{"id":64989,"date":"2021-05-25T11:00:02","date_gmt":"2021-05-25T09:00:02","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64989"},"modified":"2021-05-22T11:28:37","modified_gmt":"2021-05-22T09:28:37","slug":"relazioni-in-tempo-di-pandemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=64989","title":{"rendered":"RELAZIONI IN TEMPO DI PANDEMIA"},"content":{"rendered":"<p><strong>Di Una Citt\u00e0 (intervista a Davide Bennato a cura di Giulia Mengolini)<\/strong><\/p>\n<p class=\"lead\" style=\"text-align: justify\">Il rapporto con gli altri nella pandemia ha radicalizzato la sua ambivalenza: o troppo o troppo poco; il boom delle vendite di cuffie antirumore, dovuto anche alla dad e allo smartworking, insieme all\u2019aumento dell\u2019uso dei social \u201crelazionali\u201d come Facebook, Twitter e Tik Tok o come Tinder per trovare qualcuno con cui chiacchierare o Meetic per la ricerca dell\u2019anima gemella;\u2008il probabile aumento delle separazioni e il boom di Pornhub. Intervista a Davide Bennato.<\/p>\n<div class=\"post-content\" lang=\"it\">\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Davide Bennato \u00e8 professore associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Catania.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Lei si occupa di comportamenti sociali sulle piattaforme digitali. In termini macroscopici, come sono cambiate le relazioni durante la pandemia?<\/strong><br \/>\nOsservando quello che \u00e8 accaduto nella mia vita personale e professionale, ma soprattutto quello che \u00e8 successo all\u2019interno delle piattaforme digitali, trovo che il cambiamento pi\u00f9 forte che abbiamo vissuto in questo anno sia stata la presa di consapevolezza dell\u2019importanza degli altri, che prima della pandemia tendevamo a dare per scontati.<br \/>\nVivendo la nostra vita di prima eravamo abituati a confrontarci con dei rapporti pi\u00f9 o meno stretti, pi\u00f9 o meno a distanza, senza dare loro troppo peso. La pandemia ci ha invece mostrato l\u2019importanza del rapporto con gli altri nella sua ambivalenza: sia in termini di eccessiva presenza che di eccessiva assenza. Moltissime persone hanno subito e sofferto un\u2019eccessiva presenza degli altri: penso alla dimensione familiare, dove la possibilit\u00e0 di ritagliarsi il proprio spazio \u00e8 venuta meno.<br \/>\nD\u2019altra parte abbiamo riscoperto l\u2019importanza degli altri come strategia per esercitare la nostra socialit\u00e0, come possibilit\u00e0 di confronto, soprattutto per rielaborare alcuni aspetti della nostra identit\u00e0 sociale: il nostro modo di stare con gli altri, di intrattenere rapporti lavorativi\u2026<br \/>\n<strong>In questo contesto come si sono inserite le tecnologie digitali?<\/strong><br \/>\nLe tecnologie digitali non hanno fatto altro che rinforzare queste dinamiche di eccessiva assenza o eccessiva presenza. Per esempio, per quanto riguarda la voglia di isolarsi di molte persone durante il lockdown, \u00e8 stato registrato un boom di vendite di cuffie anti-rumore -quelle che cancellano qualsiasi rumore intorno- sia su Amazon che su altri marketplace. Trovo che questo sia sintomatico: indossando le cuffie costruisci una bolla all\u2019interno della quale resti isolato; grazie a esse puoi fruire di un contenuto digitale in una situazione di isolamento percettivo. Come persone abbiamo bisogno di uno spazio tutto per noi per ascoltare i nostri pensieri.<br \/>\nSe questo spazio ci \u00e8 precluso per cause di forza maggiore, sentiamo il bisogno di staccare la spina dagli altri, anche in ambito familiare. Non direi quindi che la tecnologia ci ha isolati, quanto che le persone si sono appoggiate alle opportunit\u00e0 tecnologiche per poter affrontare l\u2019isolamento.<br \/>\nLa tecnologia ci ha anche uniti, grazie ai social media e alle videocall. Chi \u00e8 stato costretto ad affrontare un lockdown da solo, senza contatti umani, non aveva altri strumenti di relazione con il mondo esterno.