{"id":65132,"date":"2021-05-28T09:00:12","date_gmt":"2021-05-28T07:00:12","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65132"},"modified":"2021-05-27T20:55:40","modified_gmt":"2021-05-27T18:55:40","slug":"blocco-licenziamenti-il-problema-che-va-oltre-il-pasticcio-di-orlando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65132","title":{"rendered":"BLOCCO LICENZIAMENTI\/ Il problema che va oltre il pasticcio di Orlando"},"content":{"rendered":"<p><strong>Da: IL SUSSIDIARIO (Natale Forlani)<\/strong><\/p>\n<p class=\"p1\">Le spiegazioni offerte dal ministro del lavoro Orlando, con l\u2019ausilio di numerose interviste, <span class=\"s1\">al pasticcio<\/span> generato dalla norma per la proroga del blocco dei licenziamenti, inserita all\u2019ultimo momento nel testo del decreto \u201cImprese, lavoro e professioni\u201d, non chiariscono affatto l\u2019accaduto. Anzi, confermano la debolezza delle politiche messe in campo per gestire la complicata transizione del nostro mercato del lavoro verso la ripresa post-Covid. Se l\u2019obiettivo era quello di accompagnare l\u2019uscita dal blocco dei licenziamenti per le imprese dei comparti industriali e delle costruzioni, a partire dal 1\u00b0 luglio pv, con la possibilit\u00e0 per le stesse aziende di utilizzare la cassa integrazione ordinaria senza pagare le addizionali contributive normalmente previste, con la condizione di non licenziare i dipendenti fino al 31 dicembre p.v., perch\u00e9 non lo si detto esplicitamente senza ingenerare la confusione con una norma che prevedeva la possibilit\u00e0 da parte delle aziende di richiedere ulteriori mesi di cassa integrazione Covid, prima della scadenza del 30 giugno, allungando fino al 28 agosto il blocco dei licenziamenti?<\/p>\n<p class=\"p1\">La sortita del Ministro Orlando era evidentemente orientata a offrire una risposta alla richiesta avanzata dalle Confederazioni sindacali di allineare la scadenza del blocco dei licenziamenti per i settori dell\u2019industria e delle costruzioni a quella del 31 ottobre prevista per le piccole imprese e per i comparti dei servizi. E che si trattasse di un\u2019iniziativa improvvisata lo dimostra il fatto che la norma non era accompagnata dalla valutazione dell\u2019impatto occupazionale e delle previsioni obbligatorie per la copertura di bilancio per il mancato introito delle addizionali, stimata successivamente in 168 milioni di euro.<\/p>\n<p class=\"p1\">La soluzione finale non ha riscontrato il favore di entrambe le parti sociali, un esito in parte scontato, e si presta a diverse interpretazioni. In teoria dovrebbe consentire di uscire dal blocco, in aggiunta alle imprese che non utilizzano la Cig, anche quelle che la richiedono, pagando le addizionali previste dalla legge ordinaria, e di mantenerlo solo per le singole unit\u00e0 produttive dei grandi gruppi aziendali che utilizzano la Cig agevolata. Tutti aspetti che dovranno essere chiariti con le prossime circolari ministeriali.<\/p>\n<p class=\"p1\">In via generale dovrebbe essere offerta una spiegazione al perch\u00e9 la terapia del blocco dei licenziamenti venga prorogata in Italia senza alcun riscontro analogo negli altri Paesi europei. Con risultati che non sono dissimili nei saldi occupazionali finali, ma che lo sono nella media dei Paesi europei per il contributo offerto dalla componente della nuova occupazione rispetto a quella offerta dal blocco dei licenziamenti in Italia, per un equivalente stimato di mezzo milione di occupati.<\/p>\n<p class=\"p1\">Il risultato non \u00e8 indifferente. Perch\u00e9 non \u00e8 affatto detto la componente dei posti di lavoro \u201csalvaguardati\u201d con il doppio binario della Cig e del blocco si dimostri tale anche in uscita dalle misure di contenimento basate su queste misure. In pratica stiamo cercando di prendere tempo e di allontanare l\u2019amaro calice degli esuberi, in attesa di tempi migliori. Cio\u00e8 di una ripresa dei consumi che si riveli migliore delle previsioni, ovvero, come paventato da molti, che nel frattempo siano state messe in campo adeguate politiche del lavoro per favorire il reinserimento dei disoccupati.