{"id":64909,"date":"2021-05-19T09:06:23","date_gmt":"2021-05-19T07:06:23","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64909"},"modified":"2021-05-18T19:08:31","modified_gmt":"2021-05-18T17:08:31","slug":"turchi-e-russi-non-si-ritirano-dalla-libia-ma-forse-e-meglio-cosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64909","title":{"rendered":"Turchi e russi non si ritirano dalla Libia. Ma forse \u00e8 meglio cos\u00ec"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/wo25-Syria-Turkey.jpg\" alt=\"wo25-Syria-Turkey\" \/><\/p>\n<p>La\u00a0Libia\u00a0non ha visto \u201cnessuna riduzione dei combattenti stranieri o delle loro attivit\u00e0\u201d. Lo afferma il segretario generale dell\u2019Onu Antonio Guterres in un rapporto presentato questa settimana al Consiglio di sicurezza. \u201cAnche se l\u2019accordo di cessate il fuoco continua a restare in piedi, Unsmil (la missione delle Nazioni Unite in\u00a0Libia) ha ricevuto segnalazioni di fortificazioni e posizioni difensive in fase di installazione lungo l\u2019asse Sirte-Jufra nella\u00a0Libia\u00a0centrale, e la continua presenza di elementi e risorse straniere\u201d, dice il documento.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-143857 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/5-2.jpg\" alt=\"5-2\" width=\"801\" height=\"533\" \/><\/p>\n<p>Geniere turco in Libia<\/p>\n<p>\u201cNonostante gli impegni presi dalle parti, le attivit\u00e0 di trasporto aereo sarebbero continuate con voli verso varie basi aeree militari nelle regioni occidentali e orientali della\u00a0Libia\u201d. Secondo i diplomatici delle Nazioni Unite, il numero di militari e mercenari stranieri in\u00a0Libia\u00a0\u00e8 stimato in oltre 20.000, inclusi 13.000 siriani e 11.000 sudanesi e ciadiani (nella foto sotto), oltre a diverse centinaia di turchi e russi.<\/p>\n<p>\u201cRibadisco il mio invito agli Stati membri e agli attori nazionali libici di porre fine alle violazioni dell\u2019embargo sulle armi e di facilitare il ritiro di combattenti stranieri e mercenari\u201d, afferma il capo delle Nazioni Unite nel rapporto. \u201cQuesti sono elementi critici per una pace e una stabilit\u00e0 durature in\u00a0Libia\u00a0e nella regione\u201d, sostiene Guterres, affermando che \u201ci progressi devono proseguire sui binari politici, di sicurezza ed economici, per consentire lo svolgimento delle elezioni nazionali\u201d il 24 dicembre 2021.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-143860 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/sudan-rebels_1-360x245.jpg\" alt=\"sudan-rebels_1\" width=\"413\" height=\"281\" \/><\/p>\n<p>Il 7 maggio il ministro degli Esteri del governo ad interim libico, la signora Najla al-Mangoush, aveva chiesto da tripoli il ritiro delle forze turche scatenando una dura reazione da parte di Ankara (che rivendica il ruolo istituzionale della sia presenza militare in Libia in base al trattato del novembre 2019 stipulato col precedente Governo di Accordo Nazionale di Fayez al-Sarraj) e qualche dimostrazione muscolare delle milizie pi\u00f9 fedeli all\u2019asse con la Turchia.<\/p>\n<p>Incluse quelle legate alla Fratellanza Musulmana che hanno un peso rilevante al quartier generale dell\u2019Operazione \u201cVulcano di collera\u201d, comando istituito per combattere l\u2019offensiva su Tripoli dell\u2019Esercito Nazionale Libico del generale Khalifa Haftar ma rimasto in carica come una sorta di stato maggiore delle maggiori milizie della Tripolitania.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-143858 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/EsWyTjTXYAAgnzr.png\" alt=\"EsWyTjTXYAAgnzr\" width=\"786\" height=\"703\" \/><\/p>\n<p>Il Gran Muft\u00ec di Libia, Sadiq al-Ghariani, ha detto che la Turchia \u201cci ha salvati\u201d e ha chiesto che la coalizione di milizie \u201cVulcano di collera\u201d rompa con il ministro degli Esteri al-Mangoush\u00a0descrivendola come \u201ccattiva, spregevole e al servizio del progetto sionista\u201d. Le dichiarazioni dell\u2019esponente islamista sono state espresse in un video rilanciato l\u2019altro ieri dall\u2019account Twitter di un media vivcino9 alle posizioni di Haftar, al-Marsad.<\/p>\n<p>L\u2019intesa turco \u2013 libica \u00e8 del resto fuori discussione cos\u00ec come gli stretti rapporti tra il premier ad interim Abdul Hamid al-Dbaiba e Recep Tayyp Erdogan (nella foto sotto).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-143853 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Turkey-1.jpg\" alt=\"Turkey-1\" width=\"801\" height=\"427\" \/><\/p>\n<p>Al di l\u00e0 degli auspici e delle pressioni dell\u2019ONU occorre per\u00f2 chiedersi quanto l\u2019attuale stabilit\u00e0 della Libia, pur se ancora precaria, dipenda in realt\u00e0 dalle iniziative dell\u2019ONU (o dell\u2019Europa, degli USA o degli stati europei e dell\u2019Italia) e quanto dall\u2019equilibrio creatosi sul campo di battaglia dopo la ritirata di Haftar dalla Tripolitania.