lotta armata contro un nemico esterno al dar al-Islam (casa dell\u2019Islam). Dunque, contro qualcuno che si trova nel dar al-harb (casa della guerra).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Tale concetto si ritrova gi\u00e0 nella civilt\u00e0 cinese tradizionale. Al di l\u00e0 dei confini imperiali, infatti, si trovava lo spazio dei \u201cbarbari\u201d: una regione \u201cincolta\u201d, un regno della guerra ed uno spazio puramente quantitativo in cui le virt\u00f9 del jen (solidariet\u00e0 di gruppo) e dello yi (equit\u00e0) non hanno avuto compiuta realizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In termini di teoria geopolitica classica, i concetti di conflitto interno ed esterno si possono facilmente applicare all\u2019idea organica dello Stato (entit\u00e0 vivente al contempo morale e spirituale) elaborata da Friedrich Ratzel[3]. Cos\u00ec, se lo Stato viene considerato alla stregua di organismo, il suo conflitto interiore \u00e8 costituito dal suo sforzo a divenire un\u2019entit\u00e0 forte, unita e pienamente sovrana capace di agire in modo indipendente ed in condizione di parit\u00e0 con gli altri attori internazionali in un teatro regionale o globale. Ed \u00e8 chiaro che questo sforzo interno rappresenta il presupposto essenziale per quello esterno e, rispetto a quest\u2019ultimo, ricopre un ruolo primario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ora, volendo trasferire all\u2019attualit\u00e0 geopolitica della Repubblica Popolare Cinese l\u2019idea fin qui ricostruita, appare evidente che i concetti schmittiani della politica come \u201cconflitto\u201d e dell\u2019opposizione dicotomica amico\/nemico hanno conosciuto una notevole (e magari anche inconsapevole) diffusione a Pechino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La politica della \u201cCina unica\u201d portata avanti dalla Repubblica Popolare, di fatto, si traduce apertamente in uno sforzo interiore il cui obiettivo \u00e8 la realizzazione di una completa unit\u00e0 nazionale non solo in termini territoriali (ristabilendo la sovranit\u00e0 su Taiwan, ad esempio) ma anche in termini ideologici, combattendo quel \u201cnemico interno\u201d che si presenta sotto le diverse forme di separatismo sostenuto dall\u2019\u201cOccidente\u201d: dal modello terroristico del Movimento Islamico del Turkestan Orientale (non a caso recentemente rimosso dalla lista delle organizzazioni terroristiche dagli Stati Uniti) alla ribellione \u201csorosiana\u201d di Hong Kong, fino all\u2019influenza esercitata da sette antitradizionali come Falun Gong, oggi rinvigorite dall\u2019alleanza con il fenomeno QAnon.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Lo studioso cinese Liu Xiaofeng (profondamente influenzato proprio da Schmitt), nella raccolta di saggi Sino-Theology and the Philosophy of History sottolinea le differenze esistenti tra il concetto europeo di Stato-nazione ed il sostrato ideologico nel quale si \u00e8 sviluppato l\u2019odierno Stato cinese. I migliori pensatori politici cinesi, afferma il professore dell\u2019Universit\u00e0 di Renmin, si sono perfettamente resi conto che il moderno imperialismo europeo era ben lontano dall\u2019antica concezione di \u201cImpero\u201d (pi\u00f9 simile, per certi aspetti, a quella persiana e cinese). E si sono resi conto che, in epoca moderna, non esisteva un solo imperialismo, ma diverse forme di imperialismo confliggenti, una per ogni Stato-nazione[4].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In questo contesto, secondo lo storico e politico Liang Qichao, vissuto a cavallo tra XIX e XX secolo nel momento dell\u2019inesorabile declino e di spartizione imperialistica dello spazio cinese, la soluzione non poteva che essere la creazione di una forma di nazionalismo cinese. Tuttavia, ci\u00f2 che Qichao considerava come nazionalismo era s\u00ec una forma di coscienza e consapevolezza politica e culturale nazionale, ma non un nazionalismo nel senso europeo del termine[5]. Questo, infatti, rimaneva un concetto del tutto estraneo ad una forma imperiale tradizionale che ancora oggi, nella sua espressione modernizzata ed influenzata dal marxismo-leninismo, risulta maggiormente simile al modello achemenide piuttosto che all\u2019idea europea di Stato-nazione ed ai suoi slanci imperialistici. E, in quanto tale, si poneva sin dalla sua origine come superamento in nuce di questa idea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La storiografia occidentale, attraverso la cosiddetta global