{"id":6512,"date":"2012-05-03T06:29:48","date_gmt":"2012-05-03T06:29:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=6512"},"modified":"2012-05-03T06:29:48","modified_gmt":"2012-05-03T06:29:48","slug":"mao-beach","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=6512","title":{"rendered":"Mao Beach"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Il fiume in quel tratto faceva una placida ansa, ed un terrapieno erboso collegava l&#39;argine alla stradina che proseguiva tra i campi in prossimit&agrave; della citt&agrave; dove abitavo. La stradina (ci passa ancora oggi solo una macchina a causa della carreggiata molto stretta) che partiva dalla periferia attraversando quartieri e sobborghi verso nord-ovest, ad un certo punto costeggiava la piscina municipale che, a quei tempi, viveva di una doppia vita: le piscine olimpioniche all&#39;aperto con le gradinate di cemento e subito a ridosso l&#39;argine del fiume con il trampolino e le sedie a sdraio per chi preferiva la soffice erba al cemento.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Noi ragazzi pedalavamo guardando curiosi i bagnanti che pagavano per starsene in riva al fiume.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Tra poco ci saremmo stesi anche noi a prendere il sole, ma gratis. Mica volevamo buttare al vento quei pochi spiccioli che avevamo. Ci si sarebbe potuto comprate un bel frapp&egrave; ghiacciato ed un panino, piuttosto. Avendoli avuti quei soldi, intendo.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Nel portapacchi della bici oppure nella borsa appoggiata sopra al manubrio c&#39;era il necessario per la giornata: asciugamano, costume, pallone, canna da pesca e pane per la fame nostra e per i pesci. Passavamo accanto a quel trampolino con un sentimento che non si pu&ograve; chiamare invidia, anche se ci andava vicino. Eravamo consapevoli che chi si poteva permettere di entrare nello stabilimento aveva sicuramente soldi anche per la bibita ed il panino, che acquistava al bar vicino alla cassa. E poi c&#39;erano le ragazze.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Obtorto collo, dicevano i latini. Noi, dall&#39;alto della stradina, guardavamo tutto questo mentre pedalavamo. Lo sguardo fisso l&igrave; sulla sinistra, cercando di carpire il segreto che divideva loro (con la bibita in mano e la ragazza accanto) che potevano scegliere tra trampolino sul fiume e vasca olimpionica, da noi che pedalavamo mentre li guardavamo, obtorto collo, appunto.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Senza troppe fatiche la bici, alla fine, ci portava a Mao Beach, il bel pezzo di prato cui accennavo sopra. Non so chi, ma qualcuno lo teneva anche bene quel prato. Forse un contadino l&igrave; vicino che ne faceva foraggio per gli animali. Fatto sta che, con le dovute attenzioni per le ortiche ed i rovi, il posto si presentava sempre gradevole ed accogliente. Si lasciavano le bici sul bordo della stradina e si scendeva, pronti a farsi un tuffo, a giocare a carte o a pallone, a raccontarsi storie e a pescare.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Nessuno mi ha mai spiegato il motivo di quel nome. Forse perch&egrave; era frequentato da fricchettoni, comunisti, capelloni e drogati. Non pensate per&ograve; che girasse eroina o roba pesante. Al massimo, suppongo, girava hashish. Dico suppongo perch&egrave; non ho mai avuto alcuna familiarit&agrave; con le droghe, pur avendo avuto molta familiarit&agrave; con i fricchettoni. Li vedevo, li osservavo, ci parlavo, ci stavo pure bene assieme, nei limiti.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Ma forse Mao era il soprannome di qualcuno, cosa assolutamente possibile. Lo scopritore di quel piccolo angolo di paradiso.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Sia come sia, visto che la giornata poteva essere lunga, qualcosa per distrarci ce la dovevamo pure portare via. La canna da pesca, senza ombra di dubbio. Che non ha mai testimoniato a mio favore, devo ammettere. Come ho sempre guardato i fricchettoni (fin che ce n&#39;erano) con autentica curiosit&agrave;, cos&igrave; ho osservato i pescatori, misteriosi maghi che riescono a circuire mirabilmente le loro prede con il chiaro intento di metterle in padella. Purtroppo io, di tutta quella storia della bava , del piombino e del sughero non ci ho mai capito niente. Fatto sta che ci ho sempre provato, se non altro per emulazione. O forse per sfidare la sfiga di vedere gli altri prendere pesci ed io no. Non so, fate voi.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Insomma una parte della scampagnata era dedicata alle scardole, per quanto mi riguarda. Cio&egrave; quell&#39;unico pesce che si lasciava addirittura prendere al mio amo.