{"id":65022,"date":"2021-05-24T10:35:23","date_gmt":"2021-05-24T08:35:23","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65022"},"modified":"2021-05-24T10:31:36","modified_gmt":"2021-05-24T08:31:36","slug":"contro-linezia-liberale-marx-vs-popper","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65022","title":{"rendered":"Contro l&#8217;inezia liberale \u2013 Marx vs Popper"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>MARX XXI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Giovanni Paolo Sirianni e Pier Giorgio Corriero)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo video si espongono le storiche antitesi di Popper al marxismo, questo accompagnando il pensiero di quest\u2019ultimo alle solite immancabili distorsioni delle teorie marxiste. Il quarto video si intitola \u201cPopper Vs Marx\u201d ed essenzialmente si basa su una esposizione con numerose fallacie sintattiche delle critiche popperiane al marxismo, alle quali gi\u00e0 si accennava nell\u2019introduzione. Popper viene rappresentato come il grande smascheratore della filosofia marxiana. Si inizia colla solita retorica non-violenta, gi\u00e0 analizzata in precedenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Si procede attaccando il marxismo sulla base del fatto che l\u2019economista di Treviri sostenne che il libero mercato avrebbe portato sempre ad una crescita progressiva della povert\u00e0, questo a causa dell\u2019accentramento di capitali che tale sistema prevede, dove i grandi capitali, in genere, assorbono i piccoli, provocando proletarizzazioni ingenti, quindi ad un aumento della povert\u00e0. I liberisti sostengono che tale tesi sia stata sbugiardata dalla storia in quanto la povert\u00e0 negli ultimi duecento anni \u00e8 diminuita, specie negli ultimi decenni di trionfo del neoliberismo. Noi abbiamo gi\u00e0 dimostrato i motivi di tale calo della povert\u00e0 a livello mondiale, ci teniamo per\u00f2 a ricordare particolarmente che il sistema di libero mercato, prolungato nei decenni, porta ad un aumento spropositato della polarizzazione sociale, quindi della povert\u00e0. E\u2019 facile piegare la realt\u00e0 ai fini della narrazione borghese della storia presentando tale dato a livello mondiale, senza analizzare nessun esempio nel particolare, dove si sia applicato il regime di libero mercato od il socialismo, per poi decretare la superiorit\u00e0 dell\u2019uno o dell\u2019altro sistema. Tale ultima strategia \u00e8 invece attuata dai comunisti, forse perch\u00e9 questi, al contrario dei liberisti, non sono dei falsari e basano le loro tesi, checch\u00e9 ne dica Cotroneo, sui dati storici oggettivi. Possiamo benissimo citare l\u2019Italia quale vittima del liberismo. Il nostro paese, specie negli ultimi quarant\u2019anni, concedendo sempre pi\u00f9 potere al libero mercato, \u00e8 stata ricompensata dall\u2019alta finanza internazionale con una spaventosamente progressiva polarizzazione sociale. Citiamo a riguardo un articolo del 2015 de \u201cla Repubblica\u201d, giornale non proprio comunista&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abNel 2008 la ricchezza netta accumulata del 30% pi\u00f9 povero degli italiani, poco pi\u00f9 di 18 milioni di persone, era pari al doppio del patrimonio complessivo delle dieci famiglie pi\u00f9 ricche del paese. I 18,1 milioni di italiani pi\u00f9 poveri in termini patrimoniali avevano, messi insieme, 114 miliardi di euro fra immobili, denaro liquido e risparmi investiti. Le dieci famiglie pi\u00f9 ricche invece arrivavano a un totale di 58 miliardi di euro. In altri termini persone come Leonardo Del Vecchio, i Ferrero, i Berlusconi, Giorgio Armani o Francesco Gaetano Caltagirone, anche coalizzandosi, arrivavano a valere pi\u00f9 o meno la met\u00e0 di un gruppo di 18 milioni di persone che, in media, potevano contare su un patrimonio di 6.300 euro ciascuno. Cinque anni dopo, e siamo nel 2013, sorpasso e doppiaggio sono gi\u00e0 consumati: le dieci famiglie con i maggiori patrimoni ora sono diventate pi\u00f9 ricche di quanto lo sia nel complesso il 30% degli italiani (e residenti stranieri) pi\u00f9 poveri. Quelle grandi famiglie a questo punto detengono nel complesso 98 miliardi di euro. Per loro un balzo in avanti patrimoniale di quasi il 70%, compiuto mentre l&#8217;economia italiana balzava all&#8217;indietro di circa il 12%. I 18 milioni di italiani al fondo delle classifiche della ricchezza sono scesi invece a 96 miliardi: una scivolata in termini reali (cio\u00e8 tenuto conto dell&#8217;erosione del potere d&#8217;acquisto dovuta all&#8217;inflazione) di poco superiore al 20%. Quanto poi a quelli che in base ai patrimoni sono gli ultimi dodici milioni di abitanti, il 20% pi\u00f9 povero della popolazione del paese, lo squilibrio \u00e8 ancora pi\u00f9 marcato: nel 2013 le 10 famiglie pi\u00f9 ricche d&#8217;Italia hanno risorse patrimoniali sei volte superiori alle loro\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La prima domanda che si pone \u00e8 la seguente: \u201cCome pu\u00f2 una scienza prevedere il futuro? Come pu\u00f2 il marxismo dirci che \u00e8 necessaria la violenza per giungere al successo della rivoluzione?\u201d E sulla base di questi due quesiti Popper si domanda \u201cIl fine giustifica i mezzi?\u201d. Il problema \u00e8 estremamente semplice: il marxismo non prevede in alcun modo il futuro, va ricordato che Marx non fa profezie, n\u00e9 tantomeno \u00e8 mai stato questo il suo obiettivo, lui stesso afferm\u00f2 che il proletariato avrebbe dovuto acquisire coscienza di classe per potersi scagliare contro il suo despota, Gramsci infatti sottolinea che<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abMarx ha preveduto il prevedibile. Non poteva prevedere la guerra europea, o meglio non poteva prevedere che questa guerra avrebbe avuta la durata e gli effetti che ha avuto. Non poteva prevedere che questa guerra, in tre anni di sofferenze indicibili, di miserie indicibili, avrebbe suscitato in Russia la volont\u00e0 collettiva popolare che ha suscitato. Una volont\u00e0 di tal fatta normalmente ha bisogno per formarsi di un lungo processo di infiltrazioni capillari; di una larga serie di esperienze di classe\u00bb (Antonio Gramsci, Scritti Politici, volume