history, ha cercato di superare il sistema eurocentrico basato sullo Stato-nazione sostituendo ad esso un\u2019idea di storia incentrata sul cambiamento delle strutture sociali. Liu Xiaofeng, a differenza di alcuni suoi colleghi e connazionali, ha avuto il merito di intuire che questa global history non \u00e8 nata con il saggio di William H. McNeill del 1963, The rise of the West. A history of the human community[6]. Egli ha anche capito che la volont\u00e0 di superare l\u2019eurocentrismo si \u00e8 semplicemente risolta in una forma abbastanza paradossale di cosmopolitismo che nasconde un naturale imperialismo di matrice anglo-americana (quello uscito vincitore dallo scontro con le altre forme di imperialismo europeo). Questo cosmopolitismo, infatti, continua a considerare il canone \u201coccidentale\u201d, ispirato ai valori del liberal-capitalismo, come il modello migliore in assoluto. Tuttavia, esso guarda agli altri modelli con la benevolenza dovuta al buon selvaggio da studiare antropologicamente e, magari, da educare (anche per mezzo di \u201cbombardamenti umanitari\u201d) per emanciparlo da se stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Dunque, la global history non \u00e8 stata altro che la sovrastruttura storiografica del liberalismo occidentale nel periodo della Guerra Fredda e nell\u2019istante unipolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ben prima del saggio di McNeill, come ricorda ancora una volta Xiaofeng, Carl Schmitt pubblic\u00f2 Il nomos della terra, un\u2019opera che, pi\u00f9 che sovvertire l\u2019ormai defunto eurocentrismo, si rendeva perfettamente conto che questo era gi\u00e0 stato sostituito da un sistema americanocentrico[7]. Ma Schmitt, al contrario dei profeti della global history, utilizzava ancora un modello storiografico incentrato sulle entit\u00e0 statali. L\u2019intuizione fondamentale di Schmitt era costituita dalla comprensione del fatto che lo scontro tra Stati sarebbe rimasto comunque frequente ed intenso a prescindere dal mito cosmopolita della cittadinanza globale e che questo si sarebbe addirittura estremizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Schmitt, infatti, comprende che la creazione e la crescita\/sviluppo degli Stati Uniti avvenne in un contesto in cui lo jus publicum europaeum (quello che regolava la guerra fra le monarchie cristiane europee sul suolo del Vecchio Continente) non aveva alcun valore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Gli Stati Uniti nascono in uno \u201cspazio libero\u201d dove vige la legge del pi\u00f9 forte dello stato di natura e sullo sfondo ideologico-religioso del tema biblico dell\u2019Esodo e della convinzione messianica di costruzione della \u201cNuova Israele\u201d e della \u201cGerusalemme in terra\u201d: principi che sono alla base della puritana idea di superiorit\u00e0 morale e predestinazione e rappresentano i fondamenti esistenziali dell\u2019americanismo. Gli Stati Uniti nascono in totale opposizione al modello europeo. Il loro ingresso nel Vecchio Continente segna il passaggio dalla guerra \u201clegale\u201d alla guerra \u201cideologica\u201d: il nemico non deve essere solamente sconfitto, ma demonizzato, criminalizzato e dunque annichilito. Ci\u00f2 che hanno fatto gli Stati Uniti \u00e8 stato riportare in Europa la legge del pi\u00f9 forte, considerandola, al pari di quanto fecero gli Europei con l\u2019emisfero occidentale in et\u00e0 moderna, uno \u201cspazio libero\u201d da sottoporre a mera conquista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Xiaofeng applica queste idee schmittiane all\u2019attualit\u00e0 geopolitica dell\u2019Estremo Oriente e della Cina in particolare. La Cina, in un momento in cui la suddetta \u201clotta interiore\u201d non aveva ancora portato alla formazione di uno Stato forte e pienamente sovrano che le consentisse piena (ed in condizione di equit\u00e0) partecipazione al consesso internazionale, dovette optare per un accesso nel sistema di tipo \u201ctecnico\u201d, attraverso l\u2019ingresso nelle istituzioni internazionali. Metodo che si opponeva a quello prettamente politico-militare utilizzato dal Giappone a cavallo tra il XIX ed il XX secolo nel momento in cui il processo di modernizzazione endogena conseguito dall\u2019Impero ne consent\u00ec l\u2019affermazione come potenza globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Tuttavia, l\u2019errore fondamentale della classe politica cinese nella prima met\u00e0 del XX secolo \u00e8 stato quello di credere