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&ldquo; Dato che abbocca voracemente a qualsiasi esca animale le venga presentata &egrave; un pesce apprezzato soprattutto da bambini alle prime armi. Le sue carni sono insipide e liscosissime, pertanto il suo interesse commerciale &egrave; totalmente nullo&rdquo;.[1]<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Fanculo anche wiki.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Occorre davvero infierire? E poi non &egrave; vero che le &ldquo;scardoe&rdquo; fossero una schifezza da mangiare. Fritte non erano poi cos&igrave; male. Non sempre wiki ha ragione, sapete?<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Vicino a Mao Beach c&#39;era il ponte ferrato, dove passavano i treni diretti al sud. Ci passava solo la ferrovia per quel ponte. Mettevamo le dieci lire di alluminio sui binari, aspettavamo che passasse il treno ed eccole l&igrave;, le dieci lire spiattellate e ovali. Non mi ricordo pi&ugrave; cose ce ne facevamo di quelle dieci lire deformate.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Il ponte ferrato, oltre a offrire il divertimento delle dieci lire, dava la possibilit&agrave; di free climbing e jumping. S&igrave;, lo sto dicendo in termini molto trendy e fashion, ma la lochescion (!) si prestava magnificamente a scalate fino alla cima dell&#39;alto ponte e relativi tuffi nel fiume sottostante. Non sperate che io l&#39;abbia mai fatto. Mi bastava lanciarmi dal secondo piano del muro diroccato del quartiere.[2] L&#39;altezza decisamente maggiore e l&#39;idea di andare a finire qualche metro sotto acqua non mi attiravano per nulla. Cos&igrave; mi godevo le acrobazie degli altri, autentici campioni.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">In quegli anni non c&#39;erano piscinette cinesi di plastica a rinfrescare le torride giornate estive degli adolescenti. La globalizzazione doveva ancora deviare le abitudini dei cittadini, e l&#39;industria con i suoi rifiuti tossici non aveva ancora preso pieno possesso del territorio, trasformandolo in una discarica a cielo aperto. Non esisteva ancora la &ldquo;soluzione personalizzata&rdquo; cos&igrave; cara ai promotori finanziari e le risorse erano abbondantemente a disposizione della comunit&agrave;. Le acque dei fiumi, insomma, erano balneabili e questo favoriva la socializzazione. Oggi, al massimo, chi ha un angolo di terrazzo o di verde si compra la piscina gonfiabile made in China. I fiumi non sono pi&ugrave; balneabili, la piscina municipale ha da molto tempo ritirato il trampolino e al suo posto ha fatto affiggere un cartello con scritto &ldquo;Divieto di balneazione&rdquo;, cartello che sempre pi&ugrave; spesso affolla anche le italiche spiagge.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Chiss&agrave; poi che fine hanno fatto le scardole, ingenue e spinose che fossero. Chi si fiderebbe mai oggi di friggere pesci nati e cresciuti nel liquame industrial-modernista?<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">La &ldquo;soluzione personalizzata&rdquo; tipica dei tempi postmoderni &egrave; in realt&agrave; una soluzione di ripiego nata dalla truffa della globalizzazione. Mancando quelle risorse cui ognuno poteva accedere e non volendoci informare sulla drammatica riduzione delle nostre libert&agrave; (di balneazione ma non solo, purtroppo), le elites si prodigano ad informarci che esiste una serie di opzioni altamente qualificate. Si parte dalla piscinetta gonfiabile per arrivare a costose vacanze in posti incontaminati.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Posti che una volta erano presenti nella nostra vita reale e non solo nei convincenti depliant delle agenzie di viaggio, e che le stesse elites hanno provveduto ad allontanare definitivamente per far posto alle loro indecenti speculazioni. A noi, per&ograve;, quei posti bastavano.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Ma noi non abbiamo mai avuto diritto di decidere nulla.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Al massimo abbiamo potuto votare per loro.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">[1]<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Scardinius_erythrophthalmus\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Scardinius_erythrophthalmus<\/a><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">[2]<a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=4745\">http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=4745<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Il fiume in quel tratto faceva una placida ansa, ed un terrapieno erboso collegava l&#39;argine alla stradina che proseguiva tra i campi in prossimit&agrave; della citt&agrave; dove abitavo. 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