I, Editori Riuniti, Roma 1973, pag 53)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Marx osserva le tendenze della societ\u00e0 capitalistica e le mette a confronto diretto con quelle delle societ\u00e0 precapitalistiche, per giungere alla logica conclusione che la caduta del modo di produzione capitalistico e la vittoria del proletariato sono inevitabili, tuttavia Marx, ad esempio nel tanto citato terzo libro de \u201cIl Capitale\u201d, dice che vi sono influenze contrastanti che possono mantenere alto il saggio di profitto, incluso l&#8217;aumento percentuale del saggio di plusvalore causato dall&#8217;intensificazione dello sfruttamento (quindi plusvalore assoluto) e l&#8217;eventuale riduzione del costo della forza-lavoro (frequente specie nelle crisi cicliche del capitalismo). Circa la violenza e l\u2019idea che il fine giustifichi i mezzi va fatto un ragionamento ben pi\u00f9 ampio. La violenza rivoluzionaria \u00e8 certamente necessaria per l\u2019insurrezione &#8211; la rivoluzione non \u00e8 un pranzo di gala, \u00e8 un atto di violenza &#8211; la violenza sotto questo punto di vista ha un doppio carattere: uno volto al progresso sociale ed all\u2019emancipazione dell\u2019umanit\u00e0, utilizzata dalle classi sfruttate come mezzo di ribellione, ed una volta alla soppressione delle idee e degli avvenimenti che vogliono condurre all\u2019emancipazione stessa. Ancora si rimprovera a Marx di aver predetto l\u2019instaurazione del socialismo nel mondo capitalista prima che nel mondo non capitalista. Anzitutto Marx ed Engels hanno detto solo inizialmente che la rivoluzione sarebbe sorta nei paesi pi\u00f9 sviluppati. Engels infatti scrive nei \u201cPrincipi del Comunismo\u201d che<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abLa rivoluzione comunista non sar\u00e0 quindi una rivoluzione soltanto nazionale, sar\u00e0 una rivoluzione che avverr\u00e0 contemporaneamente in tutti i paesi civili, cio\u00e8 per lo meno in Inghilterra, America, Francia e Germania. Si svilupper\u00e0 pi\u00f9 rapidamente o pi\u00f9 lentamente in ognuno di questi paesi, a seconda che l&#8217;uno o l&#8217;altro di essi possiede una industria pi\u00f9 o meno perfezionata, una ricchezza maggiore o minore, una massa di forze produttive pi\u00f9 o meno importante. In Germania quindi l&#8217;attuazione della rivoluzione \u00e8 lentissima e difficilissima, in Inghilterra rapidissima e facilissima.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ma dopo l\u2019esperienza della Comune di Parigi del 1871 Marx si discosta da queste teorie che avevano inizialmente esposto nella \u00abNeue Rheinische Zeitung\u00bb, infatti sottopone questa esperienza ad un\u2019attenta analisi, scrive infatti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abLa classe operaia non attendeva miracoli dalla Comune. Essa non ha utopie belle e pronte da introdurre par d\u00e9cret du peuple. Sa che per realizzare la sua propria emancipazione, e con essa quella forma pi\u00f9 alta a cui la societ\u00e0 odierna tende irresistibilmente per i suoi stessi fattori economici, dovr\u00e0 passare per lunghe lotte, per una serie di processi storici che trasformeranno le circostanze e gli uomini. La classe operaia non ha da realizzare ideali, ma da liberare gli elementi della nuova societ\u00e0 dei quali \u00e8 gravida la vecchia e cadente societ\u00e0 borghese. Pienamente cosciente della sua missione storica e con l&#8217;eroica decisione di agire in tal senso, la classe operaia pu\u00f2 permettersi di sorridere delle grossolane invettive dei signori della penna e dell&#8217;inchiostro, servitori dei signori senza qualificativi e della pedantesca protezione dei benevoli dottrinari borghesi, che diffondono i loro insipidi luoghi comuni e le loro ricette settarie col tono oracolare dell&#8217;infallibilit\u00e0 scientifica.\u00bb (Opere Scelte Marx-Engels, Edizioni Progress, Mosca 1986, pag 291)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Venendo alla Russia vanno dette un paio di cose. La Russia non industrializzata e semifeudale del diciannovesimo secolo presentava una formazione sociale radicalmente differente da quella inglese, e ricade allora al di fuori del dominio della sua indagine scientifica. Il verificarsi della rivoluzione \u00e8 pertanto irrilevante rispetto all\u2019adeguatezza della teoria del Capitale. Marx adotta espressamente questa posizione nella corrispondenza con la redazione di un periodico russo, nella quale si preoccupa di scoraggiare l\u2019applicazione delle tesi avanzate nel Capitale alle condizioni della Russia del tardo diciannovesimo secolo, lui scrive \u00abNell\u2019Europa occidentale, patria dell\u2019economia politica, il processo dell\u2019accumulazione originaria \u00e8 pi\u00f9 o meno compiuto. Quivi il regime capitalistico o si \u00e8 assoggettata direttamente tutta la produzione nazionale; o, dove le condizioni economiche sono ancora meno sviluppate, esso controlla per lo meno indirettamente gli strati della societ\u00e0 che continuano a vegetare in decadenza accanto ad esso e che fanno parte del modo di produzione antiquato. L\u2019economista politico applica a questo mondo capitalistico ormai compiuto le idee giuridiche e della propriet\u00e0 del mondo pre-capitalistico con uno zelo tanto pi\u00f9 ansioso e con una unzione tanto maggiore, quanto pi\u00f9 i fatti fanno a pugni con la sua ideologia.