che il diritto internazionale si applicasse con equit\u00e0 a tutti i membri della comunit\u00e0 che ne accettavano le norme. Ricorda Xiaofeng che Chiang Kai-shek rimase fermamente convinto, nonostante l\u2019avviso del consigliere militare tedesco Alexander von Falkenhausen, che le potenze europee (Francia e Gran Bretagna) e gli Stati Uniti sarebbero giunti in soccorso della Cina di fronte all\u2019aggressione nipponica alla fine degli anni \u201930[8]. Ovviamente, non avvenne nulla di ci\u00f2 e solo con l\u2019inizio della Seconda Guerra Mondiale e l\u2019ingresso degli Stati Uniti nel conflitto la situazione inizi\u00f2 a cambiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La reale natura del diritto internazionale venne ben descritta al delegato in URSS dell\u2019allora Repubblica di Cina, Chiang Ching-kuo, da Iosif Stalin. Il Vo\u017ed\u2019, in modo abbastanza franco, gli disse: \u201ctutti i trattati sono carta straccia, ci\u00f2 che conta \u00e8 la forza\u201d[9].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Di fatto, il metodo \u201ctecnico\u201d descritto da Xiaofeng, attraverso il quale la Cina ha cercato di garantirsi inizialmente una partecipazione al sistema delle relazioni internazionali, non le ha consentito una piena realizzazione di un bilanciamento di potere con le potenze europee o con gli Stati Uniti. Solo con la Rivoluzione maoista e con la vittoria nella guerra di Corea inizia a palesarsi la possibilit\u00e0 di questo obiettivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ora, \u00e8 bene ricordare che gli Stati Uniti hanno storicamente applicato nei confronti della Cina, prima e dopo Mao (e sebbene in fasi alternate), una strategia detta \u201copen door policy\u201d. Nel momento unipolare, tale politica strategica si era concretizzata in una sorta di intesa (teoricamente perfetta) secondo la quale la Cina, esportatrice di merci e importatrice di liquidit\u00e0, si faceva carico dei titoli di debito americani, mentre gli Stati Uniti, consumatori e debitori, potevano contare sulla durevole supremazia militare puntando su una nuova rivoluzione tecnologica, per la quale la concorrenza cinese non era neanche presa in considerazione. Come afferma lo storico Aldo Giannuli: \u201cNella visione neoliberista, l\u2019apertura mondiale dei mercati avrebbe dovuto fare della Cina il principale snodo manifatturiero del sistema globale, ma a condizione che il divario tecnologico restasse costante, se non aumentato, e che la bilancia commerciale non pendesse troppo a Oriente\u201d[10].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Tuttavia, con la crisi del 2008, tale intesa si \u00e8 rapidamente incrinata e deteriorata gi\u00e0 sotto l\u2019amministrazione Obama, che, per cercare di correre ai ripari, opt\u00f2 per la strategia geopolitica del Pivot to Asia in relazione al rapido spostamento del centro del commercio globale in Estremo Oriente. Una strategia che l\u2019amministrazione Trump ha cercato di portare ai suoi estremi attraverso una costante militarizzazione dei mari adiacenti alle coste cinesi ed incentivando le operazioni di sabotaggio lungo le rotte della Nuova Via della Seta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019errore di valutazione nordamericano, dunque, ha un\u2019origine ben pi\u00f9 lontana rispetto a ci\u00f2 che viene costantemente proposto nelle analisi geopolitiche odierne. Con l\u2019attraversamento del fiume Yalu e l\u2019ingresso dei volontari cinesi in Corea, Pechino aveva gi\u00e0 mandato un segnale abbastanza chiaro agli Stati Uniti: non siete i benvenuti al di l\u00e0 del 38\u00b0 parallelo. Con le riforme e le politiche di apertura di Deng Xiaoping nei primi anni \u201980 ed il fallimento dell\u2019insurrezione di Piazza Tienanmen, Pechino invi\u00f2 un altro segnale agli USA: la Cina non \u00e8 pi\u00f9 uno \u201cspazio libero\u201d dove si pu\u00f2 operare a proprio piacimento (come \u00e8 stato fatto da Washington in Europa) o divisibile attraverso mezzi economici e politiche di infiltrazione culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La rapida ascesa cinese fuori dal \u201ccontesto liberale\u201d ed in virt\u00f9 di un sistema \u201cilliberale\u201d, profondamente statalista e ben delineato anche nel nuovo piano quinquennale del PCC incentrato sul principio della doppia circolazione (domanda interna\/domanda esterna), ha mandato un nuovo segnale: la fine del sistema globale americanocentrico \u00e8 vicina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019accordo