{"id":64984,"date":"2021-05-24T11:02:04","date_gmt":"2021-05-24T09:02:04","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64984"},"modified":"2021-05-22T11:13:47","modified_gmt":"2021-05-22T09:13:47","slug":"contro-un-manifesto-per-uscire-dalla-solitudine-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64984","title":{"rendered":"Contro! Un manifesto per uscire dalla solitudine politica"},"content":{"rendered":"<p><strong>di La Fionda (Gabriele Guzzi)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Alessandro-Di-Battista-Contro-1920x1000-1.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Alessandro-Di-Battista-Contro-1920x1000-1.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per parlare dell\u2019ultimo libro di Alessandro Di Battista (<em><a class=\"rank-math-link\" href=\"https:\/\/www.ibs.it\/contro-perche-opporsi-al-governo-ebook-alessandro-di-battista\/e\/9788831431583\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Contro! Perch\u00e9 opporsi al governo dell\u2019assembramento<\/a>, <\/em>PaperFIRST 2021), partiremo da un estratto delle sue conclusioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cMi sento solo, mi ci sento da quanto \u00e8 scomparsa la mia adorata mamma, da quando in una trincea che credevo affollata sono rimaste solo alcune vecchie vettovaglie, da quando ho scelto seguendo i miei ideali. Credo che l\u2019essere umano, e in particolare chi fa politica, ceda spesso all\u2019incoerenza, perch\u00e9 la solitudine spaventa. La solitudine fa schifo. Si camminer\u00e0 a testa alta e ci si guarder\u00e0 pure allo specchio, ma sempre soli si resta.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qui \u00e8 racchiuso, a nostro avviso, il senso complessivo del libro, la sua forza e i suoi punti problematici, quelli che toccano le questioni di fondo, su cui tenteremo un\u2019analisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La solitudine che lamenta Alessandro Di Battista in questo passaggio \u00e8 un\u2019emozione che intreccia fatti personali, su cui non possiamo che esprimere solo la nostra pi\u00f9 sincera vicinanza, e fatti politici. Il fatto politico \u00e8 che la solitudine \u00e8 diventata lo stato d\u2019animo fondamentale dei nostri tempi. E questo non solo perch\u00e9 a livello psicologico ed esistenziale stanno emergendo sempre pi\u00f9 fenomeni di isolamento, depressione, sfiducia per il futuro, come ci conferma un recente studio dell\u2019Universit\u00e0 di Padova<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/18\/contro-un-manifesto-per-uscire-dalla-solitudine-politica\/#_ftn1\">[1]<\/a>, ma perch\u00e9 la politica non riesce pi\u00f9 ad esprimere una direzione aggregativa di senso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La politica non \u00e8 solo amministrazione dell\u2019esistente. \u00c8 dare agli uomini e alle donne un orizzonte comune di significato, offrendo una chiave di trasformazione dell\u2019esistente. La politica, quella vera, \u00e8 quindi un grande antidoto contro la solitudine. Senza la politica, ci sentiamo persi, in preda a forze estranee, alienate, che si pongono di fronte a noi come delle realt\u00e0 solide, rigide, gelide e tremende. Su questo, Alessandro Di Battista fa una disamina perfetta del conformismo che lega il mondo culturale a quello politico, che intreccia strutturalmente i conflitti d\u2019interesse che esistono tra potere finanziario e potere mediatico, tra lobby politiche e sfere d\u2019influenza internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questi tempi quindi la politica ha abdicato al suo ruolo, rifluendo in una omologazione nauseante, motivata da una emergenza sanitaria che pi\u00f9 che di questo avrebbe necessitato di una risposta ben pi\u00f9 coraggiosa su un piano di medicina territoriale, di ristori alle imprese e ai lavoratori, di organizzazione delle cure. Di Battista ci racconta