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">(Karl Marx, Il Capitale, Libro I, Sezione VII, Capitolo 25)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il Capitale \u00e8 quantomeno chiamato in causa nella possibilit\u00e0 che si verifichi una rivoluzione nell\u2019Europa industrializzata? No, non lo \u00e8. Di certo, Marx ritiene che una rivoluzione socialista sia inevitabile per l\u2019Europa industrializzata, e che il Capitale funga da supporto a questa convinzione. Cionondimeno, si tratta soltanto di un\u2019implicazione molto remota della sua teoria del capitalismo; Marx afferm\u00f2 che fossero pi\u00f9 vicini al socialismo gli stati capitalistici poich\u00e9 in tale parte del mondo, a causa dell\u2019accentramento di capitali, si era formata un\u2019ampia classe proletaria. Stiamo parlando della classe pi\u00f9 rivoluzionaria in assoluto, molto pi\u00f9 dei contadini, che per essere tali devono essere guidati dal proletariato e che si sono storicamente dimostrati, a causa della loro religiosit\u00e0 e tradizioni, come la classe popolare della reazione nelle rivoluzioni francesi e russe (nonostante in quest\u2019ultima molti contadini servirono nell\u2019armata rossa, perch\u00e9 guidati dal proletariato sulla base della lotta ad un regime che opprimeva barbaramente entrambe le classi); e anche molto pi\u00f9 della piccola borghesia, classe avversa al capitalismo (specie se libero-scambista) per via dell\u2019accentramento di capitali ma anche al socialismo, che quindi pu\u00f2 temporaneamente supportare la rivoluzione contro il capitalismo per poi fungere da base alla controrivoluzione nel socialismo, come insegna l\u2019esperienza del trotzkismo. Sarebbe dunque corretta tale critica a Marx se egli, come Bernstein, avesse sostenuto la via pacifica al comunismo, dovuta, secondo tale teoria, all\u2019evoluzione delle contraddizioni del capitalismo, che si sarebbero notevolmente evolute nel comunismo. Marx ed Engels si opposero sempre a tale teoria, sostenendo, anche ne \u201cIl capitale\u201d, che l\u2019unica via per l\u2019instaurazione del socialismo fosse la rivoluzione, idea ripresa da Lenin nel suo celeberrimo scritto \u201cStato e rivoluzione\u201d. Quindi perch\u00e9 tali rivoluzioni socialiste non si sono mai avute nel mondo capitalistico ma solo in quello non sviluppato? La risposta a tale domanda \u00e8 una sola: egemonia culturale. L\u2019egemonia culturale borghese nel mondo capitalistico \u00e8 sempre stata storicamente pi\u00f9 forte ed articolata. Ci\u00f2 port\u00f2 alle deformazioni antirivoluzionarie del comunismo come il marxismo riformista, l\u2019eurocomunismo, il trozkismo (sviluppatosi, quel poco che si \u00e8 sviluppato, soprattutto in occidente), il bordighismo, eccetera. Tant\u2019\u00e8 vero che si parla di un neo-marxismo occidentale anti-dialettico ed anti-rivoluzionario, che si svilupp\u00f2 parallelamente a quello dialettico marxista-leninista rivoluzionario \u201corientale\u201d. Tale tema \u00e8 approfondito da Losurdo nel suo libro \u201cIl marxismo occidentale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Un\u2019altra critica che viene posta \u00e8 contro il materialismo dialettico, ed anche in questo caso le definizioni sono questione di opinione. Esso viene definito come mezzo per \u201cspiegare la storia e prevedere il futuro collegando artificiosamente eventi che sono accaduti nel passato e vedendoci dietro un grande piano\u201d. Questa definizione rischia davvero di provocare uno shock anafilattico in qualsiasi essere umano che sappia cos\u2019\u00e8 il materialismo dialettico. Cos\u2019\u00e8 quindi \u2018sto materialismo dialettico che Cotroneo attacca? Rifacendoci alle parole di Mao possiamo dire in linea di massima che \u00abIl materialismo dialettico \u00e8 la concezione del mondo del proletariato. Esso \u00e8 nello stesso tempo il metodo usato dal proletariato per conoscere il mondo circostante e il metodo usato da esso per compiere azioni rivoluzionarie. La concezione del mondo e il metodo del materialismo dialettico costituiscono un sistema unico e indivisibile.\u00bb (Mao Tse-Tung, Opere complete, Edizioni Rapporti Sociali, volume V, pag 136).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Quindi sostanzialmente il materialismo dialettico \u00e8 l\u2019unit\u00e0 della concezione proletaria del mondo e della metodologia, esso \u00e8 la filosofia del marxismo-leninismo, non v\u2019\u00e8 nulla in comune con ci\u00f2 che dice Cotroneo. Il materialismo dialettico \u00e8 oltretutto strettamente collegato con la filosofia della natura, con l\u2019epistemologia e con la gnoseologia, oltre ad essere un metodo che il comunista utilizza per analizzare i fenomeni che avvengono in natura, basato sulle leggi della dialettica. Il materialismo dialettico non \u00e8 una credenza, non \u00e8 una dottrina statica che viene calata sulla materia, ma \u00e8 un metodo che trae le sue origini dallo studio della materia stessa, e che si amplia ed evolve ad ogni nuova scoperta compiuta dalle scienze positive. Dopo questa definizione fuorviante data da Cotroneo analizziamo la critica posta. Queste sono essenzialmente due: Tramite tale metodo i marxisti confezionano menzogne con cui fare proselitismo tramite la selezione degli argomenti storici che non vanno in antitesi alla loro narrazione. E no, caro Cotroneo, Marx non fa certo questo, Marx non si limita ad osservare empiricamente la successione degli ordinamenti sociali venutisi a creare nella storia per poi affermare che vi sia un\u2019artificiosa intelligenza, simile all\u2019apeiron di Anassimandro. Marx al contrario studia l\u2019evoluzione degli ordinamenti sociali e ne legge i mutamenti alla luce delle leggi della dialettica hegeliana. Marx non prende in esame singoli eventi storici, ma parla dell\u2019evoluzione dialettica della storia dei rapporti di produzione dell\u2019intera umanit\u00e0, dividendoli in rapporti schiavistici, feudali e capitalistici, ideando il comunismo come stadio di annullamento del sistema classista. Non si tratta di prendere in esame singoli eventi storici, ma di analizzare i motivi che hanno portato al passaggio da uno stadio all\u2019altro (nel primo libro de \u201cIl Capitale\u201d Marx descrive le cause storiche dell\u2019imposizione del capitalismo nella regione nord atlantica) e all\u2019analisi dei rapporti dialettici tra le classi in ogni sistema di produzione; In una scienza non vi pu\u00f2 essere dialettica, in quanto la scienza espone tesi inconfutabili. Anzitutto i sostenitori della dialettica non (e cito testualmente) \u201camano le contraddizioni\u201d, riconoscono nella lotta tra gli opposti la legge fondamentale della dialettica e della lotta di classe, quindi dello sviluppo della societ\u00e0 umana, ma anche della scienza. Lenin nelle sue famose note intitolate \u201cA proposito della dialettica\u201d dice \u00abL\u2019identit\u00e0 degli opposti (o forse \u00e8 meglio dire pi\u00f9 la loro &#8220;unit\u00e0&#8221;?, bench\u00e9 la differenza tra i termini identit\u00e0 e unit\u00e0 non assuma qui particolare importanza. In un certo senso sono entrambi esatti) \u00e8 il riconoscimento (la scoperta) di tendenze contraddittorie, che si escludono reciprocamente, opposte, in tutti i fenomeni e processi della natura (spirito e societ\u00e0 incluse)\u00bb (Vladimir Il\u2019i\u010d Ul\u2019janov \u201cLenin\u201d, Opere Complete, Volume XXXVIII, Editori Riuniti, Roma 1969, p. 362).