{"id":64968,"date":"2021-05-21T09:00:07","date_gmt":"2021-05-21T07:00:07","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64968"},"modified":"2021-05-20T20:39:33","modified_gmt":"2021-05-20T18:39:33","slug":"il-falso-mito-del-draghi-keynesiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64968","title":{"rendered":"Il falso mito del \u201cDraghi keynesiano\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Da: Kritica economica (Riccardo D&#8217;Orsi)<\/strong><\/p>\n<p>Da ormai diverse settimane \u00e8 in atto un asfissiante opera di propaganda a favore dell\u2019esecutivo tecnico da poco insediatosi, e in particolare, della figura di Mario Draghi. Una simile narrativa si colloca sulla scia dell\u2019approccio scientista che impregna molti dei dibattiti contemporanei e che, nel caso delle questioni economiche, identifica nei professionisti incaricati di occuparsi di una presunta \u201cingegneria sociale\u201d la soluzione ultima a problemi che in realt\u00e0 presentano una matrice squisitamente politica. \u00c8 infatti ignorandone la natura politica che l\u2019economia viene presentata come scienza \u201cdura\u201d, portatrice di verit\u00e0 manifeste e priva di <em>trade-off<\/em> distributivi. Sulla base di un tale presupposto, gli specialisti che se ne occupano vengono quindi presentati come personalit\u00e0 scientifiche neutrali [1].<\/p>\n<p>\u00c8 invece dal recupero delle radici ontologiche della scienza economica, originariamente configurata come \u201ceconomia politica\u201d [2], che \u00e8 necessario partire per elaborare un giudizio di merito sul nuovo esecutivo. Stabilito quindi che la tecnica non \u00e8 mai neutrale [3] e che dunque i \u201ctecnici\u201d al governo in realt\u00e0 esprimono specifiche istanze non suffragate dall\u2019esito della normale dialettica partitica alla base di qualunque sana democrazia liberale, non si pu\u00f2 non concludere che questi rappresentino un sintomo della crisi delle istituzioni repubblicane e del fallimento della politica.<\/p>\n<p>Partendo quindi dalla constatazione che l\u2019operazione che ha condotto all\u2019insediamento dell\u2019esecutivo Draghi sia di per s\u00e9 deplorevole poich\u00e9 conseguenza di una crisi strutturale profonda, il presente contributo tenter\u00e0 di elaborare un\u2019analisi sul suo presumibile orientamento in politica economica, e sulle prospettive ad esso legate.<\/p>\n<p><strong>Angeli e demoni<\/strong><\/p>\n<p>Mario Draghi \u00e8 figura complessa e sfaccettata [4]. Formatosi in Italia sotto Federico Caff\u00e8, uno dei massimi studiosi di economia keynesiana [5] e intellettuale particolarmente sensibile alle implicazioni sociali della moderna societ\u00e0 di mercato [6], si laurea con una tesi critica sull\u2019Unione Monetaria Europea [7]. Conseguita una borsa di studio, si trasferisce poi in America sotto la supervisione di Robert Solow, Franco Modigliani e Stanley Fischer al Massachusetts Institute of Technology, cattedrale dell\u2019economia ortodossa nella quale si \u00e8 storicamente consumato il riassorbimento del paradigma keynesiano, svuotato di tutta la sua portata rivoluzionaria, all\u2019interno dell\u2019apparato teorico convenzionale [8]. Un percorso di formazione caratterizzato dunque da luci e ombre, nel quale i due paradigmi teorici complementari in politica economica \u2013 quello keynesiano e quello liberista \u2013 si intersecano.