<\/p>\n<p class=\"p1\">In realt\u00e0 queste speranze rischiano seriamente di essere deluse. Intanto perch\u00e9 anche queste politiche comportano dei costi. Quelli finanziari, molto consistenti, legati all\u2019ulteriore ampliamento dell\u2019utilizzo delle Cig per un numero molto pi\u00f9 consistente di lavoratori, e per tempi pi\u00f9 lunghi di utilizzo degli ammortizzatori sociali, rispetto a quello previsto per le indennit\u00e0 di disoccupazione (Naspi). Quelli impliciti sono legati al mancato adeguamento delle organizzazioni produttive e all\u2019effetto di scoraggiamento sulle nuove assunzioni. L\u2019effetto conservativo tende a tutelare ulteriormente le componenti pi\u00f9 garantite del mercato del lavoro, e quelle pi\u00f9 socialmente rappresentate, a discapito delle persone che cercano lavoro.<\/p>\n<p class=\"p1\">Anche i provvedimenti adottati per gestire gli esuberi con riduzioni di orario collettivi (i contratti di solidariet\u00e0) e i prepensionamenti anticipati (i contratti di espansione) sono congeniali alle aziende medio grandi o comunque quelle che hanno la possibilit\u00e0 di sostenere gli oneri di questi interventi. Il potenziamento delle risorse pubbliche messe a disposizione, e l\u2019ampliamento del numero delle aziende che possono utilizzare i contratti di espansione, non modificano<span class=\"s1\"> l\u2019essenza del problema<\/span>.<\/p>\n<p class=\"p1\">La combinazione di una riforma espansiva degli ammortizzatori sociali con la promessa di avviare adeguate politiche del lavoro, tanto cara al ministro del Lavoro in carica, e agli altri due ministri che l\u2019hanno preceduto in questa legislatura, non \u00e8 affatto detto che produca l\u2019effetto desiderato. Giova sottolineare che tutti gli studi in materia confermano che esiste un rapporto inverso tra l\u2019ampliamento dei sostegni al reddito e l\u2019efficacia delle politiche attive volte a reinserire i lavoratori. Questo \u00e8 particolarmente vero in Italia dove l\u2019efficacia delle condizionalit\u00e0 per la ricerca attiva del lavoro da parte dei beneficiari dei sostegni al reddito, e la perdita del sussidio nel caso di rifiuto di offerte di lavoro congrue, \u00e8 praticamente inesistente.<\/p>\n<p class=\"p1\">Il complesso delle politiche del lavoro, al di l\u00e0 delle promesse di rafforzare gli interventi rivolti a favorire l\u2019occupabilit\u00e0 e l\u2019orientamento per l\u2019incontro tra la domanda e l\u2019offerta offerta di lavoro, continua a essere caratterizzato da una miriade di interventi e di attori, scoordinati tra loro (ministeri dello Stato, Regioni, Province, istituti di formazione, servizi per l\u2019impiego pubblici e privati, fondi bilaterali delle parti sociali per la formazione e la gestione delle crisi aziendali\u2026). Altrettanto avviene con la proliferazione del numero degli incentivi per le assunzioni e delle modalit\u00e0 di inserimento lavorativo che non sono mancate anche in questa legislatura. Le risorse, i progetti, gli strumenti aumentano, ma altrettanto le distanze con i risultati ottenuti dagli altri Paesi europei. E senza nemmeno analizzare le ragioni dei ripetuti fallimenti che vengono genericamente ricondotte alla dispersione delle competenze tra Stato e Regioni, e alla carenza delle risorse finanziarie.<\/p>\n<p class=\"p1\">Politici, esperti di varia natura, imprenditori e sindacalisti, commentatori specializzati e non, tutti si affannano, a ragione, ad affermare che tutto non sar\u00e0 come prima. In particolare per il lavoro destinato a mutare per le caratteristiche professionali, dei rapporti di lavoro e per le modalit\u00e0 di gestione delle risorse umane. Un vero peccato che questi tratti, gi\u00e0 evidenti in molte parti delle organizzazioni produttive, siano del tutto assenti nelle politiche per il lavoro, che continuano ad assomigliare in modo preoccupante a quelle del passato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/blocco-licenziamenti-il-problema-che-va-oltre-il-pasticcio-di-orlando\/2175714\/\">https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/blocco-licenziamenti-il-problema-che-va-oltre-il-pasticcio-di-orlando\/2175714\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da: IL SUSSIDIARIO (Natale Forlani) Le spiegazioni offerte dal ministro del lavoro Orlando, con l\u2019ausilio di numerose interviste, al pasticcio generato dalla norma per la proroga del blocco dei licenziamenti, inserita all\u2019ultimo momento nel testo del decreto \u201cImprese, lavoro e professioni\u201d, non chiariscono affatto l\u2019accaduto. 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