che \u00e8 innanzitutto lui a vivere questo stato di scoramento, impotenza, delusione che non riesce a farsi parola comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il punto, tuttavia, non \u00e8 la solitudine di un singolo, ma di un intero popolo, che aveva sperato che le forze antisistema e, in particolare, il M5s si facessero veicolo di un cambiamento profondo, strutturale, dei rapporti di potere di questo paese. Mi verrebbe da dire con amicizia a Di Battista: non sai quanto ci sentiamo soli noi, che in milioni avevamo votato su determinate parole d\u2019ordine, che sono state poi prontamente smentite, contraddette, gettate in un oblio di opportunismo e giochi di palazzo. Non sai quanto la crisi del M5s abbia rappresentato un evento tragico nella storia del nostro paese, quanta sofferenza, dolore, solitudine, abbia provocato in tutti noi, che in un modo o nell\u2019altro avevamo sperato che finalmente alcune idee potessero diventare di massa, e poi pratica, concretezza dei processi legislativi. Perch\u00e9 la solitudine qui \u00e8 politica, \u00e8 storica. \u00c8 la cifra della nostra epoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il resoconto di un tradimento<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il libro di Di Battista \u00e8 un\u2019analisi spietata di una trattativa. Non sto parlando del processo sulla trattativa Stato-mafia (che viene comunque affrontata). Sto parlando di una trattativa commerciale: la vendita del nostro paese, della sua costituzione economica, del suo sistema produttivo, delle sue conquiste sociali. Il libro analizza nella prima parte gli ultimi quarant\u2019anni di storia italiana dalla prospettiva biografica di Mario Draghi. Privatizzazioni, distruzione della sanit\u00e0, riduzione del <em>welfare<\/em>, perdita di sostanzialit\u00e0 democratica, commistione tra banche e politica, finanziarizzazione dell\u2019economia, concentrazione del potere mediatico, affidamento fideistico ad una sbagliata unificazione europea. Il nostro stato sociale \u00e8 stato svenduto, le nostre conquiste sociali commercializzate, sacrificate da una \u00e9lite miope e compromessa, per inserire l\u2019Italia nel magico mondo della globalizzazione neoliberale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che un politico come Alessandro Di Battista sappia, conosca e descriva con tale nettezza il tradimento che il popolo italiano ha subito negli ultimi decenni \u00e8 qualcosa di sollevante. Conoscere la storia (quella vera e non quella dell\u2019assembramento mediatico del pensiero unico) \u00e8 oggi una rarit\u00e0 nel mondo intellettuale, figurarsi in quello politico, dove domina ancora l\u2019ideologia mercatista, del debito pubblico, delle privatizzazioni e liberalizzazioni, dell\u2019Italia spendacciona e inefficiente, e dell\u2019Europa salvifica e buona che ci vuole aiutare. Su questo, il libro \u00e8 una sintesi utile, comprensibile e divulgativa degli ultimi quarant\u2019anni di storia italiana, nei suoi lati oscuri e non detti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Aggregarsi o morire<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella seconda parte del libro, gli argomenti trattati sono molti. Ma questo, pi\u00f9 che un limite rappresenta a nostro avviso il nodo centrale dell\u2019opera di Di Battista, del suo futuro, e del nostro: ci\u00f2 che non viene esplicitamente detto ma che quindi va ancora di pi\u00f9 in risalto. Mi spiego.