{"id":65107,"date":"2021-05-27T11:00:09","date_gmt":"2021-05-27T09:00:09","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65107"},"modified":"2021-05-26T19:37:57","modified_gmt":"2021-05-26T17:37:57","slug":"tutte-le-fake-news-dei-cacciatori-di-fake-news-il-commento-di-fulvio-scaglione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65107","title":{"rendered":"Tutte le fake news dei cacciatori di fake news. Il commento di Fulvio Scaglione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di OSSERVATORIO GLOBALIZZAZIONE (Fulvio Scaglione)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-65108\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/fake-news-300x170.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"170\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/fake-news-300x170.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/fake-news.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cos\u00ec \u00e8 (se vi pare), scena prima, parte prima. Siamo nel giugno 2020, il Washington Post spara la notiziona: la Russia ha pagato i talebani perch\u00e9, a partire dal 2018, uccidessero soldati americani in Afghanistan. A ruota arriva il New York Times: titolare del programma di assassini prezzolati sarebbe l\u2019Unit\u00e0 29155 del Gru, i servizi segreti militari russi. E siccome siamo agli inizi della campagna elettorale Usa, si aggiunge: Donald Trump lo sapeva gi\u00e0 da febbraio ma non ha detto n\u00e9 fatto nulla. Sottinteso: perch\u00e9 \u00e8 una marionetta di Putin. Ovviamente Joe Biden ci si butta a pesce: \u201c\u201dNon capisco perch\u00e9 questo Presidente non sia disposto ad affrontare Putin che paga taglie ai taliban perch\u00e9 uccidano soldati americani in Afghanistan\u201d, dice durante il dibattito presidenziale del 22 ottobre. Altrettanto ovviamente la notiziona viene riversata tal quale da tutti (o quasi) i media della provincia italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Scena prima, parte seconda: aprile 2021, sono le stesse agenzie americane, militari e della sicurezza, a smentire la storia che merita, secondo loro, \u201clow to moderate confidence\u201d. La Nbcn, una delle Tv pi\u00f9 accanite nell\u2019inseguire la storia, traduce cos\u00ec: \u201cNel gergo dell\u2019intelligence, una moderata fiducia significa che le informazioni sono plausibili e provenienti da fonti credibili, ma non abbastanza corroborate da meritare una valutazione pi\u00f9 alta. Una bassa confidenza significa che l\u2019analisi \u00e8 basata su informazioni discutibili o non plausibili \u2013 o informazioni troppo frammentate o scarsamente confermate per trarre conclusioni solide. Pu\u00f2 anche riflettere problemi con la credibilit\u00e0 delle fonti\u201d. Nel linguaggio dei pi\u00f9 raffinati centri studi si direbbe: balle, cucche, storie, favole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nessun paragone, nella provincia dell\u2019impero, tra il risalto dato alla prima notizia (le taglie ai talebani) e quello, nullo, dato alla seconda (non era vero).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cos\u00ec \u00e8 (se vi pare), scena seconda, parte prima: un gruppo di hacker manda in tilt il pi\u00f9 grande oleodotto Usa, quello della Colonial Oil che corre dalla costa Ovest a quella Est. Due giorni dopo il fatto, un noto giornalista italiano, pi\u00f9 volte direttore, commentatore di fatti internazionali su quotidiani e Tv, scrive che si tratta dell\u2019ennesimo attentato alle economie democratiche da parte di Stati autocratici. Cina o Russia, par di capire. Scena seconda, parte seconda: altri tre giorni e sono proprio i dirigenti della Colonial ad annunciare che la crisi \u00e8 stata superata pagando agli hacker, un gruppo noto per le sue \u201cprodezze\u201d chiamato Dark Side, la somma di 5 milioni di dollari. Criminali comuni, quindi. Tanto che poco dopo lo stesso gruppo di pirati informatici rivolge le proprie mire al gigante giapponese Toshiba, e nessuno parla di potenze maligne in azione. Vi risulta che qualcuno abbia detto: ok ragazzi, scusate, ho preso un granchio?