{"id":65192,"date":"2021-06-02T00:24:44","date_gmt":"2021-06-01T22:24:44","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65192"},"modified":"2021-06-01T21:31:20","modified_gmt":"2021-06-01T19:31:20","slug":"delocalizzazione-dopo-la-classe-operaia-i-colletti-bianchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=65192","title":{"rendered":"Delocalizzazione, dopo la classe operaia, i colletti bianchi?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di OLIVIER LLUANSI e JEAN-PHILIPPE COLLIN<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><i>Articolo comparso sul quotidiano francese \u00abLes \u00c9chos\u00bb a proposito della delocalizzazione dei processi ingegneristici che interessa il tessuto industriale del Paese d\u2019Oltralpe. Il fenomeno aumenter\u00e0 ancora di pi\u00f9 con lo smartworking. Urge una riflessione sui pericoli del lavoro a distanza e delle nuove forme di delocalizzazione anche nel nostro Paese. <\/i><\/em><em><i>Ringraziamo Olivier Crouzier per la traduzione. (LA REDAZIONE)<\/i><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo le fabbriche, ora sono ingegneri e tecnici ad andarsene via dalla Francia, come conseguenza delle differenze del costo del lavoro, del successo della digitalizzazione e del telelavoro: la minaccia riguarda 150.000 impieghi altamente qualificati. Come si possono (ri)costruire le fabbriche e produrre nuovi prodotti, quando gli uomini e le donne per concepirli non ci saranno pi\u00f9?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I rischi di interruzioni degli approvvigionamenti che si osservano oggi precedono alla crisi Covid, la quale ha enfatizzato una vulnerabilit\u00e0 strutturale legata alla nostra deindustrializzazione. Il rapporto Potier\u00a0oppure gli studi sulla rilocalizzazione tracciano la strada per una nostra riconquista industriale. Le fabbriche che torneranno in Francia non sono paragonabili a quelle che sono sparite. Saranno pi\u00f9 digitalizzate, compatibili con le esigenze ambientali, cercheranno di ibridare prodotti e servizi, flessibili\u2026 Insomma, saranno all\u2019avanguardia! Il PIL industriale potrebbe aumentare di una cinquantina di miliardi di euro, cio\u00e8 quasi del +25%, colmando il deficit commerciale francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, c\u2019\u00e8 un\u2019ombra: la delocalizzazione del sapere ingegneristico. L\u2019ingegneria concepisce sia i prodotti di domani, sia il modo di produrli. \u00c9 il cuore del nostro \u201cgenio industriale\u201d del quale fanno parte anche il design e la ricerca. Queste \u201carti\u201d sono particolarmente presenti nel settore automobilistico, ferroviario, navale, aeronautico, difesa, energia o telecomunicazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Francia, l\u2019ingegneria impiega 700.000 ingegneri e tecnici. In Europa, pesa tra il 2% e l\u20198% del PIL, a seconda del paese. Tali attivit\u00e0 sono per lo pi\u00f9 svolte all\u2019interno delle grandi aziende (tra il 50% e il 70%), il resto \u00e8 esternalizzato. Con Altran e Alten, la Francia dispone delle aziende leader mondiali dei processi ingegneristici esternalizzati; senza dimenticare AKKA, Segula, Expleo e tutta una rete di imprese pi\u00f9 piccole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Costi ridotti fino al 50%<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, per\u00f2, l\u2019ingegneria va via dalla Francia. Senza chiusure di fabbriche, senza fumo, n\u00e9 pneumatici bruciati, tanto meno scioperi. Il movimento \u00e8 silenzioso. L\u00ec dove ci sarebbero stati cinque ingegneri francesi, ne mettiamo oggi dieci in \u201cfront-office\u201d, venti dell\u2019Europa centrale in \u201cmiddle-office\u201d e trenta ingegneri dell\u2019Asia in \u201cback-office\u201d. Ed ecco che ad un tratto, i costi si riducono dal 30 al 50%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rispondere alle esigenze dei committenti senza delocalizzare \u00e8 ormai impossibile. Anche i grandi gruppi delocalizzano i propri reparti d\u2019ingegneria. I dati della professione mostrano che il tasso di offshoring di tali reparti oscilla tra il 6% e il 7% (India, Marocco e Romania sono le destinazioni preferite). Il tasso raggiunge il 35% negli Stati Uniti e nel Regno Unito per via dei numerosi front-office indiani, della vicinanza linguistica e anche dello scarso interesse, in quei Paesi, per il mestiere di ingegnere e, conseguentemente, della sua mancanza di notoriet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa situazione ci fornisce la misura della minaccia: in Francia, il 25% circa dell&#8217;attivit\u00e0 \u00e8 a rischio. Si tratta di almeno 150.000 impieghi molto qualificati, di cui 90.000 ingegneri!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un rischio sistemico per la filiera degli ingegneri francesi, tanto apprezzata all\u2019estero e per la quale dobbiamo une parte del \u201cgenio francese\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Rischio di declassamento<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sfida \u00e8 facilmente quantificabile perch\u00e9, secondo le nostre stime, una delocalizzazione massiccia degli ingegneri ridurrebbe di tre miliardi di euro circa i costi delle aziende francesi. \u00c8 molto, ma \u00e8 anche \u201cgestibile\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Numerosi studi sottolineano che il \u201ccredito d\u2019imposta ricerca\u201d (<em>cr\u00e9dit imp\u00f4t recherche<\/em>) potrebbe essere pi\u00f9 esigente e strategico. Perch\u00e9 non condizionare questi 6 miliardi di euro alla localizzazione in Francia di una quota (almeno il 70%) dei reparti ingegneristici?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I nostri nuovi centri produttivi saranno supportati dalle ingegnerie di produzione, mentre quelle di concezione reinventeranno la coppia prodotti-servizi. Spogliati dell\u2019ingegneria, saremo di fronte ad un grande rischio di delocalizzazione industriale e, infine, di declino irreversibile del nostro Paese. L\u2019ingegneria \u00e8 il cuore della nostra rinascita industriale, l\u2019ultima cosa da non lasciare partire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>(traduzione di OLIVIER CROUZIER)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><em><strong>Note<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1)Si tratta di un rapporto ufficiale del Ministero dell\u2019Economia e del Ministero dell\u2019Istruzione, Ricerca e Innovazione con cui si delinea la politica industriale della Francia per quanto riguarda i settori tecnologici d\u2019avanguardia (NdT).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>fonte: <a href=\"https:\/\/www.lesechos.fr\/idees-debats\/cercle\/opinion-delocalisations-apres-les-cols-bleus-les-cols-blancs-1313152\">\u00abLes \u00c9chos\u00bb, 6.5.2021<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLIVIER LLUANSI e JEAN-PHILIPPE COLLIN Articolo comparso sul quotidiano francese \u00abLes \u00c9chos\u00bb a proposito della delocalizzazione dei processi ingegneristici che interessa il tessuto industriale del Paese d\u2019Oltralpe. 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