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Complessivamente il libro tenta di affrontare (dedicandoci pi\u00f9 che un semplice paragrafo) una serie cospicua di argomenti, tra cui: la guerra in Libia, la trattativa Stato-mafia, le origine oscure di Forza Italia, la stagione delle stragi, la crisi della Baia dei Porci, la Guerra del Golfo, il colpo di stato in Guatemala e quello in Honduras, i rapporti tra Renzi e Arabia Saudita,\u00a0 l\u2019acquisto di Antonveneta da parte di MPS,\u00a0 la crisi del Conte 1 e del Conte 2,\u00a0 gli investimenti da piovra finanziaria di Blackrock,\u00a0 i rapporti tra alta finanza e industria sanitaria, i vantaggi della democrazia diretta, la guerra in Afghanistan, i coinvolgimenti di Draghi nella stagione delle privatizzazioni a partire dalla crociera sul Britannia, il problema dei conflitti d\u2019interesse tra grandi banche e politica, la politica energetica di Mattei, lo scandalo dei derivati del Tesoro, la crisi finanziaria greca, la crisi del governo Berlusconi, il progetto Nord Stream 2, i bombardamenti su Belgrado, etc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cosa lega insieme tutto questo? Cosa hanno a che fare tutti questi argomenti in un libro di duecento pagine? Sicuramente non \u00e8 un\u2019inchiesta, non \u00e8 neanche una serie di inchieste. E allora che libro \u00e8? Che senso ha unire tutti questi argomenti, cos\u00ec distanti, complicati, diversi, ambigui, senza neanche esplicitare una chiave interpretativa unica? Infatti, non si comprende bene il nesso tra l\u2019andare contro il governo Draghi (come il sottotitolo suggerisce) e la guerra in Afghanistan, o la straordinaria figura di Mattei. Certo, si potrebbe dire che Draghi fa parte di un certo mondo filo-atlantista e filo-finanziario, ma mi sembra un salto un po\u2019 troppo eccessivo. Manca qualcosa che lega il tutto, e che vada oltre una semplice biografia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La mia interpretazione (assolutamente personale su cui magari l\u2019autore non sar\u00e0 in accordo) \u00e8 che questo libro \u00e8 un manifesto. Un manifesto non detto, nascosto, celato sotto l\u2019apparenza di un resoconto giornalistico, ma un manifesto. \u00c8 ovvio infatti che l\u2019unico modo per fare sintesi di questa abbondanza di argomenti non pu\u00f2 che essere una critica radicale a questo sistema. La perdita di centralit\u00e0 della democrazia, lo strapotere della finanza e delle lobby mediatiche (altro che censure \u00e0 la Fedez), la volgarizzazione della cultura, l\u2019influenza di lobby oscure, il tradimento della classe politica italiana (a partire proprio dalla sinistra), le guerre telecomandate, possono essere sintetizzate in un libro agile come questo solo sotto la dimensione della lotta, squisitamente politica, di un conflitto da riaccendere su alcune tematiche chiave.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci\u00f2 che Di Battista non affronta, ma che andrebbe affrontato, \u00e8 un problema specificatamente pratico, di aggregazione politica. Questa serie di argomenti cio\u00e8 non deve e non pu\u00f2 rimanere in un\u2019astrattezza indefinita, ma deve farsi prassi contestativa. E la prassi inizia dalla ricerca di un\u2019aggregazione e dalla scelta di alcune battaglie chiave, simboliche. Non si tratta di elencare i problemi di questo mondo, ma di fare, con la consapevolezza di tutti questi problemi, una sintesi politica operativa. Non c\u2019\u00e8 altra via. Al di fuori di questo, anche la consapevolezza anti-sistema rischia di diluirsi sempre di pi\u00f9, di perdersi nel mercato delle opinioni. Ci dobbiamo infatti ricordare che una critica generica \u2013 cio\u00e8 non operativa \u2013 pu\u00f2 anche fare comodo al consolidamento di questo potere. Questo sistema infatti si nutre di opposizioni isolate, non organizzate, alla fine macchiettistiche. Fa tutto parte della messa in scena, in cui un antagonista un po\u2019 ribelle pu\u00f2 anche fare comodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Liberarsi dal giudizio, liberare l\u2019azione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un pregio di Di Battista \u00e8 senza dubbio la sua indipendenza e libert\u00e0 di pensiero: dice ci\u00f2 che pensa, \u00e8 coerente, approfondisce ed espone le sue idee con nettezza. Non gli importa