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">E ci fa anche diversi esempi pratici:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cNella matematica: +e -.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Differenziale e integrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella meccanica azione e reazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella fisica elettricit\u00e0 positiva e negativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella chimica la combinazione e la dissociazione degli atomi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella scienza sociale la lotta di classe.\u201d (Ibidem, pp. 361-362)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">E ci sarebbero decine di ulteriori esempi che si potrebbero aggiungere: nucleo ed elettrone, protoni e neutroni, antiprotoni e protoni, anti-neutroni e neutroni, morte e vita in biologia, contrazione e rilassamento del muscolo in anatomia, onda e particella nella fisica quantistica, la caduta dei gravi verso il centro di gravit\u00e0 maggiore \u00e8 una contraddizione tra la curvatura dello spazio tempo intorno ai corpi e la tendenza dei gravi stessi a restare immobili e tante altre sulle quali non stiamo ora a soffermarci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ci\u00f2 che in sostanza Cotroneo fa \u00e8 una volgare mistificazione del concetto di contraddizione, che era gi\u00e0 stato smascherato da Engels pi\u00f9 di un secolo or sono!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Engels scrive infatti nell\u2019Anti-Duhring, commentando le scempiaggini proclamate dal signor Duhring sulla dialettica nel suo \u201cCorso di filosofia\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abIl pensiero contenuto nei due luoghi citati si compendia nella proposizione la quale dice che contraddizione = controsenso e perci\u00f2 non pu\u00f2 esserci nel mondo reale. Questa proposizione, per gente che altrimenti \u00e8 di sufficiente buon senso, pu\u00f2 avere lo stesso valore di evidenza della stessa proposizione la quale dice che diritto non pu\u00f2 essere curvo e curvo non pu\u00f2 essere dritto. Ma il calcolo differenziale, malgrado tutte le proteste del buon senso, pone tuttavia, sotto certe condizioni, l&#8217;identit\u00e0 di diritto e curvo e ottiene cos\u00ec dei risultati che il buon senso, il quale si ostina a dire assurda l&#8217;identit\u00e0 di diritto e curvo, non potr\u00e0 mai raggiungere. E, data la parte importante che la cosiddetta dialettica della contraddizione ha rappresentato nella filosofia dagli antichissimi greci fino ad oggi, persino un avversario pi\u00f9 forte di D\u00fchring si sarebbe sentito in dovere di confutarla con ben altri argomenti che un&#8217;unica asserzione e molte ingiurie. Sino a quando consideriamo le cose in stato di riposo e prive di vita, ciascuna per s\u00e9, l&#8217;una accanto all&#8217;altra, l&#8217;una dopo l&#8217;altra, \u00e8 certo che in esse non incontreremo nessuna contraddizione. Vi troviamo certe propriet\u00e0 che in parte sono comuni, in parte sono diverse, anzi persino in contraddizione l&#8217;una con l&#8217;altra, ma in questo caso esse sono ripartite in cose diverse e quindi non recano in s\u00e9 nessuna contraddizione. Nella misura in cui questo campo di indagine \u00e8 sufficiente, ce la caviamo con l&#8217;abituale modo di pensare metafisico. Ma \u00e8 invece tutt&#8217;altra cosa allorch\u00e9 consideriamo le cose nel loro movimento, nel loro cambiamento, nella loro vita, nella loro azione reciproca. Qui cadiamo subito in contraddizioni.\u00bb (Opere Complete Marx-Engels, Volume XXV, Editori Riuniti, Roma 1969, pag 114-115)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Quando poi si parla di materialismo storico ci si trova davanti ad una nuova distorsione volgare di Marx. Cotroneo dice (anche in questo caso cito testualmente) che \u201cper Marx sono i fatti economici a determinare i fatti storici\u201d. Cotroneo non riesce a concludere un periodo senza distorcere il marxismo e senza far mettere le mani nei capelli a qualsiasi marxista. Cos\u2019\u00e8 anzitutto il materialismo storico? Una definizione esemplare ne \u00e8 stata data da Gramsci quando questo disse che<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abLa dottrina del materialismo storico \u00e8 l&#8217;organizzazione critica del sapere sulle necessit\u00e0 storiche che sostanziano il processo di sviluppo della societ\u00e0 umana, non \u00e8 l&#8217;accertamento di una legge naturale, che si svolge \u00abassolutamente\u00bb trascendendo lo spirito umano. \u00c8 autocoscienza stimolo all&#8217;azione, non scienza naturale che esaurisca i suoi fini nell&#8217;apprendimento del vero. Se la \u00abnecessit\u00e0\u00bb storica trascende l&#8217;arbitrio dell&#8217;individuo posto come pura ragione, come cellula empirica della societ\u00e0, \u00e8 immanente in ogni individuo, momento concreto dello spirito universale che attua l&#8217;essenziale legge del suo sviluppo: \u00e8 quindi \u00abprassi\u00bb, superamento continuo, adeguazione continua dell&#8217;individuo empirico alla universalit\u00e0 spirituale.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">(Antonio Gramsci, Scritti Politici, Vol I, Editori Riuniti, Roma 1973, pag 121)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Cosa dicono Marx ed Engels che in questo caso viene profondamente distorto da IstLib? Engels, sempre nell\u2019Anti-Duhring, dice \u00abLa concezione materialistica della storia parte dal principio che la produzione e, con la produzione, lo scambio dei suoi prodotti sono la base di ogni ordinamento sociale; che, in ogni societ\u00e0 che si presenta nella storia, la distribuzione dei prodotti, e con essa l&#8217;articolazione della societ\u00e0 in classi o stati, si modella su ci\u00f2 che si produce, sul modo come si produce e sul modo come si scambia ci\u00f2 che si produce.