{"id":65039,"date":"2021-05-26T14:15:11","date_gmt":"2021-05-26T12:15:11","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65039"},"modified":"2021-05-26T14:12:50","modified_gmt":"2021-05-26T12:12:50","slug":"il-petrolio-della-palestina-nella-ricostruzione-a-stelle-e-strisce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65039","title":{"rendered":"Il petrolio della Palestina nella ricostruzione a stelle e strisce"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di\u00a0<strong>L&#8217;INDRO<\/strong><\/p>\n<h1 class=\"post-title item fn\" style=\"text-align: justify\"><span class=\"entry-subtitle\">Le risorse energetiche del Leviathan potrebbero essere al centro della ricostruzione se il giacimento in piccola parte venisse sfruttato anche dai palestinesi, risorse che servono a Netanyahu per tenere &#8216;sotto controllo&#8217; i palestinesi. Ne parliamo con il Presidente di FederPetroli Italia Michele Marsiglia<\/span><\/h1>\n<p lang=\"es-ES\" style=\"text-align: justify\" align=\"LEFT\">Dopo la guerra, la ricostruzione, ovvero il business della ricostruzione. La quarta guerra di Gaza \u00e8 durata \u2018solo\u2019 11 giorni, ma i danni sono enormi nella Striscia di Gaza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"LEFT\"><span lang=\"es-ES\"><b>Oggi<\/b><\/span><span lang=\"es-ES\">\u00a0il Segretario di Stato americano\u00a0<\/span><span lang=\"es-ES\"><b>Antony Blinken inizia il suo viaggio in Medio Oriente<\/b><\/span><span lang=\"es-ES\">, dopo che venerd\u00ec \u00e8 scattato il cessate il fuoco. Incontrer\u00e0 israeliani e palestinesi, a Gerusalemme il Primo Ministro Benjamin Netanyahu, e a Ramallah, il Presidente dell\u2019Autorit\u00e0 Palestinese Mahmoud Abbas, il Primo Ministro Mohammad Shtayyeh e altri alti funzionari dell\u2019Autorit\u00e0 Palestinese. A seguire andr\u00e0 in Egitto, il Paese che ha mediato la tregua di Gaza tra Israele e Hamas, e incontrer\u00e0 il Presidente Abdel Fattah al-Sissi e il Ministro degli Esteri Sameh Shoukry, infine sar\u00e0 ad Amman, per incontrare il re Abdullah di Giordania e il vice Primo Ministro e Ministro degli Esteri Ayman Safadi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"LEFT\"><span lang=\"es-ES\"><br \/>\nGli\u00a0<\/span><span lang=\"es-ES\"><b>Stati Uniti si sono dichiarati impegnati a collaborare con l\u2019Autorit\u00e0 Palestinese e le Nazioni Unite per fornire una rapida assistenza umanitaria e per raccogliere il sostegno internazionale per gli sforzi di ricostruzione di Gaza<\/b><\/span><span lang=\"es-ES\">. \u00ab<\/span><span lang=\"es-ES\"><i>Il nostro obiettivo in questo momento \u00e8 incessantemente sull\u2019affrontare la situazione umanitaria, iniziando a fare la ricostruzione e la ricostruzione, e impegnarci intensamente con tutti, con i palestinesi, con gli israeliani, con i partner nella regione<\/i><\/span><span lang=\"es-ES\">\u00bb, ha detto ieri Blinken alla \u2018<\/span><span lang=\"es-ES\"><i>CNN<\/i><\/span><span lang=\"es-ES\">\u2018. Venerd\u00ec Blinken aveva avuto un colloquio telefonico con il Presidente Abu Mazen. Ora, aveva fatto sapere la Casa Bianca, \u00ab<\/span><span lang=\"es-ES\"><i>la\u00a0<\/i><\/span><span lang=\"es-ES\"><i><b>ricostruzione di Gaza \u00e8 prioritaria<\/b><\/i><\/span><span lang=\"es-ES\"><i>, non per Hamas ma per la popolazione palestinese<\/i><\/span><span lang=\"es-ES\">\u00bb. E il Presidente Joe Biden aveva affermato: \u00ab<\/span><span lang=\"es-ES\"><i>Non c\u2019\u00e8 alcun cambiamento nel mio impegno alla sicurezza di Israele, punto e basta. C\u2019\u00e8 bisogno di una soluzione a due