<\/p>\n<p>Luci e ombre si proiettano anche sul percorso professionale di Draghi [9]. Dopo un trascorso come docente di economia all\u2019Universit\u00e0 di Firenze e consulente alla Banca Interamericana degli Investimenti e alla Banca Mondiale, dal 1991 al 2001 ricopre la carica di direttore generale del Tesoro Italiano, da dove dirige la commissione nazionale per le privatizzazioni. In tali vesti promuove il decreto-legge no.58 nel febbraio del 1998, alla base della privatizzazione agevolata delle maggiori imprese pubbliche italiane, come Autostrade, Finmeccanica e Telecom Italia [10]. Come riconosciuto dalla Corte dei Conti [11], tale processo \u00e8 stato condotto arrecando un forte ridimensionamento dei potenziali guadagni che la vendita di tali enti avrebbero potuto garantire all\u2019erario italiano. In aggiunta a ci\u00f2, \u00e8 sicuramente controverso il fatto che l\u2019incarico di vicedirettore e amministratore delegato della banca di investimenti americana Goldman Sachs sia immediatamente succeduto al precedente, il che getta ombre riguardo ad un potenziale conflitto di interessi.<\/p>\n<p>Dopo aver ricoperto la presidenza di Bankitalia tra il 2006 e il 2011, da quell\u2019anno Draghi viene nominato governatore della Banca Centrale Europea in una fase cruciale per l\u2019Eurozona [12]. Adottando un approccio teorico in cui le dinamiche inflattive precedono quelle monetarie, e dunque distante dalle istanze monetariste pi\u00f9 spinte [13], Draghi agisce abbassando immediatamente il tasso di interesse fissato dalla banca centrale. A capo della BCE, Draghi dunque abbraccia una linea da molti definita keynesiana, cio\u00e8 fautrice di una politica orientata all\u2019espansione, all\u2019abbattimento dei tassi di interesse, e a una potente erogazione di liquidit\u00e0 destinata a governi, banche ed imprese. Nello specifico, nel momento pi\u00f9 duro della crisi dell\u2019euro, Draghi adotta alcune decisioni chiave. Nel dicembre 2011 e nel febbraio 2012, vengono varati due piani di operazioni di rifinanziamento a lungo termine (LTRO), che contribuiscono alla stabilizzazione del sistema finanziario \u2013 obiettivo definitivamente conseguito a seguito del suo famoso discorso del luglio 2012 [14]:<\/p>\n<p>\u201c<em>Within our mandate, the ECB is ready to do whatever it takes to preserve the euro. And believe me,\u00a0 it will be enough<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>In verit\u00e0, non tutti sono d\u2019accordo con la ricostruzione keynesiana della parentesi di Draghi a capo della BCE. Per esempio, vi \u00e8 chi ricorda come nel corso della crisi greca proprio Draghi abbia minacciato di interrompere l\u2019erogazione di liquidit\u00e0 alle banche per indurre coercitivamente il governo Tsipras ad approvare il piano di riforme austeritarie di rientro dal debito attraverso il MES dell\u2019epoca [15].<\/p>\n<p>Senza per\u00f2 necessariamente spingerci in terre elleniche, istanze di un Draghi tutt\u2019altro che keynesiano sono deducibili dalla genealogia del governo tecnico di Mario Monti. All\u2019interno di un tempesta speculativa che, come oggi dovrebbe essere evidente anche ai pi\u00f9 distratti, potrebbe essere stata tranquillamente sventata dall\u2019azione della BCE, nell\u2019estate del 2011 Draghi inoltra all\u2019allora ministro dell\u2019economia Giulio Tremonti una missiva in cui intima all\u2019esecutivo di operare una \u201cpiena liberalizzazione dei servizi pubblici locali\u201d e \u201cprivatizzazioni su vasta scala\u201d, oltre che \u201cla riduzione del costo dei dipendenti pubblici, se necessario attraverso la riduzione dei salari, [\u2026] la riforma del sistema di contrattazione collettiva nazionale [e l\u2019introduzione di] criteri pi\u00f9 rigorosi per le pensioni di anzianit\u00e0\u201d [16]. Nonostante il governo avesse effettivamente gi\u00e0 annunciato un programma di riforme strutturali e pesanti misure di consolidamento fiscale, a fronte della minaccia che la BCE cessasse l\u2019acquisto dei titoli di stato che fino a quel momento aveva dato ossigeno all\u2019Italia [17], nell\u2019autunno del 2011 l\u2019esecutivo Berlusconi, espressione della normale dialettica democratica, fu costretto a rassegnare le proprie dimissioni a favore di Monti [18] per mezzo della creazione artificiale di uno stato emergenziale dalle tonalit\u00e0 simili a quello che ha condotto all\u2019insediamento dell\u2019attuale governo tecnico.