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">(Opere Complete Marx-Engels, volume XXV, Editori Riuniti, Roma 1969, pag 256)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">E Marx nella celebre prefazione della \u201cCritica all\u2019economia politica\u201d dice<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abL&#8217;insieme di questi rapporti di produzione costituisce la struttura economica della societ\u00e0, ossia la base reale sulla quale si eleva una sovrastruttura giuridica e politica e alla quale corrispondono forme determinate della coscienza sociale. Il modo di produzione della vita materiale condiziona, in generale, il processo sociale, politico e spirituale della vita. Non \u00e8 la coscienza degli uomini che determina il loro essere, ma \u00e8, al contrario, il loro essere sociale che determina la loro coscienza. A un dato punto del loro sviluppo, le forze produttive materiali della societ\u00e0 entrano in contraddizione con i rapporti di produzione esistenti, cio\u00e8 con i rapporti di propriet\u00e0 (che ne sono soltanto l&#8217;espressione giuridica) dentro i quali tali forze per l&#8217;innanzi s&#8217;erano mosse. Questi rapporti, da forme di sviluppo delle forze produttive, si convertono in loro catene. E allora subentra un&#8217;epoca di rivoluzione sociale. Con il cambiamento della base economica si sconvolge pi\u00f9 o meno rapidamente tutta la gigantesca sovrastruttura. Quando si studiano simili sconvolgimenti, \u00e8 indispensabile distinguere sempre fra lo sconvolgimento materiale delle condizioni economiche della produzione, che pu\u00f2 essere constatato con la precisione delle scienze naturali, e le forme giuridiche, politiche, religiose, artistiche o filosofiche, ossia le forme ideologiche che permettono agli uomini di concepire questo conflitto e di combatterlo. Come non si pu\u00f2 giudicare un uomo dall&#8217;idea che egli ha di se stesso, cos\u00ec non si pu\u00f2 giudicare una simile epoca di sconvolgimento dalla coscienza che essa ha di se stessa; occorre invece spiegare questa coscienza con le contraddizioni della vita materiale, con il conflitto esistente fra le forze produttive della societ\u00e0 e i rapporti di produzione. Una formazione sociale non perisce finch\u00e9 non si siano sviluppate tutte le forze produttive a cui pu\u00f2 dare corso; nuovi e superiori rapporti di produzione non subentrano mai, prima che siano maturate in seno alla vecchia societ\u00e0 le condizioni materiali della loro esistenza. Ecco perch\u00e9 l&#8217;umanit\u00e0 non si propone se non quei problemi che pu\u00f2 risolvere, perch\u00e9, a considerare le cose dappresso, si trova sempre che il problema sorge solo quando le condizioni materiali della sua soluzione esistono gi\u00e0 o almeno sono in formazione. A grandi linee, i modi di produzione asiatico, antico, feudale e borghese moderno possono essere designati come epoche che marcano il progresso della formazione economica della societ\u00e0. I rapporti di produzione borghese sono l&#8217;ultima forma antagonistica del processo di produzione sociale; antagonistica non nel senso di un antagonismo individuale, ma di un antagonismo che sorga dalle condizioni di vita sociali degli individui. Ma le forze produttive che si sviluppano nel seno della societ\u00e0 borghese creano in pari tempo le condizioni materiali per la soluzione di questo antagonismo.\u00bb (Scritti Scelti di Marx, Engels e Lenin sul Materialismo storico, Edizioni Progress, Mosca 1972, pag 137-138)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Poste queste necessarie premesse circa la definizione di materialismo storico veniamo alla critica posta, ovvero che le idee hanno un grande potenziale ed hanno avuto un ruolo importante nella storia dell\u2019uomo. Ed infatti il problema sta alla radice, Marx afferma, riprendendo parzialmente la concezione hegeliana della storia, che la storia \u00e8 storia di lotta di classi e che essa \u00e8 un continuo passaggio dal regno della necessit\u00e0 al regno della libert\u00e0. Dice che la sovrastruttura \u00e8 la conseguenza diretta dei rapporti di produzione e distribuzione in un dato ordinamento sociale, Istituto Liberale mischia le carte in tavola cos\u00ec da confondere l\u2019ascoltatore, ma non fa altro che ingannarsi da solo; e per giunta il marxismo non nega n\u00e9 ha mai negato il ruolo decisivo dei leader della classe operaia e delle teorie rivoluzionarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Si dice poi che il marxismo confonda leggi e tendenze. Fermiamoci qui. Che cos\u2019\u00e8 una legge?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Stalin dice che \u00abIl marxismo intende le leggi della scienza, &#8211; si tratti di leggi delle scienze naturali o di leggi dell&#8217;economia politica, &#8211; come un riflesso di processi obiettivi che si svolgono indipendentemente dalla volont\u00e0 degli uomini.\u00bb (Problemi Economici del Socialismo in URSS), nel &#8220;Riassunto della scienza della logica di Hegel&#8221; di Lenin, questo scrive, riprendendo inizialmente la dizione di Hegel<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abLa legge \u00e8 la riflessione del fenomeno nell&#8217;identit\u00e0 con s\u00e9\u00bb (149). (La legge \u00e8 l&#8217;identico nei fenomeni: \u00abil rispecchiamento del fenomeno nella sua identit\u00e0 con s\u00e9 stesso\u00bb.) &#8230; \u00abQuesta identit\u00e0, fondamento del fenomeno, che costituisce la legge, \u00e8 il suo proprio momento [&#8230;]. La legge non sta quindi al di l\u00e0 del fenomeno, ma \u00e8 in esso immediatamente presente; il regno delle leggi \u00e8 il quieto [corsivo di Hegel] riflesso del mondo esistente o fenomenico\u00bb (Vladimir Il\u2019i\u010d Ul\u2019janov \u201cLenin\u201d, Opere Complete, Volume XXXVIII, Editori Riuniti, Roma 1969, p. 142)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">E commentando la definizione data da Hegel afferma che \u201c\u00e8 questa una definizione stupendamente materialistica e notevolmente precisa\u201d (Ibidem) Oltretutto il Caro Leader scrisse<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abQuando dico che le leggi sociali operano attraverso l\u2019attivit\u00e0 dell&#8217;uomo, non