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cos\u00ec \u00e8 (se vi pare), scena terza, parte prima e seconda: maggio 2021, la Giustizia spagnola chiude l\u2019indagine, durata tre anni, sulle presunte interferenze russe nella crisi della Catalogna, interferenze che avrebbero dovuto acuire i sentimenti separatisti della regione. \u00c8 la stessa procura a chiederlo, giudicando l\u2019indagine basata su illazioni giornalistiche. Balle, cucche, storie, favole. Quanti articoli avete letto in questi anni in cui si dava per scontato che la Russia ordisse trame anche in Catalogna? E quanti ne avete letti in questi giorni, per dire: meno male, pericolo scampato, la favola era proprio una favola?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non si tratta, qui, di difendere la Russia o i suoi servizi segreti. Fsb, Gru e compagnia bella sono pagati per fare anche cose brutte e ignobili, proprio come tutti i servizi segreti del mondo. Ed \u00e8 certo possibile che conducano campagne di infiltrazione, spionaggio e disinformazione, anche qui come tutti i servizi segreti del mondo. Abbiamo gi\u00e0 dimenticato Edward Snowden? O crediamo che i tanti successi dei servizi segreti italiani in Medio Oriente e in Africa siano dovuti solo alla tradizionale simpatia italica?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">No, qui parliamo di informazione. E di quelle fake news che tanto preoccupano\u2026 i diffusori di fake news. Come quelle sopra citate. Perch\u00e9 non v\u2019\u00e8 dubbio alcuno che si tratti di fake, pari a quelli che possiamo leggere nei siti complottisti o nelle elucubrazioni di questo o quel blogger. La differenza sta nelle patenti, nel brand, nel marchio di autorevolezza: una grande testata o un giornalista famoso non dovrebbero avere qualche cautela in pi\u00f9? Non ricade su di loro, che hanno mezzi di gran lunga superiori a quelli di un qualunque blogger, una responsabilit\u00e0 maggiore?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Succede invece il contrario. C\u2019\u00e8 una complicit\u00e0 sempre maggiore tra i cosiddetti \u201ccani da guardia del potere\u201d, giornalisti e intellettuali, e gli strumenti che il potere (legittimamente) usa per perpetuare se stesso. Resto alla Russia perch\u00e9 \u00e8 un tema che conosco pi\u00f9 di altri temi. Quante volte, in questi ultimi anni, abbiamo letto articoli del New York Times o del Washington Post (quasi sempre tradotti, un poco editati e riproposti dai nostri media \u201cufficiali\u201d) cos\u00ec strutturati: una fonte dei servizi segreti, che non possiamo nominare, ci ha detto che\u2026 E questa cosa detta dai servizi segreti veniva presentata come un fatto, una verit\u00e0. Senza il minimo contraltare, senza verifica alcuna. Come se le spie non avessero tra i compiti istituzionali anche quello di mentire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma da quando una spia \u00e8 una fonte affidabile? Uno dice: e allora i Pentagon Papers nel 1971? Certo, ma c\u2019erano 7 mila pagine di documenti. E il Watergate nel 1972? Certo, ma l\u00ec arrivo nel 1973 John Dean, consulente legale della Casa Bianca, che al Senato vuot\u00f2 il sacco temendo di diventare il capro espiatorio di Nixon. Qui cosa c\u2019\u00e8? Il nulla. Voci riportate (se \u00e8 vero) da spie pronte a mentire su fatti che nessuno comunque si preoccupa di verificare. Una panna montata da buttare, hic et nunc, negli occhi del pubblico. Verr\u00e0 smontata tra tre mesi, sei mesi, un anno dopo? E chi se ne frega! Nessuno lo sapr\u00e0, visto che chi dovrebbe