{"id":65173,"date":"2021-05-31T09:30:15","date_gmt":"2021-05-31T07:30:15","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65173"},"modified":"2021-05-31T08:10:24","modified_gmt":"2021-05-31T06:10:24","slug":"luomo-contemporaneo-nellabisso-della-tecnica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65173","title":{"rendered":"L\u2019UOMO CONTEMPORANEO NELL\u2019ABISSO DELLA TECNICA"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>INSTORIA (Federico Fracassi)<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Nel secondo dei tre\u00a0<em>imperativi categorici<\/em>\u00a0che Kant (1724-1804) definisce costituenti la\u00a0<em>vera<\/em>\u00a0morale, \u00e8 da ritrovare l\u2019auspicio costantemente disatteso dell\u2019et\u00e0 contemporanea: \u00ab<em>agisci in modo da trattare l\u2019uomo cos\u00ec in te come negli altri sempre anche come fine, non mai solo come mezzo<\/em>\u00bb. Non a caso infatti il destino di quella che i Greci chiamavano\u00a0<em>techne<\/em>\u00a0\u00e8 argomento esemplarmente frequentato da gran parte dei Dialoghi platonici in tono paideutico, gi\u00e0 allora volto a mettere i cittadini della\u00a0<em>polis<\/em>\u00a0sull\u2019avviso riguardo ai rischi a esso connessi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Per il potente mezzo del mito di Prometeo ed Epimeteo, nel\u00a0<em>Protagora<\/em>\u00a0Platone narra una genesi dell\u2019uomo in cui \u00e8 cardinale la Tecnica. \u00c8 qui interessante notare come l\u2019etimologia dei nomi di questi due personaggi dia al lettore traccia del loro ruolo: dal greco si possono tradurre rispettivamente in \u201ccolui che riflette prima\u201d e \u201ccolui che riflette dopo\u201d su come svolgere il compito assegnato dagli d\u00e8i: distribuire caratteristiche e facolt\u00e0 adatte alla sopravvivenza alle \u201cstirpi mortali\u201d per cui era tempo di venire al mondo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Epimeteo volle occuparsi di tale distribuzione, lasciando a Prometeo l\u2019impegno finale di controllare il lavoro svolto: forn\u00ec gli animali di forza fisica, artigli, spesse corazze o mantelli e la possibilit\u00e0 di nutrirsi dei frutti spontanei della terra o di altri animali pi\u00f9 riproduttivi per impedire squilibri tra le specie. Ma lasci\u00f2 improvvidamente per ultima l\u2019umanit\u00e0, alla quale non aveva pi\u00f9 risorse divine da assegnare. Prometeo osserv\u00f2 gli umani indifesi alla merc\u00e9 delle fiere e delle intemperie, cos\u00ec decise di compiere il fatale gesto di piet\u00e0 che gli valse la collera di Zeus e il confinamento nelle profondit\u00e0 del Tartaro: rub\u00f2 agli d\u00e8i il fuoco e le arti meccaniche per donarle agli uomini nel tentativo di salvarli dalla distruzione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Tuttavia Zeus vide che il sacrilegio di Prometeo non fu sufficiente, perch\u00e9 gli uomini non sapevano collaborare e si offendevano a vicenda finendo per separarsi e quindi a esporsi nuovamente al pericolo e alla morte. Ordin\u00f2 dunque a Hermes di fornire loro i sentimenti di Giustizia e Pudore, componenti della\u00a0<em>virt\u00f9 politica<\/em>, cosicch\u00e9 potessero organizzarsi in citt\u00e0 difese, aiutarsi nel soddisfacimento dei bisogni fondamentali e condurre una vita associata.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">A millenni di distanza, la forza del mito non si smentisce. L\u2019orrenda punizione di Prometeo e l\u2019indefesso rapporto dialettico di Platone con la Tecnica sono sufficienti a evidenziare con quanto anticipo uno spirito magno del pensiero greco avesse paventato ci\u00f2 di cui i grandi del pensiero contemporaneo hanno dato ragione. Ma per capire cos\u2019\u00e8 oggi la Tecnica non basta pi\u00f9 il pur imprescindibile strumento \u201cpedagogico\u201d della mitologia classica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Il tedesco Martin Heidegger (1889-1976), la cui vastissima analitica esistenziale ha a cuore la questione dell\u2019Essere, riprende da Aristotele il binomio\u00a0<em>physis\/techne\u00a0<\/em>(natura\/tecnica) per denunciare la tendenza dell\u2019uomo contemporaneo a\u00a0<em>cadere nell\u2019alienazione e nell\u2019inautenticit\u00e0<\/em>,<em>\u00a0<\/em>poich\u00e9 ha perso \u2013 anche a causa di una smodata concezione della tecnica \u2013 la capacit\u00e0 di relazionarsi a ci\u00f2 che \u00e8 \u201cnaturalmente\u201d, o \u00abinnanzitutto e per lo pi\u00f9\u00bb, abituato ormai a considerare l\u2019<em>ente<\/em>\u00a0come tale solo quando \u00e8 artefatto o prodotto per uno scopo conoscibile e condivisibile.