nego il carattere oggettivo delle leggi sociali e la possibile spontaneit\u00e0 nel movimento sociale. Se si crea una certa condizione socioeconomica, inevitabilmente opera una legge sociale ad essa corrispondente e pertanto assume un carattere oggettivo, come fa una legge naturale. La spontaneit\u00e0 nel movimento sociale \u00e8 dovuta a un livello relativamente basso dell\u2019indipendenza, della creativit\u00e0 e della coscienza dell\u2019uomo e all\u2019assenza del sistema sociale sotto cui il popolo possa dispiegarle appieno. Con la crescita dell\u2019indipendenza, della creativit\u00e0 e della coscienza dell\u2019uomo e con l\u2019instaurazione del sistema sociale che assicuri un pieno sviluppo di queste qualit\u00e0, l\u2019uomo lavorer\u00e0 meglio, attenendosi alle leggi oggettive, e la sfera della spontaneit\u00e0 si restringer\u00e0\u00bb (Kim Jong Il, Opere scelte, vol. XIV, Edizioni in Lingue Estere, Pyongyang 2014, pag. 176 Ed. Ing.)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Poste queste doverose premesse veniamo alla questione di fondo. Indubbiamente legge e tendenza sono due cose diverse, ed infatti il marxismo non fa confusione tra questi due termini. La formula del saggio di profitto uguale al rapporto tra plusvalore e capitale costante pi\u00f9 capitale variabile non \u00e8 una legge? Il plusvalore non \u00e8 una legge? L\u2019accumulazione capitalistica e con essa la centralizzazione del capitale era una tendenza del capitalismo quando esso si apprestava a divenire sistema di fabbrica ed oggi giunti alla fase del capitalismo monopolistico di stato possiamo dire a tutti gli effetti che essa \u00e8 una legge del modo di produzione capitalistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Vi \u00e8 poi una critica conclusiva nella quale si afferma, a \u2018mo di assioma aprioristico, asserto dalla insindacabile veridicit\u00e0, che i seguaci di Marx abbiano preso il suo pensiero come un dogma vietando ogni forma di critica e\/o aggiunta. Le concezioni leniniste sul partito e sulla rivoluzione? La teoria dello stato abbozzata in Marx ed ulteriormente sviluppata da Lenin? Le concezioni filosofiche leniniste contro l\u2019empirismo di Bogdanov? La lotta del gruppo dirigente sovietico contro l\u2019idealismo di Deborin? L\u2019economia politica del socialismo? La guerra popolare di lunga durata? Le contraddizioni in seno al popolo ed al partito? La lotta di Mao e di Ai Siqi contro la metafisica di Yang Xien-Chen? La triade creativit\u00e0-coscienza-chajusong &#8211; agli antipodi dell\u2019alienazione capitalistica &#8211; ideata dal Presidente Eterno Kim Il-sung? Dei metodi di lavoro anti-burocratici di Chongsonri e di Taean? Il concetto di nazionalismo sviluppato da Kim Jong-Il?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Marx stesso disse che la sua teoria era incompleta e che altri al posto suo avrebbero dovuto ulteriormente svilupparla, scrisse infatti che non era sua volont\u00e0 \u00abprescrivere ricette [?] per l&#8217;osteria dell&#8217;avvenire\u00bb e che altri lo avrebbero fatto al posto suo.Si dice che \u201cMarx ed Hegel fossero falsi profeti\u201d tuttavia non solo non si spiega il perch\u00e9 abbiano anche incluso Hegel ma si fa appena cenno al filosofo tedesco. Il che personalmente mi lascia immaginare che per chi a stento comprende gi\u00e0 le critiche di Popper ad Hegel sarebbe stato ancora pi\u00f9 difficile esporre il pensiero del filosofo tedesco. Se volete interessarvi per davvero ad Hegel e volete studiare delle critiche concrete al suo pensiero vi consigliamo vivamente di leggere i \u201cQuaderni filosofici\u201d di Lenin e la \u201cCritica della filosofia hegeliana del diritto\u201d di Marx.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ora per\u00f2, diversamente da quanto fatto da Istituto Liberale, vorrei porre delle serie critiche all\u2019analisi Popperiana ed alla filosofia generale di Popper. In parole povere il pensiero di Karl Popper potremmo classificarlo come un idealismo agnostico e speculativo, parzialmente influenzato dal positivismo logico all\u2019inizio anche se poi tramite lo sviluppo del \u201cprincipio di falsificabilit\u00e0\u201d, principio sulla base del quale si pu\u00f2 giudicare se una teoria sia scientifica o meno e che andremo ad analizzare a breve, uno dei dogmi portanti della sua filosofia reazionaria, lo ripudier\u00e0. Anzitutto che cos\u2019\u00e8 una scienza? A questa domanda risponde nuovamente il filosofo sardo, che scrive<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abDefinizioni della scienza:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">1\u00b0 Studio dei fenomeni e delle loro leggi di somiglianza (regolarit\u00e0), di coesistenza (coordinazione), di successione (causalit\u00e0).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">2\u00b0 Un\u2019altra tendenza, tenendo conto dell\u2019ordinamento pi\u00f9 comodo che la scienza stabilisce tra i fenomeni, in modo da poterli meglio far padroneggiare dal pensiero e dominarli per i fini dell\u2019azione, definisce la scienza come descrizione pi\u00f9 economica della realt\u00e0. [&#8230;] La scienza fa una selezione tra le sensazioni, tra gli elementi primordiali della conoscenza: considera certe sensazioni come transitorie, come apparenti, come fallaci perch\u00e9 dipendono unicamente da condizioni individuali e certe altre come durature, come permanenti, come superiori alle condizioni speciali individuali. Il lavoro scientifico ha due aspetti: uno che instancabilmente rettifica il metodo della conoscenza, e rettifica o rafforza gli organi delle sensazioni e l\u2019altro che applica questo metodo e questi organi sempre pi\u00f9 perfetti a stabilire ci\u00f2 che di necessario esiste nelle sensazioni da ci\u00f2 che \u00e8 arbitrario e transitorio\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">(Antonio Gramsci, Quaderni del Carcere, Vol. I, Einaudi Editori, Torino 1977, p. 466)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Andiamo a vedere in cosa consistono il positivismo logico ed il principio di falsificabilit\u00e0. Il positivismo logico possiamo classificarlo come una forma estrema di empirismo, nato inizialmente come movimento neokantiano, che si basa