{"id":65158,"date":"2021-06-01T11:00:24","date_gmt":"2021-06-01T09:00:24","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65158"},"modified":"2021-05-29T11:38:31","modified_gmt":"2021-05-29T09:38:31","slug":"la-comune-di-parigi-e-il-problema-della-rivoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65158","title":{"rendered":"La Comune di Parigi e il problema della rivoluzione"},"content":{"rendered":"<p><strong>Di La Fionda (Marco Montelisciani)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Comune-di-Parigi-1-800x534-1.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Comune-di-Parigi-1-800x534-1.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">[Estratto della prefazione al volume <em><a class=\"rank-math-link\" href=\"https:\/\/www.ibs.it\/comune-di-parigi-raccolta-di-libro-arturo-labriola\/e\/9788899700577\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Comune di Parigi. Raccolta di otto conferenze di Arturo Labriola<\/a><\/em>]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il volume che viene qui pubblicato raccoglie la trascrizione di otto conferenze tenute da Arturo Labriola nel 1906, in occasione del trentacinquesimo anniversario della Comune di Parigi. Per chi, come gli uomini e le donne di questa nostra contemporaneit\u00e0, ha avuto in sorte di vivere in un tempo <em>post<\/em>, in un \u00abtempo senza epoca\u00bb<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/28\/la-comune-di-parigi-e-il-problema-della-rivoluzione\/#_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>, nel quale si presentano \u00abdavanti a noi solo avvenimenti, niente eventi\u00bb<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/28\/la-comune-di-parigi-e-il-problema-della-rivoluzione\/#_ftn2\"><em><sup><strong>[2]<\/strong><\/sup><\/em><\/a><em>, <\/em>pu\u00f2 risultare persino spiazzante l\u2019approccio all\u2019insieme degli avvenimenti di cui questo libro tratta e al modo politico, parziale, partigiano, ma non per questo privo di rigore, in cui l\u2019autore ne d\u00e0 conto. Appunto, perch\u00e9 l\u2019insieme degli avvenimenti qui narrati, analizzati e commentati costituisce un <em>evento<\/em>, inteso come un <em>fatto<\/em> nel quale e attraverso il quale si esprime una forza capace di dire l\u2019epoca. Un evento che si frappone nel preteso <em>continuum<\/em> della storia, per sostituire alla consolatoria apparenza di uno scorrere la realt\u00e0 conturbante di un irrompere. In questo irrompere che dice l\u2019epoca, che impone un ritmo nuovo e diverso al movimento che gli esseri umani compiono nel terreno discreto e nient\u2019affatto fluido della storia, risiede l\u2019arcano della Comune di Parigi, del suo fascino, della persistenza del suo mito, dell\u2019interesse e dei dibattiti che, dopo centocinquanta anni, ancora oggi suscita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il bagno di sangue proletario riservato a Parigi dalla reazione del governo repubblicano di Thiers chiude il <em>secolo breve<\/em> delle rivoluzioni in Francia. Il lampo del 1789 aveva svegliato la vecchia Europa dal torpore aristocratico; la caduta della testa coronata di Luigi XVI aveva indignato e spaventato le dinastie del continente, che giustamente colsero, in quell\u2019atto e in quella rivoluzione, un messaggio di portata universale che travalicava i confini di una nazione; una minaccia esistenziale per le classi che avevano fino ad allora dominato su popoli e territori; uno squillo di tromba che, sotto il vessillo dell\u2019<em>\u00e9galit\u00e9 <\/em>borghese, annunciava l\u2019avvento di un mondo nuovo. La reazione delle monarchie europee fu tremenda, tanto da costringere prima il popolo francese a una eroica resistenza e controffensiva in armi (dal 1793) e poi la Rivoluzione a ripiegare su s\u00e9 stessa, a negare il proprio principio repubblicano, a farsi Impero. L\u2019epopea napoleonica \u2013 la storia della lotta delle forze dell\u2019<em>ancien r\u00e9gime <\/em>per soffocare la rivoluzione borghese e della rivoluzione borghese per autoaffermarsi di fronte e contro l\u2019<em>ancien r\u00e9gime <\/em>nel campo di battaglia europeo<em> \u2013 <\/em>fu una immane tragedia per la Francia e per il continente. Dei circa 30 milioni di abitanti che poteva contare la Francia a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/28\/la-comune-di-parigi-e-il-problema-della-rivoluzione\/#_ftn3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>, furono 1,3 milioni quelli che, arruolati negli sterminati eserciti napoleonici tramite la coscrizione obbligatoria di massa, non sopravvissero. In tutto, quella stagione sanguinosa cost\u00f2 all\u2019Europa quasi 5 milioni di vite umane tra soldati e civili appartenenti a tutte le forze in campo. Mai l\u2019Europa aveva assistito a una simile catastrofe, che rimarr\u00e0 insuperata, per impatto e proporzioni, fino ai due conflitti mondiali del secolo successivo<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/28\/la-comune-di-parigi-e-il-problema-della-rivoluzione\/#_ftn4\"><sup>[4]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Solo in maniera effimera, dopo Lipsia prima e Waterloo poi, le potenze controrivoluzionarie vincitrici si illusero di poter <em>restaurare<\/em> lo stato di cose anteriore al 1789. Il fuoco della rivoluzione covava ancora, infatti, sotto le ceneri del defunto Impero. Il mito dell\u201989 muoveva le coscienze e gli intelletti dei segmenti pi\u00f9 moderni, dinamici e avanzati della societ\u00e0 europea: un quarto di secolo di rivoluzioni, guerre, tragedie di massa e profonde trasformazioni sociali non era trascorso invano e nuove esplosioni si preparavano. La prima replica rivoluzionaria si fece attendere, in Francia, per soli quindici anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La dinastia dei Borbone, reinsediata sul trono di Francia nella persona di Luigi XVIII per volont\u00e0 delle altre case regnanti europee, fu dapprima costretta a concedere almeno il simulacro di istituzioni e libert\u00e0 liberali a una societ\u00e0 ormai abitata nel profondo dalle idee della rivoluzione e da una borghesia che aveva gi\u00e0 sperimentato sia la gestione del potere politico sia l\u2019emancipazione dai vecchi vincoli feudali, e che difficilmente poteva accettare il ritorno <em>sic et simpliciter<\/em> dell\u2019assolutismo e dell\u2019<em>ancien r\u00e9gime.<\/em> Quando per\u00f2, nel 1824, a Luigi XVIII successe Carlo X, insofferente agli elementi liberali della Carta del 1814, l\u2019equilibrio della restaurazione mostr\u00f2 tutta la sua fragilit\u00e0. A farlo crollare bast\u00f2 il tentativo del Primo Ministro Polignac di far approvare con le Ordinanze di Saint-Cloud del 1830, una serie di provvedimenti che \u2013 tra l\u2019altro \u2013 comprimevano la libert\u00e0 stampa, restringevano i criteri censitari del suffragio e sfidavano il Parlamento a maggioranza liberale, imponendo lo scioglimento di un\u2019assemblea appena eletta e non ancora insediata. La protesta contro quello che veniva visto come un tentativo di ripristinare l\u2019assolutismo sfoci\u00f2 nelle <em>tre giornate di luglio<\/em>, al termine delle quali la dinastia dei Borbone, espressione dei vecchi ceti agrari e dei latifondisti, fu finalmente destituita dall\u2019insorgenza di elementi sociali popolari e borghesi, liberali e democratici, radicali e conservatori, repubblicani e monarchici costituzionali. Al suo posto, fu instaurata la monarchia di Luigi Filippo d\u2019Orl\u00e9ans, espressione dei nuovi ceti dell\u2019alta borghesia e dell\u2019aristocrazia finanziaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A proposito dei rapporti politici e di classe che si instaurarono con la Monarchia di luglio, sulle contraddizioni emergenti all\u2019interno della stessa borghesia, sul ruolo giocato dallo Stato e dall\u2019indebitamento pubblico in questa dinamica, e infine sul modo in cui si arriv\u00f2 alla rivoluzione del febbraio 1848 e alla nascita della seconda Repubblica, non si pu\u00f2 che rimandare alla mirabile lettura che di tutto ci\u00f2 diede Karl Marx ne <em>Le lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850<\/em>, primo capitolo della sua trilogia di scritti sugli sconvolgimenti politici che riguardarono la Francia del suo tempo. La coalizione di