<\/p>\n<p><strong>Draghi all\u2019orizzonte<\/strong><\/p>\n<p>Se qualcuno avesse avuto dubbi su quale delle due istanze, quella keynesiano-sociale o liberista-privatista, avrebbe prevalso in politica economica con la nomina dell\u2019attuale esecutivo tecnico, le sue prime settimane di vita dovrebbero aver restituito un\u2019immagine alquanto nitida. Il ridimensionamento delle pur sbiadite istanze di centro-sinistra del precedente governo, la sproporzione di ministri provenienti dal Nord espressione di precisi interessi politico-manageriali, la nomina di consiglieri come Francesco Giavazzi [19], vate dell\u2019austerit\u00e0 espansiva [20], e il recente scandalo sull\u2019esternalizzazione della scrittura delle linee programmatiche e di spesa del principale strumento di investimento pubblico dei prossimi anni verso una multinazionale privata americana [21] chiamata parte in causa di un\u2019epidemia di oppioidi che ha causato la morte di 400.000 persone [22], rendono l\u2019impostazione ideologica che Draghi ha voluto imprimere al proprio governo inequivocabile.<\/p>\n<p>Piuttosto che affidarsi alle dichiarazioni rilasciate nel corso della crisi pandemica prima al Financial Times [23] e poi al meeting di Rimini [24], tanto enfatizzate quanto retoriche, sarebbe stato utile fermarsi ad analizzare l\u2019ultima pubblicazione tecnica sovrintesa da Draghi, dove sono presenti evidenti segnali di quella che si sta rivelando la linea di politica economica del \u201cgoverno dei migliori\u201d. Si tratta del rapporto \u201c<em>Reviving and Restructuring the Corporate Sector Post-Covid<\/em>\u201d [25], che Draghi ha redatto in qualit\u00e0 di capo del comitato direttivo del Gruppo dei 30, un <em>think thank<\/em> di consulenza economico-finanziaria fondato su iniziativa della Fondazione Rockfeller, e in cui si dettano le linee guida per i governi nella fase post-pandemica. Anche qui, piuttosto che un\u2019impostazione economica keynesiana, emerge un\u2019interpretazione liberista di un altro grande economista del Novecento, Joseph Schumpeter, e in particolare del concetto schumpeteriano di distruzione creatrice [26].<\/p>\n<p>Nel rapporto si afferma infatti che la politica dei governi non deve ostacolare, ma deve anzi assecondare, i meccanismi selettivi del libero mercato che distruggono il vecchio e creano il nuovo. In particolare, nel rapporto si afferma che i governi devono assecondare la chiusura di quelle \u201cimprese zombie\u201d che sopravvivono grazie ai sussidi [25]. Si sostiene dunque che la mano pubblica non possa nemmeno proteggere i posti di lavoro, ma debba al contrario consentire i licenziamenti per far s\u00ec che i lavoratori si spostino verso le imprese virtuose che si spera nasceranno dopo la crisi. Tale lettura non lascia scampo: come un tempo, quello di oggi \u00e8 un Draghi che torna a professare la fede nei meccanismi di selezione del mercato.<\/p>\n<p><strong>Cosa servirebbe?<\/strong><\/p>\n<p>Alla luce di quanto detto, \u00e8 difficile non avvertire odore di 1814 e non vedere nel nuovo esecutivo un moderno Metternich, fautore di una restaurazione che non passa neanche da una rivoluzione. In questo senso, l\u2019avvento di Draghi pu\u00f2 essere salutato in modo analogo a quello del precedente governo tecnico di Monti: sfruttando le parentesi emergenziali che le loro stesse istanze ideologiche hanno contribuito a creare, essi si rendono artefici di implementazioni pi\u00f9 efferate delle medesime politiche economiche degli esecutivi che sollevano. Rispondendo all\u2019esigenza di depotenziare le istituzioni parlamentari per gestire le magre risorse messe a disposizione secondo la logica di accumulazione del capitale su base selettiva, si decidono quali imprese far fallire e quali avvantaggiare. Constatato che le esigue risorse in arrivo con il Next Generation EU [27] non rappresenteranno una risposta sufficiente [28] vista la portata della crisi che sperimentiamo, il punto cruciale del razionamento selettivo che verr\u00e0 messo in atto dal governo \u00e8 che il passaggio dei lavoratori da imprese zombie a imprese virtuose non \u00e8 affatto scontato e rischia di lasciare sacche sterminate di disoccupati lungo la strada, come certificato dalle recenti statistiche sull\u2019occupazione rilasciate dall\u2019ISTAT [29].