interamente sulla massima secondo cui solo le affermazioni che possono essere verificate empiricamente hanno un significato, e che conseguentemente, la teologia, la metafisica, l\u2019etica, la poesia e via dicendo sono privi di significato, n\u00e9 veri n\u00e9 falsi. Ma persino uno dei suoi massimi esponenti, Alfred Jules Ayer, in un\u2019intervista alla BBC nel 1978 arriv\u00f2 ad ammettere che il difetto principale del positivismo logico era che quasi tutto si dimostrava esser falso. Il principio di falsificabilit\u00e0 invece si basa sulla teoria secondo la quale una teoria pu\u00f2 essere considerata scientifica solo se essa pu\u00f2 potenzialmente essere falsificata ma di fatto non lo \u00e8 stata. Su questa base Popper giudica il marxismo e la psicoanalisi come pseudoscienze, e sebbene sia un principio rifiutato dalla maggior parte degli epistemologi moderni, c\u2019\u00e8 ancora qualcuno che come Istituto Liberale vi crede. Anzitutto la prima fallacia logica sta nel fatto che esso stesso \u00e8 una teoria, presumibilmente scientifica. Ci\u00f2 significa che se questo principio \u00e8 vero, non potremo mai verificare che sia vero! Un problema pi\u00f9 basilare \u00e8 che non riesce a riconoscere che i \u201cfatti\u201d sono solo \u201cfatti\u201d in relazione ad una teoria teoria. (O, in altre parole, non esiste una linea di demarcazione netta tra un fatto e una teoria) Quindi addurre &#8220;fatti&#8221; che falsificano una teoria significa in realt\u00e0 applicare implicitamente un&#8217;altra teoria. Ma come (secondo le premesse di Popper) fai a sapere che la teoria \u00e8 vera?! Inoltre, questa dottrina della falsificazione \u00e8 unidimensionale, trascurando molte altre caratteristiche che una teoria scientifica deve possedere, come la coerenza interna e la compatibilit\u00e0 con altre teorie (specialmente pi\u00f9 ampie). Popper dice che &#8220;Il criterio dello status scientifico di una teoria \u00e8 la sua falsificabilit\u00e0&#8221; (La societ\u00e0 aperta e i suoi nemici, p. 37) per questo dice che &#8220;\u00e8 semplice ottenere conferme per quasi ogni teoria &#8211; cercandole. Ogni genuino test di una teoria \u00e8 un tentativo di falsificarla, o di rifiutarla. La testabilit\u00e0 \u00e8 falsificabilit\u00e0&#8221; (Ibidem, p. 36). Il problema \u00e8 essenzialmente uno. Non ha compreso il carattere della filosofia marxista, come infatti scrive Andrej Zdanov \u00abLa filosofia marxista, a differenza dei precedenti sistemi filosofici, non \u00e8 una scienza sopra le altre scienze, ma costituisce uno strumento d&#8217;indagine scientifica, un metodo che penetra tutte le scienze della natura e della societ\u00e0 e si arricchisce dei risultati di queste scienze nel corso del loro sviluppo. In questo senso, la filosofia marxista \u00e8 la pi\u00f9 completa e decisa negazione di tutta la filosofia antecedente. Ma negare, come sottolineava Engels, non significa semplicemente dire \u00abno\u00bb. La negazione racchiude in s\u00e9 una successione, significa assorbimento, rielaborazione critica, e unione, in una nuova, pi\u00f9 elevata sintesi, di tutto ci\u00f2 che di progressivo e di avanzato \u00e8 stato gi\u00e0 raggiunto nella storia del pensiero umano.\u00bb (Andrej Zdanov, Politica e Ideologia, Edizioni Rinascita, Roma 1949, p. 92)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Quindi la scientificit\u00e0 del marxismo sta proprio nella sua derivazione concreta e nelle conferme ricevute dalle altre scienze. Come scrive il filosofo marxista britannico Maurice Cornforth &#8220;\u00c8 proprio nell&#8217;analisi dei processi della natura nelle loro parti ed elementi, e nella scoperta delle reali interconnessioni della natura e delle leggi del cambiamento e dello sviluppo, che si dimostra il carattere dialettico dei processi della natura. Da questo punto di vista le concezioni della dialettica materialista sono il coronamento di un&#8217;intera epoca di progresso scientifico e il punto di partenza per nuovi progressi.&#8221; (Materialismo dialettico e scienza, Maurice Cornforth, Red Star Editori, Londra 1949, p. 13).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In definitiva, va ricordato che Popper \u00e8 uno dei pi\u00f9 fondamentali sostenitori dei metodi deduttivi ipotetici, ma la scienza non \u00e8 empirica, come Popper stesso riconosce, bens\u00ec assiomatica e deduttiva, cio\u00e8 si basa sul principio unificato di supporre e spiegare la molteplicit\u00e0. Quindi, vengono verificati i principi di queste ipotesi, che derivano dall&#8217;inferenza dell&#8217;influenza dai principi ipotetici. Se l&#8217;effetto dell&#8217;inferenza corrisponde all&#8217;effetto effettivamente avvenuto nell&#8217;esperimento, verificare il principio ipotetico (perch\u00e9 l&#8217;effetto ipotetico dell&#8217;inferenza \u00e8 uguale all&#8217;effetto del fenomeno sperimentale). Per Popper, il sistema di assiomi deve essere:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">1) non contraddittorio;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">2) indipendente (gli assiomi non possono essere derivati da altri assiomi);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">3) gli assiomi devono essere sufficienti ;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">4) e necessari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Tuttavia Popper nega che esista una metodologia in absolutum scientifica, sostiene per par condicio che esista un principio sulla base del quale un metodo od una scoperta sono classificabili come tale, la ricerca di una soluzione ipotetica deve seguire una regola fondamentale, che per Popper \u00e8 la regola &#8220;secondo la quale non dobbiamo abbandonare la ricerca di leggi universali e di sistemi coerenti di teorie, n\u00e9 dobbiamo rinunciare ai nostri tentativi di spiegare causalmente qualunque tipo di evento che siamo in grado di descrivere. Questa regola guida il lavoro del ricercatore scientifico. In questo libro non accettiamo il punto di vista secondo cui la fisica ha oggi stabilito che almeno all&#8217;interno di un singolo campo non ha alcuna importanza l&#8217;andare ancora alla ricerca di leggi.