Stati<\/i><\/span><span lang=\"es-ES\">\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"LEFT\"><span lang=\"es-ES\"><b>Ricostruzione sar\u00e0 una delle parole d\u2019ordine di questo viaggio di Blinken<\/b><\/span><span lang=\"es-ES\">. E<\/span><span lang=\"es-ES\"><b>\u00a0la ricostruzione che Gaza attende in effetti \u00e8 qualcosa di estremamente poderoso<\/b><\/span><span lang=\"es-ES\">. Fabrizio Carboni, direttore regionale del Comitato internazionale della Croce Rossa, ha detto: \u00ab<\/span><span lang=\"es-ES\"><i><b>Ci vorranno anni per ricostruire<\/b><\/i><\/span><span lang=\"es-ES\"><i>, e ancora di pi\u00f9 per ricostruire le vite fratturate<\/i><\/span><span lang=\"es-ES\">\u00bb. Per il momento, ovviamente, si tratta di stime alla rinfusa, ma che rendono bene l\u2019idea del disastro: serviranno\u00a0<\/span><span lang=\"es-ES\"><b>100 milioni di dollari solo per tamponare i danni all\u2019industria<\/b><\/span><span lang=\"es-ES\">,<\/span><span lang=\"es-ES\"><b>\u00a0al settore energetico e all\u2019agricoltura<\/b><\/span><span lang=\"es-ES\">\u00a0nel gi\u00e0 impoverito territorio che lotta sotto un devastante blocco di 14 anni; quasi il\u00a0<\/span><span lang=\"es-ES\"><b>50 per cento della rete idrica \u00e8 stata danneggiata\u00a0<\/b><\/span><span lang=\"es-ES\">dai bombardamenti, il che comporta che circa 800.000 persone a Gaza non hanno accesso regolare all\u2019acqua pulita delle condutture;\u00a0<\/span><span lang=\"es-ES\"><b>quasi 17.000 unit\u00e0 residenziali e commerciali sono state danneggiate o distrutte<\/b><\/span><span lang=\"es-ES\">, tra queste, 769 unit\u00e0 abitative e commerciali rese inabitabili, almeno 1.042 unit\u00e0 in circa 258 edifici distrutti e altre 14.538 unit\u00e0 che hanno subito lievi danni;\u00a0<\/span><span lang=\"es-ES\"><b>pi\u00f9 di 80.000 persone che hanno perso la casa<\/b><\/span><span lang=\"es-ES\">\u00a0o che hanno avuto la casa gravemente o parzialmente danneggiata; l\u2019elettricit\u00e0 che prima era mediamente disponibile 12 ore al giorno, ora \u00e8 ridotta fino a cinque ore al giorno; i 13\u00a0<\/span><span lang=\"es-ES\"><b>ospedali<\/b><\/span><span lang=\"es-ES\">\u00a0di Gaza sono molto sotto pressione non solo per l\u2019enorme volume di pazienti, ma anche per la<\/span><span lang=\"es-ES\"><b>\u00a0carenza di rifornimento di carburante<\/b><\/span><span lang=\"es-ES\">,<\/span><span lang=\"es-ES\"><b>\u00a0forniture chirurgiche<\/b><\/span><span lang=\"es-ES\">,\u00a0<\/span><span lang=\"es-ES\"><b>bombole di ossigeno<\/b><\/span><span lang=\"es-ES\">, siringhe, antibiotici. Ci vorr\u00e0 tempo per dati consolidati, ma queste prime valutazioni gi\u00e0 fotografano una situazione disastrosa.\u00a0<\/span><span lang=\"es-ES\"><b>Serviranno i soldi degli Stati Uniti<\/b><\/span><span lang=\"es-ES\">,<\/span><span lang=\"es-ES\"><b>\u00a0ma non basteranno<\/b><\/span><span lang=\"es-ES\">, naturalmente. L\u2019Egitto ha gi\u00e0 dato le prime disponibilit\u00e0, altre seguiranno probabilmente sia dai Paesi Arabi sia dall\u2019Occidente. Seguiranno perch\u00e8<\/span><span lang=\"es-ES\"><b>\u00a0la ricostruzione \u00e8 un grande business per i Paesi donatori\u00a0<\/b><\/span><span lang=\"es-ES\">-oltre ad essere un guinzaglio politico non da poco.