forze sociali e politiche che fu alla base della rivoluzione di febbraio \u2013 una volta risolta in favore della borghesia industriale e repubblicana la contesa con la frazione parassitaria, finanziaria e monarchica del capitale \u2013 ripropose immediatamente un nuovo pi\u00f9 profondo e radicale antagonismo tra le due classi principali della moderna societ\u00e0 capitalistica: la borghesia e il proletariato. Marx interpreta da questa prospettiva le convulsioni e i conflitti che da subito attraversarono il Governo provvisorio e poi l\u2019Assemblea costituente della seconda Repubblica francese, fino ad arrivare alla <em>disfatta di giugno<\/em>, avvenuta quando la maggioranza borghese dell\u2019Assemblea costituente, eletta con le elezioni di aprile, e il nuovo Governo che ne fu espressione, disposero la soppressione dei <em>Laboratori nazionali <\/em>voluti da Louis Blanc, presidente della Commissione sui temi del lavoro insediata al Palazzo del Lussemburgo (un surrogato di quel vero Ministero del lavoro la cui istituzione le frazioni borghesi non vollero mai concedere). I <em>Laboratori nazionali<\/em> erano il segno pi\u00f9 visibile e politicamente rilevante della preponderante presenza operaia nell\u2019insurrezione di febbraio, nonch\u00e9 il primo sperimentale tentativo di partecipazione operaia alla gestione di una parte della produzione nazionale e di affermazione di quel <em>diritto al lavoro <\/em>che era stata la principale parola d\u2019ordine delle componenti socialiste della coalizione rivoluzionaria. Facile capire come le frange borghesi del Governo e dell\u2019Assemblea vedessero come una minaccia la forza politica acquisita dalla classe operaia con la rivoluzione; perci\u00f2, appena le elezioni ebbero ridotta quella forza, esse lavorarono affinch\u00e9 venissero presto soppressi sul nascere i <em>Laboratori nazionali<\/em> di Blanc. Ci\u00f2 spinse gli operai alla sommossa, che si svilupp\u00f2 in quattro giornate dal 23 al 26 giugno. Fu una disfatta, che la classe operaia parigina pag\u00f2 con il sangue di migliaia di uomini, con l\u2019estromissione dei suoi rappresentanti dal Governo, con la cancellazione di tutti i provvedimenti a carattere sociale attuati dopo la rivoluzione. Ma quella sommossa sanc\u00ec anche l\u2019ingresso in grande stile sul terreno della storia europea della moderna classe operaia rivoluzionaria<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/28\/la-comune-di-parigi-e-il-problema-della-rivoluzione\/#_ftn5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se i mesi immediatamente successivi alla rivoluzione di febbraio avevano dimostrato la radicalit\u00e0 dell\u2019antagonismo esistente \u00abtra le due classi in cui \u00e8 divisa la societ\u00e0 moderna\u00bb, quelli successivi alla disfatta di giugno dovevano dimostrare che nessuna di quelle due classi aveva in Francia, in quel frangente storico, la maturit\u00e0 politica e la forza di ergersi a classe generale e di esercitare una reale egemonia sulla maggioranza della nazione: \u00abLa borghesia aveva gi\u00e0 perduto la facolt\u00e0 di governare la nazione e il proletariato non l\u2019aveva ancora acquistata\u00bb<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/28\/la-comune-di-parigi-e-il-problema-della-rivoluzione\/#_ftn6\"><sup>[6]<\/sup><\/a>, dir\u00e0 Marx. Parigi, la sua modernit\u00e0, le sue classi non erano la nazione. La maggioranza numerica del popolo francese era costituita dalla provincia e dai contadini piccoli proprietari, i quali, in assenza di una classe generale capace di guidare egemonicamente l\u2019insieme della societ\u00e0, utilizzarono il suffragio universale conquistato dalla rivoluzione di Parigi per eleggere, nelle elezioni presidenziali del 10 dicembre, il <em>loro<\/em> presidente: Luigi Bonaparte, nipote di Napoleone. Per Marx, \u00abil 10 dicembre 1848 fu il giorno dell\u2019\u201cinsurrezione dei contadini\u201d\u00bb<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/28\/la-comune-di-parigi-e-il-problema-della-rivoluzione\/#_ftn7\"><sup>[7]<\/sup><\/a>, addirittura \u00abil colpo di Stato dei