di libero scambio RCEP \u2013 Regional Comprehensive Economic Partnership \u00e8 il primo tassello per la costruzione di una sfera di cooperazione asiatica libera dalla destabilizzante presenza nordamericana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 chiaro che una simile eventualit\u00e0 non verr\u00e0 accettata di buon grado dagli Stati Uniti. Ma oggi Pechino, schmittianamente consapevole della necessit\u00e0 di uno Stato forte anche in termini di omogeneit\u00e0 ideologica e di obiettivi, \u00e8 ben preparata anche alla lotta contro il nemico esterno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">************************************************************<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">NOTE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">[1]Chi scrive ha trattato questo argomento nel libro Essere e Rivoluzione. Ontologia heideggeriana e politica di liberazione, NovaEuropa, Milano 2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">[2]Si veda R. Khomeini, La pi\u00f9 grande lotta. Per liberarsi dalla prigione dell\u2019ego ed ascendere verso Dio, Irfan Edizioni, Roma 2008.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">[3]Si veda, F. Ratzel, Lo Stato come organismo, \u201cEurasia. Rivista di studi geopolitici\u201d 3\/2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">[4]L. Xiaofeng, Sino-Theology and the philosophy of history. A collection of essays by Liu Xiaofeng, Brill, Boston 2015, p. 99.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">[5]Ibidem.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">[6]L. Xiaofeng, New China and the end of the international American law, www.americanaffairsjournal.org.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">[7]Si veda C. Schmitt, Il nomos della terra, Adelphi Edizioni, Milano 1991.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">[8]New China and the end of the international American law, ivi cit.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">[9]Ibidem.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">[10]A. Giannuli, Coronavirus. Globalizzazione e servizi segreti, Ponte alle Grazie, Milano 2020, p. 236.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">************************************************************<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.eurasia-rivista.com\/linfluenza-di-carl-schmitt-in-cina\/\">https:\/\/www.eurasia-rivista.com\/linfluenza-di-carl-schmitt-in-cina\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Daniele Perra) \u201c\u03c0\u03cc\u03bb\u03b5\u03bc\u03bf\u03c2 \u03c0\u03ac\u03bd\u03c4\u03c9\u03bd \u03bc\u1f72\u03bd \u03c0\u03b1\u03c4\u03ae\u03c1 \u1f10\u03c3\u03c4\u03b9, \u03c0\u03ac\u03bd\u03c4\u03c9\u03bd \u03b4\u1f72 \u03b2\u03b1\u03c3\u03b9\u03bb\u03b5\u03cd\u03c2, \u03ba\u03b1\u1f76 \u03c4\u03bf\u1f7a\u03c2 \u03bc\u1f72\u03bd \u03b8\u03b5\u03bf\u1f7a\u03c2 \u1f14\u03b4\u03b5\u03b9\u03be\u03b5 \u03c4\u03bf\u1f7a\u03c2 \u03b4\u1f72 \u1f00\u03bd\u03b8\u03c1\u03ce\u03c0\u03bf\u03c5\u03c2, \u03c4\u03bf\u1f7a\u03c2 \u03bc\u1f72\u03bd \u03b4\u03bf\u03cd\u03bb\u03bf\u03c5\u03c2 \u1f10\u03c0\u03bf\u03af\u03b7\u03c3\u03b5 \u03c4\u03bf\u1f7a\u03c2 \u03b4\u1f72 \u1f10\u03bb\u03b5\u03c5\u03b8\u03ad\u03c1\u03bf\u03c5\u03c2.\u201d \u201cConflitto, di tutte cose padre, di tutte cose re, alcuni foggi\u00f2 dei, uomini altri, servi alcuni, altri liberi fece\u201d. (Eraclito, Frammento 53) In una lettera datata 1933, Martin Heidegger, congratulandosi con il giurista e compatriota Carl Schmitt per il successo dell\u2019opera Il concetto del politico giunta alla&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":98,"featured_media":63542,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/FB_IMG_1605686314497-300x300-1.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-gSz","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/64887"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/98"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=64887"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/64887\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":64888,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/64887\/revisions\/64888"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/63542"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=64887"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=64887"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=64887"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}