<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel 1969 l\u2019economista polacco Micha\u0142 Kalecki aveva sottolineato la miopia di chi in una fase di crisi pretende di risollevare il sistema economico tagliando il costo del lavoro e favorendo i licenziamenti [30]. Ci\u00f2 che va a vantaggio della singola impresa, infatti, non necessariamente beneficia n\u00e9 l\u2019economia nel complesso n\u00e9 i capitalisti in quanto classe: sebbene l\u2019analisi microeconomica sembri dimostrare che salari pi\u00f9 bassi generino quote di profitto maggiore, in realt\u00e0 i salari reali determinano i consumi effettivi, che a loro volta si riflettono sull\u2019intera attivit\u00e0 economica in scala aggregata, e dunque sul saggio di profitto stesso. Nel mezzo di una crisi quale quella di oggi \u00e8 quindi fondamentale resistere alle pressioni di ridurre il costo del lavoro e aumentare i licenziamenti nel tentativo di massimizzare la profittabilit\u00e0 delle singole imprese. Mentre una simile misura potrebbe sembrare per esse vantaggiosa nell\u2019immediato, in quanto permetterebbe loro di assicurarsi riduzioni sul salario reale \u2013 e dunque maggiori quote di profitto \u2013, l\u2019effetto economico in termini aggregati sarebbe negativo, e le stesse imprese vedrebbero crollare il proprio saggio di profitto nel medio periodo.<\/p>\n<p>Cosa fare dunque? L\u2019alternativa all\u2019approccio promosso da Draghi vedrebbe un grande piano di politica pubblica che governi l\u2019opera distruttiva del mercato privato [31]. Secondo tale prospettiva, ci sentiamo di suggerire una rilettura dell\u2019economista che ha gi\u00e0 ispirato Draghi, Joseph Schumpeter, in chiave keynesiana quale quella effettuata da un suo diretto allievo: Hyman Minsky. Riconosciuta la natura del capitalismo a tendere endogenamente verso situazioni di instabilit\u00e0 e crisi, Minsky individua nel coordinamento tra l\u2019azione della banca centrale e del governo lo strumento principale attraverso il quale i rovinosi esiti di tale processo possono essere mitigati [32]. Intervenendo a sostegno dell\u2019azione dell\u2019esecutivo e contenendo i tassi di interesse sul debito in maniera simile a quanto la BCE sta attualmente facendo, la banca centrale pu\u00f2 consentire ai governi nazionali di varare le manovre espansive di cui necessitano, promuovendo piani di lavoro pubblici. Attraverso tale azione, i nuovi disoccupati potrebbero essere riassorbiti all\u2019interno del circuito lavorativo, consumi e investimenti verrebbero rilanciati, e il processo di produzione verrebbe reindirizzato secondo obiettivi strategici di interesse pubblico.<\/p>\n<p>La ricetta giusta per rilanciare l\u2019economia secondo le esigenze della collettivit\u00e0 esiste. Essa viene insistentemente indicata da schiere di accademici e intellettuali, puntualmente marginalizzati nel dibattito mediatico a favore delle misure suggerite dai moderni \u201cingegneri sociali\u201d [1]. A costoro piace definirsi \u201ctecnici\u201d, forse per nascondere la matrice reazionaria delle proprie posizioni. Perch\u00e9 se venisse a galla, la somiglianza con le istanze di una certa aristocrazia settecentesca parrebbe evidente, e constatato l\u2019esito storico a cui queste ultime hanno condotto, \u00e8 facile capire perch\u00e9 ne abbiano timore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">Note e riferimenti<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[1] D\u2019Orsi, R. (2021). \u201cLa teoria economica di oggi \u00e8 veramente la pi\u00f9 corretta?