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">La condizione in cui versa l\u2019umanit\u00e0 nell\u2019Et\u00e0 della Tecnica, Heidegger la considera\u00a0<em>apertis verbis<\/em>\u00a0una condizione patologica a cui il Neokantismo, la Fenomenologia e l\u2019Esistenzialismo \u2013 in cui egli si form\u00f2 \u2013 non davano un\u2019adeguata risposta. Tale condizione \u00e8 l\u2019\u201doblio dell\u2019Essere\u201d. Ma il fiore all\u2019occhiello dell\u2019opera heideggeriana sta nella sua dimensione \u201cpratica\u201d, cio\u00e8 nella sua volont\u00e0 di riconfigurare una forma di pensiero in cui l\u2019<em>ente privilegiato<\/em>\u00a0da cui prendere le mosse per indagare l\u2019Essere sia proprio l\u2019uomo, con l\u2019obiettivo di orientarlo al suo \u201cmodo d\u2019essere pi\u00f9 proprio\u201d, sottraendolo al vaniloquio, alla mortificazione e all\u2019immiserimento del pensiero favoriti dal volto barbarico dell\u2019incombente societ\u00e0 di massa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">La Tecnica \u00e8 disposizione di una ragione ben lontana da quella in cui Kant, da egregio illuminista, trovava l\u2019unico\u00a0<em>dato<\/em>\u00a0e affidabile cemento con cui edificare etica e morale. Essa \u00e8 da tenere a bada perch\u00e9 intende tutto l\u2019essente come mero strumento, allarga il divario tra natura e cultura, si \u00e8 smarcata dalla capacit\u00e0 dell\u2019uomo di entrare in risonanza emotiva con il prossimo e si evolve senza limiti, isolatamente rispetto all\u2019intelligenza sociale e quindi a detrimento di essa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Una qualsiasi scienza, peraltro, finisce spesso per snaturarsi al servizio della Tecnica: si trasforma da\u00a0<em>metodo<\/em>\u00a0in\u00a0<em>dogma<\/em>\u00a0dal momento che non stabilisce n\u00e9 percepisce pi\u00f9 un\u00a0<em>fine<\/em>\u00a0al di fuori del proprio solido avanzamento. In molti casi, non tiene conto che la capacit\u00e0 di sopportazione del pianeta e della stessa specie umana sono incompatibili col\u00a0<em>paradigma della crescita infinita\u00a0<\/em>(a es. tecnologica)<em>\u00a0<\/em>e supera con facilit\u00e0 impedimenti di carattere giuridico o religioso, finendo per servirsi della politica anzich\u00e9 sottostarle. Questo modello era gi\u00e0 un importante concorrente alla\u00a0<em>svalutazione dei valori<\/em>\u00a0annunciata da Nietzsche \u2013 cruciale conoscitore delle insidie della Tecnica \u2013 come fenomeno prodromico al Nichilismo, laddove almeno l\u2019Europa non era pi\u00f9 terreno adatto alla formazione di nuovi valori, o alla \u201ccomparsa di nuovi d\u00e8i\u201d che fossero predicabili di\u00a0<em>trascendenza<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">La Scienza assoggettata dalla Tecnica dimentica, ad esempio, il principio di falsificabilit\u00e0 esposto dal filosofo Karl Popper (1902-1994), che l\u2019enciclopedia Treccani cos\u00ec sintetizza:\u00a0<em>\u00ab[\u2026] teoria della concezione in base alla quale un\u2019ipotesi o una teoria ha carattere scientifico soltanto quando \u00e8 suscettibile di essere smentita dai fatti dell\u2019esperienza<\/em>\u00bb, poich\u00e9 non c\u2019\u00e8 fatto o esperienza che scalfisca il carattere trascendentale del dogma. Pi\u00f9 in generale, se la scienza diviene dogma, quella che prima era\u00a0<em>fiducia<\/em>\u00a0nel \u201cprogresso\u201d ora si trasforma in una\u00a0<em>fede<\/em>, sfociando facilmente in un fanatismo in grado di equivalere ai pi\u00f9 accaniti fondamentalismi religiosi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Il Ventesimo secolo offre i pi\u00f9 estremi esempi di scienza corrotta dallo sciovinismo tecnico, spogliata della sua originaria dimensione umanistica. Per citarne solo alcuni tra i pi\u00f9 tristemente famosi: l\u2019eugenetica nazista e la bomba atomica di Oppenheimer.