del giudizio altrui, come ricorda spesso in questo libro. Questa \u00e8 una grande virt\u00f9, rara in tempi di mezzi uomini e di mezze donne, intimoriti solo della loro singola carriera. Dovremmo imparare tutti da questa libert\u00e0 di pensiero, che costa ma ti d\u00e0 anche tanto, tra le altre cose, il privilegio di potersi guardare allo specchio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa grande virt\u00f9, tuttavia, \u00e8 una virt\u00f9 propedeutica. Non \u00e8 cio\u00e8 una qualit\u00e0 che pu\u00f2 essere mantenuta nella propria individualit\u00e0, magari anche intellettuale o opinionistica. Non \u00e8 il caso di Di Battista, che rimane un uomo politico. La libert\u00e0 di pensiero \u00e8 una qualit\u00e0 che va spesa, donata, consumata nell\u2019organizzazione politica. \u00c8 un dono, ma per essere colto nella sua essenza deve essere a sua volta donato. Per non rimanere nella solitudine di una omologazione universale abbiamo bisogno cio\u00e8 di un\u2019aggregazione politica, di spenderci, tutti e in base alla propria vocazione, per creare un\u2019area politica alternativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mi verrebbe da dire che la solitudine si supera solo cercando di dare sollievo alla solitudine altrui. Esco dalla solitudine nella misura in cui capisco che \u00e8 un sentimento diffuso, e che la solitudine dell\u2019altro \u00e8 una mia responsabilit\u00e0. Allora uscire dalla solitudine diventa un destino collettivo, un compito storico, che ci appella e ci reclama. Uscire dalla solitudine diventa un esodo politico, un percorso di liberazione collettivo, una fuga dalla schiavit\u00f9. Questo significa vivere l\u2019esistenza politicamente, diventare un polo aggregativo per altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo entusiasmante processo, su cui credo dovremo lavorare insieme nei prossimi mesi e anni, richieder\u00e0 un\u2019elaborazione culturale straordinaria, un lavoro nelle singole discipline, dall\u2019economia all\u2019ecologia passando per la geopolitica, ma anche un lavoro di formazione personale, proprio perch\u00e9 l\u2019ideologia neoliberista che questo libro contesta perfettamente \u00e8 diventata un vero e proprio modello antropologico. Bisogna sconfiggere il capitalista finanziario che \u00e8 fuori di me ma anche quello che \u00e8 in me, che contribuisce in un modo o nell\u2019altro all\u2019irrigidimento del sistema della separazione. \u00a0Bisognerebbe creare aggregazioni, proprio a partire dalle tematiche sollevate in questo libro. Una scuola di formazione, un centro di elaborazione, e poi convegni, seminari, ma anche appuntamenti di piazza, feste, concerti, spettacoli comici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Abbiamo bisogno di incontrarci, nella carne, nella fisicit\u00e0 delle nostre speranze. Abbiamo bisogno di non darla vinta al sistema della disperazione, che si nutre anche dei nostri narcisismi, delle nostre infantilit\u00e0, delle nostre misere paure. C\u2019\u00e8 fame di politica. Gli unici che possono nutrire questa fame siamo noi, tutti. Di Battista vorr\u00e0 contribuire a tutto questo? Noi siamo qui e ci proveremo.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/18\/contro-un-manifesto-per-uscire-dalla-solitudine-politica\/#_ftnref1\">[1]<\/a> Florenzato et al., <em>Cognitive and mental health changes and their vulnerability factors related to COVID-19 lockdown in Italy,<\/em> Plos one, 2021.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/18\/contro-un-manifesto-per-uscire-dalla-solitudine-politica\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/18\/contro-un-manifesto-per-uscire-dalla-solitudine-politica<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di La Fionda (Gabriele Guzzi) Per parlare dell\u2019ultimo libro di Alessandro Di Battista (Contro! 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