\u201d. <em>Econopoly-IlSole24Ore<\/em>, 10 marzo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[2] Ranchetti, F. (2012). \u201cEconomia politica\u201d. In <em>Dizionario di Economia e Finanza<\/em>. Treccani: Roma.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[3] Bonetti, A.; Marasti, M. &amp; Lipparini, M, (2021). \u201cLa tecnica non \u00e8 mai neutrale. Guida critica alla Draghi-mania\u201d. <em>Kritica Economica<\/em>, 3 febbraio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[4] Kritica Economica (2021). \u201cDraghi: chi \u00e8, che cosa ha fatto e cosa potrebbe fare\u201d. <em>Kritica Economica<\/em>, 2 febbraio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[5] L\u2019Intellettuale Dissidente (2020). \u201cRitratto di un riformista\u201d. <em>L\u2019Intellettuale Dissidente<\/em>, 2 marzo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[6] Caff\u00e9, F. (1990). \u201cLa solitudine del riformista\u201d. Torino: Bollati Boringhieri.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[7] Draghi, M. (2012). \u201cFederico Caff\u00e8 lecture\u201d. Lezione all\u2019Universit\u00e0 di Roma La Sapienza, Roma, 24 Maggio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[8] Minsky, H. (2009). \u201cKeynes e l\u2019instabilit\u00e0 del capitalismo\u201d. Torino: Bollati Boringhieri.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[9] Lucarelli, S. (2015). \u201cDraghi, Mario\u201d. In Rochon, L. P. e S. Rossi. <em>The Encyclopedia of Central Banking<\/em>. Cheltenham: Edward Elgar Publishing.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[10] Ranci, P. &amp; Prandini, A. (2004). \u201cThe Privatisation Process\u201d. <em>Quaderni dell\u2019Istituto di Economia e Finanza<\/em>, No. 59. Milano: Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[11] Corte dei Conti (2012). \u201cDeliberazione n. 19\/2012\/G\u201d. Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato, I, II e Collegio per il controllo sulle entrate, 10 dicembre.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[12] Bibow, J. (2013). \u201cAt the crossroads: the euro and its central bank guardian (and saviour?)\u201d. <em>Cambridge Journal of Economics<\/em>, 37(3), 609-626.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[13] De Cecco, M. (2011). \u201cUna divinit\u00e0 chiamata Core Tier 1\u201d. <em>La Repubblica<\/em>, 7 novembre.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[14] Draghi, M. (2012). \u201cSpeech by Mario Draghi, President of the European Central Bank\u201d. Intervento alla Global Investment Conference, Londra, 26 luglio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[15] Varoufakis, Y. (2020). \u201cAdulti nella stanza: la mia battaglia contro l\u2019establishment dell\u2019Europa\u201d. Milano: La nave di Teseo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[16] IlSole24Ore (2011). \u201cIl testo della lettera della Bce al Governo italiano\u201d. <em>IlSole24Ore<\/em>, 29 settembre.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[17] Fubini, F. (2017). \u201cMonti: \u00abRenzi \u00e8 un disco rotto, ripete accuse a impatto zero Insensato il deficit al 2,9%\u00bb\u201d. <em>Corriere della Sera<\/em>, 14 luglio<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[18] Klein, M. C. (2017). \u201cThe euro is not a punishment system\u201d. <em>Financial Times<\/em>, 9 novembre.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[19] Zamponi, L. (2021). \u201cIl governo dei Giavazzi\u201d.<em> Jacobin Italia<\/em>, 25 febbraio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[20] Bersani, M. (2021). \u201cTorna l\u2019austerit\u00e0 espansiva\u201d. <em>Il Manifesto<\/em>, 27 febbraio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[21] Michalopoulos, G. (2021). \u201cDraghi preferisce McKinsey a Keynes. E non \u00e8 una sorpresa\u201d. <em>Kritica Economica<\/em>, 8 marzo.