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ma vi \u00e8 lucida follia perfino in quelli che sembrano\u00a0<em>dettagli\u00a0<\/em>tra i gesti di morte del Novecento, come la scelta di chiamare\u00a0<em>Necessary Evil\u00a0<\/em>l\u2019aereo militare USA che sganci\u00f2 la prima bomba atomica su Hiroshima nel 1956, il ch\u00e9 ha indotto a sospettare che non siano tanto gli uomini della storia a deliberare consapevolmente sull\u2019implementazione di certi mezzi, bens\u00ec la disponibilit\u00e0 stessa di tali mezzi al culmine della razionalit\u00e0 tecnica, la quale si autodichiara\u00a0<em>necessaria<\/em>, ponendosi come un distorto \u201c<em>deus vult<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u00c8 utile alla comprensione del vasto argomento, soprattutto in merito alla vicenda italiana, la distinzione tra progresso e sviluppo offerta da Pierpaolo Pasolini (1922-1975) in\u00a0<em>Scritti Corsari<\/em>, edito post mortem nel 1975. Qui il cineasta filosofo pone l\u2019accento su come la categoria del progresso sia \u00ab<em>opposta e addirittura inconciliabile<\/em>\u00bb a quella dello sviluppo, su come la percezione della parola \u201cprogresso\u201d cambi radicalmente a seconda dell\u2019estrazione sociale e (almeno al suo tempo) della parte politica. La categoria dello sviluppo \u00e8 attribuita da Pasolini alla \u00ab<em>destra economica<\/em>\u00bb e non alla \u00ab<em>destra ideologica<\/em>\u00bb e consiste nell\u2019interesse a produrre tutto il producibile, rovinando nella produzione di \u00ab<em>beni superflui<\/em>\u00bb, non considerando che ci\u00f2 toglie attenzione e risorse alla produzione dei \u00ab<em>beni necessari<\/em>\u00bb al comune benessere, quella in cui i lavoratori individuavano il progresso e che costituiva \u2013 virtualmente \u2013 l\u2019obiettivo della sinistra.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ma la tendenza alla\u00a0<em>separazione della politica dalla morale<\/em>\u00a0e uno strumentale travisamento del\u00a0<em>machiavellismo politico<\/em>, estendibili grosso modo all\u2019intero occidente contemporaneo, hanno sdoganato nell\u2019immaginario comune il gi\u00e0 citato\u00a0<em>paradigma della crescita infinita<\/em>. Almeno a partire dalla caduta del Muro di Berlino, questi viene consultato senza contemplare serie alternative.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Per esempio, anche di fronte all\u2019evidente incompatibilit\u00e0 ecologica o all\u2019aumento delle disparit\u00e0 socio economiche, negli anni Settanta un motto riferito alla disciplina economica neoliberale angloamericana tuonava \u00ab<em>there is no alternative<\/em>\u00bb, poich\u00e9 anch\u2019essa si andava delineando di fatto come figlia del dogma della Tecnica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">James Hillman (1926-2011), autorit\u00e0 mondiale in materia di psicologia, utilizza una metafora mordace per criticare la pessima ricezione sociale di questo andamento, riferendosi contemporaneamente all\u2019aumento esponenziale della popolazione mondiale: \u00ab<em>l\u2019unica cosa che cresce nel corpo umano oltre un certo limite \u00e8 il cancro<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Forse \u00e8 nel recupero delle antiche nozioni greche di \u201climite\u201d e di \u201cmisura\u201d \u2013 provenienti addirittura dal pensiero presocratico \u2013 che risiede una possibilit\u00e0 di salvezza dell\u2019uomo contemporaneo dalla rovinosa deriva della\u00a0<em>techne<\/em>, unitamente alla restaurazione di un rapporto dialettico adeguato dell\u2019uomo moderno con essa, quindi alla capacit\u00e0 di ammettere un errore epocale e ripensarsi come un essere\u00a0<em>limitato<\/em>, ma non per questo infelice.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Certo \u00e8 che non esiste ancora, nella storia della filosofia n\u00e9 in quella della scienza, un prontuario sicuro da seguire per riscattare una volta per tutte l\u2019umanit\u00e0 dalla \u00ab<em>vergogna prometeica<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u00ab<em>L\u2019umanit\u00e0 che tratta il mondo come un mondo da buttar via, finir\u00e0 per trattare se stessa come un\u2019umanit\u00e0 da buttar via\u00bb<\/em>. Gunther Anders (1902-1992).<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"http:\/\/www.instoria.it\/home\/prometeo_epimeteo.htm\">http:\/\/www.instoria.it\/home\/prometeo_epimeteo.htm<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di INSTORIA (Federico Fracassi) Nel secondo dei tre\u00a0imperativi categorici\u00a0che Kant (1724-1804) definisce costituenti la\u00a0vera\u00a0morale, \u00e8 da ritrovare l\u2019auspicio costantemente disatteso dell\u2019et\u00e0 contemporanea: \u00abagisci in modo da trattare l\u2019uomo cos\u00ec in te come negli altri sempre anche come fine, non mai solo come mezzo\u00bb. 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