<\/p>\n<p>Per essere pi\u00f9 espliciti: se in Libia non si combatte pi\u00f9 da un anno, esiste in governo unico ad interim e si parla di ricostruzione post bellica e infrastrutture il merito va ascritto in gran parte a Turchia e Russia, impostisi come potenze di riferimento (con dietro altri alleati) nei due campi contrapposti e innanzitutto su quelli di battaglia.<\/p>\n<p>Sono stati i soldati turchi con i mercenari siriani a respingere l\u2019LNA da Tripoli e dintorni e sono stati i contractors russi a imporre lo stop ai nemici di Haftar lungo la linea di demarcazione tra le \u201cdue Libie\u201d tra Sirte e al-Jufra.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-143854 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/01-1.jpg\" alt=\"01-1\" width=\"800\" height=\"476\" \/><\/p>\n<p>Istruttori turchi addestrano le forze di Tripoli (foto sopra e sotto)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mosca e Ankara hanno guidato la battaglia e poi il negoziato per il cessate il fuoco e persino la riapertura dell\u2019export petrolifero libico (intesa firmata dal vice presidente del GNA, Ahmed Maitig e dal figlio di Haftar a Sochi, in Russia, dopo che Maitig era stato in Turchia.<\/p>\n<p>Comprensibile che oggi tali presenze egemoniche risultino scomode alle altre potenze, specie USA ed europei, che non hanno avuto il coraggio o l\u2019interesse ad esporsi in guerra ma vorrebbero oggi incassare i \u201cdividendi della pace\u201d non potendo per\u00f2 rivendicare nessun ruolo risolutivo nella lunga crisi libica.<\/p>\n<p>Curioso notare come le potenze che hanno scatenato il caos prolungato in Libia nel 2011 (USA, Francia, Gran Bretagna in testa, con l\u2019Italia al seguito) con la sciagurata guerra contro Muammar Gheddafi non abbiano mai mostrato in dieci anni l\u2019interesse o gli \u201cattribuiti\u201d per compiervi un nuovo intervento militare, questa volta teso a stabilizzarla, non a destabilizzarla.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-143855 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/04.jpg\" alt=\"04\" width=\"808\" height=\"538\" \/><\/p>\n<p>Comprensibile anche che a Roma ci si sia finalmente accorti che lasciare la Tripolitania e le sue acque ai turchi potrebbe rivelarsi u pessimo affare per l\u2019Italia sotto molti punti di vista, incluso il rischio di subire un costante ricatto sul fronte dei flussi migratori.<\/p>\n<p>Al tempo stesso per gli USA e per la NATO, gi\u00e0 reduci dalla disfatta afghana (tanto bruciante quanto occultata), costituisce comprensibilmente un ulteriore smacco strategico constatare che il frutto ultimo della guerra da loro stessi scatenata nel 2011 \u00e8 stato il consolidamento di basi militari turche e russe sul territorio libico e quindi nel Mediterraneo Centrale.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 detto occorre chiedersi se l\u2019improbabile ritiro delle forze turche con i mercenari siriani dalla Tripolitania e dei contractors russi con i consiglieri militari emiratini (e di altri stati arabi) e i mercenari ciadiani, siriani e sudanesi dalla Cirenaica determinerebbero o meno una maggiore stabilizzazione della Libia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-143856 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/2-4.jpg\" alt=\"2-4\" width=\"820\" height=\"546\" \/><\/p>\n<p>Di certo lascerebbero un vuoto militare che nessuno sembra volersi assumere la responsabilit\u00e0 di compensare mentre pare altrettanto certo che il ritiro di queste forze militari di riferimento favorirebbe la ripresa degli scontri tra le milizie della Tripolitania e quelle di Haftar.<\/p>\n<p>Meglio quindi andarci piano con le esortazioni alle forze combattenti straniere a lasciare una Libia che finora non si \u00e8 del tutto dissolta solo grazie alla loro presenza,\u00a0 almeno finch\u00e8 qualcuno in Europa o negli USA non sia pronto a fare altrettanto, sporcandosi le mani e mettendo gli scarponi sul terreno.<\/p>\n<p>Qualcuno davvero immagina oggi truppe italiane, Ue o USA o caschi blu dell\u2019ONU sbarcare in Libia per riportarvi pace e stabilit\u00e0? O che il loro intervento risulti gradito alle fazioni libiche?<\/p>\n<p>Sono state Mosca e Ankara, non Roma o Parigi o Bruxelles o Washington, a gestire il conflitto e a farsi garanti degli attuali sforzi di stabilizzazione della nostra ex colonia. Cos\u00ec hanno conquistato un\u2019egemonia a cui non sembrano certo pronti a rinunciare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2021\/05\/turchi-e-russi-non-si-ritirano-dalla-libia-ma-forse-e-meglio-cosi\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2021\/05\/turchi-e-russi-non-si-ritirano-dalla-libia-ma-forse-e-meglio-cosi\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) &nbsp; La\u00a0Libia\u00a0non ha visto \u201cnessuna riduzione dei combattenti stranieri o delle loro attivit\u00e0\u201d. 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