\u00a0<\/span><span lang=\"es-ES\"><b>Una ricostruzione sulla quale molto potrebbero incidere anche le risorse locali palestinesi<\/b><\/span><span lang=\"es-ES\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"LEFT\"><span lang=\"es-ES\">Scorsa settimana, FederPetroli Italia ha diramato una\u00a0<\/span><a href=\"http:\/\/www.federpetroliitalia.org\/?p=1866\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?hl=it&amp;q=http:\/\/www.federpetroliitalia.org\/?p%3D1866&amp;source=gmail&amp;ust=1621955267514000&amp;usg=AFQjCNH3DK_5V7eIYXLDHHArnxuDF-lmVg\">nota<\/a><span lang=\"es-ES\">\u00a0nella quale il suo Presidente,\u00a0<\/span><span lang=\"es-ES\"><b>Michele Marsiglia<\/b><\/span><span lang=\"es-ES\">,\u00a0<\/span><span lang=\"es-ES\"><b>attirava l\u2019attenzione sulle risorse petrolifere potenzialmente in mano alla Palestina e non sfruttate<\/b><\/span><span lang=\"es-ES\">,\u00a0<\/span><span lang=\"es-ES\"><b>in particolare sul noto giacimento Leviathan<\/b><\/span><span lang=\"es-ES\">. Lo faceva proprio in vista dei \u2018giochi\u2019 che su quel lembo di terra si sarebbero aperti dopo il cessate il fuoco.<br \/>\nIl tema, sia in riferimento alla ricostruzione, sia, soprattutto, in riferimento ai nuovi equilibri nell\u2019area, \u00e8 tra i pi\u00f9 complessi e meno discussi. Abbiamo chiesto al Presidente Marsiglia di farci capire la questione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"LEFT\"><span lang=\"es-ES\"><b>Presidente, Lei, scorsa settimana, ha fatto diramare una nota stampa nella quale, parlando delle risorse energetiche in Palestina e Israele, nello specifico del\u00a0<\/b><\/span><strong><span lang=\"es-ES\"><b>Leviathan,<\/b><\/span><\/strong><span lang=\"es-ES\"><b>\u00a0afferma: \u00abSfruttando l\u2019enorme bacino di gas sia Israele che i territori palestinesi potrebbero raggiungere un\u2019indipendenza energetica e diventare nello stesso tempo esportatori del gas estratto e prodotto\u00bb. Se non sbaglio il\u00a0<\/b><\/span><strong><span lang=\"es-ES\"><b>Leviathan \u00e8 di propriet\u00e0 di Israele, e lo sta sfruttando. E cos\u00ec? E cosa intendeva con quelle affermazioni?<\/b><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"LEFT\">Ed \u00e8 proprio qui che si entra nel nocciolo della questione. Leviathan \u00e8 una grande area ricca di gas nel Mediterraneo, pi\u00f9 precisamente nel bacino del Levante. Ad oggi \u00e8 sfruttato in piccola parte con 2 piattaforme Offshore operative ed una terza di appoggio. I pozzi furono perforati dall\u2019azienda americana Noble Energy, successivamente acquistata dalla texana Chevron. Oggi Chevron, con l\u2019israeliana Delek Drilling, sta sfruttando alcune piccole aree di questo grande bacino di idrocarburo. Il problema sta proprio nel fatto della propriet\u00e0 di queste acque. Certamente Israele lo sta sfruttando, ma come tanti interessi economici e politici di quell\u2019area di Medio Oriente, perch\u00e9 non la Palestina?<br \/>\nOggi dalle piattaforme di Leviathan partono due pipelines che portano gas in Israele e un\u2019altra che conferisce gas in Egitto, al confine con la Striscia di Gaza. Le prime due linee soddisfano gran parte di mercato interno del territorio israeliano. Il problema \u00e8 che i territori palestinesi, ovvero la Striscia di Gaza, la West Bank (Cisgiordania) e Gerusalemme est sono povere. Nella Striscia esiste una sola centrale elettrica, per parte funzionante con combustibile, che ormai \u00e8 ferma da giorni. I territori palestinesi si approvvigionavano il carburante con mercati paralleli di contrabbando, cos\u00ec come per altri generi, dai medicinali, al cibo e altri prodotti ancora. Questo \u00e8 l\u2018embargo da parte di Israele. Perch\u00e9 deve esistere un embargo se si sostiene che le terre siano\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Piano_di_partizione_della_Palestina\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?hl=it&amp;q=https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Piano_di_partizione_della_Palestina&amp;source=gmail&amp;ust=1621955267514000&amp;usg=AFQjCNGX_wFg_stbo12nOqemF7LtXrpx8w\">riconosciute<\/a>, Israele da una parte e la Palestina dall\u2019altra?