<br \/>\nLa tecnologia suggerisce degli usi, dei modi di essere fruita. Come noi cogliamo questi suggerimenti dipende da che tipo di atteggiamento abbiamo in relazione al mondo esterno. Faccio un semplice esempio: se sono una persona che per indole tende a isolarsi, user\u00f2 la tecnologia per farlo. Se invece tendo ad avere un rapporto aperto e di confronto con gli altri, la user\u00f2 come strumento per relazionarmi. La tecnologia di per se stessa offre dei suggerimenti d\u2019uso, ma il modo con cui li connotiamo dipende da come siamo soliti essere e comportarci. Chi tende a stare solo, la sfrutter\u00e0 per continuare a farlo, magari con le cuffie anti-rumore, chiuso in camera propria, non certo per partecipare a video-aperitivi con gli amici in cerca di socialit\u00e0. La tecnologia rappresenta uno strumento di abilitazione, non fa altro che offrirci delle opportunit\u00e0, che si voglia coglierle o meno \u00e8 una precisa scelta. Se si va a vedere l\u2019uso delle piattaforme digitali, quindi a osservare cosa fanno le persone davanti allo schermo di un computer, si nota che si dividono al 50% tra quelli che usano sistematicamente le piattaforme di streaming con consumo individualistico e coloro che usano i social media, come Facebook, Twitter e Tik Tok per entrare in relazione con gli altri. Emerge questa doppia valenza.<br \/>\n<strong>La pandemia ha aumentato vertiginosamente anche la fruizione dei siti porno: cosa dicono i dati a riguardo?<\/strong><br \/>\nIl principale sito del settore, Pornhub, ha registrato un vero e proprio boom durante il primo lockdown. Un picco nelle ricerche \u00e8 stato registrato il 12 marzo 2020, giorno in cui la piattaforma ha reso gratuiti in Italia i contenuti premium, favorendo la corsa alle ricerche. Il 12 marzo, in effetti, c\u2019\u00e8 stato un picco del 57% rispetto alla media giornaliera.<br \/>\nIl giorno prima il premier Giuseppe Conte aveva firmato il decreto che stabiliva la chiusura di tutti i negozi eccetto quelli di beni essenziali restringendo le possibilit\u00e0 di uscire alle questioni di necessit\u00e0, urgenza ed esigenze lavorative.<br \/>\n<strong>La pandemia ha contribuito anche a interrompere moltissime relazioni di coppia. I divorzi nell\u2019ultimo anno sono davvero aumentati?<\/strong><br \/>\nNon possiamo dirlo con certezza, perch\u00e9 ancora non ci sono dati a riguardo.<br \/>\nSicuramente la pandemia ha lavorato come acceleratore nei processi sociali a tutti i livelli. Se esisteva una situazione di instabilit\u00e0 all\u2019interno della vita di coppia, la pandemia non ha fatto altro che accelerare quella precariet\u00e0. Vivere 24 ore su 24 a stretto contatto con il proprio partner \u00e8 fonte di conflitto gi\u00e0 nelle coppie stabili, quelle che manifestavano gi\u00e0 tensioni prima della pandemia hanno finito per deflagrare.<br \/>\nIl dato che corrisponde al numero dei divorzi nel 2020 dovrebbe essere comparato con quello degli anni precedenti: andrebbe verificato se una tendenza di crescita dei divorzi era gi\u00e0 iniziata negli anni scorsi oppure se c\u2019\u00e8 stato un picco durante la pandemia. Al momento mi pare che il trend sia costante. Anche per quanto riguarda l\u2019incremento dei tradimenti di coppia tramite app di dating, \u00e8 un\u2019ipotesi probabile, ma non abbiamo a disposizione fonti certe come casi di studio. Persino l\u2019autorevole \u201cNew York Times\u201d, che su questi temi ha sempre condotto reportage con dati alla mano, finora ha scritto racconti di colore, ma privi di informazioni o dati verificabili.<br \/>\n<strong>Nell\u2019ultimo anno le coppie non sono state messe alla prova solo da un lockdown forzato: per molti si \u00e8 aggiunto lo stress della perdita del lavoro, dei figli a casa in didattica a distanza. Un contesto simile non pu\u00f2 aver messo in crisi anche le coppie pi\u00f9 consolidate?<\/strong><br \/>\nUso una metafora: tutto \u00e8 dipeso dall\u2019intensit\u00e0 della crepa. Se in un rapporto di coppia la crepa era sostanziale, la pandemia l\u2019ha distrutto. Se invece era superficiale, la crepa si \u00e8 fatta largo senza comprometterlo.