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[22] IlSole24Ore (2021). \u201cConsulenze e oppioidi, McKinsey paga 573 milioni a 49 stati americani\u201d.\u00a0 <em>IlSole24Ore<\/em>, 4 febbraio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[23] Draghi, M. (2020). \u201cDraghi: we face a war against coronavirus and must mobilise accordingly\u201d. <em>Financial Times<\/em>, 25 marzo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[24] Draghi, M. (2020). \u201cIncertezza e responsabilit\u00e0\u201d. Intervento al 41\u00b0 Meeting, Rimini, 18 agosto.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[25] Group of Thirty (2020). \u201cReviving and Restructuring the Corporate Sector Post-Covid: Designing Public Policy Interventions\u201d. Washington, DC: Group of Thirty.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[26] Brancaccio, E. &amp; Realfonzo, R. (2021). \u201cLetter: Draghi\u2019s plan needs less Keynes, more Schumpeter\u201d. <em>Financial Times<\/em>, 12 febbraio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[27] D\u2019Orsi, R. &amp; Guerriero, A. (2021). \u201cPerch\u00e9 il Next-Generation EU non \u00e8 una panacea per l\u2019Italia\u201d. Econopoly, <em>IlSole24Ore<\/em>, 2 febbraio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[28] Canelli, R., Fontana, G., Realfonzo, R., Veronese Passarella, M. (2021). \u201cL\u2019efficacia del Next Generation EU per la ripresa dell\u2019economia italiana\u201d. <em>Economia e Politica<\/em>, 17 marzo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[29] Istat (2021). \u201cOccupati e disoccupati\u201d. <em>Statistiche Flash<\/em>, 8 marzo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[30] Kalecki, M. (1969). \u201cStudies in the Theory of Business Cycles 1933-1939\u201d. Oxford: Basil Blackwell.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[31] Minsky, H. P. (2014). \u201cCombattere la povert\u00e0: lavoro non assistenza\u201d. Roma: Ediesse.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[32] Minsky, H. P. (1986). \u201cStabilizing an Unstable Economy\u201d. New York, NY: McGraw-Hill.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/falso-mito-draghi-keynesiano\/\">https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/falso-mito-draghi-keynesiano\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da: Kritica economica (Riccardo D&#8217;Orsi) Da ormai diverse settimane \u00e8 in atto un asfissiante opera di propaganda a favore dell\u2019esecutivo tecnico da poco insediatosi, e in particolare, della figura di Mario Draghi. Una simile narrativa si colloca sulla scia dell\u2019approccio scientista che impregna molti dei dibattiti contemporanei e che, nel caso delle questioni economiche, identifica nei professionisti incaricati di occuparsi di una presunta \u201cingegneria sociale\u201d la soluzione ultima a problemi che in realt\u00e0 presentano una&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":104,"featured_media":63610,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/kritica-economica.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-gTS","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/64968"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/104"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=64968"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/64968\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":64969,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/64968\/revisions\/64969"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/63610"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=64968"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=64968"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=64968"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}