<br \/>\nQuando parlavo dell\u2019indipendenza mi riferivo al fatto che la Striscia di Gaza \u00e8 un lembo di terra di circa 360 km2 e Israele di circa 22.000 km2, se il giacimento fosse suddiviso solo in piccola parte anche a favore della Striscia, che \u00e8 la parte palestinese che affaccia sul mare, si risolverebbero gran parte dei conflitti economico-sociali e di conseguenza anche territoriali. Questo Netanyahu non lo vuole. Perch\u00e8?, beh, ovvio, perch\u00e8 in questo modo si riesce a tenere \u2018sotto controllo\u2019 e in \u2018minoranza\u2019 il popolo arabo palestinese. Israele non \u00e8 ricca solo di giacimenti Offshore, ma anche Onshore. Sulla terraferma sono operativi diversi pozzi di olio e gas, gli operatori sono societ\u00e0 americane e molti di questi pozzi ricadono proprio sul confine israelo-palestinese. Con la scoperta principalmente di Leviathan, Israele ha puntato nei prossimi anni a non acquistare pi\u00f9 greggio e prodotti petroliferi dagli Stati arabi del Medio Oriente e a operare su un investimento di dipendenza energetica interna. In questo modo il popolo ebraico si smarca completamente da quello arabo-musulmano dell\u2019Islam, per usare riferimenti etnico-religiosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"LEFT\"><strong><b>Nella stessa nota afferma che: \u00abSe anche la zona di terra sotto controllo dell\u2019Autorit\u00e0 Palestinese riuscisse a trovare fondi finanziari da parte altri Paesi arabi per lo sfruttamento delle risorse, in un solo anno sia la Striscia che la zona della West Bank (Cisgiordania) non avrebbero pi\u00f9 bisogno di Israele per il proprio fabbisogno energetico\u00bb. Pu\u00f2 spiegare bene a quali risorse si riferisce e se e come oggi sono gestite? Inoltre, perch\u00e8 fino ad oggi l\u2019AP non ha trovato le risorse finanziarie per lo sfruttamento? Quali Paesi potrebbero essere disponibili all\u2019operazione?<\/b><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"LEFT\">Ci colleghiamo a quanto detto sopra. Consideri che solo qualche ora fa gli Stati Uniti d\u2019America hanno ufficializzato che aiuteranno Gaza nella ricostruzione, per\u00f2 senza passare da Hamas, bens\u00ec direttamente con l\u2019ONU e l\u2019ANP. La sfida pi\u00f9 grande adesso \u00e8 vedere quale sar\u00e0 l\u2019impiego generale di questi fondi che arriveranno. Non penso costruiranno solo palazzi. In questa nuova tornata elettorale USA siamo entrati in una fase storica diversa. Biden ha scongelato dopo anni miliardi destinati in favore dell\u2019Agenzia per i rifugiati palestinesi (Unrwa), un cambio di rotta rispetto l\u2019amministrazione Trump. A Gaza ora c\u2019\u00e8 business per miliardi, nonostante questa guerra lampo sia durata solo 11 giorni. Oggi la Palestina vive di alleati diversi, oltre al Qatar, sempre ufficiale sostenitore, hanno dato il proprio assenso agli aiuti l\u2019Egitto e una nuova voce che a macchia di leopardo sta entrando nelle dinamiche diverse anche in altri Paesi, la Turchia. Oggi lo scenario \u00e8 diverso, siamo in una fase storica dove si potranno focalizzare gli investimenti non solo sull\u2019area militare, ma anche sugli interessi strategici territoriali. Sono stati lanciati circa 4.000 razzi dalla Striscia e altrettanti da Israele, in proporzione la Palestina non \u00e8 pi\u00f9 un \u2018piccolo popolo\u2019, anche se in un