<br \/>\nDa un punto di vista pi\u00f9 generale possiamo dire che le relazioni amorose sono state sottoposte a talmente tante sollecitazioni nell\u2019ultimo anno che solo le coppie pi\u00f9 solide sono riuscite a resistere.<br \/>\n<strong>Nell\u2019ultimo anno le app di dating online sono esplose. Tinder ha fatto registrare il suo record di match (lo scorrimento dei potenziali partner a cui esprimere o meno una preferenza) nel mese di marzo 2020, raggiungendo quota tre miliardi in un giorno. Chattare era possibile, mentre incontrarsi no: la pandemia ha trasformato anche il modo di fruire di queste app?<\/strong><br \/>\nIl principio \u00e8 lo stesso dei bar per single: c\u2019\u00e8 chi ci va per trovare un partner e chi vuole semplicemente chiacchierare e bere una birra in compagnia di una persona piacevole. Anche in questo caso, quello delle app di dating, la tecnologia suggerisce un uso: questa piattaforma \u00e8 studiata perch\u00e9 le persone abbiano un flirt o trovino un partner.<br \/>\nPoi sono le persone interessate che decidono se la piattaforma verr\u00e0 usata per lo scopo per la quale \u00e8 stata progettata o per scopi alternativi. Usare la piattaforma durante un lockdown, per non sentirsi soli, \u00e8 uno degli scopi alternativi. In questo ultimo anno le piattaforme di dating hanno registrato picchi senza precedenti. Venendo meno la possibilit\u00e0 di innescare modalit\u00e0 di uscire per conoscere persone, ci si \u00e8 spostati sulle piattaforme che lo hanno reso possibile. Hanno quindi sopperito all\u2019assenza fisica dell\u2019altro, fornendo il modo di creare delle dimensioni di relazionalit\u00e0 che magari su altre piattaforme era pi\u00f9 complesso trovare.<br \/>\n<strong>Per esempio?<\/strong><br \/>\nIl fatto che una persona che ha un profilo Facebook si sposti su Tinder per chiacchierare con sconosciuti \u00e8 pi\u00f9 che altro dovuta al fatto che sul profilo Facebook avrebbe trovato una rete di persone che gi\u00e0 conosce (o personalmente o con cui intrattiene una minima frequentazione dal punto di vista digitale), mentre Tinder consente di entrare in una dimensione nuova, dove ci si pu\u00f2 permettere di iniziare a conversare con estranei e vedere cosa succede.<br \/>\nLe piattaforme di online dating non sono tutte uguali, c\u2019\u00e8 una forte segmentazione.<br \/>\nIn Italia quelle pi\u00f9 frequentate sono Tinder e Meetic. Tinder nasce per creare flirt o rapporti occasionali, mentre Meetic ha come obiettivo quello di cercare l\u2019anima gemella. L\u2019accesso \u00e8 infatti un po\u2019 pi\u00f9 complesso e sofisticato: non basta scaricare l\u2019app inserendo un nome e una foto, per poterne fruire occorre rispondere a una serie di domande.<br \/>\nDai rapporti trimestrali redatti dagli investitori delle societ\u00e0, \u00e8 stato riscontrato un picco di accessi per entrambe. Durante la prima ondata della pandemia molte piattaforme hanno anche iniziato a prevedere servizi di videochat, di cui prima non disponevano.<br \/>\nLe piattaforme di online dating tradizionalmente sono testuali\u00a0 (foto e messaggi) mentre con il boom delle videocall queste piattaforme hanno iniziato a suggerire servizi visivi aggiuntivi.<br \/>\nIl lockdown prima, le restrizioni anti-Covid come le zone arancioni e rosse poi, hanno pesantemente ridotto le possibilit\u00e0 di incontro reale tra persone conosciute sulle app di dating. Magari due persone chattano per settimane poi non hanno la possibilit\u00e0 di incontrarsi in un bar o ristorante, quindi desistono.<br \/>\nLe piattaforme digitali da questo punto di vista hanno creato una dimensione preparatoria dell\u2019incontro che per\u00f2 si trasformer\u00e0 in una situazione di incontro solo quando sar\u00e0 possibile tornare alla strategia relazionale precedente.<br \/>\nMi spiego: se prima della pandemia avrei dato a una persona che mi interessa un appuntamento in un preciso locale della mia citt\u00e0 o in una strada del mio paese, finch\u00e9 non si creer\u00e0 di nuovo quella condizione grazie a delle nuove aperture, potr\u00f2 usare i social solo in maniera preparatoria. I social media e le app di dating hanno quindi creato una dimensione in cui si comincia a costruire una relazione digitale, amicale o di qualunque altro tipo. Per capire in un secondo momento se questa relazione pu\u00f2 avere un seguito serve attendere l\u2019allentamento delle restrizioni, e incontrarsi offline.