informare su questo \u00e8 lo stesso che disinformava su quello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si diceva della Russia. Ma l\u2019intero sistema informativo \u00e8 cos\u00ec combinato, a prescindere dall\u2019argomento. In un senso o nell\u2019altro, funziona sempre allo stesso modo. La Russia \u00e8 cattiva? Allora prendiamo Israele, che ormai gode del favore di quasi tutti i media. Nei giorni dell\u2019ennesimo conflitto con i palestinesi, abbiamo ascoltato molti bollettini di guerra. Bollettini che sono di una parte sola, Israele. Quando l\u2019ufficio stampa delle forze armate israeliane dice \u201cabbiamo eliminato sedici capi di Hamas\u201d, chi lo dice? Un ufficio demandato alla propaganda. Che non dice, per esempio, se per eliminare quei sedici sono stati falciati anche cinquanta civili o venti bambini. E poi, chi dice che fossero sedici? Che fossero capi di Hamas? Perch\u00e9 tutto questo viene pubblicato e diffuso come se, in automatico, fosse vero? Perch\u00e9 nessuno si preoccupa di verificare, di ascoltare anche il parere dell\u2019altra parte? Magari \u00e8 tutto vero, ma non certo perch\u00e9 lo dice un ufficio il cui lavoro \u00e8 far fare bella figura all\u2019esercito di Israele. Qual \u00e8 il risultato in Italia? Tutti i partiti sullo stesso palco a sostenere Israele. Sia quelli che fino a poco fa se l\u2019intendevano con la peggiore destra estrema, sia quelli che vorrebbero proteggere tutti i profughi del mondo tranne, a quanto pare, quei milioni di palestinesi che non tirano razzi ma vengono ogni giorno spogliati di quel poco che gli \u00e8 rimasto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Essendo da molti anni in questo mestiere, ho fatto anch\u2019io le mie esperienze. Nel 2003 collaboravo con un grande quotidiano nazionale. Venne l\u2019ora dell\u2019invasione anglo-americana dell\u2019Iraq e il mio scetticismo era palese. Non mi fecero pi\u00f9 scrivere una riga, affidando tutti i commenti a un fervido sostenitore di quell\u2019impresa. Scrivevo comunque per Famiglia Cristiana e andavo su e gi\u00f9 con l\u2019Iraq, e piovevano insulti (\u201ccattocomunisti\u201d, per dire, ma anche \u201cpacifisti\u201d), anche da altri giornali. Sappiamo bene com\u2019\u00e8 andata, che cosa quella guerra imperialista, basata su prove false, ha provocato. Ma allora tutti dovevano dire che invadere l\u2019Iraq era cosa buona e giusta, che Saddam nascondeva armi di distruzione di massa, che dopo quella guerra (l\u2019ultima, promesso!) avremmo avuto la fine del terrorismo, la pace in Medio Oriente e il petrolio quasi gratis. La gran parte di quei tutti \u00e8 ancora l\u00ec fuori, a spiegare come va il mondo e che cosa si dovrebbe fare per farlo andare meglio. E a incitarci a lottare contro le fake news.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E a proposito di Iraq e guerre. Quando Joe Biden ha definito Putin \u201cassassino\u201d (per meglio dire: ha assentito quando l\u2019intervistatore gli ha proposto tale definizione per il Presidente russo), un grido di giubilo ha percorso i nostri media. Ecco qualcuno che parla chiaro, Cremlino beccati questa. Domanda: se Putin \u00e8 un assassino (possibile, per carit\u00e0), George Bush e Tony Blair che invasero l\u2019Iraq fingendo di avere le prove sulle armi di distruzione di massa, e che furono quindi in prima persona responsabili non solo di una guerra ma delle innumerevoli stragi venute nel caos successivo (diciamo, a spanne, qualche centinaio di migliaia di morti), che cosa sono? Qualcuno ci pensa? Qualcuno ha il coraggio di dirlo? Chi scrive no, ma chi legge s\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Altro esempio personale: poco tempo fa, scopro che un libro pubblicato negli Usa mi considera un seguace di Aleksandr Dugin, filosofo, politologo, per un certo periodo