&#8221; (K. Popper, Logica della ricerca scientifica, Einaudi Editore, Torino 1970)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;epistemologia falsificazionistico-analitica di Popper quindi, partita con l&#8217;idea di un criterio logico di demarcazione, finisce in una metodologia astratta che non \u00e8 nulla all&#8217;infuori di una pragmatica idealizzazione della scienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019intera logica del principio della falsificabilit\u00e0 popperiana \u00e8 basata sull\u2019agnosticismo epistemologico e sul tema mi sembra opportuno citare il filosofo e scienziato sovietico Gott, il quale scrisse<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cUn&#8217;espressione della profonda crisi dell&#8217;ideologia borghese odierna, un riflesso della crisi dell&#8217;ordine sociale capitalista, \u00e8 la diffusione dell&#8217;agnosticismo e dello scetticismo tra gli intellettuali. Lo scetticismo e l&#8217;irrazionalismo sono sempre stati caratteristici dell&#8217;ideologia delle classi che la storia ha destinato all&#8217;estinzione, delle classi incapaci di creare una nuova visione del mondo che affermi la vita. Come in passato, quando Lenin scrisse \u201cMaterialismo ed Empiriocriticismo\u201d e altre opere, cos\u00ec oggi gli agnostici e altri idealisti negano non solo il primato della materia e mettono la coscienza, l\u2019ideale al primo posto, ma ritengono anche il mondo intorno a noi inconoscibile\u201d (V. S. Gott, \u201cThis Amazing, Amazing, Amazing but Knowable Universe\u201d, Mosca 1977, Edizioni Progress, p. 49.)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">I liberali e Popper credono che Marx per rendersi esente dalle critiche abbia sviluppato il sistema delle controtendenze, ad esempio, nella sua teoria dell\u2019accumulazione, tuttavia la controtendenza costituisce una parte centrale della nozione marxiana di legge tendenziale, la quale comporta la possibilit\u00e0 di fattori tali da controbilanciare la legge fondamentale. Altra critica pilastro della filosofia popperiana \u00e8 quella contro lo \u201cstoricismo\u201d, essenzialmente diretta anche in questa circostanza contro Marx ed Hegel. Le critiche poste allo storicismo sono essenzialmente la confusione di leggi e tendenze, della quale abbiamo gi\u00e0 parlato in precedenza ed il voler interpretare l\u2019intero corso della storia come precostituito sulla base dell\u2019arch\u00e9, mentre per Popper \u201cn\u00e9 la natura, n\u00e9 la storia possono dirci ci\u00f2 che dobbiamo fare, in quanto siamo noi ad attribuire finalit\u00e0 e significato alla storia stessa\u201d. Anche in questa data circostanza la questione \u00e8 estremamente semplice: Marx non separa la storia dalla volont\u00e0 individuale, al contrario Marx dice che \u00abLa coscienza non pu\u00f2 mai essere qualcosa di diverso dall&#8217;essere cosciente e l&#8217;essere degli uomini \u00e8 il processo reale della loro vita.\u00bb (L\u2019Ideologia Tedesca, Karl Marx &amp; Friedrich Engels, Editori Riuniti, Roma 1975, pag 13)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Tale processo reale comprende per gli uomini il loro &#8220;rapporto con la natura&#8221;, il loro &#8220;rapporto reciproco&#8221;, il rapporto con se stessi relativo al proprio \u201cmodo di essere\u201d, ovvero al proprio essere sociale, cio\u00e8 la loro produzione, i loro rapporti di produzione e distribuzione, la loro organizzazione sociale e politica. Ed inoltre va ricordata la celebre terza Tesi su Feuerbach:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abLa dottrina materialistica che gli uomini sono prodotti dell&#8217;ambiente e dell&#8217;educazione, e che pertanto uomini mutati sono prodotti di un altro ambiente e di una mutata educazione, dimentica che sono proprio gli uomini che modificano l&#8217;ambiente e che l&#8217;educatore stesso deve essere educato. Essa perci\u00f2 giunge necessariamente a scindere la societ\u00e0 in due parti, una delle quali sta al di sopra della societ\u00e0 (per esempio in Roberto Owen). La coincidenza nel variare dell&#8217;ambiente e dell&#8217;attivit\u00e0 umana pu\u00f2 solo essere concepita e compresa razionalmente come pratica rivoluzionaria.\u00bb (Scritti Scelti di Marx, Engels e Lenin sul Materialismo Storico, Edizioni Progress, Mosca 1972, pag 11-12)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Per Marx quindi il progresso sociale, come la storia, non sono affatto indipendenti dalla volont\u00e0 umana ed anzi ne sono un\u2019espressione flagrante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE<\/strong>:<a href=\"https:\/\/www.marx21.it\/index.php\/storia-teoria-e-scienza\/marxismo\/31216-contro-linezia-liberale--marx-vs-popper\">https:\/\/www.marx21.it\/index.php\/storia-teoria-e-scienza\/marxismo\/31216-contro-linezia-liberale&#8211;marx-vs-popper<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da MARX XXI (Giovanni Paolo Sirianni e Pier Giorgio Corriero) In questo video si espongono le storiche antitesi di Popper al marxismo, questo accompagnando il pensiero di quest\u2019ultimo alle solite immancabili distorsioni delle teorie marxiste. Il quarto video si intitola \u201cPopper Vs Marx\u201d ed essenzialmente si basa su una esposizione con numerose fallacie sintattiche delle critiche popperiane al marxismo, alle quali gi\u00e0 si accennava nell\u2019introduzione. Popper viene rappresentato come il grande smascheratore della filosofia marxiana.&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":98,"featured_media":44758,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/download.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-gUK","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65022"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/98"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=65022"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65022\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65023,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65022\/revisions\/65023"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/44758"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=65022"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=65022"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=65022"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}