contadini\u00bb<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/28\/la-comune-di-parigi-e-il-problema-della-rivoluzione\/#_ftn8\"><sup>[8]<\/sup><\/a>, \u00abuna reazione dei contadini, che avevano dovuto pagare le spese della rivoluzione di febbraio, contro le altre classi della nazione; una reazione della campagna contro la citt\u00e0\u00bb<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/28\/la-comune-di-parigi-e-il-problema-della-rivoluzione\/#_ftn9\"><sup>[9]<\/sup><\/a>. Nel secondo capitolo della sua trilogia, Marx d\u00e0 conto, in maniera memorabile e insuperata, del modo in cui dal 10 dicembre 1848 si arriv\u00f2 al 2 dicembre 1851 ovvero al <em>18 brumaio di Luigi Bonaparte<\/em>; di come la <em>tragedia<\/em> si ripet\u00e9 in <em>farsa<\/em>; di come nuovamente la Repubblica divenne Impero, il Presidente divenne Imperatore e il nipote di Bonaparte divenne quel Napoleone III che condurr\u00e0 \u2013 essendovi a sua volta condotto dal pi\u00f9 abile Bismarck \u2013 la Francia alla disastrosa guerra del 1870-1871 contro la Prussia, che sar\u00e0 l\u2019antefatto immediato della Comune. Da qui le otto conferenze pubblicate in questo volume iniziano a ricostruire fatti, avvenimenti, personaggi che condussero al massacro del maggio 1871 che concluse tragicamente la breve esperienza comunarda. La guerra fu una rapida e clamorosa disfatta per la Francia, che a S\u00e9dan perse il suo Imperatore, fatto prigioniero e costretto ad abdicare. Mentre la nazione veniva invasa, a Parigi fu proclamata la Repubblica al cui vertice si insedi\u00f2 un governo di Difesa nazionale guidato da un personale politico con idee e storie individuali monarchiche. La capitale assediata voleva resistere, ma ancora una volta si dimostr\u00f2 che Parigi non era la nazione: la Francia voleva la pace e per ottenerla era pronta ad accettare una capitolazione umiliante; il popolo parigino voleva combattere e si preparava a resistere in armi. Proprio il fallito tentativo da parte del governo di Difesa nazionale di disarmare il popolo doveva lasciare la citt\u00e0 nelle mani di questo, che vi instaur\u00f2 il primo governo socialista della storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si pu\u00f2 pensare la Comune di Parigi come l\u2019esito e il drammatico compimento dei decenni convulsi di cui, senza pretesa di esattezza n\u00e9 di esaustivit\u00e0, si \u00e8 finora provato a restituire un quadro d\u2019insieme, nell\u2019arco dei quali la Francia cambi\u00f2 per ben sette volte la propria forma di Stato, ogni volta passando attraverso esperienze traumatiche come rivolgimenti interni o sconfitte militari. In questo senso, si pu\u00f2 dire anche che la Comune di Parigi chiuda il ciclo delle rivoluzioni borghesi aperto nel 1789 e apra quello delle rivoluzioni proletarie e che dunque, da questo punto di vista, annunci il Novecento. Allo stesso tempo, la Comune rappresenta l\u2019atto finale della lunga epoca in cui la Francia fu il centro propulsivo delle innovazioni politiche in Europa, oltre che la potenza egemone del continente. Dopo l\u2019unificazione tedesca, compiuta proprio in seguito alla sconfitta francese nella guerra del 1870-1871, sar\u00e0 infatti chiaro che il baricentro politico dell\u2019Europa migrer\u00e0 da Parigi a Berlino. Ci\u00f2 sar\u00e0 vero sia dal punto di vista della politica di potenza degli Stati, sia dal punto di vista della capacit\u00e0 delle rispettive borghesie nazionali di guidare lo sviluppo capitalistico, ma anche dal punto di vista della capacit\u00e0 e forza politica del movimento operaio nonch\u00e9 degli equilibri, all\u2019interno del movimento internazionale, tra le varie organizzazioni rappresentanti i lavoratori dei diversi Paesi.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/28\/la-comune-di-parigi-e-il-problema-della-rivoluzione\/#_ftnref1\">[1]<\/a> M. Tronti, <em>Dello spirito libero<\/em>, Il Saggiatore, Milano 2015, p. 304.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/28\/la-comune-di-parigi-e-il-problema-della-rivoluzione\/#_ftnref2\">[2]<\/a> <em>Ivi<\/em>, p. 209.