considerato ispiratore di Putin, teorico del sovranismo, inventore del cosiddetto \u201ceurasismo\u201d. Il tutto, pare, perch\u00e9 ogni tanto critico la Ue e la Nato. E allora? Non si pu\u00f2? Bisogna essere venduti al nemico per farlo? Interessa a qualcuno che io non abbia mai letto una riga di Dugin, che l\u2019abbia visto una sola volta in vita mia durante un dibattito online e che consideri l\u2019eurasismo una mezza baggianata? Certo che no. Perch\u00e9 l\u2019accusa \u00e8 ridicola ma contribuisce a compilare le piccole liste di proscrizione che servono agli addetti ai lavori, ai quali non d\u00e0 fastidio ci\u00f2 che dici ma che tu dica una qualunque cosa che non rientri nel flusso generale, che increspi la corrente. Cosa che si capisce solo in un caso: sei venduto al nemico. Non a caso si moltiplicano, in Italia, gli esempi di giornali e di siti che vendono quattro copie o raccolgono quattro click ma sono super-rappresentati nelle trasmissioni radio o Tv, o super-citati da altri giornali e altri siti. Non servono a \u201cparlare\u201d ai lettori o agli utenti (che infatti si dirigono sempre pi\u00f9 massicciamente verso le sponde alternative, anche farlocche, offerte dalla Rete) ma a occupare gli spazi, a piantare bandierine, ad alzare staccionate. Sono pagati per quello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo sistema, per logica conseguenza, non conta nulla ci\u00f2 che uno pensa o scrive, il fatto o il dato che propone. Conta solo con chi stai. Sei dei nostri (i belli, buoni, civili) o dei loro, quelli brutti sporchi e cattivi? Il paradosso sta nel fatto che il mondo russo e quello occidentale sono diventati quasi perfettamente analoghi. A Mosca l\u2019informazione ufficiale (perch\u00e9 ne esiste anche una molto vivace e neutra, per dir cos\u00ec, oltre che una apertamente critica) parla di continuo del tentativo dell\u2019Occidente di infiltrare il Paese, corroderne i valori, minacciarne la stabilit\u00e0, di provocare disordini. In Occidente anche, solo al contrario: qualunque cosa succeda \u00e8 frutto di un perfido piano di Mosca che vuole infiltrare i nostri Paesi (di volta in volta gli Usa, la Ue, la Nato\u2026), corrodere i nostri valori, minacciare la stabilit\u00e0 delle nostre economie, destare sfiducia e scoramento. E infatti. Di l\u00e0 c\u2019\u00e8 Margarita Simonyan, direttrice di Russia Today, che invoca il controllo statale su Internet perch\u00e9 \u201cnon si pu\u00f2 proibire questo e quello nella vita reale, per garantire l\u2019ordine e la sicurezza della societ\u00e0, e poi concepire uno spazio come Internet del tutto libero, cio\u00e8 abbandonato all\u2019anarchia\u201d. E di qua c\u2019\u00e8 un\u2019omologazione evidente, che non sar\u00e0 frutto di una pressione dall\u2019alto ma che si rafforza di giorno in giorno, stretta dagli intrecci tra economia e politica. Un ottimo risultato per un sistema cultural-informativo, il nostro, che si descrive libero, disinibito, vario, astuto e ormai smagato rispetto alle fake news. E in cui, in realt\u00e0, puoi scrivere qualunque fake purch\u00e9 tu sia nella compagnia \u201cgiusta\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"http:\/\/osservatorioglobalizzazione.it\/osservatorio\/tutte-le-fake-news-dei-cacciatori-di-fake-news-il-commento-di-fulvio-scaglione\/\">http:\/\/osservatorioglobalizzazione.it\/osservatorio\/tutte-le-fake-news-dei-cacciatori-di-fake-news-il-commento-di-fulvio-scaglione\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OSSERVATORIO GLOBALIZZAZIONE (Fulvio Scaglione) Cos\u00ec \u00e8 (se vi pare), scena prima, parte prima. Siamo nel giugno 2020, il Washington Post spara la notiziona: la Russia ha pagato i talebani perch\u00e9, a partire dal 2018, uccidessero soldati americani in Afghanistan. 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