<br \/>\n\u00c8 chiaro che con le restrizioni da zona rossa sono mancati proprio i luoghi fisici per darsi la possibilit\u00e0 di conoscersi: \u00e8 raro che si voglia dare appuntamento a uno sconosciuto incontrato online in una strada o in un parcheggio.<br \/>\nD\u2019altro canto, molti uomini e donne usano i social per conoscere persone nuove senza per\u00f2 la voglia di incontrarle dal vivo. Gli spazi digitali vengono usati come fossero delle \u201cpiazze\u201d virtuali: arrivi, ti guardi intorno, osservi. E, solo se ne hai voglia, ti avvicini.<br \/>\n<strong>Una volta che ci saremo lasciati alle spalle la pandemia, pensa ci sar\u00e0 un calo nella fruizione delle app di dating? Oppure hanno cambiato il nostro modo di conoscere persone?<\/strong><br \/>\nPer rispondere a questa domanda posso fare riferimento all\u2019utilizzo di Internet prima che apparissero i social. Prima dei social, Internet aveva una forte componente relazionale che si manifestava pi\u00f9 che altro nelle chat o nei forum. Chat e forum venivano utilizzati in attesa di un rapporto faccia a faccia, infatti molto spesso quando si usava lo stesso forum per molto tempo, a un certo punto c\u2019era qualcuno che proponeva: \u201cPerch\u00e9 non organizziamo una cena e ci vediamo?\u201d. Era l\u2019epoca pre- social media.<br \/>\nUtilizzando lo stesso modello di allora, oggi possiamo dire che la pandemia ha dimostrato che i social media non sono una modalit\u00e0 sostitutiva delle relazioni sociali, ma sono una modalit\u00e0 che si aggiunge a esse, magari riorganizzandole.<br \/>\nPost pandemia non conosceremo potenziali partner sempre pi\u00f9 sulle chat e sempre meno dal vivo. La pandemia ha dimostrato che gli spazi social hanno dei vantaggi ma anche degli svantaggi. Per fare un esempio: quando riapriranno i ristoranti in molti di noi ci torneranno, mentre chi ha scoperto che il cibo da asporto \u00e8 una soluzione ottimale continuer\u00e0 a ordinare cibo d\u2019asporto. Dipender\u00e0 dalle esigenze. Lo stesso varr\u00e0 per le modalit\u00e0 di incontro tra le persone: ci sar\u00e0 un\u2019integrazione delle due strategie, online o offline. Una non prevarr\u00e0 sull\u2019altra.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.unacitta.it\/it\/intervista\/2790-relazioni-in-tempo-di-pandemia\">http:\/\/www.unacitta.it\/it\/intervista\/2790-relazioni-in-tempo-di-pandemia<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Una Citt\u00e0 (intervista a Davide Bennato a cura di Giulia Mengolini) Il rapporto con gli altri nella pandemia ha radicalizzato la sua ambivalenza: o troppo o troppo poco; il boom delle vendite di cuffie antirumore, dovuto anche alla dad e allo smartworking, insieme all\u2019aumento dell\u2019uso dei social \u201crelazionali\u201d come Facebook, Twitter e Tik Tok o come Tinder per trovare qualcuno con cui chiacchierare o Meetic per la ricerca dell\u2019anima gemella;\u2008il probabile aumento delle separazioni&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":105,"featured_media":64990,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/logo.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-gUd","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/64989"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/105"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=64989"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/64989\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":64992,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/64989\/revisions\/64992"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/64990"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=64989"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=64989"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=64989"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}