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/28\/la-comune-di-parigi-e-il-problema-della-rivoluzione\/#_ftnref3\">[3]<\/a> C. Diebolt-F. Perrin, <em>Understanding demographic transitions. An overview of French Historical Statistics<\/em>, Springer, Berlino 2017, p. 3<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/28\/la-comune-di-parigi-e-il-problema-della-rivoluzione\/#_ftnref4\">[4]<\/a> \u00abOverall, the Napoleonic Wars resulted in some five million dead, the same proportion of Europe\u2019s population as was to be claimed by the conflict of 1914\u201318\u00bb. (David Gates, <em>The Napoleonic Wars 1803-1815, <\/em>Random House, Londra 2003, p. 442.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/28\/la-comune-di-parigi-e-il-problema-della-rivoluzione\/#_ftnref5\">[5]<\/a> Per Marx quella di giugno sar\u00e0 \u00abla prima grande battaglia tra le due classi in cui \u00e8 divisa la societ\u00e0 moderna\u00bb (<em>Le lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850<\/em>, Editori Riuniti, Roma 1962, p. 51). Lenin (\u201cI destini storici della dottrina di Karl Marx\u201d, in <em>Opere VIII \u2013 aprile 1912-marzo 1913<\/em>, Editori Riuniti, Roma 1962, p. 561-562) sottolineer\u00e0 come la lezione che i fatti del giugno 1848 impartirono al movimento rivoluzionario mettendo di fronte alla loro inconsistenza le teorie, come quella di Louis Blanc, che propugnavano l\u2019idea di un socialismo senza lotta di classe: \u00abLa rivoluzione del 1848 assesta un colpo mortale a tutte queste forme rumorose, variopinte, chiassose del socialismo <em>premarxista<\/em>. [\u2026] Il massacro degli operai parigini consumato dalla borghesia repubblicana, nelle giornate del giugno 1848, attesta in modo definitivo la natura socialista del <em>solo<\/em> proletariato.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/28\/la-comune-di-parigi-e-il-problema-della-rivoluzione\/#_ftnref6\">[6]<\/a> K. Marx, <em>La guerra civile in Francia<\/em>, Editori Riuniti, Roma 1974, p. 79.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/28\/la-comune-di-parigi-e-il-problema-della-rivoluzione\/#_ftnref7\">[7]<\/a> K. Marx,<em> Le lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850<\/em>, p. 66.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/28\/la-comune-di-parigi-e-il-problema-della-rivoluzione\/#_ftnref8\">[8]<\/a> <em>Ibidem<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/28\/la-comune-di-parigi-e-il-problema-della-rivoluzione\/#_ftnref9\">[9]<\/a> K. Marx, <em>Il diciotto brumaio di Luigi Bonaparte, <\/em>Editori Riuniti, Roma 1962, p. 33.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/28\/la-comune-di-parigi-e-il-problema-della-rivoluzione\/\"><strong>https:\/\/www.lafionda.org\/2021\/05\/28\/la-comune-di-parigi-e-il-problema-della-rivoluzione\/<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di La Fionda (Marco Montelisciani) [Estratto della prefazione al volume La Comune di Parigi. Raccolta di otto conferenze di Arturo Labriola] Il volume che viene qui pubblicato raccoglie la trascrizione di otto conferenze tenute da Arturo Labriola nel 1906, in occasione del trentacinquesimo anniversario della Comune di Parigi. Per chi, come gli uomini e le donne di questa nostra contemporaneit\u00e0, ha avuto in sorte di vivere in un tempo post, in un \u00abtempo senza epoca\u00bb[1],&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":105,"featured_media":58069,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/La_Fionda.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-gWW","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65158"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/105"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=65158"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65158\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65159,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65158\/revisions\/65159"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/58069"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=65158"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=65158"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=65158"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}