piccolo lembo di terra. Non \u00e8 da sottovalutare tutto questo. Chi potrebbe dare fondi per lo sfruttamento del Leviathan? Beh, oltre a quelli che in queste ore hanno espresso la disponibilit\u00e0 a investire, certamente i Paesi arabi tradizionalmente \u2018amici\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"LEFT\"><strong><b>L\u2019Autorit\u00e0 Palestinese piuttosto che Hamas saranno ben consapevoli del patrimonio che hanno per le mani, allora cosa \u00e8 mancato? forse la volont\u00e0 politica di sfruttare questo patrimonio?<\/b><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"LEFT\">Sin dai tempi di Yasser Arafat i soldi all\u2019allora OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) sono sempre arrivati, e arrivano ancora. Da oltre 15 anni sono stati reclutati i migliori ingegneri per costruire i tunnel sotto la Striscia e, sicuramente non sono stati fatti gratis. Nei territori palestinesi \u00e8 evidente una grande disparit\u00e0 economica-sociale che spesso porta a pensare che la distribuzione equa ed ottimale delle risorse non sia stata sempre fatta. E\u2019 risaputo anche che lo sfruttamento di possibili interessi strategici \u00e8 stato spesso sottovalutato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"LEFT\"><strong><b>In tutto questo che stiamo dicendo, Lei sta forse affermando che il conflitto israelo-palestinese \u00e8 un conflitto non tanto per la terra quanto per le risorse che si trovano sotto terra e a largo delle coste di quelle terre?<\/b><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"LEFT\">La dichiarazione fatta con FederPetroli Italia non voleva certamente dimenticare oltre 70 anni di storia tra Israele e Palestina o meglio tra religioni diverse. Il conflitto ha un suo storico. Ma oggi ci sono interessi che 40\/50 anni fa non esistevano. Ci sono dinamiche geopolitiche ed economiche diverse. E\u2019 stata questa la focalizzazione delle nostre dichiarazioni. Non penso che 75 anni fa israeliani\u00a0ed arabi si scontrassero per chi avrebbe dovuto costruire una piattaforma petrolifera, ma oggi l\u2019interesse energetico \u00e8 fautore di tanti conflitti in diverse parti del mondo. La territorialit\u00e0 \u00e8 strettamente legata ad un fattore economico-finanziario e di conseguenza sociale. Non commettiamo l\u2019errore di invertire queste tre parole. Viviamo un\u2019analoga situazione in Libia o in altre location del Medio Oriente. Abbiamo vissuto lo stesso problema con la Russia e l\u2019area del Caspio. Dove passa un oleodotto ci sono royalties, ci sono flussi finanziari, c\u2019\u00e8 comando, c\u2019\u00e8 potere. Esiste un\u2019economia che gira e circola, in poco tempo Paesi che non avevano l\u2019acqua calda sono diventati potenze petrolifere in Medio Oriente, \u00e8 questa la giusta chiave di lettura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"LEFT\"><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/lindro.it\/il-petrolio-della-palestina-nella-ricostruzione-a-stelle-e-strisce\/\">https:\/\/lindro.it\/il-petrolio-della-palestina-nella-ricostruzione-a-stelle-e-strisce\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0L&#8217;INDRO Le risorse energetiche del Leviathan potrebbero essere al centro della ricostruzione se il giacimento in piccola parte venisse sfruttato anche dai palestinesi, risorse che servono a Netanyahu per tenere &#8216;sotto controllo&#8217; i palestinesi. Ne parliamo con il Presidente di FederPetroli Italia Michele Marsiglia Dopo la guerra, la ricostruzione, ovvero il business della ricostruzione. 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